129 - Approvata la nuova legge regionale sull’urbanistica
8 Gennaio 2018

L’Assemblea Legislativa ha approvato nella seduta del 19 dicembre 2017, dopo un lungo confronto durato circa un anno con le categorie economiche, gli enti locali, gli ordini professionali e i sindacati, la nuova Legge Regionale “Disposizioni regionali sulla tutela e l’uso del territorio” che sarà operativa dal giorno 1 gennaio 2018. Questi, in estrema sintesi, i punti principali della legge.

Consumo di suolo: limite del 3% per i Comuni
Lo scopo della legge è introdurre gradualmente il principio del consumo di suolo a saldo zero.
Ogni Comune, dopo un periodo transitorio e fino al 2050, non dovrà superare un’espansione del 3% del territorio urbanizzato.
Tale limite non verrà applicato solo per progetti capaci di sostenere lo sviluppo e l’attrattività del territorio: le opere pubbliche e i parchi urbani, gli insediamenti strategici di rilievo regionale, gli ampliamenti delle attività produttive esistenti.
E’ prevista anche una disciplina ad hoc per tutelare e valorizzare il territorio agricolo che prevede la possibilità di costruire nuovi fabbricati se funzionali alle aziende o se inseriti in un piano di ammodernamento dell’attività rurale, oltre a incentivi per la demolizione dei fabbricati dismessi.
Per i progetti agricoli o urbani, gli incentivi consistono nello scomputo dei contributi di costruzione fino al 50% dei costi sostenuti per lo svolgimento di concorsi di progettazione.


Incentivi alla rigenerazione urbana e adeguamento sismico: 30 milioni a fondo perduto
La legge, come richiesto da ANCE Emilia-Romagna, prevede incentivi economici per la rigenerazione urbana e gli interventi di adeguamento sismico ed efficientamento energetico.
In particolare, la Regione stanzierà entro il 2020 contributi fino a 30 milioni di euro a fondo perduto per la rigenerazione delle città. Inoltre, sono previsti incentivi fiscali, volumetrici, legati alla qualità del progetto, oltre a procedure più veloci e snelle.
Tra le novità, per quanto riguarda l’adeguamento sismico, vi è una norma “sblocca interventi” che prevede la possibilità per il 50% dei proprietari di un edificio di imporne la realizzazione alla restante quota di proprietari, anche se contrari.

Semplificazione amministrativa: un unico piano per ogni livello territoriale
Per quanto riguarda la semplificazione degli strumenti urbanistici, la legge prevede un unico piano generale per ogni livello territoriale: per la Regione il Ptr, Piano territoriale regionale, che ricomprenderà anche il piano paesaggistico e quello dei trasporti, mentre per la Città metropolitana di Bologna e per le amministrazioni provinciali un Piano territoriale metropolitano (Ptm) o d’area vasta (Ptav).
Anche per i Comuni ci sarà un unico Piano urbanistico generale (Pug) per stabilire programmazione e pianificazione del territorio, senza la conformità delle proprietà, che sostituisce il Piano strutturale comunale (Psc) e il Regolamento urbanistico edilizio (Rue).
I Pug saranno poi attuati attraverso “Accordi operativi”, che sostituiranno Poc e Pua e che regoleranno nel dettaglio gli interventi da realizzare.


Periodo transitorio per il sostegno del settore delle costruzioni
Anche queste sono disposizioni fortemente sostenute e richieste da ANCE Emilia- Romagna d’intesa con Confindustria Emilia-Romagna.
Nei primi cinque anni di attuazione della legge e fino all’approvazione dei PUG, sarà possibile per i Comuni e per i privati dare attuazione, speriamo in tempi rapidi, alle previsioni dei PSC con una specifica procedura inserita nei primi articoli della normativa.


Legalità: concorsi di architettura, maggiore partecipazione e antimafia per i privati
Per promuovere la partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche dei Comuni, vengono incentivati concorsi di architettura e incontri pubblici.
Per aumentare la trasparenza e la legalità dei progetti urbanistici ed evitare infiltrazioni mafiose o corruttive, la legge impone le informazioni antimafia per i soggetti privati che propongono progetti urbanistici e recepisce le disposizioni dell’Autorità nazionale anticorruzione e le norme contro i conflitti di interesse.
Per gli indispensabili approfondimenti di tutte le disposizioni approvate e delle numerose novità introdotte dalla nuova normativa urbanistica approvata, si rimanda al testo della legge che appena possibile provvederemo ad inviare completo degli emendamenti approvati.

128 - Il Direttore dei Lavori, quale ruolo e responsabilità
20 Ottobre 2017

Il Direttore dei Lavori è una figura chiave nella realizzazione di opere pubbliche e private.
In allegato un utile documento che individua i compiti del Direttore dei Lavori.

  • Cosa fa?
  • Quali sono i suoi doveri e poteri?
  • Quali sono le sue responsabilità?

Clicca qui per scaricare il documento

127 - APE: il vademecum ENEA per il cittadino
20 Ottobre 2017

Attestato di Prestazione Energetica: pubblicato sul portale 4E il Vademecum per il cittadino con tutto quello che c’è da sapere sull’APE a cura dell’Enea. Sul portale 4E (Efficienza Energetica del Edifici Esistenti) dell’Enea è stato pubblicato un utilissimo vademecum sull’APE (Attestato di Prestazione Energetica).

La guida tratta tutti i punti per una corretta redazione dell’attestato. Il documento è suddiviso nei seguenti paragrafi:

·       Che cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica (APE)

·       Quando è necessario

·       L’importanza delle raccomandazioni per gli interventi migliorativi

·       Chi redige l’APE

·       Come ottenere l’APE

·       Per quanto tempo è valido

·       Altri vantaggi dell’APE

Clicca qui per scaricare il Vademecum Enea.

 

126 - La nuova guida alle detrazioni fiscali dell’Agenzia delle Entrate (settembre 2017)
11 Ottobre 2017

Detrazioni fiscali in edilizia: ecco la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate, aggiornata con le ultime regole relative alle detrazioni per l’acquisto di case antisismiche. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida alle detrazioni fiscali, aggiornata al 22 settembre 2017, che illustra in dettaglio tutte le agevolazioni fiscali previste in caso di lavori di ristrutturazione edilizia. L’aggiornamento è relativo alle ultime regole relative alle detrazioni per l’acquisto di case antisismiche.

Nuove detrazioni per l’acquisto di case antisismiche
Gli interventi per la riduzione del rischio sismico, che danno diritto alle più elevate detrazioni del 70 o dell’80%, sono effettuati nei Comuni che si trovano in zone classificate a “rischio sismico 1”, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici. Chi compra l’immobile nell’edificio ricostruito può usufruire di una detrazione pari, rispettivamente, al 75 o all’85% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, come riportato nell’atto pubblico di compravendita, entro un ammontare massimo di 96.000 euro. Le zone classificate a rischio sismico 1 sono quelle individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006. La ricostruzione dell’edificio può determinare anche un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempre che le norme urbanistiche in vigore permettano tale variazione. Gli interventi, inoltre, devono essere eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’immobile.

Cessione del credito
I beneficiari di queste agevolazioni possono decidere, in luogo della detrazione, di cedere il credito corrispondente alle imprese che hanno effettuato i lavori o ad altri soggetti privati, che a loro volta hanno la possibilità di cedere il credito ricevuto. Non è possibile effettuare la cessione nei confronti di istituti di credito e intermediari finanziari. La detrazione per gli interventi condominiali. Quando gli interventi sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni dall’imposta sono ancora più elevate. In particolare, spettano nelle seguenti misure:

·       75%, nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore

·       85%, quando si passa a due classi di rischio inferiori

Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in 5 quote annuali di pari importo.

I contenuti della guida

La guida fornisce le indicazioni utili per richiedere correttamente il beneficio fiscale, illustrando modalità e adempimenti. L’agevolazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi). Il beneficio consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Per le spese effettuate fino al 31 dicembre 2017, è possibile usufruire della maggiore detrazione Irpef pari al 50%, con limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. La legge di bilancio 2017 ha anche prorogato il bonus mobili, la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Dal 2017, tuttavia, la detrazione è consentita solo se l’intervento di ristrutturazione edilizia è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio 2016.

Infine, riguardo alle spese sostenute per interventi antisismici, la legge di bilancio 2017 ha previsto, oltre alla proroga delle detrazioni fino al 31 dicembre 2021, il cosiddetto sismabonus, con detrazioni fino all’85%. Nella guida sono illustrate tutte le modalità per accedere ai benefici.

La guida delle Entrate è suddivisa in 5 parti, ognuna delle quali tratta i seguenti argomenti:

1.    La detrazione Irpef per le spese di ristrutturazione

·     Chi può fruire della detrazione

·     Per quali lavori spettano le agevolazioni

·     Misure antisismiche

·     La cessione del credito relativo alla detrazione per interventi condominiali antisismici

·     Acquisto box: quando spetta l’agevolazione

·     Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione

·     Come si può perdere la detrazione

·     Se cambia il possesso

·     Cumulabilità con la detrazione Irpef per il risparmio energetico

·     Detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici

2.    L’IVA sulle ristrutturazioni edilizie

·     Agevolazione per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria

·     Iva agevolata per lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione

3.    La detrazione per gli acquirenti e gli assegnatari di immobili ristrutturati

·     Condizioni richieste per fruire dell’agevolazione

·     Adempimenti e documenti richiesti

·     Cumulabilità con altre agevolazioni

4.    La detrazione Irpef del 19% degli interessi passivi sui mutui

·     In cosa consiste

·     Condizioni richieste per ottenere la detrazione

5.    I principali tipi di interventi ammessi alla detrazione Irpef

·     Interventi sulle singole unità abitative

·     Interventi sulle parti condominiali

 

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125 - Riqualificazione alberghi: ok al cumulo del credito di imposta con il super ammortamento
9 Ottobre 2017

Riqualificazione alberghi: l’Agenzia delle Entrate chiarisce che il credito di imposta (bonus hotel) si può cumulare con il “super ammortamento”. L’Agenzia delle Entrate, a seguito di numerose richieste pervenute, ha pubblicato la risoluzione n. 118/E del 15 settembre 2017. Con il documento l’Agenzia fornisce chiarimenti in merito alla possibilità di cumulare, su medesimi investimenti, le seguenti agevolazioni:

  • il credito di imposta per la riqualificazione degli alberghi, di cui all’art. 10 del dl 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014 n. 106
  • il cosiddetto “super ammortamento”: la maggiorazione del 40 % del costo di acquisizione degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, prevista dall’art., commi da 91 a 94, della legge 28 dicembre 2015, n. 208

Ricordiamo che possono accedere alle agevolazioni le strutture alberghiere esistenti al 1° gennaio 2012, composte da non meno di 7 camere per il pernottamento degli ospiti. Sono considerate strutture alberghiere:

  • gli alberghi
  • i villaggi albergo
  • le residenze turistico-alberghiere
  • gli alberghi diffusi
  • le strutture individuate come alberghiere da specifiche normative regionali

Il parere dell’Agenzia delle Entrate
Il decreto interministeriale del 7 maggio 2015 ha previsto il divieto di cumulabilità del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive con altre agevolazioni di natura fiscale.
Questo divieto non vale, però, nel caso del super ammortamento: quest’ultimo, infatti, consiste in una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto in relazione agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi ed è valido esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi. Il super ammortamento, quindi, si differenzia dal bonus hotel che costituisce, invece, un contributo pubblico concesso nella forma di credito d’imposta, utilizzabile in compensazione per la riduzione dei versamenti relativi a debiti fiscali e previdenziali.
Pertanto l’Agenzia delle Entrate esprime parere positivo alla cumulabilità dei due bonus, allorquando le spese ammissibili agli stessi possano incidentalmente coincidere
 
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124 - La nuova guida dell’Agenzia delle Entrate alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico
14 Settembre 2017

Pubblicata la nuova la guida ecobonus (detrazioni per riqualificazione energetica) delle Entrate, con le nuove regole per la cessione del credito. Chi effettua lavori di riqualificazione energetica può usufruire di sgravi fiscali (ecobonus) consistenti in una detrazione dalle imposte dovute. La legge di bilancio 2017 (legge 232/2016) ha prorogato al 31 dicembre 2017, nella misura del 65%, la detrazione fiscale (dall’Irpef e dall’Ires) per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici.
La detrazione del 65% è riconosciuta anche in caso di acquisto e posa di:
· schermature solari indicate nell’allegato M del dlgs n. 311/2006 (fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro) con marcatura CE, se prevista e con specifiche caratteristiche (protezione di una superficie vetrata, applicazione in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente, rispetto alla superficie vetrata applicazione all’interno, all’esterno o integrate, in combinazione con vetrate o autonome, mobili e tecniche)
· impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro)
· dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti

Dal 1° gennaio 2018 l’agevolazione sarà sostituita con la detrazione (del 36%) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.
L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.
Le detrazioni vengono ripartite in dieci rate annuali di pari importo.
Altra novità è la possibilità per i contribuenti che si trovano nella “no tax area” (cosiddetti incapienti) di cedere il corrispondente credito all’impresa. Questa scelta può essere fatta solo per le spese sostenute nel 2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali e con le modalità stabilite dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 marzo 2016.

Detrazioni maggiori per lavori condominiali
Per i lavori condominiali sono previste detrazioni maggiori
È stata invece prorogata al 31 dicembre 2021 la detrazione per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli effettuati su tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, con la possibilità di usufruire di maggiori detrazioni se viene conseguita una determinata prestazione energetica.
In particolare è possibile usufruire di una detrazione del 70% o del 75%.
Dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2017 per tali lavori di efficientamento energetico su parti comuni condominiali è prevista una detrazione fiscale Irpef del 70%, ma occorre soddisfare le presenti condizioni:
1.    la riqualificazione deve interessare le parti comuni
2.    occorre intervenire sull’involucro dell’edificio, per almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio
Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
Per usufruire del bonus fiscale del 75%, invece, è necessario che:
1.    gli interventi devono riguardare parti comuni
2.    gli interventi devono consentire il miglioramento della prestazione energetica invernale e anche quella estiva
3.    gli interventi devono consentire di raggiungere almeno la qualità media prevista del dm linee guida

Per la valutazione della qualità media, si rimanda ad un precedente articolo di BibLus-net.
Infine, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, chi ha diritto alle detrazioni per i lavori condominiali, può scegliere di cedere il corrispondente credito secondo le modalità definite con appositi provvedimenti dall’Agenzia delle Entrate.
Chi può usufruirne dell’ecobonus
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento.
In particolare, sono ammessi all’agevolazione:
· le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni
·i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
·le associazioni tra professionisti
·gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Per il 2016, la possibilità di usufruire delle detrazioni spetta anche agli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, per interventi realizzati su immobili di loro proprietà, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
Dal 2017 al 2021, tali istituti possono usufruire, invece, solo delle maggiori detrazioni del 70 e 75%.
Tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche:
· i titolari di un diritto reale sull’immobile
· i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali gli inquilini
· coloro che hanno l’immobile in comodato

Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa:
· il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado)
· il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato

La cessione del credito per gli interventi su edifici condominiali
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 per la riqualificazione energetica di parti comuni di edifici condominiali, i condòmini incapienti possono cedere ai fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi un credito pari alla detrazione Irpef spettante, come pagamento di una parte del corrispettivo.
Con provvedimento del 22 marzo 2016 l’Agenzia delle Entrate ha individuato le modalità di cessione del credito, disponendo che:
· la situazione di incapienza deve sussistere nel periodo d’imposta 2015
· il credito cedibile è pari al 65% delle spese poste a carico al singolo condomino, in base alla tabella millesimale di ripartizione, e riguarda le spese sostenute nell’anno 2016, anche se riferite ad interventi iniziati in anni precedenti
· la volontà di cedere il credito deve risultare dalla delibera dell’assemblea che approva gli interventi di riqualificazione energetica oppure da una specifica comunicazione inviata successivamente al condominio. Il condominio deve comunicare questa volontà ai fornitori che, a loro volta, devono accettare, in forma scritta, la cessione del credito a titolo di parziale pagamento del corrispettivo per i beni ceduti o i servizi prestati
· il credito ceduto ha le stesse caratteristiche della detrazione teoricamente spettante al condomino e, quindi, il fornitore potrà utilizzarlo in 10 quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa di riqualificazione energetica. In particolare, il credito è utilizzabile in compensazione, a partire dal 10 aprile 2017 e mediante il modello F24, esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. La quota di credito non fruita nell’anno può essere riportata nei periodi d’imposta successivi ma non può essere chiesta a rimborso
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi su edifici condominiali, compresi quelli che danno diritto alle maggiori detrazioni del 70 e 75%, i condòmini che nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa si trovano nella condizione di incapienza possono cedere un credito pari alla detrazione Irpef spettante.
La cessione può essere disposta in favore:
· dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
· di altri soggetti privati (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
· di istituti di credito e intermediari finanziari

I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017, per le quali si ha diritto alle detrazioni più elevate del 70 e del 75%, i beneficiari non incapienti possono scegliere di cedere il credito:
· ai fornitori che hanno effettuato gli interventi
· ad altri soggetti privati (persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)

Non possono cederlo, invece, a istituti di credito, intermediari finanziari e amministrazioni pubbliche.
I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.
In allegato proponiamo la guida completa del’Agenzia delle Entrate (aggiornata al 12 settembre 2017)

Clicca qui per scaricare la guida.

123 - Fisco e casa: aggiornamento della guida ANCE
11 Settembre 2017

ANCE ha messo a punto una nuova versione della Guida "Fisco e Casa", riedizione aggiornata della Guida 2016, incentrata sul regime fiscale delle operazioni riguardanti gli immobili abitativi.
Il manuale si propone quale strumento operativo di semplice ed immediata consultazione per orientarsi nei meandri del Fisco, quando si decide di comprare o di affittare una casa, e per capire quali agevolazioni possono essere attivate per ottenere risparmi d'imposta.
Particolare attenzione è dedicata agli incentivi fiscali sulle abitazioni di qualità, specie quelli riconosciuti per gli interventi di efficientamento energetico e di prevenzione del rischio sismico.
Completano, poi, la guida alcune esemplificazioni sui vantaggi offerti dalla recenti novità.
 
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122 - Preventivo e titoli posseduti dai tecnici e professionisti, è obbligatorio fornirli in forma scritta o digitale
6 Settembre 2017

Obbligatorietà del preventivo scritto per prestazione professionale ed indicazione dei titoli posseduti: in vigore le novità della legge per la concorrenza
Dal 29 agosto scorso sono in vigore le nuove norme della legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge 4 agosto 2017, n. 124).
Tra le novità introdotte, l’obbligo per i professionisti iscritti ad ordini e collegi di presentare, al momento del conferimento dell’incarico, il preventivo in forma scritta o digitale e di comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni.
Un primo tentativo di inserire l’obbligo del preventivo era già stato fatto dal dl 1/2012, nel quale il preventivo per le prestazione fornite da professionisti era stato introdotto ma non sempre per obbligo.
Pertanto, la legge interviene in modifica all’art. 9 comma 4 del dl 1/2012: in riferimento alla misura del compenso che è resa previamente nota al cliente, sono inserite le parole obbligatoriamente, in forma scritta o digitale.
Contenuti del preventivo professionisti
Per tutte le “professioni regolamentate” dal 29 agosto 2017 è scattato, quindi, l’obbligo del preventivo in forma scritta o digitale.
Il preventivo deve contenere non soltanto l’importo del compenso per la prestazione professionale, ma tutte le voci di costo e le informazioni relative alle proprie competenze professionali.
Ecco nel dettaglio le informazioni che i professionisti dovranno fornire ai propri clienti in ogni preventivo:
·       il preventivo di massima del compenso della prestazione professionale
·       il grado di complessità dell’incarico
·       gli oneri ipotizzabili dal conferimento alla conclusione dell’incarico (il preventivo elencherà nel dettaglio spese, oneri e contributi collegati alla prestazione del professionista che, in linea di massima, dovranno essere sostenuti e addebitati al cliente per tutto il periodo di consulenza)
·       gli estremi della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale
Titoli e specializzazioni dei professionisti
I professionisti iscritti a ordini e collegi dovranno comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni, in modo da assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell’utenza. Il dpr 137/2012 prevedeva soltanto la facoltà di indicare titoli e specializzazioni.

121 - Agevolazione prima casa anche in caso di inagibilità
28 Agosto 2017

Agevolazione prima casa: le Entrate spiegano che è possibile richiedere nuovamente il beneficio a seguito di dichiarazione di inagibilità sul precedente immobile causa sisma.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n.107/2017, risponde ad un quesito di un privato cittadino.
L’interpellante aveva acquistato un’abitazione, fruendo delle agevolazioni prima casa, ma a causa dei danni provocati dal sisma del centro Italia l’immobile è stato dichiarato inagibile.
L’istante vorrebbe acquistare un nuovo immobile da destinare a propria abitazione. Chiede, dunque, all’Agenzia se può far nuovamente richiesta delle agevolazioni per la prima casa, nonostante risulti già proprietario di altro immobile acquistato con le agevolazioni, ma dichiarato inagibile dal Comune.
Agevolazioni prima casa
Il diritto a godere dell’agevolazione prima casa è disciplinato dalla Nota II-bis posta in calce all’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al TUR.
Tale agevolazione consiste in:
·       applicazione dell’imposta di registro con l’aliquota del 2%
·       imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 50 ciascuna per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di abitazioni, ad eccezione di quelle appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9
Le condizioni per poter fruire delle agevolazioni sono le seguenti:
1.    l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività
2.    nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare
3.    nell’atto di acquisto, l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni
Costituiscono, quindi, condizioni ostative alla fruizione dei benefici prima casa, tra l’altro, la titolarità di altra casa di abitazione nello stesso Comune del nuovo acquisto, ovvero acquistata con le agevolazioni, indipendentemente dal luogo in cui essa è posta.
Il parere dell’Agenzia delle Entrate
Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’evento sismico ha causato un impedimento oggettivo, non prevedibile e tale da non poter essere evitato, che ha comportato l’impossibilità per il contribuente di continuare ad utilizzare l’abitazione acquistata.
L’immobile non potrà più essere utilizzato per la sua funzione abitativa “fino a nuova disposizione” e fin quando permane la dichiarazione di inagibilità dell’immobile preposseduto il contribuente potrà beneficiare delle agevolazioni ‘prima casa’ per l’acquisto di un nuovo immobile.
Il beneficiario si trova nelle condizioni di poter dichiarare “di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà ….su altra casa di abitazione acquistata…con le agevolazioni…” (tale dichiarazione si riferisce ad immobili diversi da quello per il quale permane l’inagibilità).
Si precisa, inoltre, che qualora in data successiva al nuovo acquisto agevolato venga revocata dagli organi competenti la dichiarazione di inagibilità dell’immobile preposseduto, resta comunque acquisito il beneficio goduto dal contribuente per il nuovo immobile in quanto al momento del nuovo acquisto risultavano soddisfatte le condizioni previste dalla normativa in materia di prima casa per godere dell’agevolazione.
 
Clicca qui per scaricare la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate

120 - Il sisma-bonus sarà esteso anche alle case popolari
31 Luglio 2017

Secondo il Ministro Delrio nella prossima legge di Bilancio il sisma-bonus sarà esteso anche agli IACP per la messa in sicurezza delle case popolari. I dati sono forniti da Federcasa.
L’estensione del sisma-bonus alle case popolari di edilizia residenziale pubblica (Erp) sarà “la nostra proposta prioritaria per la prossima legge Finanziaria” ha affermato il Ministro Delrio nel corso della conferenza stampa alla Camera nella quale Federcasa ha illustrato i risultati di una interessante ricerca.
Secondo Ferdercasa, il 40% degli edifici di edilizia residenziale pubblica che si trovano in zona sismica 1 (la più pericolosa in termini di rischio sismico) non rispondono agli attuali requisiti antisismici essendo stati costruiti prima del 1980. Per intervenire su tali edifici, sono necessari investimenti per 400 milioni di euro.
Federcasa, a partire dal 2015, ha avviato uno studio in collaborazione con l’associazione ISI (Ingegneria Sismica Italiana), per valutare la vulnerabilità sismica delle case popolari e calcolare una stima del costo per incrementare la sicurezza dell’intero patrimonio a rischio.
Su un totale di 2.760 edifici popolari presenti in zona 1, 1.100 necessitano di interventi di miglioramento urgenti. Per adeguare tale patrimonio e garantire i migliori standard di sicurezza, servirebbero dai 360 ai 400 milioni di euro.
Il costo, tuttavia, potrebbe diminuire se si decidesse di realizzare una serie d’interventi e modifiche tali da consentire di migliorare la capacità di resistenza alle azioni sismiche, compresa entro i valori minimi e massimi (60% ed 80%) di quelli previsti per le nuove costruzioni:
·       per raggiungere l’80% di sicurezza occorrerebbero investimenti compresi tra i 290 e i 320 milioni di euro
·       per arrivare al 60%, occorrerebbero investimenti compresi tra i 216 ed i 240 milioni di euro
Lo studio Federcasa/Isi ha permesso complessivamente di raccogliere informazioni su un campione di 190.357 alloggi, per un totale di 20.448 edifici, che rappresentano il 30% del totale gestito nelle zone sismiche di riferimento (1, 2 e 3):
·       l’8,4% degli edifici si trova nella zona sismica 1
·       il 38,1% nella 2
·       il 53,5% nella zona 3
Inoltre:
·       il 10,2% degli edifici rilevati risalgono a prima del 1940
·       il 75,7% è stato realizzato dal 1941 al 1990
·       l’11% degli edifici è stato realizzato dal 1991 al 2010  campione considerato.
Solo una bassissima percentuale (3,9%) ha subito interventi di carattere strutturale, indipendentemente dall’anno.
Per quanto riguarda la tipologia costruttiva:
·       il 44,6% è in cemento armato
·       il 52% è in muratura

119 - Nuove linee guida Anac sui servizi di ingegneria e architettura (luglio 2017)
20 Luglio 2017

Linee guida Anac sui servizi di ingegneria e architettura: aggiornate e poste in consultazione le Linee guida Anac n. 1 dopo l’approvazione del correttivo appalti (dlgs 19 aprile 2017, n. 56)
A seguito dell’approvazione del correttivo Appalti (dlgs 19 aprile 2017, n. 56) e delle richieste di chiarimenti pervenute, l’Anac ha aggiornato alcune linee guida e le ha sottoposte a consultazione pubblica.
In data 7 luglio 2017 l’Anac ha aggiornato le Linee guida n. 1 di attuazione del dlgs 18 aprile 2016, n. 50, recanti: Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria
 
Linee guida servizi ingegneria e architettura: i principali aggiornamenti
I principali aggiornamenti introdotti riguardano:
·       inserimento nell’elenco descrittivo delle prestazioni oggetto della Linee guida dell’incarico di direzione dell’esecuzione
·       modifiche alle fattispecie contrattuali per le quali è consentito, in via eccezionale, il ricorso all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione di lavori pubblici
·       possibilità di ricorrere all’affidamento congiunto di progettazione esecutiva ed esecuzione per gli appalti di lavori in cui la componente tecnologica o innovativa assume carattere prevalente
·       indicazioni circa le modalità operative per l’affidamento diretto degli incarichi di importo inferiore a 40.000 euro
·       ampliamento delle procedure che possono essere adottate per l’affidamento degli incarichi di servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria e altri servizi tecnici di importo superiore a 100.000 euro
·       partecipazione alle gare anche dei consorzi stabili di società di professionisti o di società di ingegneria
·       modalità di validazione dei progetti redatti dall’affidatario di un appalto integrato
·       indicazione nel bando e nella lettera di invito degli estremi della validazione del progetto e non, genericamente, l’intervenuta verifica
 
Linee guida Anac servizi di ingegneria e architettura, inquadramento normativo
Il nuovo Codice appalti contiene una serie di disposizioni che costituiscono la disciplina di riferimento per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria e gli altri servizi tecnici.
Secondo la definizione dall’art. 3 tali servizi “riservati ad operatori economici esercenti una professione regolamentata ai sensi dell’articolo 3 della direttiva 2005/36/CE”.
Di seguito si richiamano gli articoli di maggior interesse:
·       art. 23, commi 2 e 12: Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi
·       art. 24, commi 4 e 8: Progettazione interna e esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici
·       art. 31, comma 8: Ruolo e funzioni del responsabile del procedimento negli appalti e nelle concessioni
·       art. 46: Operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria e gli altri servizi tecnici
·       art. 83: Criteri di selezione e soccorso istruttorio
·       art. 93, comma 10: Garanzie per la partecipazione alla procedura
·       art. 95 comma 3, lett. b): Criteri di aggiudicazione dell’appalto
·       art. 157: Altri incarichi di progettazione
Ne risulta un nuovo quadro normativo, molto più snello ed essenziale.
 
Linee guida Anac servizi di ingegneria e architettura, modalità di affidamento
Continuità della progettazione
Un elemento fondamentale è il fatto che la progettazione definitiva e quella esecutiva, preferibilmente, devono essere svolte dal medesimo soggetto, onde garantire omogeneità e coerenza al processo (art. 23, comma 12).
Tenuto conto di tale principio di continuità e del divieto di cui all’art. 24, comma 7, è ammissibile la partecipazione alla gara per il servizio di progettazione definitiva ed esecutiva anche del progettista che ha redatto l’eventuale progetto di fattibilità tecnica e economica.
Nel bando di gara per l’affidamento va previsto che il concorrente, affidatario della progettazione dell’appalto in questione, deve produrre la documentazione atta a dimostrare che l’esperienza acquisita nello svolgimento dell’incarico non ha potuto falsare la concorrenza (art. 24, comma 7). A tal fine è almeno necessario mettere a disposizione di tutti gli altri candidati e offerenti le medesime informazioni messe a disposizione nella gara bandita per la progettazione e prevedere termini adeguati, nella gara relativa all’appalto dei lavori, per la ricezione delle offerte, in modo da consentire agli altri concorrenti di elaborare le citate informazioni.
Ciò vale anche nel caso di partecipazione dell’autore del progetto di fattibilità tecnico economica alla gara per i successivi livelli di progettazione.
In caso di motivate ragioni di affidamento disgiunto, il nuovo progettista deve accettare l’attività progettuale svolta in precedenza. Se l’affidamento disgiunto riguarda la progettazione definitiva o esecutiva, l’accettazione avviene previa validazione (art. 23, comma 12).
Divieto subappalto relazione geologica
È espressamente previsto il divieto di subappalto delle prestazioni relative alla redazione della relazione geologica, che non comprende le prestazioni d’opera riguardanti le indagini geognostiche e geotecniche e le altre prestazioni specificamente indicate nella norma.
Conseguentemente, essendo parte essenziale ed integrante di ogni livello di progettazione, il bando deve prevedere la redazione della relazione geologica e che nel gruppo di progettazione sia presente almeno un geologo.
Cauzione provvisoria e coperture assicurative
La stazione appaltante può chiedere soltanto la prestazione di una copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale, per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di competenza ma non anche la cosiddetta cauzione provvisoria per i concorrenti agli incarichi di progettazione, redazione del piano di sicurezza e coordinamento e dei compiti di supporto al Rup (art. 93, comma 10). Tale polizza di responsabilità civile professionale del progettista esterno deve coprire i rischi derivanti anche da errori o omissioni nella redazione del progetto esecutivo o definitivo che abbiano determinato a carico della stazione appaltante nuove spese di progettazione e/o maggiori costi.
I soggetti sopra indicati non sono esentati dall’obbligo di presentazione della cauzione definitiva.
Stop a progettazione ed esecuzione
Secondo il nuovo Codice, gli appalti relativi ai lavori devono essere affidati ponendo a base di gara il progetto esecutivo, il cui contenuto garantisce la rispondenza dell’opera ai requisiti di qualità predeterminati e il rispetto dei tempi e dei costi previsti.
La norma prevede il divieto di ricorrere all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione di lavori ad esclusione dei casi di:
·       affidamento a contraente generale
·       finanza di progetto
·       affidamento in concessione
·       partenariato pubblico privato
Il divieto non trova applicazione nei settori speciali, non essendo la norma richiamata dall’art. 114 del Codice né dalle successive disposizioni di dettaglio.
È da ritenersi principio generale, come tale applicabile anche sei settori speciali, qualora si ricorra ad appalto integrato, che il progettista deve essere adeguatamente qualificato in relazione al servizio che si intende allo stesso affidare.
 
Linee guida Anac servizi di ingegneria e architettura, indicazioni operative
Operazioni preliminari
Da un punto di vista operativo, in via preliminare deve essere valutato dalla stazione appaltante se i servizi presentano o meno le caratteristiche indicate dall’art. 23, comma 2 del Codice: lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, paesaggistico, agronomico e forestale, storico-artistico, conservativo, nonché tecnologico.
In caso di esito positivo della verifica operata dal Rup, l’amministrazione ricorre a professionalità interne, se viene accertata la presenza di personale in possesso di idonea competenza in materia, avendo cura di assicurare che in base alle caratteristiche dell’oggetto della progettazione venga garantita la medesima qualità che potrebbe essere raggiunta con la selezione di progettisti esterni.
In caso di assenza di idonee professionalità, dovrà essere utilizzata la procedura del concorso di progettazione, per la partecipazione al quale i requisiti di qualificazione devono consentire l’accesso ai piccoli e medi operatori economici dell’area tecnica e ai giovani professionisti (art. 154, comma 3).
Nel caso di ricorso alla progettazione interna non potrà essere applicata l’incentivazione del 2%, espressamente vietata dalla legge delega 11/2016 (art. 1, comma 1, lettera oo), principio recepito dall’art. 113, comma 2 del decreto legislativo n. 50/2016.
Per gli incarichi ed i servizi di progettazione (art. 157) relativi a lavori che non rientrano tra quelli di cui all’art. 23 comma 2, una volta stabilite la classe/i e la categoria/e di appartenenza dei servizi da affidare, sono necessarie tre operazioni:
1.    la determinazione del corrispettivo da porre a base di gara
2.    la definizione dei requisiti di carattere speciale che devono possedere i concorrenti per poter partecipare alla gara
3.    la specificazione per le gare di importo superiore a 40.000 (che devono svolgersi mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa secondo il miglior rapporto qualità/prezzo) ai fini della dimostrazione della professionalità e della adeguatezza dell’offerta
Determinazione del Corrispettivo
L’Anac specifica che fino all’approvazione del decreto previsto dall’art. 24, comma 8 con le nuove tabelle dei corrispettivi occorre fare riferimento al DM 143/2013.
(Al riguardo segnaliamo che sulla Gazzetta ufficiale 174 del 27 luglio 2016 è stato pubblicato il dm 17 giugno 2016 che sostituisce il vecchio dm 143/2013; pertanto per la determinazione dei corrispettivi si seguono le nuove regole, ndr)
Per motivi di trasparenza e correttezza è obbligatorio riportare nella documentazione di gara il procedimento adottato per il calcolo dei compensi posti a base di gara, inteso come elenco dettagliato delle prestazioni e dei relativi corrispettivi.
Ciò permette ai potenziali concorrenti di verificare la congruità dell’importo fissato, l’assenza di eventuali errori di impostazione o calcolo. Permette, inoltre, di accertare che il procedimento non produca tariffe superiori a quelle derivanti dal sistema precedente, oltre a rappresentare una misura minima a presidio della qualità della prestazione resa.
Identificazione delle opere per la definizione dei requisiti
Per definire i requisiti di carattere speciale che devono possedere i concorrenti per poter partecipare alla gara, si debbono identificare le opere cui appartengono gli interventi oggetto dell’incarico, secondo quanto riportato nella tabella Z-1 del citato d.m. 143/2013 e le corrispondenti classi e categorie di cui alle precedenti disposizioni tariffarie. In tal modo, infatti, è possibile:
·       richiedere il possesso del requisito professionale costituito dall’aver svolto servizi tecnici per interventi in quelle specifiche classi e categorie
·       determinare l’entità del predetto requisito applicando all’importo dell’intervento cui si riferisce il servizio, un coefficiente moltiplicatore, da stabilire nei documenti di gara, secondo le indicazioni fornite con le presenti linee guida.
Identificazione delle opere per la valutazione dell’offerta
Occorre definire i criteri di migliore professionalità o di migliore adeguatezza dell’offerta, perché il candidato/concorrente deve conoscere in base a quale articolazione degli interventi, identificabili tramite le classi e categorie, sarà effettuata la valutazione della stazione appaltante, dal momento che un elemento di valutazione positiva sarà costituito dalla maggiore omogeneità fra l’intervento cui si riferisce il servizio e quelli già svolti.
Attività di supporto alla progettazione
Le attività di supporto alla progettazione attengono ad attività meramente strumentali alla progettazione:
·       indagini geologiche, geotecniche e sismiche
·       sondaggi
·       rilievi
·       misurazioni e picchettazioni
·       predisposizione di elaborati specialistici e di dettaglio, con l’esclusione delle relazioni geologiche
·       redazione grafica degli elaborati progettuali
La “consulenza” di ausilio alla progettazione di opere pubbliche continua a non essere contemplata anche nel nuovo quadro normativo.
Ciò discende dal principio generale in base al quale la responsabilità della progettazione deve potersi ricondurre ad un unico centro decisionale, ossia il progettista.
È affidata al Rup la responsabilità, la vigilanza ed i compiti di coordinamento sull’intero ciclo dell’appalto (progettazione, affidamento, esecuzione), affinché esso risulti condotto in modo unitario, in relazione ai tempi ed ai costi preventivati.
In particolare, in materia di progettazione, al Rup è demandato il compito di coordinare le attività necessarie alla redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, definitivo ed esecutivo.
 
Linee guida Anac servizi di ingegneria e architettura, affidamenti
Affidamenti di incarichi di importo inferiore a 100.000 euro
Gli incarichi di:
·       progettazione
·       coordinamento della sicurezza in fase di progettazione
·       direzione dei lavori
·       coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione
·       collaudo
di importo superiore a 40.000 e inferiore a 100.000 euro possono essere affidati dalle stazioni appaltanti a cura del responsabile del procedimento.
Nello specifico bisogna rispettare i seguenti principi:
·       non discriminazione
·       parità di trattamento
·       proporzionalità e trasparenza
secondo la procedura negoziata senza bando, prevista dall’articolo 36, comma 2, lett. b).
L’invito è rivolto ad almeno 5 soggetti, se sussistono in tale numero aspiranti idonei nel rispetto del criterio di rotazione degli inviti (art. 157, comma 2).
Gli operatori da invitare sono individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti.
È opportuno che le stazioni appaltanti, al fine di garantire una maggiore partecipazione, inviino copia dell’avviso relativo all’avvio dell’indagine di mercato o di costituzione dell’elenco degli operatori economici agli ordini professionali, nazionali e territoriali.
Il nuovo Codice conferma la possibilità di istituire un apposito elenco a cui attingere per l’individuazione degli operatori da invitare alla procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando.
L’istituzione dell’elenco deve avvenire nel rispetto del principio di trasparenza, dandone adeguata pubblicità, e, quindi, mediante un avviso contenente criteri e requisiti per la formazione dell’elenco stesso, quali, a titolo esemplificativo:
·       il divieto di partecipazione del professionista singolarmente e come componente di un raggruppamento di professionisti o società di professionisti, nonché la contemporanea partecipazione a più di un raggruppamento
·       il principio della predeterminazione di criteri oggettivi, non discriminatori e proporzionati per la formazione della lista dei professionisti invitati, in ogni caso, in modo da assicurare anche la rotazione
·       il divieto di cumulo degli incarichi al di sopra di un certo importo totale che potrebbe essere ravvisato nella soglia di rilevanza comunitaria, in un arco temporale certo
·       la correlazione dell’esperienza pregressa richiesta al professionista con le tipologie progettuali previste dall’amministrazione, così come individuate in sede di programmazione, in modo che le professionalità richieste rispondano concretamente alle classi e categorie dei lavori da realizzare
Nell’avviso le stazioni appaltanti indicano l’articolazione dell’elenco sulla base delle classi e categorie dei lavori da progettare e le fasce di importo in cui si intende suddividere l’elenco; nell’avviso può essere richiesto anche un requisito minimo dell’esperienza pregressa relativo alla somma di tutti i lavori, appartenenti ad ognuna delle classi e categorie in cui si intende suddividere l’elenco.
Le stazioni appaltanti devono poi prevedere l’aggiornamento periodico degli elenchi, adottando, in ogni caso, forme di pubblicità adeguate, in modo che risulti garantito ai professionisti in possesso dei prescritti requisiti il diritto di iscriversi all’elenco stesso, senza limitazioni temporali e prevedendo un tempo massimo entro cui deve essere adottata la decisione della stazione appaltante sull’istanza di iscrizione.
Affidamento di incarichi inferiori a 40.000 euro
Gli incarichi di importo inferiore a 40.000 euro possono essere affidati in via diretta.
In questo caso, il ribasso sull’importo della prestazione viene negoziato fra Rup e l’operatore economico cui si intende affidare la commessa, sulla base della specificità del caso.
Al riguardo si suggerisce l’acquisizione di due preventivi, nell’ottica di consentire al Rup di avere un parametro di raffronto in ordine alla congruità dei prezzi offerti in negoziazione, in un’ottica di garanzia della qualità, nel giusto contemperamento dell’economicità, della prestazione resa.
Affidamenti pari o superiori a 100.000 e fino alla soglia comunitaria
Gli incarichi di importo superiore a 100.000 euro sono affidati solo con procedura aperta o ristretta.
Nel caso di utilizzo della procedura ristretta, se la stazione appaltante si avvale della facoltà di ridurre il numero di candidati, i criteri di scelta dei soggetti da invitare a presentare offerta devono essere predeterminati nel bando. Tali criteri devono essere non solo di natura dimensionale ma riferiti, altresì, alla maggior omogeneità del fatturato specifico e dei servizi di punta rispetto ai servizi di cui all’art. 3) del Codice che si intendono affidare. in ogni caso deve essere previsto un incremento convenzionale premiante del punteggio attribuito, basato sulla presenza di uno o più giovani professionisti, (un professionista laureato abilitato da meno di cinque anni all’esercizio della professione), nei gruppi concorrenti.
Il criterio del sorteggio pubblico si ritiene ammissibile solo in caso di parità di punteggi attribuiti con le precedenti categorie di criteri.
Affidamenti  superiori alla soglia comunitaria
Per le procedure di affidamento con importo superiore alle soglie comunitarie si rinvia al testo completo della linea guida (punto 2.2).
 
Offerta economicamente più vantaggiosa e miglior rapporto qualità/prezzo
Elementi di valutazione
L’attuale quadro normativo non contiene più alcuna indicazione non solo in ordine ai criteri motivazionali ma neanche in ordine agli elementi di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa secondo il miglior rapporto qualità/prezzo per i servizi di ingegneria e architettura.
Al riguardo, l’Autorità suggerisce come criteri di valutazione delle offerte possono i seguenti:
a.    professionalità e adeguatezza dell’offerta desunta da un numero massimo di tre servizi relativi a interventi ritenuti dal concorrente significativi della propria capacità a realizzare la prestazione sotto il profilo tecnico, scelti fra interventi qualificabili affini a quelli oggetto dell’affidamento, secondo quanto stabilito nel paragrafo VI e dal DM tariffe
b.    caratteristiche metodologiche dell’offerta desunte dalla illustrazione delle modalità di svolgimento delle prestazioni oggetto dell’incarico
c.     ribasso percentuale unico indicato nell’offerta economica
d.    riduzione percentuale indicata nell’offerta economica con riferimento al tempo
e.    prestazioni superiori ad alcuni o tutti i criteri ambientali minimi ovvero soluzioni progettuali che prevedano l’utilizzo di materiale rinnovabile
A ciascun criterio di valutazione debbano essere attribuiti, nei documenti di gara, i fattori ponderali secondo un principio di proporzionalità e adeguatezza e nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 95, comma 8.
Al fine di garantire comunque regole comuni nella redazione dei bandi, e nell’ottica di garantire la qualità della prestazione, i fattori ponderali, per ciascun criterio, devono mantenersi all’interno di parametri da terminarsi anche avendo riguardo al tipo di formula prescelta.
Più nello specifico non deve essere attribuito un punteggio elevato al prezzo nel caso in cui sia previsto l’utilizzo di formule che incentivino molto la competizione sui ribassi percentuali (es. interpolazione lineare) e viceversa non dovrà essere attribuito un punteggio ridotto nel caso di utilizzo di formule che disincentivino la concorrenza sul prezzo (es. formula bilineare).
Sempre nell’ottica di privilegiare l’aspetto qualitativo, in ordine al fattore tempo, il disciplinare di gara dovrà limitare la riduzione percentuale alla percentuale massima del 20%.
È opportuno che le stazioni appaltanti indichino nel bando di gara le modalità con cui accertare la capacità del concorrente di ridurre i tempi di prestazione, senza andare a scapito della qualità della prestazione, e le penali da applicare in caso di mancato rispetto della tempistica contrattualizzata.
Il peso da attribuire a ciascun elemento dovrà essere parametrato come segue:
1.    per il criterio a.: da 30 a 50
2.    per il criterio b.: da 30 a 50
3.    per il criterio c.: da 0 a 20
4.    per il criterio d.: da 0 a 10
5.    per il criterio e.: da 0 a 5
La somma dei fattori ponderali deve essere comunque pari a 100.
In ogni caso, a presidio della qualità della prestazione dovranno essere adottate le seguenti misure:
·       inserimento di una soglia di sbarramento al punteggio tecnico, non superando la quale il concorrente non potrà accedere alla fase di valutazione dell’offerta economica
·       riparametrazione dei punteggi tecnici attribuiti a ciascun criterio, con la quale si premiano le offerte di maggiore qualità
·       riduzione dei ribassi attraverso il ricorso a formule quali quelle bilineari
Qualora la prestazione riguardi opere caratterizzate da più aspetti, per esempio, qualora si tratti di progetti integrati e, cioè, progetti che prevedono prestazioni di natura architettonica, strutturale ed impiantistica, il criterio di valutazione della professionalità o adeguatezza dell’offerta dovrebbe essere suddiviso in sub-criteri e relativi sub-pesi (professionalità o adeguatezza dell’offerta sul piano architettonico, professionalità o adeguatezza dell’offerta su piano strutturale, professionalità o adeguatezza dell’offerta sul piano impiantistico).
I documenti di gara dovranno fornire specifiche indicazioni in ordine al numero e al formato delle schede per i 3 servizi relativi a interventi ritenuti dal concorrente significativi della propria capacità a realizzare la prestazione sotto il profilo tecnico; al formato e al numero di cartelle della Relazione illustrativa delle caratteristiche qualitative e metodologiche dell’offerta e delle modalità con cui saranno svolte le prestazioni oggetto dell’incarico.
Criteri motivazionali
La costruzione della scala delle valutazioni in riferimento sia al criterio di valutazione a) (professionalità o adeguatezza dell’offerta) sia al criterio di valutazione b) (caratteristiche qualitative e metodologiche dell’offerta o caratteristiche metodologiche dell’offerta) impone che il disciplinare di gara stabilisca i criteri motivazionali che permettano alla commissione di gara di valutare quando un’offerta è migliore di un’altra. La documentazione a corredo dell’offerta ed i criteri motivazionali
previsti nei documenti di gara devono, per entrambi i criteri a) e b), essere differenti a seconda che i servizi da affidare riguardino la sola prestazione di progettazione, la sola prestazione di direzione dei lavori o entrambe le prestazioni.
I documenti di gara dovranno fissare i contenuti dei criteri motivazionali da impiegare nella fase valutativa delle offerte.
Per un’analisi più approfondita delle indicazioni dell’Anac sui criteri motivazionali si rinvia al testo integrale delle linee guida (in allegato).
 
Linee guida Anac servizi di ingegneria e architettura, verifica e validazione della progettazione
Contenuto e soggetti
La verifica dei progetti ha importanza fondamentale.
Le stazioni appaltanti devono procedere all’affidamento di appalti di lavori sulla base di progetti esecutivi redatti e validati in conformità alla vigente normativa. Il Rup deve verificare, in contraddittorio con le parti, che il progetto esecutivo sia conforme alla normativa vigente.
La stazione appaltante, prima dell’inizio delle procedure di affidamento, nei contratti relativi a lavori, verifica la rispondenza degli elaborati e la loro conformità alla normativa vigente.
Al fine di accertare l’unità progettuale, i soggetti di cui al comma 6 dell’articolo 26 del Codice, prima dell’approvazione e in contraddittorio con il progettista, verificano la conformità del progetto esecutivo o definitivo rispettivamente, al progetto definitivo o allo progetto di fattibilità (art. 26).
La verifica accerta in particolare:
a.    la completezza della progettazione e la rispondenza all’art. 23 del codice
b.    la coerenza e completezza del quadro economico in tutti i suoi aspetti
c.     l’appaltabilità della soluzione progettuale prescelta
d.    i presupposti per la durabilità dell’opera nel tempo
e.    la minimizzazione dei rischi di introduzione di varianti e di contenzioso
f.     la possibilità di ultimazione dell’opera entro i termini previsti
g.    la sicurezza delle maestranze e degli utilizzatori
h.    l’adeguatezza dei prezzi unitari utilizzati
i.      la manutenibilità e la presenza del piano di monitoraggio delle opere, ove richiesto
La validazione del progetto posto a base di gara è un elemento essenziale del bando o della lettera di invito per l’affidamento dei lavori.
I soggetti che possono effettuare la verifica preventiva della progettazione sono (art. 26, comma 6):
a.    per i lavori di importo pari o superiore a venti milioni di euro, da organismi di controllo accreditati in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020 ai sensi del Regolamento (CE) 765 del 2008
b.    per i lavori di importo inferiore a venti milioni di euro e fino alla soglia di cui all’articolo 35, dai soggetti di cui alla lettera a) e di cui all’articolo 46, comma 1 che dispongono di un sistema interno di controllo di qualità
c.     per i lavori di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 35 e fino a un milione di euro, la verifica può essere effettuata dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti ove il progetto sia stato redatto da progettisti esterni o le stesse stazioni appaltanti dispongano di un sistema interno di controllo di qualità ove il progetto sia stato redatto da progettisti interni
d.    per i lavori di importo inferiore a un milione di euro, la verifica è effettuata dal responsabile unico del procedimento, anche avvalendosi della struttura di cui all’articolo 31, comma 9
 
 
clicca qui per scaricare le Linee guida ANAC

118 - Comprare una casa: da Banca d’Italia la guida pratica in parole semplici al mutuo ipotecario.
14 Luglio 2017

Come acquistare casa: da Banca d’Italia una guida pratica al mutuo ipotecario “in parole semplici”, con tutto ciò che occorre sapere per accedere al credito
Il mutuo ipotecario è la forma più diffusa di credito immobiliare offerto ai consumatori. Si tratta di un finanziamento a medio lungo termine, che in genere dura da 5 a 30 anni. Generalmente il cliente riceve l’intera somma in un’unica soluzione e la rimborsa nel tempo con rate di importo costante o variabile.
Il mutuo ipotecario serve per acquistare, costruire o ristrutturare un immobile, in particolare la casa di abitazione. Può servire anche per sostituire o rifinanziare mutui già ottenuti per le stesse finalità.
È definito “ipotecario” perché il pagamento delle rate è garantito da un’ipoteca su un immobile. Può essere concesso dalle banche e da altri operatori finanziari (intermediari).
Nel mutuo a tasso fisso il tasso di interesse resta fisso ed invariato per tutta la durata del mutuo. Lo svantaggio è non poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato che dovessero verificarsi nel tempo.
Il tasso fisso è consigliato a chi teme che i tassi di mercato possano crescere e fin dal momento della firma del contratto vuole essere certo degli importi delle singole rate e dell’ammontare complessivo del debito da restituire.
A fronte di questo vantaggio l’intermediario spesso applica condizioni più onerose rispetto al mutuo a tasso variabile.
La Banca d’Italia ha pubblicato la pratica guida al mutuo che analizza in maniera chiara e semplice tutti gli aspetti legati all’accensione di un mutuo ipotecario.
 
Mutuo a tasso variabile
Nel mutuo a tasso variabile il tasso di interesse può variare a scadenze prestabilite rispetto al tasso di partenza perché segue le oscillazioni di un parametro di riferimento, di solito stabilito sui mercati monetari e finanziari.
Il rischio principale è un aumento dell’importo delle rate. È bene aver presente che l’effetto di un rialzo dei tassi ha un impatto più rilevante sui mutui con scadenza più lunga.
A parità di durata, i tassi variabili all’inizio sono più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così aumentare l’importo delle rate, anche in misura consistente. Il tasso variabile è consigliato a chi vuole un tasso sempre in linea con l’andamento del mercato, e comunque può sostenere eventuali aumenti dell’importo delle rate.
 
Mutuo a tasso misto
In questo caso il tasso di interesse può passare da fisso a variabile (o viceversa) a scadenze fisse e/o a determinate condizioni indicate nel contratto. Vantaggi e svantaggi sono alternativamente quelli del tasso fisso o del tasso variabile.
 
Mutuo a tasso doppio
Il mutuo a tasso doppio è suddiviso in due parti: una con il tasso fisso, una con il tasso variabile. Il doppio tasso è consigliato a chi preferisce una soluzione intermedia tra il tasso fisso e il tasso variabile, equilibrando vantaggi e svantaggi di ciascuno.
 
Parametri finanziari di riferimento e spread
Il tasso di interesse è determinato in base a parametri fissati sui mercati monetari e finanziari. Generalmente:
·       per il tasso fisso il parametro di riferimento è l’Eurirs (5 anni, 10 anni, 15 anni, 20 anni, 25 anni, 30 anni)
·       per il tasso variabile i parametri di riferimento più usati sono: l’Euribor 360 (1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 12 mesi), Euribor 365, BCE
A questi parametri di base imposti dal mercato l’intermediario aggiunge una maggiorazione, che viene definita spread.
Lo spread, dunque, è la differenza tra il parametro di riferimento (Euris o Euribor) e il tasso effettivamente applicato.
Pertanto, per definire il tasso di interesse applicato a un mutuo si precedere così:
nel caso di mutuo a  di tasso fisso:
1.    si individua il parametro Euris corrispondente alla durata scelta del mutuo (5 anni, 10 anni, 15 anni, 20 anni, 25 anni, 30 anni) -> Euris 5 anni, Euris 10 anni, Euris 15 anni, Euris 20 anni, Euris 25 anni, Euris 30 anni
2.    l’intermediario definisce il valore dello spread applicato
3.    si ottiene il tasso finale sommando parametro e spread
Nel caso di mutuo a  di tasso variabile:
1.    si individua il parametro Euribor o BCE corrispondente alla durata scelta del mutuo -> ’Euribor 360 (1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 12 mesi), Euribor 365, BCE
2.    l’intermediario definisce il valore dello spread applicato
3.    si ottiene il tasso finale variabile relativo al periodo scelto sommando parametro e spread
 
I costi del mutuo
Se il mutuo è concesso da una banca, il cliente paga un’imposta pari al 2% dell’ammontare complessivo oppure 0,25% nel caso di acquisto della prima casa. Ci possono poi essere altre imposte legate all’iscrizione dell’ipoteca  o ad altri adempimenti.
Ci possono essere altre spese legate all’accensione del mutuo, come ad esempio:
·       spese di istruttoria, che possono consistere sia in un importo fisso sia in una percentuale calcolata sull’ammontare del finanziamento;
·       spese di perizia richieste per la valutazione dell’immobile da ipotecare;
·       spese notarili per il contratto di mutuo e l’iscrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari
·       spese per premio di assicurazione a copertura di danni sull’immobile
·       assicurazione sui rischi legati a eventi relativi alla vita del cliente che potrebbero impedirgli di rimborsare il prestito
·       gli interessi di mora, se si paga la rata in ritardo.
 
Piano di ammortamento del mutuo ipotecario
Il piano di ammortamento è il progetto di restituzione del debito: è importante esaminarlo con attenzione.
Il piano stabilisce:
·       l’importo erogato
·       l’ammontare delle singole rate
·       la data entro la quale tutto il debito deve essere pagato
·       la periodicità delle singole rate (mese, trimestre, semestre)
·       i criteri per determinare l’ammontare di ogni rata
·       il debito residuo
La rata è composta da due elementi:
·       quota capitale, cioè l’importo del finanziamento restituito
·       quota interessi, cioè l’interesse maturato
Il piano di ammortamento più diffuso è quello alla francese: la rata di importo fisso è composta da una quota capitale crescente e da una quota interessi decrescente.
All’inizio si pagano soprattutto interessi. Poiché gli interessi vengono applicati sul capitale residuo, a mano a mano che il capitale viene restituito l’ammontare degli interessi diminuisce e la quota capitale aumenta.
 
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117 - Detrazioni fiscali 2017 per l’edilizia. Riepilogo di tutto quello che occorre sapere.
11 Luglio 2017

Detrazioni fiscali in edilizia 2017: ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus, bonus mobili, bonus alberghi e percentuali di detrazioni
Per l’anno 2017 sono previste una serie di agevolazioni fiscali per interventi in edilizia, con il potenziamento di molte detrazioni. Di seguito i vari tipi di detrazione previsti e le condizioni e i requisiti necessari.
 
Detrazioni fiscali per l’edilizia 2017
I bonus in favore dell’edilizia per il 2017 sono i seguenti:
·       Bonus ristrutturazione edilizia (detrazione 50%)
·       Bonus mobili (detrazione 50%)
·       Ecobonus riqualificazione energetica (detrazione 65%)
·       Ecobonus riqualificazione energetica parti comuni (detrazione 65%, 70%, 75%)
·       Sismabonus per interventi antisismici (detrazioni 50%, 70%, 75%, 80%, 85%)
·       Bonus alberghi
 
Bonus ristrutturazione edilizia (detrazione 50%)
Il primo bonus in edilizia 2017 è quello relativo alla detrazione del 50% per ristrutturazione edilizia.
È prevista la proroga a tutto il 2017 della detrazione fiscale in misura del 50% per le spese sostenute per interventi di riqualificazione edilizia.
In particolare, i contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per gli interventi su immobili adibiti ad uso residenziale, fino ad un limite di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare.
Le detrazioni devono essere ripartite in 10 rate annuali.
Gli interventi per i quali è possibile usufruire dell’agevolazione sono:
a.    manutenzione straordinaria
b.    ristrutturazione edilizia
c.     risanamento conservativo
d.    manutenzione ordinaria sulle parti comuni dell’edificio
Possono accedere al bonus ristrutturazione:
·       i proprietari dell’immobile
·       gli inquilini in affitto
·       gli usufruttuari
·       i nudi proprietari
 
Sismabonus per interventi antisismici (detrazioni 50, 70, 75, 80, 85)
Per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 è stata introdotta una detrazione fiscale del 50%, fruibile in 5 rate annuali di pari importo, per le spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3). L’importo complessivo pari a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.
Sono previste inoltre detrazioni maggiori nei seguenti casi:
·       detrazione al 70% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
·       detrazione al 80% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore
·       detrazione al 75% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
·       detrazione al 85% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore
Anche le spese tecniche per la classificazione e la verifica sismica dell’immobile sono detraibili.
Relativamente alle classi di rischio,  il MIT ha pubblicato le linee guida per la classificazione sismica. Queste prevedono otto classi di rischio sismico:
1.    classe A+ (minor rischio)
2.    classe A
3.    classe B
4.    classe C
5.    classe D
6.    classe E
7.    classe F
8.    classe G (maggior rischio)
La determinazione della classe di appartenenza di un edificio può essere condotta secondo due metodi alternativi:
·       metodo convenzionale
·       metodo semplificato
Metodo semplificato
Il metodo semplificato si basa su una classificazione macrosismica dell’edificio. È indicato per una valutazione speditiva della Classe di Rischio dei soli edifici in muratura e può essere utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per valutare la classe di rischio in relazione all’adozione di interventi di tipo locale.
Metodo convenzionale
Il metodo convenzionale è applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione. Esso è basato sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali NCT 2008 e consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione, sia nello stato di fatto sia nello stato conseguente intervento progettato.
 
Ecobonus riqualificazione energetica (detrazione 65%, 70% e 75%)
L’incentivo per la riqualificazione energetica degli edifici consiste in una detrazione dall’Irpef o dall’Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.
In particolare, è prevista una detrazione pari al 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017.
Gli interventi ammissibili sono quelli che conducono a:
·       riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
·       miglioramento termico dell’edificio (isolamento termico, pavimenti, infissi)
·       installazione di pannelli solari
·       sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
La detrazione spetta per le spese sostenute dal contribuente relative a:
1.    interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che ottengono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in un’apposita tabella allegata a dm 11 marzo 2008 modificato dal decreto 26 gennaio 2010. Il valore massimo della detrazione è pari a 100.000 euro
2.    interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali (muri), strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi. Il valore massimo della detrazione di 60.000 euro. In tal caso occorre rispettare i requisiti di trasmittanza termica U, previsti in un’apposita tabella (dm 11 marzo 2008 modificato dal decreto 26 gennaio 2010). E’ agevolabile anche la sostituzione dei portoni d’ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre
3.    installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Il valore massimo della detrazione è di 60.000 euro
4.    interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. Il valore massimo della detrazione è 30.000 euro
5.    sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia. Il valore massimo della detrazione è 30.000 euro
6.    interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro
7.    acquisto e la posa in opera delle schermature solari, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro
8.    acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro
9.    acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti, sostenute dal 1° gennaio 2016. Questi dispositivi devono mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati, devono mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti e consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto
Parti comuni di edifici condominiali
È prevista la possibilità fino al 31 dicembre 2021 della detrazione fiscale per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica realizzati sulle parti comuni di:
1.    edifici condominiali
2.    istituti autonomi per le case popolari
In questo caso la detrazione aumenta. Si ha:
·       detrazione del 70% per gli interventi sull’involucro con un’incidenza superiore al 25% della superficie dell’edificio su una spesa complessiva non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
·       detrazione del 75% per miglioramento della prestazione energetica invernale e estiva  che conseguano almeno la qualità media di cui al dm 26 giugno 2015. La spesa complessiva massima è pari a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
La sussistenza di tali condizioni deve essere asseverata da professionisti abilitati.
I beneficiari possono optare per la cessione del credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati.
Bonus mobili
Per tutto il 2017 è possibile usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.
L’agevolazione può essere richiesta solo da chi realizza un intervento edilizio iniziato a partire dal 1 gennaio 2016.
Invece, se l’acquisto del mobile o dell’elettrodomestico è avvenuto nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016, il presupposto per poter usufruire della detrazione rimane quello di aver sostenuto spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio a partire dal 26 giugno 2012.
Gli interventi che offrono la possibilità di accedere al bonus mobili sono i seguenti:
a.    manutenzione straordinaria
b.    restauro e risanamento conservativo
c.     ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti
d.    manutenzione ordinaria su parti comuni
A prescindere dall’importo delle spese sostenute per i lavori edili, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Inoltre, la detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.
Occorre effettuare i pagamenti mediante:
1.    bonifico
2.    carta di debito
3.    carta di credito
Non è consentito l’uso di assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.
Non è necessario utilizzare i modelli di bonifico appositamente predisposto dalle banche per le detrazioni in edilizia (necessari per effettuare le ritenute d’acconto).
Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.
 
Bonus alberghi (credito d’imposta fino al 50%)
L’ultimo bonus in edilizia 2017 è il bonus alberghi. È previsto il riconoscimento del credito di imposta per le imprese alberghiere esistenti al primo gennaio 2012 che effettuano interventi edilizi un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 euro.
Il credito è concesso per i periodi 2017, 2018, 2019.
L’agevolazione è estesa anche agli agriturismi.
 
Cessione del credito
Il credito Irpef del 65%, 70% o 75% sulle parti comuni può essere ceduto dagli incapienti Irpef (ossia i contribuenti che hanno un’imposta dovuta inferiore alla detrazione fiscale) anche alle banche, in quanto la legge 96/2017 di conversione del dl 50/2017  non prevede alcun limite a queste cessioni.
Per le spese pagate dal 2016 al 2017 per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni condominiali, le persone fisiche incapienti nel periodo d’imposta precedente, possono optare per la cessione del corrispondente credito d’imposta Irpef (65% della spesa pagata), interamente o solo in parte ai fornitori dei beni e servizi che hanno effettuato i predetti interventi.
Per le spese sostenute dal 2017 al 2021, per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni condominiali, che interessano più del 25% dell’involucro dell’edificio, i beneficiari (anche non incapienti) della relativa detrazione Irpef e Ires del 70% (o del 75%, a determinate condizioni), da ripartire in 10 anni, possono cedere il credito d’imposta, per intero e non solo in parte (limitazione introdotta dal provvedimento 8 giugno 2017 dell’Agenzia delle Entrate), ai fornitori ovvero ad altri soggetti privati (con l’esclusione degli istituti di credito, degli intermediari finanziari e delle amministrazioni pubbliche), con la facoltà da parte di questi cessionari di successiva cessione del credito a terzi, in tutto o in parte.
Per le spese sostenute dal 2017 al 2021 per gli interventi antisismici su parti comuni condominiali di edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 con procedure autorizzatorie comunali iniziate dal 2017, da cui derivi una riduzione del rischio sismico di una o due classi, i beneficiari del bonus Irpef e Ires, rispettivamente del 75% (riduzione di una classe di rischio) e dell’85% (due classi), da ripartire in 5 anni, possono cedere il credito per intero ai fornitori o ad altri soggetti privati, esclusi gli istituti di credito, gli intermediari finanziari e le Pa.

116 - Ristrutturazioni edilizie e “sismabonus” – nuova guida dell’agenzia delle entrate
28 Giugno 2017

Nuovo aggiornamento della Guida «Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali» a cura dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, che illustra, tra l’altro, le novità del “sismabonus condomini”, relative alla cessione del credito, alla luce del recente Provvedimento n. 108577/2017. Resta fermo l’approfondimento sulle modalità applicative della proroga fino al 31 dicembre 2017 delle detrazioni IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie e per l’acquisto di mobili.

“Sismabonus condomini” – Le novità per la cessione del credito
Come noto, la legge 232/2016 (legge di Bilancio 2017) proroga per 5 anni (2017-2021) la detrazione IRPEF/IRES delle spese sostenute, sino ad un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, per interventi di messa in sicurezza statica delle abitazioni e degli immobili a destinazione produttiva (cd. “sismabonus”), situati nelle zone ad alta pericolosità sismica.

In particolare, vengono previste:
    •    la rimodulazione della percentuale di detrazione;
la percentuale di detrazione è pari al:
- 50% per gli interventi “antisismici” eseguiti sulle parti strutturali,
- 70% se l’intervento riduce il rischio sismico di una classe,
- 75% se l’intervento riguarda interi condomini e consente di ridurre il rischio sismico di una classe,
- 80% se l’intervento riduce il rischio sismico di due classi,
- 85% se l’intervento riguarda interi condomini e consente di ridurre il rischio sismico di due classi.
In ogni caso, l’ammontare delle spese agevolate non può superare i 96.000 euro per unità immobiliare.
    •    l’ampliamento dell’ambito oggettivo, includendo anche le abitazioni diverse dalle “abitazioni principali” e l’estensione anche alla zona sismica 3 (oltre le zone 1 e 2, già in precedenza incluse nel bonus);
    •    la riduzione, da 10 a 5 anni, del periodo di ripartizione della detrazione.
Tenuto conto che l’agevolazione riguarda anche i lavori antisismici sulle parti comuni condominiali (cd. “sismabonus condomini”), la Guida si sofferma sulle modalità applicative della cessione del credito, ossia della possibilità, per ogni condomino, di cedere la detrazione (pari al 75% od all’85%), sotto forma di credito d’imposta, alle imprese esecutrici o a soggetti privati, ma con esclusione degli istituti di credito, degli intermediari finanziari e delle P.A. ai sensi del D.Lgs. 165/2001.
Infatti, le modalità attuative della cessione sono state stabilite dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 8 giugno 2017, n. 108572, che recepisce le osservazioni formulate dall’ANCE per garantire l’applicabilità di tale strumento con modalità semplificate.
In merito, l’Agenzia delle Entrate specifica, innanzitutto, che il credito d’imposta:
    •    può essere ceduto da parte di tutti i possibili beneficiari della detrazione, ivi compresi coloro che in concreto non potrebbero fruirne poiché «non tenuti al versamento dell’imposta» (ad es. i soggetti “incapienti”), ed i cessionari del credito;
    •    può essere oggetto di successiva cessione da parte del cessionario, come auspicato dall’ANCE.
 
Credito oggetto di cessione
Sul punto, l’Agenzia delle Entrate conferma che il condomino può cedere l’intera detrazione a lui spettante, che può essere calcolata, alternativamente:
    •    sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile;
    •    tenuto conto delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, sempre per la propria quota a lui riferibile.
Come richiesto dall’ANCE, viene confermato, altresì, che il cessionario può ricedere a sua volta, in tutto o in parte, il credito d’imposta ottenuto dal condomino, a condizione che questo sia divenuto “disponibile”.
Sotto tale profilo, l’Agenzia delle Entrate specifica ulteriormente che il credito d’imposta diventa disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e nei limiti in cui il condomino cedente abbia contribuito con il pagamento della parte di spesa non ceduta sotto forma di credito d’imposta.
Inoltre, il credito ceduto ai fornitori si considera disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il fornitore ha emesso fattura comprensiva del relativo importo.
 
Modalità di cessione
L’Agenzia delle Entrate ripercorre, in sintesi, le modalità di cessione del credito d’imposta stabilite nel Provvedimento n.108577/2017, che prevedono specifici adempimenti a cura sia del condomino, sia dell’amministratore del condominio.
Inoltre, vengono descritte le modalità di “monitoraggio” della cessione del credito, visualizzabile sia dal cedente che dal cessionario mediante le funzionalità telematiche messe a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.
Adempimenti del condomino
Alla delibera condominiale (o entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento), il condomino deve comunicare all’amministratore del condominio i dati dell’avvenuta cessione del credito, l’accettazione del cessionario e deve indicare i dati identificativi (dati anagrafici o denominazione)ed il codice fiscale propri e dello stesso cessionario.
Adempimenti dell’amministratore
L’amministratore del condominio deve:
    1.    comunicare anno per anno (entro il 28 febbraio) all’Agenzia delle Entrate, a pena di inefficacia della cessione del credito, i dati del cessionario e la sua accettazione del credito ricevuto, nonché l’importo dello stesso, spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente;
    2.    consegnare al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione all’Agenzia.
Utilizzo dei servizi telematici
Inoltre, l’Agenzia delle Entrate specifica che mediante la funzionalità del “Cassetto fiscale” sarà possibile, per il cessionario, visualizzare ed accettare il credito (necessaria ai fini della sua utilizzazione), e per il cedente, visualizzare le informazioni sull’accettazione del credito.
Viene altresì, evidenziato che, in caso di successiva ed ulteriore cessione del credito ricevuto, il cessionario deve comunicare l’operazione, sempre con le modalità telematiche messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, che provvederà ad attribuire il credito al nuovo cessionario.
 
Utilizzo del credito da parte del cessionario
Viene confermato che il cessionario deve utilizzare il credito d’imposta in cinque quote annuali di pari importo, mediante compensazione con il Modello F24, da presentare esclusivamente mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Il relativo codice tributo verrà istituito con un’apposita Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate.
In caso di ulteriore cessione, il credito viene utilizzato in compensazione dal successivo cessionario, sulla base delle rate residue.
La quota di credito che non è utilizzata nell’anno può essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.
 
Controlli dell’Agenzia
Infine, viene confermato che, in caso di verifiche fiscali che accertino la mancanza, in tutto o in parte, dei requisiti per fruire del “sisma bonus condomini”, da parte del condomino, ovvero del cessionario (per quel che riguarda, per quest’ultimo, l’indebita fruizione) il credito d’imposta viene recuperato a tassazione, con interessi e sanzioni.
“Bonus ristrutturazioni” e “Bonus mobili” - La proroga per il 2017
L’Agenzia delle Entrate si sofferma, altresì, sulla proroga del potenziamento della detrazione IRPEF per il recupero delle abitazioni (cd. 36%) che continuerà ad applicarsi, nella misura del 50%, per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2017, da assumere entro il limite massimo di 96.000 euro.
La proroga, a tutto il 2017, riguarda anche la detrazione del 50% per l’acquisto di abitazioni facenti parte di edifici interamente ristrutturati da imprese (detrazione da applicare sul 25% del prezzo d’acquisto, sempre nel massimo di 96.000 euro).
Infine, vengono confermate le modalità applicative della proroga, sino al 31 dicembre 2017, della detrazione IRPEF per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, destinati ad abitazioni ristrutturate, nella misura del 50% delle spese sostenute, per un importo massimo di spesa di 10.000 euro.
In merito, l’Agenzia delle Entrate evidenzia che, rispetto alla formulazione dell’agevolazione in vigore fino al 31 dicembre 2016, la proroga per il 2017 del “bonus mobili” viene riconosciuta ai soggetti che sull’abitazione da arredare hanno avviato interventi, agevolati con il “bonus edilizia”, a decorrere dal 1° gennaio 2016, escludendo quelli iniziati antecedentemente a tale data.

Clicca qui per scaricare la guida del 14 giugno 2017

115 - Approccio all’efficientamento energetico degli edifici
5 Giugno 2017

Approccio all’efficientamento energetico degli edifici.
Il documento ha lo scopo di fornire le informazioni di base per comprendere come realizzare immobili che nel tempo riescano consumare il minimo di energia possibile, conservando le necessarie condizioni di benessere per gli utenti degli immobili stessi.
È un vademecum di partenza per introdursi nel modo dell’efficientamento energetico.
Il documento è così strutturato:
·       Elementi di fisica
·       Le modalità di trasmissione del calore
·       La trasmissione del calore per conduzione
·       La conversione dell’energia radiante del sole in energia elettrica
·       Il risparmio energetico negli edifici
·       Dalla Fisica alla tecnologia
·       Le strutture opache
·       Le strutture trasparenti
·       Evoluzione normativa in materia di risparmio e efficientamento energetico
·       Le norme di riferimento
·       Altri elementi dell’edificio che consumano energia
·       Diagnosi energetica di edifici esistenti
·       Modellazione dell’edificio
·       Analisi Termografica dell’edificio
·       Calcolo delle prestazioni energetiche
·       Analisi dei consumi energetici e calcolo delle prestazioni adattate all’utenza
·       Analisi dei punti critici dell’edificio da un punto di vista delle prestazioni energetiche e soluzioni di miglioramento
·       proposte
·       Valutazione economica delle ipotesi di intervento migliorativo
·       Definizione della nuova classe energetica
·       Verso gli edifici a consumo di energia Quasi Zero (NZEB)
·       Glossario energetico
 
Clicca qui per scaricare la guida all’efficientamento energetico

114 - Sismabonus: guida pratica MIT
29 Maggio 2017

Il sismabonus è l’agevolazione fiscale volta a favorire interventi antisismici (miglioramento, adeguamento o interventi locali) per la messa in sicurezza degli edifici esistenti ricadenti in zona sismica 1, 2 e 3.
La detrazione è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2017 ed ha le seguenti caratteristiche:
·       detrazione fiscale del 50%, 70% o 80% in funzione delle classi migliorate (75% e 85% per interventi su parti comuni)
·       ripartizione in quote annuali di pari importo da suddividere in 5 anni
·       l’estensione degli interventi anche alle zone sismiche 3
·       tipologia di immobili: immobili abitativi, immobili per attività produttive, parti comuni condominiali
Quindi è possibile detrarre nella dichiarazione dei redditi, su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro, una percentuale variabile dal 50% fino all’85% secondo le tipologie di intervento.
Le spese devono essere sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.
 
Casa Sicura
Il Mit ha predisposto all’interno del proprio sito un’apposita sezione dedicata al sismabonus, denominata Casa Sicura.
La pagina del sito è così articolata:
·       guida pratica
·       FAQ
·       per i tecnici
·       normativa
·       spot
Guida pratica
Nella guida viene chiarito:
·       cos’è Casa Sicura
·       quali edifici
·       quali spese
·       chi classifica l’immobile e valuta il rischio sismico
·       chi ha diritto alla detrazione
·       quanto si può detrarre
·       cessione del credito
La guida specifica, quindi, tutte le possibilità di detrazione e la necessità di classificazione dell’immobile da parte di un professionista abilitato.

FAQ
Nella parte dedicata alle FAQ, una serie di domande e risposte utili ai fini della corretta comprensione del sismabonus; alcune, in particolare (dalla n.8 alla n.11), sono dedicate al condominio e alla possibile cessione del credito.
In un condominio, per lavori sulle parti comuni, ogni appartamento ha diritto alla stessa detrazione?
In un condominio, per lavori sulle parti comuni, qual è il limite massimo della spesa per beneficiare della detrazione?
È possibile mettere in sicurezza solo le parti comuni di un condominio?
Come avviene la cessione del credito?
Per i tecnici
In questa sezione vengono forniti i documenti necessari ai tecnici, ossia:
·       le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni
·       il modello asseverazione classe rischio sismico
Normativa
Nella sezione riferita alla normativa, sono presenti i 2 decreti:
·       decreto ministeriale 7 marzo 2017 n. 65
·       decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili)
Spot
Disponibile, infine, il video spot sul sismabonus
 
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113 - Qual è la differenza tra adeguamento sismico, miglioramento sismico e interventi locali?
31 Maggio 2017

Interventi antisismici su strutture esistenti: adeguamento sismico e miglioramento sismico non sono la stessa cosa. Ecco le differenze.
Quando si parla di interventi antisismici molto spesso i termini “adeguamento” e “miglioramento” vengono usati impropriamente come sinonimi. Tuttavia parlare di adeguamento sismico e di miglioramento sismico vuol dire far riferimenti a due tipologie di intervento ben distinte tra loro. Poi a questo aggiungiamo anche gli “interventi di riparazione o rafforzamento locale“.
In questo articolo analizziamo le reali differenze tra le varie tipologie di intervento sugli edifici esistenti, considerando sia le attuali norme tecniche per le costruzioni, NTC 2008, che le novità introdotte dalle prossime, NTC 2017.
 
Definizione di costruzione esistente
Secondo il dm 14 gennaio 2008 (NTC 2008, Capitolo 8) una costruzione esistente è definita nel seguente modo: quella che abbia, alla data della redazione della valutazione di sicurezza e/o del progetto di intervento, la struttura completamente realizzata.
La circolare esplicativa 617 del 2009 aggiunge:
Per costruzione di c.a. e di acciaio con struttura completamente realizzata si intende quella per cui […] sia stata redatta la relazione a struttura ultimata ai sensi dell’art. 65 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380. Per edifici in muratura con struttura completamente realizzata si intende quella per cui […] sia stato redatto il certificato di collaudo statico ai sensi del Cap.4 del dm 20 novembre 1987 o ai sensi delle NTC.
Pertanto, una struttura esistente è considerabile tale se:
·       è già stata redatta la relazione a strutture ultimate, per edifici in cemento armato o in acciaio
·       è stato redatto il certificato di collaudo statico, per edifici in muratura
 
Interventi sulle costruzioni esistenti e livelli di conoscenza
Il problema della sicurezza delle costruzioni esistenti è di fondamentale importanza in Italia, da un lato per l’elevata vulnerabilità delle costruzioni, soprattutto rispetto alle azioni sismiche, dall’altro per il valore storico, architettonico, artistico, ambientale di gran parte del patrimonio edilizio esistente. A ciò si aggiunge la notevole varietà di tipologie strutturali esistenti.
Ne deriva una particolare complessità delle problematiche coinvolte ed una difficile standardizzazione dei metodi di verifica. Per questo, le norme tecniche per le costruzioni prevedono un approccio prestazionale, con l’adozione di poche regole di carattere generale ed alcune indicazioni importanti per la correttezza delle diverse fasi di analisi, progettazione, esecuzione.
La valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi su costruzioni esistenti devono tenere conto dei seguenti aspetti:
·       la costruzione riflette lo stato delle conoscenze al tempo della sua realizzazione
·       possono essere insiti e non palesi difetti di impostazione e di realizzazione
·       la costruzione può essere stata soggetta ad azioni, anche eccezionali, i cui effetti non siano completamente manifesti
·       le strutture possono presentare degrado e/o modificazioni significative rispetto alla situazione originaria
Diventa quindi fondamentale l’utilizzo di software di calcolo che consentano al progettista la corretta definizione del modelli strutturali in considerazione dei seguenti aspetti:
·       la geometria e i dettagli costruttivi sono definiti e la loro conoscenza dipende solo dalla documentazione disponibile e dal livello di approfondimento delle indagini conoscitive
·       la conoscenza delle proprietà meccaniche dei materiali non risente delle incertezze legate alla produzione e posa in opera ma solo della omogeneità dei materiali stessi all’interno della costruzione, del livello di approfondimento delle indagini conoscitive e dell’affidabilità delle stesse
·       i carichi permanenti sono definiti e la loro conoscenza dipende dal livello di approfondimento delle indagini conoscitive
Nelle costruzioni esistenti è cruciale la conoscenza della struttura (geometria e dettagli costruttivi) e dei materiali che la costituiscono (calcestruzzo, acciaio, mattoni, malta). È per questo che sono introdotti i “fattori di confidenza”, strettamente legati al livello di conoscenza conseguito nelle indagini conoscitive.
Tali fattori vanno preliminarmente a ridurre i valori medi di resistenza dei materiali della struttura esistente, per ricavare i valori da adottare, nel progetto o nella verifica e da ridurre ulteriormente (quando previsto) mediante i coefficienti parziali di sicurezza.
 
Valutazione della sicurezza
Secondo le NTC 2008, la valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi sulle costruzioni esistenti possono essere eseguiti con riferimento ai soli SLU (condizione di stato limite ultimo); nel caso in cui si effettui la verifica anche nei confronti degli SLE (Stati limite di esercizio), i relativi livelli di prestazione possono essere stabiliti dal progettista di concerto con il committente.
La valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi sulle costruzioni esistenti possono essere dunque eseguiti con riferimento allo SLU e possono essere eseguite in alternativa rispetto alle seguenti condizioni:
·       condizione di salvaguardia della vita umana (SLV)
·       condizione di collasso (SLC)
Le costruzioni esistenti devono essere sottoposte ad una valutazione della sicurezza, anche nel caso si verifichi una delle seguenti situazioni:
·       riduzione evidente della capacità resistente e/o deformativa della struttura o di alcune sue parti dovuta ad azioni ambientali (sisma, vento, neve e temperatura)
·       significativo degrado e decadimento delle caratteristiche meccaniche dei materiali
·       presenza di azioni eccezionali (urti, incendi, esplosioni)
·       situazioni di funzionamento ed uso anomalo
·       deformazioni significative imposte da cedimenti del terreno di fondazione
·       provati gravi errori di progetto o di costruzione
·       cambio di destinazione d’uso della costruzione o di parti di essa, con variazione significativa dei carichi variabili e/o della classe d’uso della costruzione
·       interventi non dichiaratamente strutturali, qualora essi interagiscano, anche solo in parte, con elementi aventi funzione strutturale e, in modo consistente, ne riducano la capacità o ne modifichino la rigidezza
In particolare, la valutazione della sicurezza deve permettere di stabilire se:
·       l’uso della costruzione possa continuare senza interventi
·       l’uso della costruzione debba essere modificato con eventuale declassamento, cambio di destinazione e/o imposizione di limitazioni o cautele nell’uso
·       sia necessario procedere ad aumentare o ripristinare la capacità portante
La valutazione della sicurezza dovrà effettuarsi ogni qual volta si eseguano gli interventi strutturali (punto 8.4 NTC 2008) e dovrà determinare il livello di sicurezza prima e dopo l’intervento.
Il Progettista dovrà esplicitare in un’apposita relazione i livelli di sicurezza attuali o raggiunti con l’intervento e le eventuali conseguenti limitazioni nell’uso della costruzione.
 
Tipologie di interventi sulle costruzioni esistenti
In linea generale sono possibili 3 tipologie di intervento sulle strutture esistenti:
1.    interventi di adeguamento sismico: sono particolari interventi atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle stesse norme tecniche. Si tratta, spesso, di interventi molto onerosi sia dal punto di vista tecnico che economico
2.    interventi di miglioramento sismico: sono interventi atti ad aumentare il livello di sicurezza strutturale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalla norma. Sono realizzabili in maniera più semplice rispetto a quelli di adeguamento
3.    interventi di riparazione o rafforzamento locale che interessino elementi isolati e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.
Da notare che gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico devono essere sottoposti a collaudo statico.
 
Interventi sulle costruzioni esistenti, interventi di adeguamento sismico
Secondo le attuali norme tecniche, l’adeguamento sismico della costruzione, è obbligatorio per chiunque intenda:
·        sopraelevare la costruzione
·       ampliare la costruzione mediante opere strutturalmente connesse alla costruzione
·       apportare variazioni di classe e/o di destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi globali in fondazione superiori al 10%. Resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione
·       effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal precedente
In ogni caso, il progetto dovrà essere riferito all’intera costruzione e dovrà riportare le verifiche dell’intera struttura post-intervento.
 
Interventi sulle costruzioni esistenti, interventi di miglioramento sismico
Rientrano nella categoria di miglioramento sismico tutti gli interventi che siano comunque finalizzati ad accrescere la capacità di resistenza delle strutture esistenti alle azioni considerate.
È possibile eseguire interventi di miglioramento sismico nei casi in cui non ricorrano le condizioni specificate per l’adeguamento.
Il progetto e la valutazione della sicurezza dovranno essere estesi a tutte le parti della struttura potenzialmente interessate da modifiche di comportamento, nonché alla struttura nel suo insieme.
 
Interventi sulle costruzioni esistenti, riparazione o interventi locali
In generale, gli interventi di questo tipo riguardano singole parti della struttura e interessano porzioni limitate della costruzione.
Il progetto e la valutazione della sicurezza potranno essere riferiti alle sole parti interessate e documentare che, rispetto alla configurazione precedente al danno, al degrado o alla variante.
 
Interventi di adeguamento e miglioramento sismico, cosa prevedono le nuove NTC 2017
Dopo l’ok ricevuto dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 22 dicembre 2016, è stato inviato il 6 febbraio 2017 alla Commissione Europea il documento aggiornato con la bozza delle nuove Norme tecniche per le costruzioni NTC 2017.
Le NTC 2017 prevedono che il livello di sicurezza della costruzione sia quantificato attraverso il coefficiente ζE.
ζE è pari al rapporto tra lʹazione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzione. Lʹentità delle altre azioni contemporaneamente presenti è generalmente la stessa assunta per le nuove costruzioni.
Miglioramento sismico secondo le NTC 2017
Le NTC introducono dei limiti sul coefficiente ζE che le strutture devono rispettare a seguito dell’intervento di miglioramento sismico. Le verifiche variano in funzione del tipo di costruzione (classe).
In linea generale, ad eccezione degli interventi di isolamento sismico, si può avere ζE può essere < 1.
·       A meno di specifiche situazioni relative ai beni culturali, per le costruzioni di classe III ad uso scolastico e di classe IV, dopo un intervento di miglioramento: ζE deve essere comunque non minore di 0,6.
·       Per le altre costruzioni di classe III e per quelle di classe II: ζE deve risultare incrementato di un valore comunque non minore di 0,1.
·       Per gli interventi che prevedano l’impiego di sistemi di isolamento, per la verifica del sistema di isolamento, si deve avere: ζE =1.
Ricordiamo brevemente che le costruzioni sono suddivise in classi d’uso, così definite:
·       Classe I: Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli
·       Classe II: Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi per l’ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali. Industrie con attività non pericolose per l’ambiente. Ponti, opere infrastrutturali, reti viarie non ricadenti in Classe d’uso III o in Classe d’uso IV, reti ferroviarie la cui interruzione non provochi situazioni di emergenza. Dighe il cui collasso non provochi conseguenze rilevanti
·       Classe III: Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con attività pericolose per l’ambiente. Reti viarie extraurbane non ricadenti in Classe d’uso IV. Ponti e reti ferroviarie la cui interruzione provochi situazioni di emergenza. Dighe rilevanti per le conseguenze di un loro eventuale collasso
·       Classe IV: Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamità. Industrie con attività particolarmente pericolose per l’ambiente. Reti viarie di tipo A o B, di cui al Dm n. 6792/2001, e di tipo C quando appartenenti ad itinerari di collegamento tra capoluoghi di provincia non altresì serviti da strade di tipo A o B. Ponti e reti ferroviarie di importanza critica per il mantenimento delle vie di comunicazione, particolarmente dopo un evento sismico. Dighe connesse al funzionamento di acquedotti e a impianti di produzione di energia elettrica
Adeguamento sismico secondo le NTC 2017
L’adeguamento della costruzione è obbligatorio (come per le NTC 2008) per chiunque intenda:
a.    sopraelevare la costruzione
b.    ampliare la costruzione mediante opere ad essa strutturalmente connesse e tali da alterarne significativamente la risposta
c.     apportare variazioni di destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi globali verticali in fondazione superiori al 10%, valutati secondo la combinazione caratteristica di cui alla Equazione 2.5.2 includendo i soli carichi gravitazionali. Resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione
d.    effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un sistema strutturale diverso dal precedente; nel caso degli edifici, effettuare interventi strutturali che trasformano il sistema strutturale mediante l’impiego di nuovi elementi verticali portanti su cui grava almeno il 50% dei carichi gravitazionali complessivi riferiti ai singoli piani
e.    apportare modifiche di classe d’uso che conducano a costruzioni di classe III ad uso scolastico o di classe IV
In ogni caso, il progetto dovrà essere riferito all’intera costruzione e dovrà riportare le verifiche dell’intera struttura post‐intervento, secondo le indicazioni del presente capitolo.
Nel caso di adeguamento sismico il coefficiente ζE, dipende dalla tipologia di intervento:
·       per interventi relativi alle lettere a., b. e d.  ζE deve essere ≥ 1
·       per interventi alla lettera c. ed e. si può assumere ζE ≥ 0,80
Resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione.
Una variazione dell’altezza dell’edificio dovuta alla realizzazione di cordoli sommitali o a variazioni della copertura che non comportino incrementi di superficie abitabile, non è considerato ampliamento, ai sensi della condizione a).
In tal caso non è necessario procedere all’adeguamento, salvo che non ricorrano una o più delle condizioni di cui agli altri precedenti punti.
Interventi locali o di riparazione secondo le NTC 2017
Gli interventi locali o di riparazione riguardano singole parti e/o elementi della struttura.
Essi non debbono cambiare significativamente il comportamento globale della costruzione e sono volti a conseguire una o più delle seguenti finalità:
·       ripristinare, rispetto alla configurazione precedente al danno, le caratteristiche iniziali di elementi o parti danneggiate
·       migliorare le caratteristiche di resistenza e/o di duttilità di elementi o parti, anche non danneggiati
·       impedire meccanismi di collasso locale
·       modificare un elemento o una porzione limitata della struttura
Il progetto e la valutazione della sicurezza potranno essere riferiti alle sole parti e/o elementi interessati, documentando le carenze strutturali riscontrate e dimostrando che, rispetto alla configurazione precedente al danno, al degrado o alla variante, non vengano prodotte sostanziali modifiche al comportamento delle altre parti e della struttura nel suo insieme e che gli interventi non comportino una riduzione dei livelli di sicurezza preesistenti.

112 - Riapertura nuovo bando INAIL
15 Maggio 2017

Nuove opportunità per contributi con fondi INAIL a favore delle imprese con carenze strutturali nei capannoni e per i quali occorre aumentare la sicurezza.
Si comunica che, con disposizioni regionali, è stata riaperta l'ordinanza a favore delle aziende che hanno provveduto alla messa in sicurezza e che hanno effettuato e/o effettueranno il miglioramento sismico di tutti gli immobili industriali nell'area del cratere a seguito del sisma Maggio 2012. 
Importante novità riguarda l'inserimento delle imprese agricole attive nei settori della produzione primaria e delle imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli tra i beneficiari del contributo. 

Il contributo per le imprese agricole sarà pari all'80% delle spese ammesse, mentre rimane confermato il 70% per le imprese appartenenti a tutti gli altri settori. 
Le domande di contributo potranno essere presentate dal 18/05/2017 ed i lavori dovranno essere realizzati entro il 30/06/2018. 

 
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111 - La guida dell’Agenzia delle Entrate 2017 per l’acquisto della casa.
27 Aprile 2017

Acquisto della casa: la guida con le regole per il calcolo delle imposte ai requisiti per le agevolazioni fiscali.
È stata pubblicata la nuova guida 2017 dell’Agenzia delle Entrate: Guida per l’acquisto della casa, le imposte e le agevolazioni fiscali.
La guida descrive, anche con esempi pratici le principali regole da osservare quando si compra una casa, in modo da poter fruire di tutti i benefici previsti dalla legge quali le agevolazioni legate alla prima abitazione.
La guida fornisce un utile supporto informativo, sia alle compravendite tra privati sia a quelle tra imprese e privati, per le persone fisiche che intendono acquistare un immobile e che non agiscono nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali.
Viene descritto il trattamento tributario riservato all’acquisto di un’abitazione in generale, poi quello applicabile in presenza dei benefici “prima casa”.
Particolare attenzione è dedicata al sistema del “prezzo-valore”. Non tutti forse sanno che, in base a questa regola:

  • la tassazione dell’atto avviene sul valore calcolato in base alla rendita catastale dell’immobile e non sul corrispettivo effettivamente pagato
  • viene limitato il potere di accertamento di valore dell’Agenzia delle Entrate
  • spetta per legge una riduzione degli onorari notarili.


Guida acquisto della casa 2017: i contenuti
Nella guida sono presenti i seguenti contenuti:

  • verifiche prima dell’acquisto della casa
    • dati catastali e ipotecari
    • perché si stipula il contratto preliminare
  • imposte sull’acquisto della casa
    • acquisto da un’impresa
    • acquisto da un privato
    • base imponibile per il calcolo delle imposte
    • sistema del prezzo-valore
    • dichiarazione sostitutiva
  • acquisto con i benefici prima casa
    • imposte agevolate
    • base imponibile per il calcolo delle imposte
    • requisiti per avere le agevolazioni
    • quando si ha già una “prima casa”
    • credito d’imposta per il riacquisto della “prima casa”
    • quando si perdono le agevolazioni
  • Faq


 
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110 - Agevolazioni fiscali interventi edilizi la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (feb 2017)
30 Marzo 2017

Agevolazioni fiscali interventi edilizi: ecco le novità previste in materia fiscale dalla legge di Bilancio 2017 nella nuova guida dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito la nuova guida che individua nel dettaglio tutte le agevolazioni fiscali previste in caso di lavori di ristrutturazione edilizia.
La guida intende fornire le indicazioni utili per richiedere correttamente il beneficio fiscale, illustrando modalità e adempimenti.
La legge di Bilancio 2017 ha prorogato al 31 dicembre 2017 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.
Dal 1° gennaio 2018 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare.
La guida delle Entrate è suddivisa in 5 parti, ognuna delle quali tratta i seguenti argomenti:

1.   La detrazione Irpef per le spese di ristrutturazione
·     Chi può fruire della detrazione
·     Per quali lavori spettano le agevolazioni
·     Misure antisismiche
·     Acquisto box: quando spetta l’agevolazione
·     Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione
·     Come si può perdere la detrazione
·     Se cambia il possesso
·     Cumulabilità con la detrazione Irpef per il risparmio energetico
·     Detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici

2.   L’IVA sulle ristrutturazioni edilizie
·     Agevolazione per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
·     Iva agevolata per lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione

3.   La detrazione per gli acquirenti e gli assegnatari di immobili ristrutturati
·     Condizioni richieste per fruire dell’agevolazione

4.   La detrazione Irpef del 19% degli interessi passivi sui mutui
·     In cosa consiste
·     Condizioni richieste per ottenere la detrazione

5.   I principali tipi di interventi ammessi alla detrazione Irpef
·     Interventi sulle singole unità abitative
·     Interventi sulle parti condominiali
 
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109 - Sismabonus, ecco tutte le diverse tipologie di incentivo a seconda dei casi
24 Marzo 2017

Sismabonus, detrazione 50%, 65%, 70%, 75%, 80%, 85%: un approfondimento sulle diverse tipologie di incentivo per interventi antisismici.
La legge di Bilancio 2017 ha ridefinito le misure di incentivazione fiscale per gli interventi antisismici da realizzare sugli edifici.
In questo articolo proponiamo un approfondimento sul sismabonus e sull’entità della detrazione fiscale in funzione dell’intervento e delle varie condizioni possibili.
 
Sismabonus e detrazione del 50%
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per gli interventi antisismici (art. 16-bis, comma 1, lettera i) del dpr 917/86) è riconosciuta una detrazione Irpef del 50%.
Gli interventi devono essere effettuati su edifici civili o produttivi ubicati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 dell’OPCM 3274/2003. La detrazione è ripartita in 5 quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.
Di seguito la tabella di sintesi con tutti i requisiti per accedere al sismabonus con incentivo pari al 50%.

Tipo intervento: interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’art. 16-bis, comma 1, lettera i) dpr 917/1986
Arco temporale: 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2021
Aree geografiche: Zone 1, 2 e 3 OPCM 3274/2003
Tipologia edifici: edifici destinati ad abitazioni e edifici produttivi
Detrazione fiscale: 50% delle spese sostenute
Limite massimo di spesa: 96.000 € per ogni unità immobiliare per ciascun anno
Numero rate della detrazione: 5 rate annuali di importo costante


Sismabonus e detrazione del 70%
Qualora a seguito della realizzazione degli interventi antisismici derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione dall’imposta spetta nella misura del 70%.
Di seguito la tabella di sintesi con tutti i requisiti per accedere al sismabonus con incentivo pari al 70%.

Tipo intervento: interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’art. 16-bis, comma 1, lettera i) dpr 917/1986
Arco temporale: 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2021
Aree geografiche: Zone 1, 2 e 3 OPCM 3274/2003
Tipologia edifici: edifici destinati ad abitazioni e edifici produttivi
Detrazione fiscale: 70% delle spese sostenute
Limite massimo di spesa: 96.000 € per ogni unità immobiliare per ciascun anno
Numero rate della detrazione: 5 rate annuali di importo costante
Numero di classi migliorative:  passaggio ad una classe superiore


Sismabonus e detrazione del 80%
Se a seguito dell’intervento antisismico si ottinene il miglioramento di almeno 2 classi di rischio, la detrazione spetta nella misura dell’80%.
Di seguito la tabella di sintesi con tutti i requisiti per accedere al sismabonus con incentivo pari al 80%.

Tipo intervento: interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’art. 16-bis, comma 1, lettera i) dpr 917/1986
Arco temporale: 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2021
Aree geografiche: Zone 1, 2 e 3 OPCM 3274/2003
Tipologia edifici: edifici destinati ad abitazioni e edifici produttivi
Detrazione fiscale: 80% delle spese sostenute
Limite massimo di spesa: 96.000 € per ogni unità immobiliare per ciascun anno
Numero rate della detrazione: 5 rate annuali di importo costante
Numero di classi migliorative: incremento di almeno 2 classi di rischio sismico


Sismabonus e detrazione del 75% (parti comuni edifici condominiali)
Qualora gli interventi siano realizzati su parti comuni di edifici condominiali, e si ottenga una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione dall’imposta spetta nella misura del 75%.
Di seguito la tabella di sintesi con tutti i requisiti per accedere al sismabonus con incentivo pari al 75%.

Tipo intervento: interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’art. 16-bis, comma 1, lettera i) dpr 917/1986
Arco temporale: 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2021
Aree geografiche: Zone 1, 2 e 3 OPCM 3274/2003
Tipologia edifici: parti comuni di edifici condominiali
Detrazione fiscale: 75% delle spese sostenute
Limite massimo di spesa: 96.000 € per ogni unità immobiliare per ciascun anno
Numero rate della detrazione: 5 rate annuali di importo costante
Numero di classi migliorative: passaggio ad una classe superiore


Sismabonus e detrazione del 85% (parti comuni edifici condominiali)
Qualora gli interventi siano realizzati su parti comuni di edifici condominiali, e si ottenga la riduzione del rischio sismico di almeno 2 classi, la detrazione dall’imposta spetta nella misura dell’85%.
Di seguito la tabella di sintesi con tutti i requisiti per accedere al sismabonus con incentivo pari al 85%.

Tipo intervento: interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’art. 16-bis, comma 1, lettera i) dpr 917/1986
Arco temporale: 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2021
Aree geografiche: Zone 1, 2 e 3 OPCM 3274/2003
Tipologia edifici: parti comuni di edifici condominiali
Detrazione fiscale: 85% delle spese sostenute
Limite massimo di spesa: 96.000 € per ogni unità immobiliare per ciascun anno
Numero rate della detrazione: 5 rate annuali di importo costante
Numero di classi migliorative: incremento di almeno 2 classi di rischio sismico


Sismabonus, detrazione del 65% per spese sostenute fino al 31 dicembre 2016
Per le spese per interventi antisismici su abitazione principale o su edifici produttivi sostenute fino al 31 dicembre 2016 è prevista una detrazione pari al 65%.
La detrazione va suddivisa in 10 rate costanti e si applica su un massimo di 96.000 euro. Vale solo per le zone sismiche 1 e 2.
Di seguito la tabella di sintesi con tutti i requisiti per accedere al sismabonus con incentivo pari al 65% (fino al 31 dicembre 2016).

Tipo intervento: interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’art. 16-bis, comma 1, lettera i) dpr 917/1986
Arco temporale: 4 agosto 2013 – 31 dicembre 2016
Aree geografiche: Zone 1, 2 OPCM 3274/2003
Tipologia edifici: abitazione principale e immobili a uso produttivo
Detrazione fiscale: 65% delle spese sostenute
Limite massimo di spesa: 96.000 € per ogni unità immobiliare per ciascun anno
Numero rate della detrazione: 10 rate annuali di importo costante

 

108 - Verifica rischio formazione muffa all’interno degli edifici.
22 Marzo 2017

Verifica rischio formazione muffa secondo la norma UNI EN ISO 13788: 2013, ecco come valutare le situazioni di rischio che potrebbero generare la formazione di muffe.
La trasmissione del vapore all’interno delle strutture edilizie è un processo molto complesso. Per un corretto studio di tale fenomeno è necessario approfondire i seguenti aspetti:
·       i meccanismi con cui avviene il processo
·       le proprietà dei materiali
·       le condizioni iniziali e quelle al contorno
La norma UNI EN ISO 13788: 2013 analizza il problema legato all’umidità superficiale critica, in grado di causare problemi quali la formazione di muffe sulle superfici interne delle abitazioni.
Di seguito presentiamo le procedure di calcolo per determinare la temperatura superficiale interna di componenti o elementi edilizi: al di sotto di tale temperatura vi è grossa probabilità di formazione di muffe.
Verifica rischio formazione muffa: procedura di calcolo
Per procedere correttamente con la valutazione del rischio di formazione della muffa è necessario considerare i seguenti aspetti:
·       proprietà dei materiali e dei prodotti
·       località
·       periodicità per i dati climatici
·       temperatura esterna
·       umidità esterna
·       temperatura dell’aria interna
·       umidità interna
·       trasmissione del calore
·       trasporto del vapore acqueo
 
Alla fine del calcolo viene evidenziato se il ponte termico è soggetto o no al rischio di formazione delle muffe

107 - Terremoto del 20 e 29 maggio 2012: il 31 marzo 2017 il termine per la consegna della verifica di sicurezza al comune.
13 Marzo 2017

Com'è noto, l'Ordinanza del Commissario Straordinario per l'Emilia Romagna n. 59 del 14 dicembre 2016, che apportava ulteriori modifiche all'Ordinanza n. 57 del 12 ottobre 2012 (c.d. "Ordinanza capannoni"), è intervenuta anche sul termine ultimo per depositare al Comune di riferimento la verifica di sicurezza, di cui all'art. 3, commi 7 e 9 del D.L. n. 74/2012, eseguita dallo strutturista a valle dell'eliminazione delle carenze dell'edificio produttivo in funzione del rilascio del certificato di agibilità sismica provvisoria (art. 3 commi 8 e 8-bis del D.L. n. 74/2012) e che abbia evidenziato un livello di sicurezza inferiore al 60% di quello richiesto ad un analogo edificio di nuova costruzione.



Tale obbligo di deposito era stato introdotto dall'Ord. n. 40/2015 e il relativo termine era stato originariamente fissato al 31 dicembre 2015. In seguito, con l'Ord. n. 36/2016, venne prorogato al 31 luglio 2016 (v. Comunicazione n. ec16073 del 19 luglio 2016); infine, la menzionata Ord. 59/2016 lo ha ulteriormente prorogato al 31 marzo 2017.


Pertanto, il termine per la consegna della verifica di sicurezza, al comune di riferimento (comma 4 dell'art. 5 dell'Ord. 40/2015), tramite lo sportello unico delle attività produttive (SUAP), scade definitivamente il 31 marzo 2017.


Si sollecitano quindi le imprese che non abbiano ancora consegnato la verifica di sicurezza ad attivarsi entro tale data, in quanto in caso di mancato deposito, il certificato di agibilità sismica provvisorio rilasciato dopo la rimozione delle carenze perderebbe la sua efficacia e l'edificio diverrebbe immediatamente inidoneo all'uso fino al completamento delle opere di miglioramento sismico.

106 - Classificazione del rischio sismico
6 Marzo 2017

Classificazione del rischio sismico,con la guida, la normativa e il modello PDF compilabile.
La legge di Bilancio 2017, all’art. 1 comma 2-septies, ha previsto che il MIT emanasse apposito decreto con le linee guida per la classificazione del rischio sismico degli edifici. Lo scopo è quello di consentire l’applicazione del cosiddetto “sisma-bonus”, ossi incentivi fiscali sugli interventi antisismici da realizzare sulle costruzioni.
In particolare, per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 a tutto il 2021 per gli interventi antisismici in zona ad alta pericolosità sismica (zona 1 e 2), per costruzioni adibite a abitazioni e attività produttive, spetta una detrazione del 50% fino a 96.000 euro di spesa. Inoltre, la detrazione è ripartita in 5 quote costanti annuali (invece che 10). Infine, tali disposizioni si applicano anche agli edifici in zona 3.
Sono previsti incentivi maggiori nei seguenti casi:
·       qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura del 70%
·       qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore, la
detrazione spetta nella misura dell’80%
·       qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura del 75%
·       qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura dell’85%
Linee guida per la classificazione sismica e sismabonus
Le Linee guida, approvate dal Consiglio superiore dei lavori Pubblici il 20 febbraio 2017, definiscono otto classi Metodi per la determinazione della classe di rischio sismico:
1.    classe A+ (minor rischio)
2.    classe A
3.    classe B
4.    classe C
5.    classe D
6.    classe E
7.    classe F
8.    classe G (maggior rischio)
La determinazione della classe di appartenenza di un edificio può essere condotta secondo due metodi alternativi:
·       metodo convenzionale
·       metodo semplificato
Metodo semplificato
Il metodo semplificato si basa su una classificazione macrosismica dell’edificio. È indicato per una valutazione speditiva della Classe di Rischio dei soli edifici in muratura e può essere utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per valutare la classe di rischio in relazione all’adozione di interventi di tipo locale.
Metodo convenzionale
Il metodo convenzionale è applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione. Esso è basato sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali NCT 2008 e consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione, sia nello stato di fatto sia nello stato conseguente intervento progettato.
 In allegato la guida alla classificazione del rischio sismico, il decreto del MIT e le linee guida.
 
Clicca qui per scaricare la guida

105 - Bonus in edilizia 2017, ecco il quadro dei nuovi incentivi previsti per il settore edile
2 Marzo 2017

Bonus in edilizia 2017: detrazioni fiscali, ecobunus, bonus mobili, interventi antisismici, bonus alberghi. Ecco le agevolazioni del 2017 nella scheda di sintesi.
La legge di Bilancio per il 2017 ha prorogato e rimodulato i bonus fiscali per il settore edile.
In questo articolo effettuiamo una panoramica sulle nuove regole relative alle agevolazioni fiscali in edilizia.
Bonus in edilizia 2017
I bonus in favore dell’edilizia per il 2017 sono i seguenti:
·       Bonus ristrutturazione edilizia (detrazione 50)
·       Bonus mobili (detrazione 50)
·       Ecobonus riqualificazione energetica (detrazione 65)
·       Ecobonus riqualificazione energetica parti comuni (detrazione 65, 70, 75)
·       Sismabonus per interventi antisismici (detrazioni 50, 70, 75, 80, 85)
·       Bonus alberghi
Bonus ristrutturazione edilizia (detrazione 50)
Il primo bonus in edilizia 2017 è quello relativo alla detrazione del 50% per ristrutturazione edilizia.
È prevista la proroga a tutto il 2017 della detrazione fiscale in misura del 50% per le spese sostenute per interventi di riqualificazione edilizia.
In particolare, i contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per gli interventi su immobili adibiti ad uso residenziale, fino ad un limite di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare.
Le detrazioni devono essere ripartite in 10 rate annuali.
Gli interventi per i quali è possibile usufruire dell’agevolazione sono:
a.    manutenzione straordinaria
b.    ristrutturazione edilizia
c.     risanamento conservativo
d.    manutenzione ordinaria sulle parti comuni dell’edificio
Possono accedere al bonus ristrutturazione:
·       i proprietari dell’immobile
·       gli inquilini in affitto
·       gli usufruttuari
·       i nudi proprietari
Bonus mobili
Il secondo bonus in edilizia 2017 è il bonus mobili.
Per tutto il 2017 è possibile usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.
L’agevolazione può essere richiesta solo da chi realizza un intervento edilizio iniziato a partire dal 1 gennaio 2016.
Invece, se l’acquisto del mobile o dell’elettrodomestico è avvenuto nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016, il presupposto per poter usufruire della detrazione rimane quello di aver sostenuto spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio a partire dal 26 giugno 2012.
Gli interventi che offrono la possibilità di accedere al bonus mobili sono i seguenti:
a.    manutenzione straordinaria
b.    restauro e risanamento conservativo
c.     ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti
d.    manutenzione ordinaria su parti comuni
A prescindere dall’importo delle spese sostenute per i lavori edili, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Inoltre, la detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.
Occorre effettuare i pagamenti mediante:
1.    bonifico
2.    carta di debito
3.    carta di credito
Non è consentito l’uso di assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.
Non è necessario utilizzare i modelli di bonifico appositamente predisposto dalle banche per le detrazioni in edilizia (necessari per effettuare le ritenute d’acconto).
Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.
Ecobonus riqualificazione energetica (detrazione 65%)
Il terzo bonus in edilizia 2017 è l’ecobonus.
È prevista la proroga al 31 dicembre 2017 dell’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica su singole unità immobiliari.
I contribuenti possono detrarre il 65% delle spese per la riqualificazione energetica, suddividendo l’agevolazioni in 10 rate annuali costanti.
L’agevolazione è riconosciuta per le spese riguardanti:
·       riqualificazione energetica di edifici esistenti con tetto massimo di detrazione pari a 100.000 euro
·       involucro edifici (pareti e finestre su edifici esistenti)con tetto massimo di detrazione pari a 60.000 euro
·       installazione di pannelli solari con tetto massimo di detrazione pari a 60.000 euro
·       sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con tetto massimo di detrazione pari a 30.000 euro
·       acquisto e posa in opera delle schermature solari con tetto massimo di detrazione pari a 60.000 euro
·       acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili con tetto massimo di detrazione pari a 30.000 euro
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.
Ecobonus riqualificazione energetica parti comuni (detrazione 65, 70, 75)
il quarto bonus in edilizia 2017 è l’ecobonus per le parti comuni.
È prevista la possibilità fino al 31 dicembre 2021 della detrazione fiscale del 65% per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica realizzati sulle parti comuni di:
a.    edifici condominiali
b.    istituti autonomi per le case popolari
Inoltre è previsto un aumento della detrazione per efficientamento energetico pari a:
·       70% per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni di edifici condominiali che interessino almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio
·       75% per interventi di riqualificazione su parti comuni di edifici condominiali che conseguano almeno la qualità media di cui al dm 26 giugno 2015
Per usufruire dell’agevolazione è necessaria un’asseverazione del tecnico abilitato mediante APE. L’Enea disporrà controlli a campione e la mancata rispondenza con quanto dichiarato, determinerà la decadenza del beneficio.
L’importo massimo della detrazione è pari a 40.000 euro moltiplicato il numero delle unità immobiliari.
Sismabonus per interventi antisismici (detrazioni 50, 70, 75, 80, 85)
Il quinto bonus in edilizia 2017 è il sismabonus. Sono previste agevolazioni fiscali per gli interventi antisismici effettuati fino al 2021.
È possibile effettuare una detrazione del 50%, fino a 96.000 euro di spesa, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 a tutto il 2021 per la realizzazione di interventi antisismici in zona ad alta pericolosità sismica (zona 1 e 2) su edifici adibiti ad abitazioni e attività produttive.
La detrazione è ripartita in 5 quote costanti annuali (invece che 10) ed è estesa anche per gli edifici che ricadono in zona 3.
Sono previste inoltre detrazioni maggiori nei seguenti casi:
·       detrazione al 70% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
·       detrazione al 80% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore
·       detrazione al 75% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
·       detrazione al 85% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore
Al riguardo precisiamo che si attendono le linee guida sulla classificazione di rischio sismico delle costruzioni, da emanarsi entro il 28 febbraio 2017.
Anche le spese tecniche per la classificazione e la verifica sismica dell’immobile sono detraibili.
Bonus alberghi (credito d’imposta fino al 50%)
L’ultimo bonus in edilizia 2017 è il bonus alberghi. È previsto il riconoscimento del credito di imposta per le imprese alberghiere esistenti al primo gennaio 2012 che effettuano interventi edilizi un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 euro.
Il credito è concesso per i periodi 2017, 2018, 2019.
L’agevolazione è estesa anche agli agriturismi.

Clicca qui per scaricare i bonus edilizia 2017


104 - Se la tettoia è aperta su tre lati non occorre il permesso di costruire
28 Febbraio 2017

Tettoia aperta su 3 lati: se non sviluppa cubatura non rientra tra gli interventi sottoposti al permesso di costruire. I chiarimenti arrivano dal Tar Campania.
La realizzazione di una tettoia su un terrazzo può necessitare di un titolo abilitativo diverso a seconda delle dimensioni, della superficie, del volume e del materiale della struttura.
Il permesso di costruire va richiesto solamente nei seguenti casi:
·       quando si modifica la sagoma di un immobile vincolato
·       in caso di cambio di destinazione d’uso nei centri storici
Con una recente sentenza i giudici del Tar Campania hanno chiarito che non serve il permesso di costruire in caso di realizzazione di una tettoia aperta su 3 lati.
Tettoia aperta su 3 lati: la sentenza del Tar Campania
Con la sentenza 16 gennaio 2017, n. 109 i giudici campani hanno respinto la richiesta di demolizione avanzata dal Comune in riferimento alla realizzazione di opere edilizie senza permesso di costruire, ed in particolare:
“di una tettoia in legno ad una sola falda, di forma rettangolare, avente dimensioni di m² 31,42 ed altezza in gronda di m 2,50 ed alla gronda di m 2,65, sul terrazzo al primo piano, ad esclusivo servizio di detto piano, poggiante per un lato direttamente sulla struttura esistente del fabbricato e per l’altro su pilastrini in legno”
Nel caso in esame, l’ordinanza di demolizione ha come presupposto la realizzazione di opere di ristrutturazione pesante in difformità dal titolo edilizio, quali:
·       tettoia aperta su 3 lati
·       copertura a lastrico solare invece che a falde
·       ampliamento di un portico
Il permesso di costruire in base al dpr 380/2001
In riferimento all’art. 10 comma 1 del dpr 380/2001, l’intervento edilizio che necessita del permesso di costruire, e che quindi in caso di assenza di titolo deve essere demolito, è quello che:
·       genera un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente
·       comporta modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti
Questo non è il caso della tettoia in esame. Essendo aperta su 3 lati non sviluppa cubatura e non rientra, quindi, tra gli interventi sottoposti al permesso di costruire.
Inoltre, come ribadito in sentenza, il titolo abilitativo (permesso di costruire) è richiesto quando:
·       si effettuano lavori che cambiano la destinazione d’uso degli immobili situati nei centri storici (zona A)
·       si altera la sagoma degli immobili vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (dlgs. 42/2004)
L’edificio in esame non era vincolato né si trovava in un centro storico!
In definitiva, viene accolta la richiesta di annullamento dell’ordinanza di demolizione: la realizzazione di una tettoia aperta su 3 lati, sebbene realizzata in difformità dal titolo edilizio, non va demolita.

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar

103 - Incentivi all'acquisto di abitazioni in classe "A" oppure "B".
23 Febbraio 2017

Il Senato, approvando con voto di fiducia il DdL di conversione del D.L. n. 244/2016 (cd. "Decreto Milleproroghe"), proroga, almeno per un ulteriore anno, l'incentivo all'acquisto di case energetiche introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 (art. 1, comma 56, della Legge n. 208/2015) ed in vigore sino allo scorso 31 dicembre. 

Si tratta di una misura fortemente voluta da ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) che risponde ad un duplice obiettivo:
1) superare la disparità di trattamento fiscale tra chi compra case energivore da privati e chi si rivolge al nuovo o riqualificato
2) indirizzare la domanda verso un mercato immobiliare di qualità

Con la proroga, la detrazione verrà riconosciuta per tutti gli acquisti effettuati anche nel corso del 2017, compresi quelli intervenuti da gennaio di quest’anno sino alla data di entrata in vigore della disposizione.
Deve ritenersi, infatti, che quest'ultima operi con efficacia retroattiva, rendendo applicabile l'agevolazione in via continuativa dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017.
Ulteriore effetto dell'estensione dei termini dell'incentivo è quello di superare la problematica connessa al versamento, nel 2016, di acconti relativi a rogiti stipulati nel 2017, che era stata sollevata dall'Agenzia delle Entrate con la CM 20/E/2016.In tal caso, infatti, essendo sia gli acconti che l'atto di trasferimento intervenuti in annualità agevolate (2016-2017), la detrazione potrà essere commisurata al 50% dell'IVA complessivamente pagata sull'acquisto dell'abitazione (acconti e saldo).

Dopo l'approvazione del Senato, il provvedimento dovrà passare all'esame della Camera dei Deputati, dove, considerata l'imminente scadenza del 28 febbraio p.v. per la conversione in legge del decreto, l'iter dovrebbe concludersi in tempi rapidissimi e senza ulteriori modifiche.

102 - Prisma è iscritta all’Elenco Speciale dei Professionisti per il terremoto del centro Italia.
16 Febbraio 2017

L’art. 34 c.1 del DL 189/2016 convertito con modificazioni dalla L 229/2016 prevede l’istituzione di un elenco speciale dei professionisti con iscrizione obbligatoria per tutti i tecnici che intendono occuparsi di ricostruzione. L’art. 34 c.2 L 229/2016 prevede che i proprietari conferiscano incarichi per la ricostruzione solo ai tecnici iscritti all’Elenco Speciale dei Professionisti.

L’ordinanza n.12 9 gennaio 2017 del Commissario Straordinario disciplina gli aspetti del conferimento di incarichi tecnici legati alla ricostruzione.

Il conferimento di incarichi da parte dei privati è consentito solo ai tecnici definiti in:

- società di ingegneria

- studi associati

- ingegneri, architetti, geometri in forma individuale

che devono essere iscritti obbligatoriamente all’Elenco Speciale dei Professionisti.

Il conferimento deve avvenire secondo lo schema di contratto tipo allegato B dell’ordinanza n.12.

L’art.3 dell’ordinanza n. 12 prevede che i professionisti iscritti in elenco non possano accettare incarichi se non sottoscritti secondo lo schema di contratto tipo.

La società di ingegneria Prisma srl dal 15/02/2017 è iscritta all’Elenco Speciale dei Professionisti al n° EP_000811_2017.

101 - Vendita prima casa prima dei 5 anni: quando permane l’agevolazione?
8 Febbraio 2017

Vendita prima casa prima dei 5 anni: le Entrate chiariscono che l’agevolazione permane anche in caso di costruzione di altro immobile su un terreno di proprietà.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/2017, chiarisce quando l’agevolazione prima casa permane nonostante la vendita dell’immobile avvenga prima dello scadere dei 5 anni dalla data di acquisto.

Vendita prima casa prima dei 5 anni: ecco cosa comporta
In caso di trasferimento, per atto a titolo oneroso o gratuito, degli immobili acquistati con i benefici prima casa prima del decorso del termine di 5 anni dalla data del loro acquisto è necessario versare integralmente le seguenti imposte:
·       di registro
·       ipotecaria
·       catastale
·       più una sovrattassa pari al 30 % delle stesse imposte
Tale disposizione non si applica però nei seguenti casi:
·       se il contribuente, entro 1 anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con i benefici di prima casa, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale
·       se il contribuente provveda all’acquisto di un terreno sul quale venga realizzato, entro 1 anno dalla vendita, un immobile utilizzabile come abitazione principale
Proprio su quest’ultimo aspetto verte la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate.


Vendita prima casa prima dei 5 anni: il chiarimento fornito dall’AE
L’Agenzia delle Entrate ha precisato, in virtù di recenti sentenze, che non assume rilevanza il momento di acquisizione del terreno sul quale dovrà sorgere l’immobile da adibire ad abitazione principale.
Pertanto l’agevolazione prima casa permane anche in caso di vendita entro 5 anni dalla data di acquisto e costruzione entro 1 anno di un immobile da adibire ad abitazione principale anche su un terreno già di sua proprietà.
Si precisa, inoltre, che il diritto all’agevolazione in esame non viene meno qualora il nuovo immobile non sia ultimato. È sufficiente che esista un rustico del fabbricato comprensivo delle mura perimetrali delle singole unità e che sia ultimata la copertura.
Ricorda l’Agenzia che l’immobile non deve essere classificato nelle seguenti categorie catastali:
·       A1: abitazioni di tipo signorile
·       A8: abitazioni in ville
·       A9: castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici


Agevolazioni prima casa: requisiti e bonus previsti
I requisiti per usufruire dell’agevolazione prima casa sono i seguenti:
1.    l’immobile non deve presentare caratteristiche di lusso
2.    l’immobile deve essere ubicato nel Comune di residenza della parte acquirente oppure l’acquirente si impegna a cambiare la propria residenza entro 18 mesi dall’acquisto
3.    l’acquirente deve dichiarare nell’atto di compravendita di non essere titolare esclusivo (o in comunione con il coniuge) dei diritti di proprietà, usufrutto, uso ed abitazione di altra casa nel Comune ove è ubicato l’immobile per il quale si chiedono le agevolazioni prima casa
4.    l’acquirente deve dichiarare nell’atto di non essere titolare, neppure pro quota e neanche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale del diritto di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà di altra abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa
I bonus prima casa di cui si può usufruire sono i seguenti:
·       riduzione Iva dal 22% al 4%, in caso di acquisto da costruttore ed entro i 5 anni dall’ultimazione dei lavori
·       imposta ipotecaria e catastale in misura fissa pari a 200 euro: in caso di acquisto da costruttore ed entro i 5 anni dall’ultimazione dei lavori e in caso di successioni o donazioni
·       imposta di registro al 2%, in caso di acquisti da privati. Inoltre in questo caso è possibile pagare l’imposta sul valore catastale dell’immobile piuttosto che sul prezzo di compravendita
·       imposta catastale e ipotecaria: in caso di acquisti da privati ammontano in questo caso a 50 euro
·       credito d’imposta: in caso di vendita e riacquisto della prima casa entro 12 mesi, si ottiene un credito di imposta pari al quanto versato in relazione al primo acquisto agevolato
 
clicca qui per scaricare la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n° 13/2017

100 - Finanziamento bonifica amianto edifici pubblici, in Gazzetta il bando
30 Gennaio 2017

Finanziamento bonifica amianto edifici pubblici, dal 30 gennaio l’avvio delle richieste. Beneficiari, modalità e criteri di valutazione nel bando in PDF.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il comunicato del Ministero dell’ambiente recante l’avviso pubblico per il finanziamento della progettazione di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto.

Oggetto del bando è il finanziamento della progettazione preliminare e definitiva degli interventi riguardanti la rimozione dell’amianto da edifici pubblici, in base a quanto previsto dal decreto 21 settembre 2016.

Il finanziamento è destinato a coprire integralmente o parzialmente i costi di progettazione preliminare e definitiva (ossia livelli di progettazione inferiore al progetto esecutivo ma comunque necessari) anche mediante copertura dei corrispettivi da porre a base di gara per l’affidamento dei servizi fino a un massimo di 15.000 euro.
Le richieste di finanziamento potranno essere presentate dal 30 gennaio 2017 al 30 marzo 2017.
I beneficiari

Beneficiari dell’agevolazione potranno essere esclusivamente edifici e strutture di proprietà degli enti pubblici (indicati nell’art. 1, comma 2, del dlgs 30 marzo 2001, n. 165), destinati allo svolgimento delle attività dell’ente o di attività di interesse pubblico, nei quali devono essere svolti interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto e del cemento-amianto presente in coperture e manufatti.
Nel bando, inoltre, vengono indicati:
·       gli interventi ed i costi di progettazione
·       i termini e le modalità di presentazione delle richieste
·       i criteri di valutazione e la formazione della graduatoria
·       la modalità di erogazione dei finanziamenti
·       gli interventi esclusi e le spese non ammissibili
·       le cause di revoca dei finanziamenti
·       le ispezioni ed i controlli
·       In allegato, infine:
·       fac-simile relazione tecnica asseverata
·       procedura per la determinazione delle priorità di intervento
 
 
clicca qui per scaricare il bando

99 - Ricostruzione post-terremoto, al massimo 30 incarichi per ogni professionista
23 Gennaio 2017

Per la ricostruzione post-terremoto del centro Italia, sono stati definiti il numero massimo di incarichi e le modalità di iscrizione negli elenchi e gli schemi di contratto tipo (incarichi professionali). Nelle attività di ricostruzione post-terremoto del Centro Italia ogni professionista potrà avere non più di 30 incarichi professionali. Lo ha stabilito l’Ordinanza 12/2017 che contiene le disposizioni finalizzate ad assicurare la massima trasparenza nel conferimento degli incarichi di progettazione e direzione dei lavori attraverso l’istituzione di un elenco speciale dei professionisti abilitati, con la definizione dei criteri finalizzati ad evitare concentrazioni di incarichi.
Nell’elenco speciale possono presentare domanda d’iscrizione nell’elenco speciale i professionisti iscritti all’albo professionale, in regola con gli obblighi formativi, non soggetti a sanzioni disciplinari e in regola con la contribuzione obbligatoria.
I professionisti devono inoltre possedere requisiti di affidabilità e di professionalità, adeguati e proporzionati alla natura ed alla tipologia dell’attività che si intende svolgere, comprovati mediante apposito curriculum vitae e idonea polizza assicurativa.
Al fine di evitare la concentrazione degli incarichi relativi agli interventi di ricostruzione, si è stabilito un tetto massimo di 30 incarichi professionali e un limite d’importo dei lavori di 25 milioni di euro.
Ogni professionista dovrà sottoscrivere con il committente beneficiario dei contributi un contratto e rispettare i limiti massimi previsti agli incarichi, pena l’esclusione dall’elenco.

98 - Obbligo del 50% con fonti rinnovabili, rinvio al 2018.
18 Gennaiuo 2017

Il decreto legge Milleproroghe 2017 ferma l’obbligo di utilizzo delle fonti rinnovabili al 35% in luogo del 50. Rinviato al 2018 l’obbligo della quota del 50% di utilizzo delle rinnovabili termiche nei nuovi edifici o per le ristrutturazioni rilevanti.
Il decreto Milleproroghe, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 304 del 30 dicembre scorso, prevede alcune novità che interessano il settore delle costruzioni e delle energie rinnovabili.
Oltre al rinvio al 30 giugno dell’obbligo di installazione di contabilizzatori e termovalvole nei condomini, il dl ha posticipato le scadenze fissate dal dlgs 28 del 2011 (decreto rinnovabili) sull’obbligo di utilizzo di rinnovabili per le nuove costruzioni o in caso di grandi ristrutturazioni.
In particolare, il Milleproroghe ha stabilito che anche per il 2017 gli impianti alimentati da fonti rinnovabili potranno coprire il 35% del fabbisogno energetico. Quest’ultimo è legato alle seguenti tipologie impiantistiche:
·       riscaldamento invernale
·       raffrescamento estivo
·       produzione di acqua calda sanitaria
È stato quindi posticipato di un anno l’aumento dal 35% al 50% dell’obiettivo di rinnovabili termiche per i nuovi edifici e le ristrutturazioni rilevanti, che decorrerà sulla base dei titoli edilizi.

97 - Puntellamenti e demolizioni post sisma, le indicazioni dalla Protezione civile
30 Dicembre 2016

Opere provvisionali post sisma, ecco come procedere per gli interventi di puntellamento e demolizione anche su beni culturali
In riferimento agli eventi sismici susseguitisi a partire dal 24 agosto 2016 nelle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, la Protezione civile ha emanato la circolare 22 dicembre 2016 contenete le procedure per la realizzazione delle opere provvisionali, quali:
·       puntellamenti
·       demolizioni
Le indicazioni fornite nel documento hanno lo scopo di garantire una modalità uniforme di costruzione delle suddette opere provvisionali, non solo su edifici privati.
La circolare opera la seguente distinzione delle opere provvisionali, in funzione della finalità dell’intervento e dell’immobile:
·       opere provvisionali su edifici finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità
·       opere provvisionali finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità da eseguire su beni culturali e paesaggistici immobili
·       opere provvisionali non finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità, ma volte ad evitare ulteriori danni ai beni culturali immobili
·       opere provvisionali non finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità, ma volte ad evitare ulteriori danni ai beni paesaggistici immobili

Opere provvisionali su edifici finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità
In base alle indicazioni fornite nella circolare, se si tratta di puntellamenti il sindaco provvede direttamente alla realizzazione dell’opera provvisionale dandone immediata comunicazione al proprietario dell’edifico.
Nel caso di demolizione, il sindaco con propria ordinanza dispone l’intervento rivolgendosi ai Vigili del Fuoco o ad un’impresa privata.
Per interventi fino a 40.000 euro il Comune può agire direttamente; superato questo importo serve il nulla-osta della direzione di protezione civile della Regione, che deve essere rilasciato entro 3 giorni. I costi sono coperti dai fondi per l’emergenza della contabilità regionale competente.

Opere provvisionali finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità da eseguire su beni culturali e paesaggistici immobili
Il sindaco può agire direttamente anche se si tratta di beni culturali solo se il bene in questione non è nell’elenco di quei beni per i quali l’intervento deve essere svolto dall’amministrazione dei Beni Culturali .
Qualora l’intervento riguarda beni paesaggistici immobili, il sindaco può agire direttamente in caso di puntellamenti, fornendo comunicazione al Segretariato Regionale del Mibact.
Se invece si tratta di demolizione, totale o parziale, il Comune deve chiedere l’autorizzazione preventiva alla Soprintendenza archeologia territorialmente competente.
Anche in questo caso i costi sono coperti dai fondi per l’emergenza della contabilità regionale competente. Inoltre, fino a 40.000 euro di intervento il Comune può procedere senza chiedere il nulla-osta alla Regione.

Opere provvisionali non finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità, ma volte ad evitare ulteriori danni ai beni culturali immobili
Nei casi di puntellamenti o demolizioni finalizzati a evitare ulteriori danni a un bene culturale anche i singoli proprietari dei beni, sia pubblici che privati, possono svolgere direttamente l’intervento.
In particolare, per i puntellamenti serve una comunicazione al Segretariato Regionale Mibact e alla Soprintendenza archeologia; per le demolizioni, totali o parziali, serve la preventiva autorizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio territorialmente competente.
Se il proprietario è un soggetto pubblico, i costi sono coperti dai fondi per l’emergenza della contabilità regionale competente.
Qualora, invece, il proprietario è un privato, l’intervento è realizzato a proprie spese.

Opere provvisionali non finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità, ma volte ad evitare ulteriori danni ai beni paesaggistici immobili
In questo caso, il proprietario, sia pubblico che privato del bene in questione, comunica al Comune l’intenzione di procedere autonomamente a provvedere, come segue, a proprie spese.
Per i puntellamenti deve inviare una comunicazione al Segretariato Regionale Mibact e alla Soprintendenza archeologia; per le demolizioni, totale o parziale, serve la preventiva autorizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio territorialmente competente.
 
Clicca qui per scaricare la circolare 22 dicembre 2016

96 - Normativa antisismica, la panoramica sullo stato dell’arte in Italia
23 Dicembre 2016

Normativa antisismica, la classificazione e la normativa italiana di prevenzione del rischio sismico, regione per regione.
L’Italia è un Paese ad alto rischio per la sua particolare posizione geografica: gli eventi sismici che si sono verificati negli anni sono risultati catastrofici, non tanto per l’intensità del sisma quanto per l’inadeguatezza delle strutture.
In riferimento ai recenti terremoti del centro Italia, la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome ha pubblicato un documento con il punto della situazione in materia di normative antisismiche regionali.
Il documento opera un’attenta ricostruzione del panorama normativo nazionale e regionale nel campo della prevenzione sismica.

Normativa antisismica, il quadro nazionale
A partire dal 1908, terremoto di Messina e Reggio Calabria, ad oggi si sono susseguiti numerosi interventi da parte del legislatore a livello statale, ai quali si sono affiancati quelli regionali che presentano una sostanziale omogeneità tra di loro.
Prima di analizzare le normative regionali, il documento pubblicato dalla Conferenza fa una ricognizione dei provvedimenti ai quali i singoli Enti territoriali si sono conformati, tenendo conto delle caratteristiche geomorfologiche dei singoli territori.
Tra i principali atti di riferimento per le Regioni, il documento riporta:
·       la legge 15 marzo 1997, n. 59
·       il lgs 31 marzo 1998, n. 112
·       il dpr 380/2001
·       la egge 9 novembre 2001, n. 401
·       l’Ordinanza dpcm 3274 del 20 marzo 2003
·       l’Ordinanza dpcm 3519/2006
·       il dm 14 gennaio 2008
·       la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 617 del 2 febbraio 2009

Norme antisismiche regionali, il quadro sinottico
Il documento fa il quadro delle normative regionali in materia di prevenzione sismica che si realizza attraverso:
·       la classificazione sismica, individuando la pericolosità sismica dei suoli
·       la normativa sismica, imponendo misure preventive alle strutture in base al rischio sismico dei luoghi
 La classificazione sismica
La classificazione simica consiste nella suddivisione del territorio nazionale in specifiche aree, caratterizzate da un comune rischio sismico.
Dal 1908 al 1974 i Comuni italiani sono stati classificati come sismici e sottoposti a norme restrittive per le costruzioni solo dopo essere stati devastati dai terremoti.
Tra le prime normative antisimiche la legge 1086/1971 e la legge 64/1974; nel 1981 viene adottata la proposta di riclassificazione del territorio nazionale in 3 categorie sismiche. Fino al 19884 solo il 45% del territorio nazionale fu classificato.
Nel 2003, dopo il terremoto del 2002 in Puglia e Molise, venne emanata l’Opcm 3274/2003, che opera una nuova classificazione sismica dell’intero territorio italiano ed elimina le zone non classificate.
L’Ordinanza conferiva agli Enti Locali l’incarico di effettuare la classificazione sismica di ogni singolo Comune prevedendo, inoltre, l’adeguamento alle normative edilizie vigenti, a seconda della zona di classificazione sismica.
Tutti i Comuni italiani, a seconda del loro livello di accelerazione del suolo, nonché della frequenza e dell’intensità degli eventi, sono stati classificati in 4 zone indicative del loro rischio sismico:
·       zona 1: comprende i territori esposti ad una maggiore pericolosità, potendosi verificare eventi molto forti, finanche catastrofici
·       zona 2: indica i siti in cui gli eventi sismici, seppur di minore intensità, possono comunque causare ingenti danni
·       zona 3: è caratterizzata da una bassa sismicità, sebbene in alcuni contesti geologici può vedere ampliati i propri effetti
·       zona 4: racchiude i Comuni che presentano il minor rischio sismico, in cui sono possibili scosse lievi e sporadiche, in ogni caso con bassa dannosità
Pertanto, ad oggi tutte le Regioni italiane sono a rischio sismico e obbligate a progettare nuove costruzioni ed intervenire su quelle già esistenti tenendo conto dell’intensità dell’azione sismica, dotandosi di apposite normative.
La normativa sismica
Conformemente a quanto previsto dal dpr 380/2001, gran parte delle Regioni italiane ha adottato apposite leggi regionali allo scopo di garantire una maggiore tutela della pubblica incolumità e della prevenzione sismica. In particolare, hanno consentito di disciplinare in maniera quasi uniforme:
·       i procedimenti di autorizzazione sismica
·       le procedure di vigilanza e di controllo sulle opere e le costruzioni nelle zone sismiche
·       le modalità specifiche di repressione delle violazioni e di applicazione delle sanzioni
·       l’obbligo di verificare preventivamente la compatibilità degli strumenti urbanistici e di pianificazione comunale secondo le condizioni geomorfologiche del territorio
L’attuale quadro di riferimento delle normative antisismiche regionali risulta così composto:
·       Molise: lr 9 settembre 2011, n. 25
·       Basilicata: lr 38/1997
·       Emilia Romagna: lr 19/2008, modificata dalla lr 6/2009
·       Campania: lr 8/1983, modificata dalla lr 9 maggio 2016. n. 10
·       Liguria: lr 29/1983, modificata dalla lr 11/2013
·       Calabria: lr 37/2015, modificata dalla lr 16/2016
·       Friuli Venezia Giulia: lr 16/2009
·       Lazio: regolamento regionale 14/2016
·       Lombardia: lr 33/2015, cui ha fatto seguito la dgr 5001/2016
·       Umbria: lr 1/2015, con cui è stata abrogata la precedente lr 27 gennaio 2010, n. 5, ma sono stati fatti salvi tutti gli atti di indirizzo ad essa riferibili, per cui le dgr 165-171 del 20 febbraio 2012 e la dgr 325 del 27 marzo 2012
·       Valle d’Aosta: lr 23/2012, successivamente integrata dalla dgr 40/2014
·       Marche: lr 17/2015
·       Abruzzo: lr. 28/2011, modificata dalla lr 20 ottobre 2015, n. 32
 
Clicca qui per scaricare il documento sul panorama della normativa regionale antisismica

95 - Bonus mobili 2017 e detrazioni fiscali, cosa cambia rispetto al passato?
19 Dicembre 2016

Come cambia il bonus per ottenere la detrazione del 50% sulle spese per l’arredamento. Ecco le nuove regole.
Il cosiddetto bonus mobili è stato introdotto nel 2013 dal dl 63/2013 (convertito dalla legge 90/2013).
In particolare, l’art. 16 ha disposto che:
ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 (art. 16 bis dpr 917/86, ndr) è riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50% delle ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10 mila euro.
Pertanto chiunque avesse iniziato un intervento edilizio su un immobile successivamente al 26 giugno 2016, usufruendo della detrazione del 50%, poteva ottenere uno sconto fiscale sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici acquistati a partire dal 6 giugno 2013.
Il bonus è stato prorogato più volte, fino alla legge di Stabilità 2016 (legge 298/2015) che lo ha esteso a tutto il 2016.
Nel 2017 cambiano le regole per accedere al bonus mobili (come vedremo nel prossimo paragrafo).
In definitiva, i requisiti per accedere al bonus mobili entro il 31 dicembre 2016 sono i seguenti:
·       aver iniziato un’attività edilizia successivamente al 26 giugno 2012, grazie alla quale si usufruisce della detrazione del 50% delle spese sostenute (fino a un massimo di 96 mila euro), da suddividere in 10 rate costanti annuali
·       acquistare mobili o elettrodomestici di classe A+ (A per i forni…) da installare nell’immobile oggetto di  intervento
La detrazione spetta per un importo complessivo di 10 mila euro per l’acquisto di mobili per ciascun immobile oggetto di intervento.

Bonus mobili giovani coppie 2016
Le giovani coppie che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato l’abitazione principale possono usufruire del cosiddetto “bonus mobili giovani coppie”. L’agevolazione consiste in una detrazione dall’Irpef del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi destinati ad arredare l’abitazione acquistata. I mobili devono essere acquistati nell’anno 2016.
L’agevolazione è riservata:
·       alle coppie che nel 2016 risultano coniugate
·       alle coppie conviventi more uxorio da almeno tre anni
È necessario, tuttavia, che almeno uno dei componenti la coppia non abbia superato i 35 anni di età.
Il bonus mobili giovani coppie 2016 non è stato prorogato dalla legge di Bilancio per il 2017.

Bonus mobili 2017, le nuove regole
La legge di Bilancio 2017 estende la possibilità di usufruire del bonus mobili fino al 31 dicembre 2017, per un importo massimo di 10 mila euro per unità immobiliare, ma cambiano le regole.
Infatti, se prima era sufficiente che l’intervento edilizio fosse iniziato a partire dal 26 giugno 2012, con le nuove regole è necessario che l’intervento abbia inizio a partire dal primo gennaio 2016.
Infatti, la legge di Bilancio 2017, già pubblicata in Gazzetta, sostituisce il comma 2 dell’art. 16 del dl 63/2013 con il seguente:
Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al c. 1, limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dal 1º gennaio 2016, è altresì riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le ulteriori spese documentate sostenute nell’anno 2017 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50 % delle spese sostenute ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10 mila euro, considerato, per gli interventi effettuati nell’anno 2016 ovvero per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2017, al netto delle spese sostenute nell’anno 2016 per le quali si è fruito della detrazione.
Ai fini della fruizione della detrazione dall’imposta, le spese di cui al presente comma sono computate indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni di cui al c. 1
Pertanto per usufruire del bonus mobili 2017, i requisiti sono i seguenti:
·       aver iniziato un’attività edilizia successivamente al 1° gennaio 2016, grazie alla quale si usufruisce della detrazione del 50%
·       acquistare mobili o elettrodomestici di classe A+ (A per i forni…) da installare nell’immobile oggetto di  intervento
Bonus mobili, quali beni sono agevolati?
La detrazione spetta per le spese sostenute di:
·       mobili nuovi
·       grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+, (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica
Rientrano tra i mobili agevolabili:
·       letti
·       armadi
·       cassettiere
·       librerie
·       scrivanie
·       tavoli
·       sedie
·       comodini
·       divani
·       poltrone
·       credenze
·       materassi
·       apparecchi di illuminazione
Non sono agevolabili:
·       porte
·       pavimentazioni
·       tende e tendaggi
·       complementi di arredo
Rientrano fra i grandi elettrodomestici:
·       frigoriferi
·       congelatori
·       lavatrici
·       asciugatrici
·       lavastoviglie
·       apparecchi di cottura
·       stufe elettriche
·       piastre riscaldanti elettriche
·       forni a microonde
·       apparecchi elettrici di riscaldamento
·       radiatori elettrici
·       ventilatori elettrici
·       apparecchi per il condizionamento
È possibile detrarre anche le spese per trasporto e montaggio dei beni acquistati.

Bonus mobili, come pagare?
I pagamenti devono essere effettuati con una delle seguenti modalità:
·       bonifico ordinario
·       carte di credito
·       carta di debito
Come precisato nella circolare n. 7/2016 dell’Agenzia delle Entrate, se il pagamento è disposto con bonifico bancario o postale, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.
Quando si utilizzano carte credito o carte di debito, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.
Non è consentito effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Bonus mobili, adempimenti
Se il pagamento è effettuato con bonifico, occorre indicare:
·       il codice fiscale del beneficiario della detrazione
·       il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Come visto prima, non è necessario utilizzare il modello predisposto per la ritenuta d’acconto da parte delle banche o poste.
I documenti da conservare sono:
·       l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, documentazione di addebito sul conto corrente)
·       le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti

Inventi edilizi che danno diritto al bonus mobili
Il bonus mobili è collegato ai seguenti interventi edilizi:
·       manutenzione ordinaria su parti comuni di edificio residenziale
·       manutenzione straordinaria su parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
·       restauro e risanamento conservativo su parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
·       ristrutturazione edilizia su parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
·       ricostruzione o ripristino a seguito di eventi calamitosi se sia stato dichiarato lo stato di emergenza
·       restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile

94 - Materiali isolanti innovativi per l’involucro edilizio
1 Dicembre 2016

Materiali isolanti innovativi per l’involucro edilizio, ecco la tabella con componenti, caratteristiche e aspetti innovativi dei nuovi prodotti per l’edilizia sostenibile
Attraverso ricerche e progetti ancora in corso, sono stati individuati vari tipi materiali isolanti innovativi per l’edilizia, ognuno dei quali può avere diverse applicazioni.
Si tratta di materiali innovativi che rappresentano una valida alternativa ai materiali da costruzione tradizionali, con il vantaggio di:
·       contribuire ad aumentare il grado di ecosostenibilità di un edificio
·       ottenere migliori prestazioni in termini di comfort interno
Rientrano nell’ambito di questa ricerca i seguenti materiali innovativi particolarmente indicati per l’isolamento dell’involucro dell’edificio ed il miglioramento delle prestazioni dell’edificio in termini di efficienza energetica, tra cui:
·       multistrato flessibile a basso spessore
·       pannello isolante multistrato prefabbricato
·       perlite naturale espansa e perlite sintetica
·       rivestimenti d’interni isolanti
·       sistemi di facciata ventilata e pannelli d’isolamento sottovuoto (VIP)
Ognuno di questi prodotti è stato dettagliato, fornendo una descrizione generale, specifiche sui suoi componenti, principali caratteristiche tecniche, un elenco di tutte le sue possibili applicazioni e informazioni sul suo livello di maturità tecnologica.
Multistrato flessibile a basso spessore
Questo tipo di materiale viene utilizzato per il risanamento e l’isolamento termico di pareti e facciate.

Descrizione prodotto Multistrato flessibile a basso spessore (5 mm di spessore)
Progetto/azienda di riferimento Manifattura del Seveso Spa
Foto
Componenti ·       Non-tessuto 100% polipropilene
·       compound acrilico antifiamma, 100% base acqua
·       agente microespandente a elevato potere isolante
Scheda tecnica Funzionalità del materiale:
·       basso spessore (5 mm)
·       stabilità dimensionale
·       traspirazione
·       isolamento termico
·       resistenza al fuoco
·       texture estetica (per interni)
Applicazioni ·       Risanamento e isolamento termico di facciate e murature, sia in esterni che in interni
·       preparazione di fondi ammalorati per la rasatura e finitura civile
·       risanamento di crepe murali
·       efficienza energetica
Livello TRL TRL 9: in commercio
Aspetti normativi
(Sostenibilità ambientale)
·       Processo produttivo 100% base acqua. No VOC. Inattaccabile da funghi e muffe
·       minimizza gli scarti in cantiere durante la posa, perché può seguire profili non planari senza bisogno di essere rifilato (es. spigoli); il basso spessore permette l’installazione semplicemente dopo pulizia del fondo, non sono necessari grossi lavori di muratura con produzione di elevati volumi di scarti
·       materiale leggero e stoccabile in rotoli o fogli, minimizza i costi di trasporto (e l’emissione di CO2 conseguente)
·       migliora l’efficienza energetica dell’edificio: può ridurre l’IPE fino al 8% ed il costo della bolletta di una famiglia media fino al 12%, evitando di bruciare fino ad 1 litro di gasolio per m2  ogni anno
Certificazioni ambientali  In attesa

 

Pannello isolante multistrato prefabbricato
Il pannello si caratterizza per essere formato da 2 strati esterni di malta tessile rinforzata e da 1 strato interno isolante.
È particolarmente indicato per la ristrutturazione dell’involucro esterno degli edifici.

 

Descrizione prodotto Pannello isolante multistrato prefabbricato, formato da due strati esterni di malta tessile rinforzata (TRM), anche conosciuta come calcestruzzo tessile rinforzato (TRC), e da uno strato interno isolante di EPS250
Progetto/azienda di riferimento EASEE
Foto
Componenti Strato interno isolante di EPS250
Strato in TRM composto da:
·       cemento
·       sabbia
·       acqua
·       superfluidificante
·       scorie
Applicazioni Particolarmente adatto per la ristrutturazione dell’involucro esterno degli edifici
Livello TRL TRL 4-7: R&D/Prototipale
Aspetti normativi
(Sostenibilità ambientale)
Gli aspetti innovativi del pannello riguardano la sua composizione (in particolare la malta usata) e la facilità d’installazione che non necessita di impalcature. Consente di migliorare le prestazioni dell’edificio in termini di efficienza energetica
Certificazioni ambientali Analisi LCA in corso di emissione

 

Perlite naturale espansa e perlite sintetica
La perlite naturale espansa e la perlite sintetica sono materiali con alte prestazioni isolanti, adatti ad inseriti nelle cavità delle murature. Il prodotto è adatto principalmente per la ristrutturazione di murature di edifici storici.

 

Descrizione prodotto Materiali isolanti ad alte prestazioni da inserire nelle cavità delle murature: perlite naturale espansa e perlite sintetica
Progetto/azienda di riferimento EASEE
Foto
Componenti ·       Perlite espansa: costituita da una roccia vulcanica effusiva (classificabile dal punto di vista chimico-fisico come vetro di silice) che, portata ad alte temperature, espande il suo volume fino a venti volte. Il risultato di questo processo di espansione è un prodotto stabile e chimicamente inerte, con un contenuto irrilevante di radioattività naturale
·       SLS: perlite sintetica composta principalmente da sottoprodotti industriali e NaOH. La miscela di materie prime viene fusa a 140 °C, raffreddata a temperatura ambiente e ridotta in perline. Poi i granuli vengono riscaldati fino a 500 °C, quando iniziano ad espandersi. I sottili granuli di perlite sintetica espansa sono caratterizzati da una densità apparente molto bassa
Applicazioni Prodotto adatto principalmente per la ristrutturazione di murature di edifici storici
Livello TRL TRL 4-5: in fase di ricerca e sviluppo R&D
Aspetti normativi
(Sostenibilità ambientale)
Si sta sviluppando una nuova perlite sintetica più sostenibile, usando perlite di scarto e altri componenti poco inquinanti o pericolosi

 

Rivestimenti d’interni isolanti
I rivestimenti d’interni isolanti (es. pannello isolante con perlite o carta da parati) riescono a combinare le proprietà di tessuti tecnici avanzati con le proprietà di materiali isolanti, come perlite sintetica o aerogel. Progettati per essere facilmente montati sulle pareti interne, vengono utilizzati, per lo più nelle ristrutturazioni dell’involucro interno degli edifici.

 

Descrizione prodotto Le soluzioni d’isolamento per interni sviluppate sono:
·       soluzioni a un unico strato: pannello isolante con perlite. Si tratta di un pannello rigido leggero in peso con proprietà d’isolamento termico comparabili a quelle di materiali tradizionali
·       soluzioni multi-strato: carta da parati e fodera prefabbricata in aerogel. Si tratta di soluzioni innovative isolanti, che sono prodotte impregnando di aerogel delle fibre costituite al 100% da poliestere termo legato. Questo processo permette di realizzare campioni con ottima conducibilità termica
Progetto/azienda di riferimento AESEE
Componenti ·       I pannelli isolanti sono sviluppati utilizzando materiali innovativi come perlite tradizionale, perlite sintetica, SiO2 aerogel
·       le carte da parati e fodere sono costituite da tessuto impregnato con SiO2 aerogel
Scheda tecnica Prodotti caratterizzati da proprietà termoisolanti e progettati per essere facilmente montati sulle pareti interne
Applicazioni Ristrutturazione dell’involucro interno degli edifici
Livello TRL TRL 5-7: R&D/Prototipale
Aspetti normativi
(Sostenibilità ambientale)
Migliora l’isolamento termico dell’involucro di un edificio, diminuendo così i consumi energetici
Certificazioni ambientali Sono state eseguite simulazioni energetiche

 

Sistemi di facciata ventilata e pannelli d’isolamento sottovuoto (VIP)
I sistemi di facciata ventilata e pannelli d’isolamento sottovuoto (VIP) sono ideali per l’efficientamento energetico degli edifici. Grazie ad una minima variazione dello spessore delle pareti esterne, consentono di ottenere un elevato livello di efficienza energetica.

 

Descrizione prodotto Sistemi di facciata ventilata e pannelli d’isolamento sottovuoto (VIP) per l’isolamento delle facciate
Progetto/azienda di riferimento A2PBEER
Foto
Scheda tecnica Le prestazioni d’isolamento dei pannelli coibentanti sotto vuoto sono 5-8 volte superiori rispetto ad un sistema di isolamento tradizionale
Applicazioni Facciate degli edifici
Livello TRL TRL 4-6: R&D/Prototipale
Aspetti normativi
(Sostenibilità ambientale)
Questo sistema d’isolamento consente di ottenere un elevato livello di efficienza energetica con minima variazione dello spessore delle pareti esterne. Ideale per l’efficientamento energetico degli edifici
93 - Bonus amianto, ancora 2 milioni di euro disponibili
28 Novembre 2016

Dopo il click day del 16 novembre ci sono ancora più di 2 milioni disponibili. In base al Collegato Ambiente (legge 221/2015), alle imprese che nel 2016 hanno effettuato interventi di bonifica dall’amianto sui capannoni viene riconosciuto un credito di imposta pari al 50% delle spese sostenute.È stato fissato per il 16 novembre 2016 il click day, ossia il giorno per la presentazione della domanda di accesso al bonus amianto per le bonifiche effettuate.

 

La procedura prevedeva la registrazione al portale del ministero dell’Ambiente e la successiva presentazione dell’istanza di accesso al credito di imposta, con il progetto allegato.

Le domande verranno esaminate in ordine di presentazione e potranno essere presentate fino al 31 marzo 2017.

Le risorse stanziate ammontano complessivamente a 17 milioni di euro per gli anni 2017, 2018 e 2019, fino ad esaurimento.

Bonus amianto, i risultati del click day.

 

Il fondo di 17 milioni di euro, messo a disposizione dal collegato ambientale e dal dm 15 giugno 2016 ha incassato complessivamente 463 domande, che rappresenta l’87,20% della somma complessiva messa a disposizione.

L’ammontare richiesto attraverso le domande, quasi 500 progetti, è pari a 14,8 milioni di euro per un valore medio di 32.000 euro per ogni istanza.

 

Nel fondo, quindi, ci sono ancora altri 2,175 milioni di euro, fermo restando la verifica di ammissibilità dei requisiti.

In base ai dati aggiornati dal Ministero dell’ambiente sono stati effettuati:

·       36.513 accessi al portale

·       811 imprese hanno completato la procedura di registrazione

·       463 domande inoltrate

·       14,8 milioni di euro per le domande inoltrate

 

La percentuale di provenienza delle richieste:

·       il 52,05%, oltre la metà, dalle regioni del nord-ovest

·       il 30,67%, tre quarti, da quelle del nord-est

·       il 9,5% dal centro Italia

·       il 5,4% dal sud

·       il 2,38% dalle isole

 

Le imprese possono ancora chiedere al ministero dell’Ambiente, attraverso la piattaforma web, il credito d’imposta pari al 50% per le spese sostenute per le rimozione di amianto effettuate nel 2016.

92 - Bonus amianto, tutto quello che occorre sapere per accedere agli incentivi
3 Novembre 2016

Bonus amianto, al via le domande per ottenere il credito di imposta del 50%. Ecco gli interventi ammissibili, le modalità e i termini per ottenere i benefici. Alle imprese che nel 2016 effettuano interventi di bonifica dall’amianto presente in coperture e manufatti di beni e strutture produttive è riconosciuto un credito di imposta pari al 50% delle spese sostenute; tale misura è introdotta dal Collegato Ambiente (legge 221/2015).
Sulla Gazzetta ufficiale 243 del 17 ottobre 2016 è stato pubblicato il dm 15 giugno 2016 che definisce le disposizioni applicative per l’ottenimento del credito d’imposta per interventi di bonifica dall’amianto nel 2016.
Le risorse stanziate ammontano complessivamente a 17 milioni di euro per gli anni 2017, 2018 e 2019 e sono distribuite attraverso il meccanismo del “click day”.
A partire dal 16 novembre 2016 (30° giorno successivo alla pubblicazione del decreto in Gazzetta), è possibile inoltrare la domanda di accesso al beneficio.
Le richieste, qualora regolari, saranno ammesse in base all’ordine di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

Bonus amianto, il decreto 15 giugno 2016
Ecco quanto indicato nel decreto:
·       tipologie di interventi ammissibili al credito d’imposta
·       modalità e termini per la concessione del credito d’imposta
·       disposizioni idonee ad assicurare il rispetto del limite massimo di spesa
·       determinazione dei casi di revoca e di decadenza del beneficio
·       procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d’imposta

Bonus amianto, ambito di applicazione
Possono beneficiare del credito d’imposta i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato.
Gli interventi di bonifica dall’amianto, su beni e strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, devono essere effettuati nell’arco del 2016.
Sono ammissibili al credito d’imposta gli interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto presente in coperture e manufatti di beni e strutture produttive, nel rispetto della normativa ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sono ammesse anche le spese di
·       consulenze professionali
·       perizie tecniche
nei limiti del 10% delle spese complessive sostenute e comunque non oltre l’ammontare di 10.000 euro per ciascun progetto.

Bonus amianto, interventi ammissibili
Sono ammesse al beneficio le spese per la rimozione e lo smaltimento di:
a.    lastre di amianto piane o ondulate, coperture in eternit
b.    tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, ad uso civile e industriale in amianto;
c.     sistemi di coibentazione industriale in amianto.

Bonus amianto, agevolazioni
Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 50 % delle spese sostenute.
L’agevolazione consiste in un credito d’imposta; la spesa complessiva sostenuta in relazione a ciascun progetto di bonifica, unitariamente considerato, deve essere almeno pari a 20.000 euro.
L’ammontare totale dei costi eleggibili è limitato a di 400.000 euro per ciascuna impresa.

Bonus amianto, modalità e contenuti della domanda
Le imprese interessate potranno presentare domanda per il riconoscimento del credito a partire dal 16 novembre 2016 fino al 31 marzo 2017.
Dal 27 ottobre la registrazione, mediante la piattaforma web messa a disposizione dal Ministero dell’Ambiente.
Entro 90 giorni dall’invio delle domande, il Ministero comunicherà il riconoscimento o il diniego della domanda.

Bonus amianto, come compilare la domanda
Ecco gli elementi da indicare nella domanda:
·       il costo complessivo degli interventi
·       l’ammontare delle singole spese
·       l’ammontare del credito d’imposta richiesto
·       la mancata fruizione di altre agevolazioni per le medesime voci di spesa
Vanno allegati:
·       il piano di lavoro amianto
·       la comunicazione di ultimazione dei lavori inviata alla Asl competente
·       l’attestazione delle spese sostenute

Bonus amianto, Come usufruire del credito di imposta
In caso di riconoscimento, il credito di imposta:
·       verrà ripartito e utilizzato in 3 quote annuali di pari importo
·       dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi
·       non concorrerà alla formazione del reddito imponibile
 
Collegamento al link per scaricare il file allegato

91 - Detrazioni fiscali 2017 per l’edilizia. Le novità in 6 punti.
31 ottobre 2016

Tutte le agevolazioni previste dalla legge di Bilancio 2017. Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge di Bilancio 2017 vengono riproposte anche per il 2017 alcune agevolazioni fiscali riguardanti l’edilizia; inoltre sono previste anche maggiori incentivi per alcune tipologie di intervento. In questo articolo cerchiamo di riassumere i nuovi bonus della legge di Bilancio 2017 in 6 punti.

Punto 1: detrazione 50% per ristrutturazioni edilizie
Prevista la proroga a tutto il 2017 della detrazione fiscale in misura del 50% per le spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia.
I contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per gli interventi su immobili adibiti ad uso residenziale, fino ad un limite di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare.
Le detrazioni devono essere ripartite in 10 rate annuali.
Possono accedere al bonus ristrutturazione:
·       i proprietari dell’immobile
·       gli inquilini in affitto
·       gli usufruttuari
·       i nudi proprietari
Gli interventi per i quali è possibile usufruire dell’agevolazione sono:
·       manutenzione straordinaria
·       ristrutturazione edilizia
·       risanamento conservativo
·       manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio

Punto 2: ecobonus su immobili di proprietà
Prevista la proroga al 31 dicembre 2017 dell’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica su singole unità immobiliari.
In particolare, i contribuenti possono detrarre il 65% delle spese per la riqualificazione energetica, suddividendo l’agevolazioni in 10 rate annuali costanti.
L’agevolazione è riconosciuta per le spese riguardanti:
·       riqualificazione energetica di edifici esistenti, con tetto di spesa pari a 100.000 euro
·       involucro edifici (pareti e finestre su edifici esistenti) con tetto di spesa pari a 60.000 euro
·       installazione di pannelli solari con tetto di spesa pari a 60.000 euro
·       sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con tetto di spesa pari a 30.000 euro
·       acquisto e posa in opera delle schermature solari con tetto di spesa pari a 60.000 euro
·       acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili con tetto di spesa pari a 30.000 euro
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

Punto 3: efficienza energetica su parti comuni
È prevista la possibilità fino al 31 dicembre 2021 della detrazione fiscale del 65% per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica realizzati sulle parti comuni di:
·       edifici condominiali
·       istituti autonomi per le case popolari
Inoltre è prevista un potenziamento della detrazione per efficientamento energetico pari a:
·       70% per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni di edifici condominiali che interessino almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio
·       75% per interventi di riqualificazione su parti comuni di edifici condominiali che conseguano almeno la qualità media di cui al dm 26 giugno 2015
Per usufruire dell’agevolazione è necessaria un’asseverazione del tecnico abilitato mediante APE. L’Enea disporrà controlli a campione e la mancata rispondenza con quanto dichiarato, determinerà la decadenza del beneficio.
L’importo massimo della detrazione è pari a 40.000 euro moltiplicato il numero delle unità immobiliari.

Punto 4: interventi antisismici
Sono previste anche agevolazioni fiscali per gli interventi antisismici effettuati fino al 2021.
Si tratta di una detrazione del 50%, fino a 96.000 euro di spesa, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 a tutto il 2021 per la realizzazione di interventi antisismici in zona ad alta pericolosità sismica (zona 1 e 2) su edifici adibiti ad abitazioni e attività produttive.
Una novità assoluta è che la detrazione è ripartita in 5 quote costanti annuali (invece che 10) ed è estesa anche per gli edifici che ricadono in zona 3.
Sono previste inoltre detrazioni maggiori nei seguenti casi:
·       detrazione al 70% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
·       detrazione al 80% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore
·       detrazione al 75% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
·       detrazione al 85% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore
Anche le spese tecniche per la classificazione e la verifica sismica dell’immobile sono detraibili.

Punto 5: bonus mobili
Previsto il rinnovo del bonus mobili anche per l’anno 2017.
Sarà possibile continuare ad usufruire del bonus pari 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.
La detrazione spetta per le spese sostenute per l’acquisto di:
·       mobili nuovi
·       grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+, (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica
La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

Punto 6: agevolazione per alberghi e agriturismi
È previsto il riconoscimento del credito di imposta per le imprese alberghiere esistenti al primo gennaio 2012 che effettuano interventi edilizi un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 euro.
Il credito è concesso per i periodi 2017, 2018, 2019.
L’agevolazione è estesa anche agli agriturismi.

90 - Efficienza energetica Enea, la guida per consumare ed inquinare meno ed evitare sanzioni
24 ottobre 2016

Efficienza energetica Enea, dal 15 ottobre al via il riscaldamento in molti Comuni d’Italia. Zone climatiche e date di accensione e spegnimento. Per 4.300 Comuni della zona climatica E (che comprende grandi città come Milano, Torino, Bologna e Venezia), dal 15 ottobre 2016 è possibile l’utilizzo del riscaldamento. Per l’occasione Enea ha messo a disposizione una guida online che illustra semplici regole per la corretta manutenzione della caldaia ai fini della sicurezza e del risparmio in bolletta, nonché eventuali multe per non aver rispettato le previsioni di legge.

Ecco l’elenco delle regole da tener presente:

  1. Fare una corretta manutenzione degli impianti
  2. Applicare le valvole termostatiche
  3. Controllare la temperatura e l’uso dei cronotermostati
  4. Controllare le ore di accensione
  5. Chiudere persiane e tapparelle
  6. Evitare di apporre ostacoli davanti e sopra i termosifoni
  7. Non lasciare troppo a lungo le finestre aperte
  8. Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone
  9. Usare impianti di riscaldamento innovativi
  10. Usufruire degli ecobonus

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89 - Riduzione Imu fabbricato inagibile, vale anche senza denuncia di inagibilità?
07 ottobre 2014

Riduzione Imu fabbricato inagibile, si alla riduzione dell’imposta anche in caso di omessa dichiarazione. Dalla Cassazione i chiarimenti

Qualora un immobile sia dichiarato inagibile, l’imposta va ridotta nella misura del 50%, anche in assenza di richiesta del contribuente. Questo il principio stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza del 21 settembre 2016, n. 18453.

Riduzione Ici/Imu ai sensi del dlgs 504/1992 e dl 201/2011

Il dlgs 504/1992 prevedeva 2 possibili procedure per il riconoscimento dell’agevolazione Ici :

1.    il proprietario poteva richiedere una perizia all’ufficio tecnico comunale a sue spese

2.    il proprietario poteva presentare dichiarazione sostitutiva di notorietà

In entrambi i casi, il contribuente doveva presentare la denuncia annuale con allegata documentazione.

Le stesse regole in merito alla riduzione Imu sono state recepite dal dl 201/2011.

Nel caso in esame, un contribuente si era autoridotto l’imposta del 50%, senza aver presentato denuncia dello stato di inagibilità al Comune. L’amministrazione, pertanto, aveva emesso avviso di accertamento nei suoi confronti per l’imposta non versata.

Presentato ricorso, il contribuente poggiava la sua difesa sulla circostanza che l’effettiva situazione dell’immobile era già nota al Comune.

Infatti, scaduta la concessione edilizia nel 1998, lo stesso ente non aveva concesso alcun permesso edificatorio per la ristrutturazione dell’immobile. Inoltre, tale situazione era già nota al Comune e confermato dall’istanza di variazione della destinazione da D4 a Unità collabente presentata all’Agenzia del Territorio.

La Corte di Cassazione, a sostegno di una già pronunciata sentenza (10 giugno 2015 n. 12015), ha concluso che il contribuente ha diritto alla riduzione Ici/Imu; la permanenza dello stato di inagibilità, che consente una riduzione del 50% dell’imposta Ici/Imu si ritiene confermata anche se il contribuente non ha presentato richiesta di usufruire del beneficio della riduzione del 50%, se il Comune era già a conoscenza della situazione di inagibilità del fabbricato.

88 - Gazebo in legno senza permesso di costruire, attenzione alla temporaneità!
05.10.2016

Gazebo in legno senza permesso di costruire, il Tar del Molise si pronuncia sull’assenza del requisito della temporaneità della struttura. Un Comune ordinava l’immediata rimozione di un gazebo in legno ed il ripristino dello stato dei luoghi.Secondo il Comune la struttura andava realizzata previo rilascio del permesso di costruire. Il proprietario del gazebo ricorreva al TAR del Molise, chiedendo di annullare la predetta ordinanza di demolizione. Secondo il ricorrente per la struttura realizzata non era necessario il permesso di costruire, per le seguenti motivazioni:

·       modeste dimensioni

·       aperture su tutti i lati

·       assenza di copertura

Gazebo in legno senza permesso di costruire, la sentenza del TAR. Il Tar con la sentenza n. 353 del 21 settembre 2016 si pronuncia sul ricorso presentato dal proprietario del gazebo in legno. Secondo il giudice di primo grado la struttura in realtà è una vera e propria casetta chiusa, dotata delle seguenti caratteristiche:

·       chiusure sui diversi lati con pannelli di legno pieni nella parte inferiore e grigliati in quella superiore

·       telo di copertura

Tali caratteristiche portano alla conclusione, che in realtà si tratta di un volume edilizio di indubbio impatto. Parliamo, in particolare, di un manufatto leggero per il quale è richiesto il permesso di costruire, come previsto dal dpr n. 380/2001:

 Art. 10 

“Costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire: gli interventi di nuova costruzione

 Art. 3

Si intendono “interventi di nuova costruzione”: installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee e salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti

L’assenza del requisito della temporaneità della struttura si desume, in particolare, dalla non facile amovibilità dovuto alla solida struttura in legno del gazebo. L’uso specifico e temporalmente limitato del bene potrebbero richiamare il requisito di precarietà dell’opera, che esonererebbe dall’obbligo del possesso del permesso di costruire. Di fatto, però, il carattere stagionale del gazebo viene meno, in quanto la struttura risponde a requisiti permanenti nel tempo. Pertanto la struttura non ha carattere né temporaneo né precario e dunque necessita di permesso di costruire.

87 - Agevolazioni casa, le informazioni per acquistare, arredare e ristrutturare
3 Ottobre 2016

Agevolazioni casa: ecco il libretto riassuntivo del Mef sugli strumenti agevolativi dall’acquisto al risparmio energetico.
È partita la campagna informativa promossa dal Mef per informare i cittadini sulle agevolazioni possibili in caso di acquisto, arredo, ristrutturazione e affitto della casa.
Nel libretto informativo Casa? Cosa possibile! il Mef ha riassunto tutte le agevolazioni fiscali e non esistenti a sostegno delle attività collegate agli immobili:
·       acquistare e affittare
·       arredare
·       ristrutturare e riqualificare
Il documento è suddiviso in 3 capitoli che spiegano in dettaglio quali sono gli strumenti pubblici a disposizione dei cittadini; per ciascuno di essi viene indicato:
·       a chi è rivolto
·       quali benefici
·       come si ottiene

Agevolazioni casa: acquistare e affittare
Ecco le informazioni in merito agli strumenti esistenti per acquistare casa.
Fondo di garanzia
Per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa il fondo consente di richiedere mutui ipotecari fino a 250.000 euro avvalendosi delle garanzie statali per la metà dell’importo.
Imposta di registro agevolata
Chi acquista una casa da un privato può usufruire dell’applicazione dell’imposta proporzionale di registro ridotta del 2% con il minimo di 1.000 euro; nonché delle imposte ipotecaria e catastale di 50 euro ciascuna.
Leasing immobiliare abitativo
Sono previste agevolazioni fiscali e garanzie civilistiche finalizzate a favorire l’utilizzo dello strumento del leasing per l’acquisto dell’abitazione principale.
Fondo di solidarietà
In situazioni di temporanea difficoltà economica sono previsti 2 strumenti complementari che permettono di sospendere per un tempo determinato il pagamento delle rate:
·       il Fondo MEF di solidarietà per i mutui prima casa
·       l’Accordo ABI con le Associazioni dei consumatori (che riguarda la sospensione non solo dei mutui ipotecari ma anche del credito al consumo)
Cedolare secca
Si tratta di un regime facoltativo che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo.
IMU e TASI agevolati
Chi concede in comodato un immobile non di lusso ad un familiare per adibirla ad abitazione principale, può godere della riduzione della base imponibile dell’IMU e della TASI al 50%.

Agevolazioni casa: arredare
Nella seconda parte vengono indicate le agevolazioni previste nel caso di acquisto di beni collegati alle spese di ristrutturazione edilizia sostenute dai contribuenti.
Bonus mobili
Il bonus consente di detrarre dall’Irpef le spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016.
Le spese
Bonus giovani coppie
Le agevolazioni riservate alle giovani coppie con meno di 35 anni.

Agevolazioni casa: ristrutturare e riqualificare
Infine, sono elencate le spese detraibili in caso di ristrutturazione e i bonus messi a disposizione per gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio.
Bonus ristrutturazione
E’ l’agevolazione fiscale che consente di detrarre dall’Irpef una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali.
Bonus energetico
Il bonus prevede di detrarre dall’Irpef o dall’Ires una parte degli oneri sostenuti per eseguire interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

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86 - Detrazione 65% per “building automation”
21 Settembre 2016

E’ online il nuovo portale Enea, disponibile anche il vademecum con i requisiti degli interventi, le opere agevolabili e la documentazione necessaria.
Dal 6 settembre 2016 è possibile inviare all’ENEA la documentazione relativa agli interventi di “building automation”.
Ricordiamo che la detrazione del 65% è stata prorogata dalla legge di Stabilità 2016 fino al 31 dicembre 2016. Inoltre, possono beneficiare del bonus fiscale del 65% per il risparmio energetico anche gli strumenti domotici, cosiddetti di “building automation”.
Infatti, la legge di Stabilità 2016 ha esteso gli incentivi fiscali anche alle spese sostenute per:
·       l’acquisto
·       l’installazione
·       la messa in opera
di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative.
Al riguardo l’Enea ha adeguato il proprio portale per richiedere la detrazione 65% per gli interventi di “building automation”.
Per compilare la richiesta è necessario accedere al portale Enea e seguire i seguenti passi:
·       registrati
·       accedi al sistema
·       inserimento dei dati anagrafici del beneficiario
·       inserimento immobile oggetto dell’intervento
·       scelta del comma da applicare
·       compilazione degli allegati
·       verifica dei dati
·       invio della dichiarazione e stampa finale
Vademecum detrazione 65%
L’Enea ha pubblicato anche il vademecum, aggiornato al 30 luglio 2016, contenente le istruzioni per ottenere la detrazione. La guida illustra i requisiti tecnici specifici degli interventi di building automation, le opere agevolabili e la documentazione necessaria.
Ecco in dettaglio i contenuti:
·       requisiti generali che l’immobile oggetto d’intervento deve possedere per poter usufruire delle detrazioni
·        alla data della richiesta di detrazione, deve essere “esistente”, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso
·        deve essere in regola con il pagamento di eventuali tributi
·        deve essere dotato di impianto di riscaldamento
·        in caso di ristrutturazione senza demolizione, se essa presenta ampliamenti, non è consentito far riferimento al comma 344, ma ai singoli commi 346 e 347 solo per la parte non ampliata
·       requisti tecnici specifici dell’intervento
·        l’intervento deve configurarsi come fornitura e messa in opera, nelle unità abitative, di dispositivi che consentano la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva, compreso il loro controllo da remoto attraverso canali multimediali, eseguiti indipendentemente dalle installazioni e sostituzioni di impianti di climatizzazione invernale
·        i dispositivi devono:
a) mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati
b) mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti
c) consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto
·       opere agevolabili
·        fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche nonché delle opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte, all’interno degli edifici, di sistemi di building automation degli impianti termici degli edifici
·       documentazione necessaria
·        documenti da conservare a cura del cliente
·        documentazione da trasmettere all’Enea
 
clicca qui per scaricare il Vademecum Enea

85 - Interventi su costruzioni esistenti: la differenza tra adeguamento e miglioramento sismico
16 Settembre 2016

Interventi su costruzioni esistenti: quando sono necessari e come classificarli. La differenza tra adeguamento e miglioramento sismico secondo le NTC 2008 e la bozza delle NTC 2016
In questo articolo analizziamo i possibili interventi su costruzioni esistenti, con particolare attenzione alle indicazioni normative (NTC 2008).
Inoltre cercheremo di capire quali sono le novità apportate nella bozza in revisione per le nuove NTC 2016.
Definizione di costruzione esistente
Secondo il DM 14 gennaio 2018 (NTC 2008, Capitolo 8) è definita costruzione esistente quella che abbia, alla data della redazione della valutazione di sicurezza e/o del progetto di intervento, la struttura completamente realizzata.
La circolare esplicativa 617 del 2009 aggiunge: “Per costruzione di c.a. e di acciaio con struttura completamente realizzata si intende quella per cui […] sia stata redatta la relazione a struttura ultimata ai sensi dell’art. 65 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380. Per edifici in muratura con struttura completamente realizzata si intende quella per cui […] sia stato redatto il certificato di collaudo statico ai sensi del Cap.4 del D.M. 20 novembre 1987 o ai sensi delle NTC”.
Interventi sulle costruzioni esistenti: quando sono necessari
Secondo le NTC 2008, la valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi sulle costruzioni esistenti possono essere eseguiti con riferimento ai soli SLU (condizione di stato limite ultimo); nel caso in cui si effettui la verifica anche nei confronti degli SLE (Stati limite di esercizio), i relativi livelli di prestazione possono essere stabiliti dal Progettista di concerto con il Committente.
La valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi sulle costruzioni esistenti potranno essere eseguiti con riferimento ai soli SLU e possono essere eseguite in alternativa rispetto alle seguenti condizioni:
·       condizione di salvaguardia della vita umana (SLV)
·       condizione di collasso (SLC)
Le costruzioni esistenti devono essere sottoposte ad una valutazione della sicurezza, anche nel caso si verifichi una delle seguenti situazioni:
·       riduzione evidente della capacità resistente e/o deformativa della struttura o di alcune sue parti dovuta ad azioni ambientali (sisma, vento, neve e temperatura)
·       significativo degrado e decadimento delle caratteristiche meccaniche dei materiali
·       presenza di azioni eccezionali (urti, incendi, esplosioni)
·       situazioni di funzionamento ed uso anomalo
·       deformazioni significative imposte da cedimenti del terreno di fondazione
·       provati gravi errori di progetto o di costruzione
·       cambio di destinazione d’uso della costruzione o di parti di essa, con variazione significativa dei carichi variabili e/o della classe d’uso della costruzione
·       interventi non dichiaratamente strutturali, qualora essi interagiscano, anche solo in parte, con elementi aventi funzione strutturale e, in modo consistente, ne riducano la capacità o ne modifichino la rigidezza
In particolare, la valutazione della sicurezza deve permettere di stabilire se:
·       l’uso della costruzione possa continuare senza interventi
·       l’uso della costruzione debba essere modificato con eventuale declassamento, cambio di destinazione e/o imposizione di limitazioni o cautele nell’uso
·       sia necessario procedere ad aumentare o ripristinare la capacità portante
La valutazione della sicurezza dovrà effettuarsi ogni qual volta si eseguano gli interventi strutturali (punto 8.4 NTC 2008) e dovrà determinare il livello di sicurezza prima e dopo l’intervento.
Il Progettista dovrà esplicitare in un’apposita relazione i livelli di sicurezza attuali o raggiunti con l’intervento e le eventuali conseguenti limitazioni nell’uso della costruzione.
Interventi sulle costruzioni esistenti, classificazione (adeguamento, miglioramento, interventi locali)
La normativa definisce varie categorie di intervento sulle strutture esistenti.
In particolare si individuano:
·       interventi di adeguamento sismico: sono particolari interventi atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle stesse norme tecniche. Si tratta, spesso, di interventi molto onerosi sia dal punto di vista tecnico che economico
·       interventi di miglioramento sismico: sono interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalla norma. Sono realizzabili in maniera più semplice rispetto a quelli di adeguamento
·       riparazioni o interventi locali che interessino elementi isolati e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti
Da notare che gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico devono essere sottoposti a collaudo statico.
Interventi sulle costruzioni esistenti, interventi di adeguamento sismico
L’adeguamento sismico della costruzione, è obbligatorio per chiunque intenda:
·        sopraelevare la costruzione
·       ampliare la costruzione mediante opere strutturalmente connesse alla costruzione
·       apportare variazioni di classe e/o di destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi globali in fondazione superiori al 10%. Resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione
·       effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal precedente
In ogni caso, il progetto dovrà essere riferito all’intera costruzione e dovrà riportare le verifiche dell’intera struttura post-intervento.
Interventi sulle costruzioni esistenti, interventi di miglioramento sismico
Rientrano nella categoria di miglioramento sismico tutti gli interventi che siano comunque finalizzati ad accrescere la capacità di resistenza delle strutture esistenti alle azioni considerate.
È possibile eseguire interventi di miglioramento sismico nei casi in cui non ricorrano le condizioni specificate per l’adeguamento.
Il progetto e la valutazione della sicurezza dovranno essere estesi a tutte le parti della struttura potenzialmente interessate da modifiche di comportamento, nonché alla struttura nel suo insieme.
Interventi sulle costruzioni esistenti, riparazione o interventi locali
In generale, gli interventi di questo tipo riguardano singole parti della struttura e interesseranno porzioni limitate della costruzione.
Il progetto e la valutazione della sicurezza potranno essere riferiti alle sole parti interessate e documentare che, rispetto alla configurazione precedente al danno, al degrado o alla variante.
Interventi di adeguamento e miglioramento sismico, cosa prevedono le nuove NTC 2016
NOTA del 9 settembre 2016: è stata diffusa la bozza delle NTC 2016 del 9 settembre 2016. Il nuovo testo prevede alcune modifiche anche per gli interventi su edifici esistenti (miglioramento e adeguamento); in particolare non è più previsto il ζE≥0,1, per le costruzioni di classe II e III per gli interventi di miglioramento e ζE≥1, e ζE≥0,8 in caso di adeguamento. Nei prossimi giorni pubblicheremo un apposito articolo.
Nella bozza del testo relativa alle nuove norme tecniche per le costruzioni, vengono introdotti dei coefficienti ζE, attraverso cui è possibile definire il livello di sicurezza della struttura, individuato dal rapporto tra:
·       il valore dell’azione sismica massima sopportabile dalla struttura
·       l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di nuova costruzione
Adeguamento sismico secondo le NTC 2016
L’adeguamento della costruzione è obbligatorio (come per le NTC 2008) per chiunque intenda:
a.    sopraelevare la costruzione
b.    ampliare la costruzione mediante opere strutturalmente connesse alla costruzione
c.     apportare variazioni di classe e/o di destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi globali in fondazione superiori al 10%; resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione
d.    effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal precedente
Nel caso di adeguamento sismico il coefficiente ζE, dipende dalla tipologia di intervento:
·       ζE=1, per interventi relativi alle lettere a., b. e d.
·       ζE=0,8, per interventi alla lettera c.
Si ha dunque uno sconto del 20% per gli interventi che comportino variazioni di classe o destinazione d’uso.
Miglioramento sismico secondo le NTC 2016
Nel caso di miglioramento sismico il coefficienti ξE, può essere minore di 1, in particolare:
·       ζE≥0,4, per le costruzioni di classe IV
·       ζE≥0,1, per le costruzioni di classe II e III
·       ζE=1, per interventi che impiegano sistemi di isolamento
Ricordiamo che le costruzioni sono suddivise in classi d’uso così definite:
·       Classe I: Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli
·       Classe II: Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi per l’ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali. Industrie con attività non pericolose per l’ambiente. Ponti, opere infrastrutturali, reti viarie non ricadenti in Classe d’uso III o in Classe d’uso IV, reti ferroviarie la cui interruzione non provochi situazioni di emergenza. Dighe il cui collasso non provochi conseguenze rilevanti
·       Classe III: Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con attività pericolose per l’ambiente. Reti viarie extraurbane non ricadenti in Classe d’uso IV. Ponti e reti ferroviarie la cui interruzione provochi situazioni di emergenza. Dighe rilevanti per le conseguenze di un loro eventuale collasso
·       Classe IV: Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamità. Industrie con attività particolarmente pericolose per l’ambiente. Reti viarie di tipo A o B, di cui al Dm n. 6792/2001, e di tipo C quando appartenenti ad itinerari di collegamento tra capoluoghi di provincia non altresì serviti da strade di tipo A o B. Ponti e reti ferroviarie di importanza critica per il mantenimento delle vie di comunicazione, particolarmente dopo un evento sismico. Dighe connesse al funzionamento di acquedotti e a impianti di produzione di energia elettrica
 

84 - Rischio sismico: il parere del Consiglio Nazionale Ingegneri sulla messa in sicurezza
7 Settembre 2016

Rischio sismico in Italia, la nota del CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri), con la stima e i costi per la messa in sicurezza degli edifici
L’Italia è un Paese ad alto rischio sismico e come tale registra annualmente un cospicuo numero di terremoti, di cui solo un centinaio sono percepiti dalla popolazione.
Considerando gli ultimi 150 anni si è stimato che i terremoti che realmente hanno causato danni a persone e cose si sono verificati mediamente 1 ogni 5 anni.
La classificazione sismica attuale è stata prodotta dalle Regioni, che hanno stilato l’elenco dei Comuni con la relativa attribuzione ad una delle 4 zone simiche, a pericolosità decrescente:
· Zona 1: la zona più pericolosa ove possono verificarsi fortissimi terremoti
· Zona 2: in questa zona possono verificarsi forti terremoti
· Zona 3: in questa zona possono verificarsi forti terremoti ma rari
· Zona 4: la zona meno pericolosa ove i terremoti sono rari
Dei circa 60 milioni dei residenti italiani, oltre 21,5 milioni di persone abitano in aree del Paese esposte a rischio simico molto o abbastanza elevato (classificate, rispettivamente, 1 e 2), con una quota pari quasi a 3 milioni nella sola zona 1 di massima esposizione e altri 19 milioni risiedono, invece, nei Comuni classificati in zona 3.
Rischio sismico in Italia, lo stato conservativo delle abitazioni
Il CNI, sulla base dei dati Istat, ha pubblicato nella nota una serie di tabelle (aggiornate all’anno 2011) per chiarire la situazione degli immobili in Italia, in particolare le tabelle riguardano:
· stima del numero di abitazioni, per anno di costruzione e per regione
· edifici ad uso abitativo per epoca di costruzione e stato di conservazione
· numero di residenti, per regione e zona sismica
· stima del numero di abitazioni a potenziale rischio sismico, per regione e per zona sismica
· stima del numero di abitazioni a potenziale rischio sismico per anno di costruzione e per regione
· stima dei costi necessari per mettere in sicurezza le abitazioni dal rischio sismico, per regione e per zona
Dalla lettura dei numeri possiamo fare le seguenti considerazioni.
Il numero di abitazioni nel nostro paese è 29.074.722, di cui circa 22 milioni costruite prima del 1974 (anno della prima normativa antisismica), circa il 75% delle abitazioni; mentre il solo 5% delle abitazioni è stato edificato dopo il 2001 col rispetto della normativa.
Considerando lo stato di conservazione e la classificazione sismica, la stima degli interventi da effettuare coinvolgerebbe circa 12 milioni di immobili, che dovrebbero essere destinatari di opere di risanamento e messa in sicurezza statica, interessando circa 23 milioni di cittadini, con una stima dei costi necessari per mettere in sicurezza le abitazioni dal rischio sismico, per regione e per zona,pari a circa 93 miliardi di euro!

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83 - il nuovo piano di prevenzione contro i terremoti
7 Settembre 2016

Casa Italia: nuove detrazioni in edilizia, ammodernamento scuole, prevenzione idrogeologica, agibilità case popolari, messa in sicurezza delle infrastrutture, recupero delle periferie.
Dopo il devastante terremoto che il 24 agosto 2016 ha colpito il centro Italia, il Governo sta elaborando un piano pluriennale, il cosiddetto piano “Casa Italia”, al fine di garantire una rapida riqualificazione del patrimonio edilizio e la messa in sicurezza degli immobili nelle aree a rischio.
Prevenzione antisismica e detrazioni fiscali sono i punti forti del programma Casa Italia.
L’obiettivo del Governo è quello di stanziare 2 miliardi ogni anno, per una decina di anni, da destinare alla prevenzione.
Per l’avvio immediato dei primi interventi, il Consiglio dei Ministri (delibera del 25 agosto 2016), ha dato il via libera ad un primo stanziamento, pari a 50 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. I fondi stanziati servono per gestire gli interventi coordinati dalla Protezione civile; in attesa della ricognizione dei danni, le risorse serviranno a coprire le spese per i soccorsi, l’assistenza e gli interventi provvisionali strettamente necessari per le popolazioni colpite. A breve, infatti, dovrebbero essere costruiti i moduli abitativi in legno per i servizi pubblici come scuole e poi attività commerciali; solo dopo inizierà la ricostruzione vera e propria grazie ai fondi europei per le emergenze (circa 360 milioni di euro) destinati esclusivamente alle infrastrutture pubbliche: strade, uffici, scuole. Tali fondi non potranno, quindi, essere utilizzati per ricostruire le abitazioni. Pertanto, dall’Europa, più che i fondi, il Governo chiede la flessibilità nell’applicazione dei limiti al deficit.
Piano Casa Italia, in cosa consiste
Il programma Casa Italia è il piano antisismico nazionale che ha l’obiettivo di mettere in sicurezza l’intero Paese: oltre ad investimenti pubblici su edifici ed infrastrutture pubbliche, il piano prevede detrazioni fiscali a lunga scadenza per l’adeguamento antisismico degli edifici. Un piano ambizioso per il quale è stato anche consultato il celebre architetto e senatore a vita Renzo Piano in tema di ricostruzione. Il premier ha avuto un lungo incontro a Genova con Renzo Piano per un confronto su come intervenire per dare subito un alloggio ai terremotati ed avviare al più presto i cantieri per la ricostruzione di edifici pubblici e privati.
L’architetto ha ribadito la necessità di “tenere conto del territorio in cui si interviene e procedere con raziocinio“; il piano nazionale, secondo il senatore a vita, deve partire dalla messa in sicurezza di scuole e ospedali e la ricostruzione dovrebbe avvenire con cantieri leggeri, accompagnati subito da abitazioni temporanee nella zona sismica.
Per il patrimonio privato, secondo l’architetto, serve un programma di investimenti ed incentivi come quelli che sono stati dati per l’energia, i Casabonus, defiscalizzazioni, agevolazioni, sconti sull’Iva.
Di seguito i punti principali del Piano Casa Italia.
Nuove detrazioni in edilizia
Attualmente è previsto un bonus per i lavori di adeguamento antisismico degli edifici al 65% ricadenti in zona sismica 1 e 2, comprese prime case e immobili produttivi. L’intento del piano è quello di estendere il bonus al 65% a tutti gli edifici a rischio, con una rateazione fino a 20 anni. Previsto anche lo stop ai mutui per edifici terremotati ed imprese.
A parte gli incentivi per la messa in sicurezza degli edifici privati nel nuovo piano sono anche previsti interventi già in cantiere, ossia:
Ammodernamento delle scuole
Agli istituti scolastici sono destinati fondi per oltre 4 miliardi di euro destinati all’ammodernamento e alla messa in sicurezza.
Prevenzione idrogeologica
Previste somme per il piano contro il rischio idrogeologico: sono stati già stanziati progetti per 1,3 miliardi di euro.
Recupero delle periferie
Attualmente già 2 piani sono in fase attuativa per un importo di 700 milioni di euro.
Agibilità case popolari
Il Governo ha già finanziato 500 milioni di euro destinati all’agibilità di 25.000 alloggi.
Messa in sicurezza delle infrastrutture
2 miliardi di euro sono stati stanziati per la mesa in sicurezza di strade e ferrovie.

82 - Le prime immagini dei danni strutturali del sisma nel centro Italia
2 Settembre 2016

Ecco le prime immagini degli edifici danneggiati a seguito del sisma del 24 agosto, raccolti nel documento ReLUIS, con l’indicazione dei meccanismi di collasso.

Il sisma del 24 agosto 2016 di magnitudo 6.0, che ha interessato le province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia, ha provocato ingenti danni ai fabbricati, con numerosi morti e feriti.
Le attività ReLUIS (Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica) dell’Università di Napoli, sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale.
Le squadre ReLUIS hanno effettuato verifiche di agibilità su una serie di scuole ed edifici pubblici.

Il documento appena pubblicato da ReLUIS contiene le immagini degli edifici danneggiati dal sisma.
Per ogni struttura fotografata è descritto sinteticamente il meccanismo di rottura, come ad esempio:
- fessurazione diagonale per crisi a taglio di maschi murari
- fessurazione orizzontale in corrispondenza di giunzione del tetto di un edificio in muratura
- meccanismo incipiente di ribaltamento di una facciata di un edificio in muratura
- distacco della tamponatura in laterizio dal telaio in c.a.
- ribaltamento fuori dal piano di una tamponatura in laterizio in corrispondenza di una trave a ginocchio
- lesione verticale con meccanismo di ribaltamento fuori dal piano di un maschio murario

Scarica il report ReLuis

81 - Legge di stabilità 2016, il testo definitivo con la guida alle novità per l’edilizia
30 Agosto 2016

Abolizione di Imu e Tasi, sgravi Irap tagli Ires, proroga delle detrazioni fiscali in edilizia, nuovi incentivi per l’edilizia, sgravi contributivi per nuove assunzioni, nuovo regime forfettario per professionisti ed imprese, canone RAI e fondo per l’innovazione, art bonus e credito d’imposta pagamenti elettronici e POS per i professionisti.
Queste sono solo alcune delle misure previste dalla Legge di Stabilità 2016 che impattano profondamente sull’intero settore edile che risultano di particolare interesse per imprese, professionisti e cittadini.
Ricordiamo che l’iter di approvazione della legge di Stabilità 2016 ha avuto inizio in autunno con la predisposizione del DDL e la successiva approvazione del Consiglio dei Ministri, pronto per la successiva ratifica degli interventi emendativi da parte di Camera e Senato.
La legge di Stabilità 2016 è stata emanata con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale n. 302 del 30/12/2015 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 – “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato“.
In allegato un nuovo speciale contenente la legge di Stabilità 2016 PDF, completa di allegati, note e commenti a margine relativamente alle misure più interessanti.

Scarica i documenti

80 - Chi può detrarre le spese di ristrutturazione edilizia
26 Agosto 2016

Detrazioni fiscali per interventi edili: chi può detrarre le spese di ristrutturazione? Ecco l’elenco dei soggetti che possono beneficiare delle agevolazioni.
La legge di stabilità 2016 (legge n. 208/2015) ha prorogato fino al 31 dicembre 2016 sia la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico degli edifici, sia la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie.
Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016, la detrazione Irpef sale al 50%.
 
Chi può detrarre le spese di ristrutturazione
Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti soggetti a Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), anche se non residenti nel territorio dello Stato.
L’agevolazione spetta ai proprietari degli immobili su cui è effettuato l’intervento e ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.
Ecco l’elenco completo delle persone che possono detrarre le spese di ristrutturazione:
·       proprietari o nudi proprietari
·       titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
·       locatari o comodatari
·       soci di cooperative divise e indivise
·       imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
·       soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Inoltre, ha diritto alla detrazione anche il:
·       familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento
Al riguardo l’Agenzia delle Entrate (risoluzione 64/E 2016) ha recentemente chiarito che anche il convivente more uxorio (che convive con l’altra persona come se fossero sposati), nel rispetto delle condizioni previste dal richiamato art. 16-bis, può usufruire della detrazione fiscale con le stesse modalità previste per i familiari conviventi.
Ovviamente colui che intende usufruire delle agevolazione deve materialmente sostenere le spese e a lui devono essere intestati bonifici e fatture.
Ricordiamo che sono definiti familiari, ai sensi dell’art. 5 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi – dpr 917/86):
·       il coniuge
·       i parenti entro il terzo grado
·       gli affini entro il secondo grado
Inoltre, con circolare n. 20/2011 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel caso in cui la fattura e il bonifico siano intestati a un solo comproprietario, ma le spese di ristrutturazione siano state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non risulti indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta.
Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:
·       è stato immesso nel possesso dell’immobile
·       esegue gli interventi a proprio carico
·       è stato registrato il compromesso
Inoltre, può richiedere la detrazione per ristrutturazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

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79 - Fisco e casa: cessioni e locazioni
2 Agosto 2016

Guida curata dall'Area Fiscalità Edilizia dell'ANCE, edizione Giugno 2016, con la finalità di aiutare cittadini e imprese a districarsi nella complessa normativa fiscale. Costi fiscali di acquisto o locazione di immobile residenziale e agevolazioni utilizzabili.

Scarica il pdf: Fiscalità edilizia >

78 - Dieci consigli utili per i climatizzatori e il test di verifica.
15 Luglio 2016

L’Enea ha pubblicato i 10 consigli pratici sui climatizzatori, per utilizzarli in maniera intelligente e senza pesare troppo sulla bolletta. Ecco il test di verifica

Arrivano i nuovi  consigli Enea sui climatizzatori che ci consentono di sfruttare in maniera efficiente e razionale questi elettrodomestici sempre più diffusi nelle nostre abitazioni e nei nostri locali abitativi.

Spesso l’utilizzo di condizionatori in maniera inadeguata può condurre a una serie di problemi, quali ad esempio disconfort termico oppure consumo spropositato di energia elettrica.

Ecco i 10 consigli di Enea per un utilizzo corretto ed efficiente dei condizionatori d’aria.

Consiglio 1: occhio alla classe energetica

Il primo suggerimento per l’uso “intelligente” dell’aria condizionata parte dalla scelta del condizionatore: sono da preferire i modelli in classe energetica A o superiore.

Consiglio 2: preferite gli inverter

Gli apparecchi dotati di tecnologia inverter adeguano la potenza all’effettiva necessità e riducono i cicli di accensione e spegnimento e sono quindi da preferire.

Consiglio 3: approfittate degli incentivi

Per l’acquisto di una pompa di calore, se destinata a sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico, si può usufruire del cosiddetto “Ecobonus”, ossia la detrazione dall’Irpef che fino al 31 dicembre 2016 sarà del 65%, oppure del ‘Conto termico’, un incentivo che varia in funzione della dimensione dell’impianto.

Consiglio 4: attenzione alla posizione

È importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete: infatti, l’aria fredda tende a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Occorre assolutamente evitare di mettere il climatizzatore dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca.

Consiglio 5: attenzione a non raffreddare troppo l’ambiente

Due o tre gradi in meno della temperatura esterna sono sufficienti. Spesso basta attivare solo la funzione “deumidificazione”, perché è l’umidità presente nell’aria che fa percepire una temperatura molto più alta di quella reale.

Consiglio 6: ogni stanza ha bisogno del suo climatizzatore

Non è corretto installare un condizionatore potente in corridoio sperando che rinfreschi tutta casa: l’unico risultato sarà quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si passa per il corridoio andando da una stanza all’altra, perché sarà l’unico locale ad essere raffrescato.

Consiglio 7: non lasciate porte e finestre aperte

Sembra banale, ma così si evita di riscaldare l’aria all’interno.

Consiglio 8: coibentare i tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione

I tubi del circuito refrigerante se esposti direttamente al sole possono danneggiarsi. Inoltre, è bene assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta direttamente al sole e alle intemperie.

Consiglio 9: usare il timer e la funzione “notte”

Utilizzando la funzione “notte” si riesce a ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio.

Consiglio 10: occhio alla pulizia e alla corretta manutenzione

I filtri dell’aria e le ventole devono essere puliti alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane perché lì si annidano facilmente muffe e batteri dannosi per la salute. Se sono deteriorati vanno sostituiti. È importante anche controllare la tenuta del circuito del gas.

L’Enea ha anche messo a punto un test per valutare la propria preparazione in materia di uso efficiente dei condizionatori d’aria: “Sei pronto per la prova condizionatore?“; di seguito il link per accedere al test.

Clicca qui per accedere al test di valutazione

77 - Conto termico 2.0: catalogo GSE apparecchi conformi per l'accesso a incentivi
4 Luglio 2016

Conto termico 2.0: dal GSE il Catalogo aggiornato con l’elenco degli apparecchi conformi ai requisiti tecnici richiesti per l’accesso agli incentivi.
Il decreto 16 febbraio 2016, nuovo Conto termico 2.0, incentiva gli interventi di efficienza energetica e rinnovabili, con risorse pari a 900 milioni di euro (V. articolo “Nuovo Conto termico 2.0 in Gazzetta: aumentano gli incentivi“).
Tra le semplificazioni previste dal nuovo Conto termico 2.0 c’è l’introduzione del Catalogo dei prodotti prequalificati, ossia una lista di prodotti idonei con potenza termica fino a 35 kW e 50 m² per i collettori solari, per i quali si può usufruire di una procedura semiautomatica.
Il GSE ha pubblicato il nuovo Catalogo degli apparecchi domestici.
Il catalogo contiene l’elenco di tutti gli apparecchi ad uso domestico rispondenti ai requisiti di conformità contenuti negli allegati al dm 16 febbraio 2016, il cosiddetto Conto termico 2.0, in vigore dal 31 maggio 2016, al fine di semplificare la procedura di accesso agli incentivi per l’installazione di apparecchi, macchine e sistemi per la produzione di energia termica.
Il catalogo è stato compilato esclusivamente con i componenti già qualificati nelle istruttorie svolte dal GSE in applicazione del dm 28 dicembre 2012, rispondenti anche ai requisiti previsti dal dm 16 febbraio 2016 e si riferisce ai soli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione:
·       sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa, unitamente all’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW
·       installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento
 
Di seguito proponiamo un video sul Conto termico 2.0 realizzato dal GSE.
https://www.youtube.com/watch?v=xYxja8mKVFk&feature=youtu.be
 
 
Clicca qui per scaricare il Catalogo degli apparecchi domestici

76 - Requisiti per agevolazioni prima casa e abitazioni di lusso
1 Luglio 2016

Prima casa, immobili di lusso, IVA e imposta di registro: ecco la situazione attuale dopo le novità della legge di Stabilità 2016 e gli ultimi chiarimenti delle Entrate
Le imposte sui trasferimenti immobiliari e i benefici relativi alla prima casa sono disciplinati dal dpr 131/1986; la legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) ha introdotto alcune modifiche e le ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate hanno chiarito alcuni aspetti più particolari (circolare 12/E/2016, circolare 27/E/2016).
 
I requisiti per le agevolazioni prima casa
Per fruire delle agevolazioni prima casa ci sono una serie di requisiti da soddisfare:
1.    l’immobile non deve essere classificabile come “immobile di lusso”
2.    l’immobile deve essere ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza o se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquisito come prima casa sul territorio italiano. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel Comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto
3.    nell’atto di acquisto l’acquirente deve dichiarare di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare
4.    nell’atto di acquisto l’acquirente deve dichiarare di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni prima casa
Relativamente al punto 1., ossia alla classificazione dell’immobile come abitazione di lusso, il dlgs 175/2014 ha introdotto nuove regole, come vedremo di seguito.
Per quanto riguarda invece il punto 4., la legge di Stabilità 2016 ha introdotto una novità sui requisiti, prevedendo che l’agevolazione prima casa possa applicarsi anche agli acquirenti che già posseggono una prima casa, a condizione che quest’ultimo immobile sia alienato entro un anno dalla data dell’atto.
 
Come si classificano le abitazione di lusso
Le abitazioni di lusso prima del dlgs 175/2014
In passato venivano considerate abitazioni “di lusso” e quindi non beneficiarie dell’agevolazione prima casa le abitazioni che presentavano alcune caratteristiche definite degli artt. da 1 a 8 del dm agosto 1969:
·       art. 1: le abitazioni realizzate su aree destinate dagli strumenti urbanistici, adottati o approvati, a “ville”, “parco privato” ovvero a costruzioni qualificate dai predetti strumenti come “di lusso”
·       art. 2: le abitazioni realizzate su aree per le quali gli strumenti urbanistici, adottati o approvati, prevedono una destinazione con tipologia edilizia di case unifamiliari e con la specifica prescrizione di lotti non inferiori a 3000 mq escluse le zone agricole, anche se in esse siano consentite costruzioni residenziali
·       art. 3: le abitazioni facenti parte di fabbricati che abbiano cubatura superiore a 2000 m³ e siano realizzati su lotti nei quali la cubatura edificata risulti inferiore a 25 m³ v.p.p. per ogni 100 m² di superficie asservita ai fabbricati.
·       art. 4: le abitazioni unifamiliari dotate di piscina di almeno 80 m² di superficie o campi da tennis con sottofondo drenato di superficie non inferiore a 650 m²
·       art. 5: le case composte di uno o più vani costituenti unico alloggio padronale aventi superficie utile complessiva superiore a 200 m² (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine) ed eventi come pertinenza un’area scoperta della superficie di oltre sei volte l’area coperta
·       art. 6: le singole unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a 240 m² (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine)
·       art. 7: le abitazioni facenti parte di fabbricati o costituenti fabbricati insistenti su aree comunque destinate all’edilizia residenziale, quando il costo del terreno coperto e di pertinenza supera di una volta e mezzo il costo della sola costruzione
·       art. 8: le case e le singole unità immobiliari che abbiano oltre 4 caratteristiche tra quelle della tabella allegata al Decreto del 1969

Le abitazioni di lusso dopo il dlgs 175/2014
L’art. 33 del dlgs 175/2014 ha modificato i criteri per individuare le case di abitazione per le quali è possibile usufruire dell’agevolazione “prima casa” ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e dell’imposta di registro.
In particolare, per effetto delle modifiche apportate dalla citata disposizione, agli atti di trasferimento o di costituzione di diritti reali aventi ad oggetto case di abitazione (anche in corso di costruzione) classificate o classificabili nelle categorie catastali diverse dalle seguenti:
·       cat. A/1 – abitazioni di tipo signorile
·       cat. A/8 – abitazioni in ville
·       cat. A/9 – castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici
L’applicazione dell’agevolazione prima casa è, dunque, vincolata alla categoria catastale dell’immobile, non assumendo più alcun rilievo, ai fini dell’individuazione delle case di abitazione oggetto dell’agevolazione, le caratteristiche previste dal decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969, che contraddistinguono gli immobili di lusso.
 
Agevolazioni prima casa dopo la legge di Stabilità 2016
La legge di Stabilità 2016 ha ampliato il bacino di utenza per usufruire dell’agevolazione prima casa: sono agevolati, infatti, anche agli atti di acquisto per i quali l’acquirente non soddisfa il requisito n.4, ossia quello relativo al non possesso di altro immobile su territorio nazionale già acquistato con le agevolazioni prima casa.
La condizione è che qualora l’acquirente sia già in possesso di un immobile per il quale ha già goduto del beneficio prima casa, lo alieni entro un anno dalla stipula dell’atto di compravendita.
Di seguito analizziamo l’entità delle imposte sull’acquisto della casa, sia in regime IVA che in quello di imposta di registro, analizzando le agevolazioni previste qualora ricorrano i requisiti per il beneficio prima casa.
 
Immobili soggetti a imposta di registro
La cessione di abitazioni effettuata da privati, ossia da soggetti non esercenti attività d’impresa, comporta l’applicazione a carico dell’acquirente delle seguenti imposte indirette:
1.    imposta di registro
2.    imposta ipotecaria
3.    imposta catastali
In linea generale, la base imponibile dell’imposta di registro è costituita dall’importo di compravendita che risulta nell’atto di acquisto. Tuttavia è possibile ricorrere al cosiddetto regime “prezzo-valore” (legge 266/2005), ossia determinare l’imposta non sul prezzo di compravendita, bensì sul valore catastale (che generalmente è più basso del prezzo di acquisto), qualora l’acquirente dichiari tale volontà nell’atto di compravendita.
L’imposta di registro varia a seconda che l’acquirente sia in possesso o meno dei requisiti per accedere al beneficio prima casa.
Imposte senza agevolazioni prima casa
Le imposte ordinarie (qualora l’acquirente non possieda i requisiti per accedere al beneficio prima casa) sono le seguenti:
1.    l’imposta di registro è pari al 9%, con importo minimo di 1.000 euro
2.    l’imposta  ipotecaria è dovuta in misura fissa pari a 50 euro
3.    l’imposta catastale è dovuta in misura fissa pari a 50 euro
Imposte con agevolazioni prima casa
Qualora ricorrano le condizioni per accedere al beneficio prima casa, le imposte agevolate sono le seguenti:
1.    l’imposta di registro è pari al 2%, con importo minimo pari a 1.000 euro
2.    l’imposta  ipotecaria è dovuta in misura fissa pari a 50 euro
3.    l’imposta catastale è dovuta in misura fissa pari a 50 euro
Tale disciplina agevolativa si applica anche per l’atto di acquisto, se anche con atto separato, delle pertinenze classificate nelle categorie catastali C/2 (cantine), C/6 (garages) e C/7 (tettoie), nella misura massima di una pertinenza per ciascuna categoria.
Cessioni in regime IVA
In generale i trasferimenti di immobili residenziali sono soggetti a IVA se l’impresa è qualificata come costruttrice o ristrutturatrice; in caso, invece, di imprese cedenti diverse da quella costruttrice/ristrutturatrice si applica l’imposta di registro.
Il regime fiscale dei trasferimenti di unità abitative da parte di impresa costruttrice/ristrutturatrice può essere:
·       IVA obbligatoria: in caso di cessioni effettuate da imprese costruttrici, o da quelle che vi hanno effettuato interventi di recupero (restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia ed urbanistica), entro 5 anni dall’ultimazione dei lavori
·       IVA su opzione: in caso di cessioni effettuate da imprese costruttrici, dopo 5 anni dall’ultimazione dei lavori di costruzione o ristrutturazione o cessioni di alloggi sociali effettuate da qualsiasi impresa IVA su opzione (tale opzione deve essere manifestata dal venditore nell’atto)
Imposte in regime IVA prima casa
In caso di trasferimento soggetto a IVA e qualora l’acquirente abbia i requisiti per accedere ai benefici prima casa, si applicano le seguenti imposte:
1.    l’IVA è pari al 4% dell’importo di compravendita (non è applicabile il meccanismo del “prezzo-valore”)
2.    l’imposta di registro è dovuta in misura fissa pari a 200 euro
3.    l’imposta ipotecaria è dovuta in misura fissa pari a 200 euro
4.    l’imposta catastale è dovuta in misura fissa pari a 200 euro
Imposte in regime IVA per immobile non di lusso senza requisiti prima casa
In caso di trasferimento soggetto a IVA e qualora l’acquirente abbia i requisiti per accedere ai benefici prima casa, si applicano le seguenti imposte:
1.    l’IVA è pari al 10% dell’importo di compravendita (non è applicabile il meccanismo del “prezzo-valore”)
2.    l’imposta di registro è dovuta in misura fissa pari a 200 euro
3.    l’imposta ipotecaria è dovuta in misura fissa pari a 200  euro
4.    l’imposta catastale è dovuta in misura fissa pari a 200 euro
Imposte in regime IVA per immobile di lusso
In caso di trasferimento soggetto a IVA e qualora l’acquirente abbia i requisiti per accedere ai benefici prima casa, si applicano le seguenti imposte:
1.    l’IVA è pari al 22% dell’importo di compravendita (non è applicabile il meccanismo del “prezzo-valore”)
2.    l’imposta di registro è dovuta in misura fissa pari a 200 euro
3.    l’imposta ipotecaria è dovuta in misura fissa pari a 200  euro
4.    l’imposta catastale è dovuta in misura fissa pari a 200 euro
 
clicca qui per scaricare la circolare 27/E/2016
clicca qui per scaricare la circolare 12/E/2016

75 - IMU e TASI 2016: ecco la tavola sinottica con tutte le regole sulle tasse per la casa.
14 Giugno 2016


Entro il 16 giugno occorre versare l’acconto per IMU e TASI 2016, pari al 50% delle imposte calcolate con le aliquota 2015.
In questo articolo proponiamo un approfondimento sulle tasse sulla casa relative all’anno 2016 e una pratica tavola sinottica con le regole su IMU e TASI 2016.
 
IUC, IMU e TASI 2016
L’imposta unica comunale (IUC), introdotta dall’anno 2014, si basa su due presupposti impositivi:
·       il possesso di un immobile, collegato alla natura e al valore
·       la fruizione di servizi comunali
La IUC è composta da 3 elementi:
1.    imposta municipale propria (IMU), dovuta dal possessore di immobili
2.    tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, dovuta ai servizi indivisibili
3.    tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.
Le abitazioni principali sono escluse sia dall’IMU sia dalla TASI, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 che restano assoggettate a entrambe le imposte.
 
IMU
L’IMU, che ha sostituito l’imposta comunale sugli immobili (la vecchia ICI), è dovuta per il possesso di:
·       fabbricati
·       aree fabbricabili
·       terreni agricoli
L’imposta si calcola applicando alla base imponibile (valore catastale calcolato nei modi previsti dalla legge), l’aliquota deliberata dal Comune per la particolare fattispecie.
L’aliquota ordinaria fissata dalla legge per gli immobili diversi dall’abitazione principale è pari allo 0,76%, che può essere aumentata o diminuita dai Comuni, da un minimo di 0,46% a un massimo di 1,06%.
Per le abitazioni principali diverse da A/1, A/8 e A/9 l’aliquota stabilita dalla legge è pari allo 0,4%; i Comuni possono aumentarla o diminuirla, da un minimo di 0,2% ad un massimo di 0,6%.
 
TASI
La TASI grava sul possesso o sulla detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati e di aree edificabili. Non è dovuta per i terreni agricoli.
A decorrere dal 2016, le abitazioni principali (eccetto le A/1, A/8 e A/9) non sono soggette a TASI. Tale esclusione opera non solo nell’ipotesi in cui l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale dal possessore, ma anche se è l’occupante a destinare l’immobile detenuto ad abitazione principale; in tale caso, l’imposta è dovuta solo dal possessore, che la verserà nella misura percentuale stabilita dal Comune.
La TASI presenta la stessa base imponibile dell’IMU e l’aliquota stabilita dalla legge è pari allo 0,1%.
I comuni possono disporre la riduzione dell’aliquota sino all’azzeramento e introdurre specifiche agevolazioni.
La normativa prevede, inoltre, che l’aliquota TASI rispetti il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, vale a dire il 6 per mille per l’abitazione principale di categoria catastale A/1, A/8 e A/9 e il 10,6 per mille per gli altri immobili.
In sintesi i presupposti impositivi IMU e TASI possono essere schematizzati secondo la seguente tabella:

 

  IMU TASI
abitazione principale escluse A1/A/7 e A/9 non dovuta non dovuta
Abitazione principale A/1, A/8 e A/9 soggetta a imposta soggetta a imposta
altri fabbricati soggetti a imposta soggetti a imposta
fabbricati rurali strumentali non dovuta soggetta a imposta
aree fabbricabili soggette a imposta soggette a imposta
terreni agricoli soggetti a imposta non dovuta

 

Province autonome di Bolzano e Trento
L’IMU e la TASI non si applicano nella Provincia Autonoma di Bolzano e nella Provincia Autonoma di Trento. In sostituzione di tali tributi, nei comuni della Provincia Autonoma di Bolzano è stata istituita l’imposta municipale immobiliare (IMI) e in quelli della Provincia Autonoma di Trento l’imposta immobiliare semplice (IMIS).
TARI
La TARI è la tassa dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti e il relativo gettito deve assicurare la copertura integrale dei costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti stessi.
Le tariffe della TARI sono determinate dal Comune sulla base dei costi del servizio.
Nella commisurazione della tariffa per le singole categorie di utenza, il comune può seguire i criteri determinati dal “metodo normalizzato” di cui al D.P.R. n. 158 del 1999 o, in alternativa, nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga”, ripartire i costi tenendo conto delle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte.
Anche per la TARI i Comuni possono introdurre agevolazioni ed esenzioni.
 
Clicca qui per scaricare la tavola sinottica IMU e TASI 2016

74 - Il bonus IVA del 50% vale anche per l’acquisto delle abitazioni ristrutturate!
10 Giugno 2016

Il bonus IVA del 50% sull’acquisto di case in classe A e B vale anche sugli immobili ristrutturati e venduti dall’impresa di ripristino o ristrutturatrice.
La legge di Stabilità 2016, al fine di favorire la ripresa del mercato immobiliare prevede quanto segue:
“Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, si detrae dall’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, il 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto in relazione all’acquisto, effettuato entro il 31 dicembre 2016, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigente, cedute dalle imprese costruttrici delle stesse.
La detrazione di cui al precedente periodo è pari al 50% dell’imposta dovuta sul corrispettivo d’acquisto ed è ripartita in dieci quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi d’imposta successivi”.

Impresa costruttrice, interpretazione estensiva
L’agenzia delle Entrate, nella circolare 20 del 18 maggio 2016, ha fornito nuovi chiarimenti, con un’interpretazione estensiva del concetto di “impresa costruttrice”.
Secondo le Entrate, il riferimento all’impresa costruttrice, inteso in senso letterale, escluderebbe dall’ambito di applicazione della norma le cessioni poste in essere dalle imprese di ripristino o ristrutturatrici. Tuttavia, in altri contesti le imprese di ripristino o ristrutturatrici sono espressamente equiparate alle imprese edili (es. art. 10, comma 1, n. 8 bis del DPR n. 633 del 1972, concernente il regime IVA delle cessioni di immobili).
Tenuto conto, quindi, della finalità prevista dalla legge di Stabilità, l’espressione può essere intesa in senso estensivo, considerando l’impresa costruttrice come “un’impresa che applica l’IVA all’atto del trasferimento”; in tal caso, possono considerarsi tali non solo l’impresa che ha realizzato l’immobile ex novo, ma anche le imprese di ripristino o ristrutturatrici che hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di:
·       restauro e risanamento conservativo
·       ristrutturazione edilizia
·       ristrutturazione urbanistica
disciplinati dall’articolo 3, comma 1 del Testo Unico dell’edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
L’interpretazione estensiva risulta coerente con la ratio della norma, diretta a “equilibrare” il costo degli oneri fiscali delle cessioni di unità immobiliari di tipo abitativo soggette ad IVA rispetto alle medesime operazioni soggette all’imposta di registro.
Infatti, le cessioni di unità immobiliari di tipo abitativo soggette ad IVA e poste in essere dalle imprese costruttrici danno luogo ad un livello di imposizione più elevata, sia perché soggette ad aliquote di imposta più alte rispetto alle aliquote previste per l’imposta di registro sia perché determinate su base imponibile differente.
La base imponibile IVA, infatti, è costituita dal corrispettivo, mentre la base imponibile relativa alle cessioni di immobili abitativi poste in essere da soggetti privati è, nella maggior parte dei casi, costituita dal valore catastale.
In definitiva, anche per le cessioni soggette ad IVA di immobili di classe A o B da parte di imprese di ristrutturazione vale il bonus del 50% sull’IVA versata da detrarre dall’Irpef in 10 anni.
 
Clicca qui per scaricare la circolare 20/E del 18 maggio 2016

73 - Cos’è il BIM e quali sono i vantaggi nel settore delle costruzioni
5 Giugno 2016

BIM perché conviene usarlo: analizziamo le caratteristiche di questa straordinaria tecnologia ed i reali vantaggi offerti nel settore delle costruzioni
Come ormai noto, BIM è un acronimo generato dalle parole “Building Information Modeling” o “Building Information Model“, espressioni spesso usate (erroneamente) in maniera equivalente.

L’accezione originale, più corretta e universalmente accettata, è Building Information Modeling, dove la parola Modeling fa riferimento ai processi di:
·       creazione
·       archiviazione
·       gestione
·       condivisione
delle informazioni relative all’opera edile interessata dall’intervento.

Tali informazioni  sono contenute in un modello (Model) virtuale dell’opera stessa.
Parlare di BIM, quindi, non significa soltanto parlare di software, ma indica una metodica, una modalità nuova di operare mediante una tecnologia il cui valore innovativo principale risiede nella possibilità di condivisione dell’informazione e non, in primo luogo, nelle funzionalità tecniche messe a disposizione, pur se avanzate.

Ed è proprio questa nuova modalità di condivisione delle informazioni che apre un nuovo scenario operativo di tipo collaborativo, che consente di ripensare ai processi della filiera produttiva in chiave di creazione di valore, prefigurando alternative convenienti alle tradizionali modalità di lavoro.
Criticità del settore delle costruzioni
Infatti, come è ben chiaro a tutti gli operatori del settore, l’industria delle costruzioni è afflitta da criticità strutturali che ne penalizzano efficienza e produttività.
La ormai endemica difficoltà a prevedere con accettabile approssimazione i tempi realizzativi di un opera e/o a stimarne i costi, altro non è che la inevitabile conseguenza di tali criticità.

Occorre, d’altronde, sottolineare che nel settore delle costruzioni coesistono una molteplicità di specializzazioni, anche notevolmente distinte tra di loro: tale frammentazione appare evidente sia in fase di progettazione (progettisti architettonici, strutturisti, geotecnici, impiantisti, etc.) sia in fase realizzativa (imprese appaltatrici, sub-appaltatrici, artigiani, etc.), sia per quanto riguarda gli aspetti contrattuali e amministrativi, caratterizzati anch’essi da iter procedurali diversificati, spesso lunghi e/o contorti.

Il processo produttivo di tipo tradizionale evidentemente non riesce a gestire in maniera ottimale tutta questa frammentazione, generando inefficienze e perdite di valore tipiche come ad esempio:
·       perdita di parte delle conoscenze accumulate ad ogni passaggio
·       presenza di informazioni talora ridondanti
·       frequenti rilavorazioni causate da mancate condivisione di scelte progettuali o carenze da parte della committenza

Studi sulla produttività
Alcuni studi sviluppati negli USA, dove la metodologia BIM è da tempo al centro dell’interesse degli operatori, hanno cercato di valutare quantitativamente gli effettivi vantaggi offerti da questa tecnologia.
Un interessante studio, sviluppato dal CIFE (Center for Integrated Facility Engineering) della Stanford University illustra la produttività nel settore delle costruzioni negli USA confrontata con tutti i settori non agricoli (industria e costruzioni) dal 1964 al 2004.

Studio CIFE (Center for Integrated Facility Engineering) della Stanford University

In questo periodo la produttività delle industrie non agricole (comprese le costruzioni) è più che raddoppiata.
Nel contempo la produttività dei lavoratori nel settore delle sole costruzioni è stimata essere diminuita di circa il 10% rispetto a quella del 1964.
Lo studio non fornisce un’ipotesi interpretativa che motivi tale flessione, ma si sofferma sul dato, decisamente inquietante, dell’allargarsi del divario tra i due diagrammi.
L’ipotesi formulata per giustificare la progressione positiva della curva relativa all’industria manifatturiera, prende in considerazione l’effetto positivo dovuto all’affermarsi dell’automazione, dei sistemi informativi, di una migliore metodica dei sistemi di approvvigionamento e di un miglioramento dei processi collaborativi.
Tutti questi aspetti, non essendo stati ancora adeguatamente assorbiti dal settore delle costruzioni, avrebbero portato ad una sostanziale stazionarietà del trend di crescita.
Sul costo delle inefficienze nel comparto delle costruzioni è incentrata un’altra ricerca effettuata nel 2002 dal NIST (National Institute of Standard and Technology), realizzata confrontando il costo ipotetico delle costruzioni, ottenuto in uno scenario in cui il flusso di informazioni viaggi senza soluzioni di continuità e senza ridondanze, con i dati reali.



Ricerca NIST (National Institute of Standard and Technology) del 2002

I risultati, certamente significativi, sono stati attribuiti sostanzialmente a 3 aspetti:
1.    sovrastruttura del sistema (gestione dei processi inefficiente, sistemi informatici ridondanti, personale sovradimensionato)
2.    cattiva gestione dell’informazione (frequente reimputazione dei dati, o ridondanza degli stessi),
3.    costi relativi ad inefficienze del personale
Gli studi sui vantaggi offerti dal BIM
Molto interessanti sono i risultati che appaiono su una pubblicazione periodica della McGraw Hill Construction, “The business value of BIM in North America“, un’indagine sull’espansione del BIM nel mercato del nord America.


McGraw Hill Construction -The business value of BIM in North America

Tra i tanti report presenti, vi si trova un attento studio effettuato da un’affermata impresa americana, che ha analizzato 408 propri lavori eseguiti tra il 2003 e il 2009.
Lo studio ha permesso di evidenziare come i costi percentuali sostenuti a causa di varianti ascrivibili a errori progettuali, siano passati da circa il 18% nel caso di attività svolte in modalità “2D” senza l’ausilio del BIM, a circa il 2% nel caso di piena applicazione della tecnologia BIM.
Questa valutazione bene interpreta i due seguenti diagrammi, presenti sempre nello stesso documento.


Livelli di adozione del BIM in nord America

Il primo report testimonia la rilevante progressione dell’espansione dell’utilizzo del BIM negli Stati Uniti tra il 2007 e il 2012, mentre il secondo evidenzia come nello stesso periodo di tempo si sia assistito al sorpasso, nell’uso del BIM, operato dalle imprese di costruzione rispetto agli ingegneri ed architetti.
Questo dato, come dimostrato dallo studio precedentemente illustrato relativo ai 408 interventi edilizi, è senz’altro ascrivibile alla sempre più ampia presa di coscienza da parte delle imprese di costruzioni della convenienza economica derivante dall’adozione della tecnologia BIM.


In quest’ultimo diagramma, inoltre, è anche evidenziata la distribuzione percentuale della diffusione del BIM tra le imprese, in funzione della loro dimensione.
Nel mondo ci sono numerosi studi condotti su progetti pilota, differenti per dimensione e ambito operativo: tutti conducono a conclusioni analoghe circa la convenienza derivante dall’adozione della metodologia BIM. Metodologia, come detto, che non può solamente ricondursi all’uso di software specifici, ma più profondamente investe gli aspetti collaborativi tra gli attori del settore.

Naturalmente tutto parte dalla disponibilità di strumenti informatici che richiedono e favoriscono un cambio della modalità lavorativa.
 

72 - Decreto mutui, arrivano le nuove regole su clausole e rate non pagate.
31 Maggio 2016

Esproprio della casa dopo 18 rate non pagate, obbligo di informazione e clausole sul debito residuo. Ecco tutte le novità per i nuovi contratti.

Approvato dal Consiglio dei Ministri del 20 aprile 2016 il decreto mutui, il decreto legislativo che in recepimento della direttiva comunitaria 17/UE intende garantire un più elevato livello di protezione dei consumatori in merito ai contratti di credito relativi a beni immobili residenziali.

L’ambito di applicazione delle nuove norme è riferito a:
·       mutui aventi ad oggetto la concessione di credito garantito da ipoteca su un immobile residenziale
·       mutui finalizzati all’acquisto o alla conservazione del diritto di proprietà su un terreno o su un immobile edificato o progettato
Ecco in sintesi le nuove regole previste dal decreto mutui:
·       in assenza della cosiddetta clausola di inadempimento le banche possono pignorare l’immobile in maniera diretta, senza passare per le procedure di asta giudiziaria
·       il debitore diventa inadempiente solo dopo aver saltato 18 rate del mutuo (non più 7), anche non consecutive
·       la clausola di inadempimento non scatta in automatico, ma deve essere esplicitamente prevista dal contratto (il cliente può rifiutare di inserirla)
·       il pignoramento dell’immobile estingue il debito anche se il valore del bene immobile restituito (o i proventi) è inferiore al debito residuo. In sostanza, se il prezzo di vendita dell’immobile pignorato risulta essere più basso della quota di mutuo non ancora saldato alla banca, sarà quest’ultima a rimetterci la differenza, che non potrà quindi gravare sul consumatore; se invece il prezzo di vendita dell’immobile risultasse più alto del mutuo residuo, il consumatore avrà diritto a tenersi la differenza
·       la norma non è retroattiva, vale solo per i contratti futuri (il pignoramento immediato da parte della banca non riguarda mutui già in essere, nemmeno se interviene un’eventuale surroga)
·       l’assistenza di un consulente per i consumatori, qualora scelgano di inserire nel contratto di mutuo la clausola di inadempimento, diventa obbligatoria
·       gli annunci pubblicitari relativi a contratti di credito devono essere effettuati da parte dei finanziatori e degli intermediari in forma corretta, chiara e non ingannevole
·       particolare riguardo è richiesto nei casi di bisogno o di debolezza del consumatore
 
Restiamo in attesa di pubblicazione in Gazzetta del decreto legislativo.

71 - Qualità dell’aria interna, gli agenti inquinanti indoor e i loro effetti sulla salute
26 Maggio 2016

Il gas radon e le specifiche misure di sicurezza.
Continuiamo a parlare di sostenibilità nel settore delle costruzioni.

Al fine di valutare gli aspetti principali della sostenibilità legata al “sistema edificio” sono stati individuati i seguenti macro-indicatori relativi al livello di benessere interno, ovvero elementi che tengono conto dei vari aspetti legati al benessere percepito dagli occupanti all’interno del sistema edificio:
·       comfort termico
·       comfort acustico
·       comfort visivo
·       qualità dell’aria interna
·       qualità dell’acqua

In questo articolo trattiamo la qualità dell’aria come elemento di valutazione del comfort ambientale indoor.

Qualità dell’aria interna
Con il termine qualità dell’aria interna (IAQ) si intende la qualità dell’aria all’interno e intorno agli edifici e alle strutture, tenendo conto della salubrità e il comfort in relazione agli occupanti.
La qualità dell’aria interna può essere influenzata da contaminanti microbici (funghi, batteri), particelle sospese (fumi e polveri), gas (come monossido di carbonio, radon, composti organici volatili) e ogni altro elemento che possa creare condizioni negative sulla salute.

Le sostanze coinvolte nella valutazione della qualità dell’aria possono essere divise in 3 gruppi:
·       inquinanti di natura fisica: radon, fibre minerali artificiali, campi elettromagnetici non ionizzanti
·       inquinanti di natura biologica: virus e batteri, funghi e muffe, pollini, acari e bacilli
·       inquinanti di natura chimica: suddivisi al loro interno nel gruppo dei contaminanti organici (COV, componenti organici volatili) e dei contaminati inorganici, fra cui biossido e monossido di carbonio, biossido di zolfo e di azoto, ozono, etc.


Inquinanti indoor e loro effetti sulla salute

Inquinante
Livello di Esposizione
IlNO2
 
0,23 mg/mc
soglia olfattiva
 
0,14-0,5 mg/mc
turbe visione crepuscolare
0,4 mg/mc
funzionalità polmonare in soggetti compromessi
2,8-15,2 mg/mc per 15′
effetti respiratori reversibili
47-140 mg/mc per 15′60′
affezioni bronchiali e polmonari
SO2/Particolato
250-350 μ/mc
irritazione
 
 
funzionalità polmonare in soggetti compromessi
 
infezioni respiratorie
CO
4-6% COHb
capacità lavorativa
 
5-7,6% COHb
attenzione e vigilanza
7-10% COHb
cardiovascolari
20% COHb
cefalea, obnubilamento sensoriale
25% COHb
perdita dello stato di coscienza
40-70% COHb
ridotta funzionalità respiratoria, asfissia, morte
VOCS
1-10 mg/mc
irritazioni mucose
 
5-20 mg/mc
effetti neuro-comportamentali
>20 mg/mc
effetti sensoriali, neurotossici, epatotossici
Alcuni VOCS
 
tumori
Formaldeide
0,06-0,12 mg/mc
soglia olfattiva
 
0,1-1,9 mg/mc
irritazione oculare
0,1-3,1 mg/mc
irritazioni prime vie aeree
5,0-6,2 mg/mc
lacrimazione, effetti polmonari per esposizione a lungo termine
37-60 mg/mc
polmonite, edema polmonare


Per determinare le cause di cattivi odori e/o la presenza di inquinanti, spesso vengono fatte delle indagini su più livelli, attraverso fasi di ricerca e di investigazioni logiche e sequenziali.
Alcune volte tali indagini possono essere richieste solamente per verificare la qualità dell’aria senza che vi siano state specificate problematiche mentre in altri casi le analisi sono richieste in seguito a disturbi e/o sintomatologie lamentate dagli occupanti in presenza di sorgenti inquinati, o di situazioni di mancato comfort dovute all’aria indoor.
Focalizziamo la nostra attenzione su una delle cause più comuni che determina condizioni di mancato comfort e cioè la presenza nell’aria di radon.

Il radon
Il radon è un gas inodore ed incolore prodotto dal decadimento dell’uranio che si diffonde velocemente nell’ambiente mescolandosi all’aria senza interagire con le altre molecole e quindi mantenendosi puro (V. art. “Agenti inquinanti aria indoor: la guida al gas radon“).
I dati forniti da alcune statistiche relative alle cause di morte negli ambienti domestici evidenziano come la presenza del radon provochi circa 50.000 morti ogni anno in tutto il mondo, più di 1000 solo in Italia.
L’intossicazione provocata dal gas costituisce in Italia, dopo il fumo di sigaretta, la seconda causa di cancro ai polmoni. Poiché la principale fonte di radon è il suolo, esso si trova ovunque anche se non se ne avverte la presenza poiché è in basse concentrazioni. Esistono alcune zone in cui la sua concentrazione è maggiore e quindi ci sono maggiori rischi di malessere psico-fisico.
Negli ambienti aperti la presenza del gas non provoca solitamente danni gravi.
Il rischio di contaminazione può essere notevolmente ridotto attraverso la conoscenza delle mappe territoriali che segnano la presenza, l’esecuzione di specifici monitoraggi ambientali ed una corretta informazione al cittadino sulla pericolosità del gas.

I locali che generalmente possono essere maggiormente interessati da un’eventuale presenza di radon sono i piani bassi degli edifici (seminterrati e primi piani).

Qualora la presenza del gas rappresenti una seria minaccia per la salute umana allora bisogna adottare specifiche misure di sicurezza come:
·       sigillare le crepe presenti in prossimità delle fondazioni
·       prevedere opere di impermeabilizzazione sul terreno dello scantinato se è in terra battuta
·       costruire prese d’aria nei muri (tipo bocche di lupo) per favorire la circolazione dell’aria contaminata dai locali interrati verso l’esterno

In certi casi anche l’utilizzo di determinate rocce vulcaniche (come ad es. il tufo), di pozzolane e di alcuni graniti nella costruzione o nei rivestimenti interni, può essere la causa dell’aumento della concentrazione del radon all’interno degli ambienti domestici.
 

70 - Arriva il bonus per la rimozione amianto: chi beneficia delle agevolazioni?
23 Maggio 2016

Bonus per la rimozione amianto: sarà possibile usufruire di un credito di imposta pari al 50% delle spese sostenute nel 2016, da utilizzare nel triennio 2017-2019

Il collegato ambientale alla legge di Stabilità 2016 (legge 221/2015) ha previsto una serie di disposizioni per promuovere la green economy, tra cui anche il bonus per la rimozione amianto.
Il Ministero dell’Ambiente ha approvato il decreto attuativo che darà avvio al meccanismo incentivante per le bonifiche dei capannoni dalla presenza di amianto mediante credito di imposta.

Il bonus per la rimozione amianto consisterà in uno sconto (credito di imposta) pari al 50% delle spese sostenute e avrà un valore massimo di 200.000 euro per impresa (quindi su una spesa massima ammissibile di 400.000 euro).
L’importo sarà suddiviso in 3 anni a partire dal 2017.
Il credito relativo agli interventi effettuati nel 2016 sarà assegnato fino ad esaurimento fondi (che ammontano a 17 milioni di euro) secondo il meccanismo del “click day”.
La pubblicazione del decreto in Gazzetta è attesa per il mese di maggio e da giugno le imprese potranno fare richiesta.

A beneficiare del credito di imposta saranno i titolari di reddito di impresa che effettuano interventi di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive durante l’anno 2016.
Gli interventi ammessi al credito sono gli interventi di rimozione e smaltimento, anche previo trattamento in impianti autorizzati, dell’amianto presente in coperture e manufatti di beni e strutture produttive ubicati nel territorio nazionale effettuati nel rispetto della normativa ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Lo sgravio è previsto anche per le spese sostenute per consulenze professionali e perizie tecniche nel limite del 10% e comunque non oltre 10.000 euro per ciascun progetto.

69 - Guida alle detrazioni fiscali per risparmio energetico
17 Maggio 2016

Guida detrazioni fiscali per risparmio energetico: il nuovo vademecum dell’Agenzia delle Entrate del marzo 2016.

La detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, nella misura del 65%, è stata prorogata al 31 dicembre 2016 grazie alla legge di Stabilità 2016.

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

In particolare, le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per:
·       la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
·       il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi)
·       l’installazione di pannelli solari
·       la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale

Le detrazioni vengono ripartite in dieci rate annuali di pari importo.
Oltre alla proroga a tutto il 2016 la detrazione fiscale del 65% su Irpef e Ires, la legge di Stabilità 2016 ha esteso l’incentivo anche alle spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative.

La legge di stabilità 2016 ha previsto la detrazione del 65% anche per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

Inoltre, l’agevolazione è estesa anche ai seguenti interventi:
·       acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative
·       interventi realizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 dagli Istituti autonomi per le case popolari su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica

Altra novità è la possibilità per i contribuenti che si trovano nella “no tax area” (cosiddetti incapienti) di cedere il corrispondente credito all’impresa. Questa scelta può essere fatta solo per le spese sostenute nel 2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali e con le modalità stabilite dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 marzo 2016.

In allegato proponiamo la nuova guida alle detrazioni fiscali per risparmio energetico dell’Agenzia delle Entrate, aggiornata al mese di marzo 2016.
 
Clicca qui per scaricare la guida dell’Agenzia delle Entrate sulle detrazioni fiscali per il risparmio energetico

68 - Comfort visivo e illuminazione interna, come migliorare il benessere interno.
12 Maggio 2016

Il benessere interno è dato non solo dal comfort termico ed acustico (come visto nei precedenti articoli), ma anche dal comfort visivo, ossia dallo stato in cui una persona può svolgere nel miglior modo possibile i diversi compiti all’interno di un’abitazione.
L’illuminazione all’interno di un ambiente, sia essa artificiale o naturale, è considerata la principale responsabile del comfort visivo; un’inadeguata illuminazione causa sensazione di malessere generale e stanchezza agli occhi.
L’illuminazione di un ambiente deve svolgere fondamentalmente tre funzioni:
·       sicurezza: deve consentire lo svolgimento dell’attività ed il movimento in condizioni di sicurezza
·       prestazione: deve consentire lo svolgimento del compito visivo in condizioni ottimali
·       comfort: deve garantire un ambiente interno confortevole
Sin dalla fase progettuale è opportuno prevedere adeguati livelli di comfort visivo, definendo attentamente:
·       la collocazione, l’orientamento e le dimensioni dell’edificio
·       l’ubicazioni delle finestre
·       il controllo delle riflessioni e degli abbagliamenti
·       la previsione di schermature
 
Illuminazione naturale
La luce migliore è quella naturale, perché riproduce i colori fedelmente, giova al benessere psicofisico delle persone ed è gratuita.
L’illuminazione naturale costituisce una risorsa importante per la progettazione e la realizzazione di edifici energeticamente sostenibili e qualitativamente confortevoli. Inoltre, un’adeguata illuminazione diurna ed un’integrazione ottimale di luce naturale/artificiale possono contribuire in maniera significativa al risparmio energetico negli edifici.
Nel contempo, però, una disponibilità di luce naturale particolarmente elevata in un ambiente chiuso può creare alcuni svantaggi; ad esempio, per le condizioni climatiche, un elevato irraggiamento comporta un incremento notevole dei carichi frigoriferi e quindi un conseguente incremento del fabbisogno energetico in fase di climatizzazione. Bisogna quindi prevedere adeguati sistemi di ombreggiamento per il periodo estivo.
Il confort visivo, in linea generale, dipende da:
·       livello di illuminamento
·       livello di abbagliamento
 
Illuminamento
L’illuminamento è una grandezza fotometrica risultato del rapporto tra il flusso luminoso (misurato in lumen) emesso da una sorgente e la superficie dell’oggetto illuminato.
E’ quindi una grandezza che fa riferimento all’oggetto illuminato e non alla sorgente.
L’illuminamento è massimo quando la superficie è disposta perpendicolarmente ai raggi luminosi e diventa nullo quando i raggi sono paralleli alla superficie. L’unità di misura dell’illuminamento è il lux, che corrisponde all’illuminamento prodotto su una superficie perpendicolare ai raggi da una sorgente posta a 1 metro di distanza e che abbia l’intensità luminosa di una candela.
Tra le principali norme di riferimento citiamo la UNI 11630 e la UNI EN 12464.
Generalmente i valori di illuminamento si considerano in corrispondenza di determinati piani di riferimento a seconda dell’ambiente considerato, dove il piano di riferimento può essere quello corrispondente all’altezza di un tavolo o di una scrivania, generalmente a circa 90 cm dal pavimento o lo stesso piano del pavimento per quanto riguarda le zone di transito o passaggio quali ingressi, disimpegni, corridoi e simili.

Di seguito proponiamo una tabella con i valori di illuminamento consigliati.

Abitazioni
·       salotto – 150-200 lux
·       soggiorno – 150-200 lux
·       cucina – 200-250 lux
·       camera da letto – 100-150 lux
·       zona di lettura – 300 lux
·       bagno – 100-150 lux
·       corridoi, scale – 50-100 lux
·       garage, cantine, solai – 50-100 lux

Uffici
250-500 lux
Scuole
250-500 lux
Negozi
250-500 lux
Grandi magazzini
500-1000 lux
 
Rapporto aero-illuminante e fattore di luce diurna
Per garantire una buona qualità di luminosità all’interno delle abitazioni, la dimensione delle finestre dovrebbe corrispondere al 10% – 12% di quella del pavimento.

In particolare, la normativa nazionale (dm 5 luglio 1975) stabilisce un fattore medio di luce diurna non inferiore al 2% e una superficie apribile non inferiore a 1/8 della superficie calpestabile. Entrambi i fattori determinano il rapporto aero-illuminante che deve assicurare due condizioni: luce e ricambio d’aria sufficiente all’interno dei locali.

Ciò significa che, in una stanza di dimensioni 5 m x 4 m, le finestre dovrebbero avere una superficie vetrata pari a 2 m² (NB: la luminosità non cresce proporzionalmente con l’aumento della dimensione delle finestre: raddoppiando la superficie vetrata, la luminosità aumenterà solo del 60% circa).

Il comfort visivo dipende non solo dal livello dell’illuminamento interno, ma include anche il rapporto visivo che si ha tra l’interno verso l’esterno. Pertanto le finestre non solo devono procurare la luce necessaria per svolgere un’attività, ma anche consentire la vista dell’esterno.

Indipendentemente dal rispetto dei rapporti aero-illuminanti di legge, il fattore più indicativo del livello di illuminazione naturale di un ambiente interno è il fattore di luce diurna: esso esprime il rapporto fra l’illuminamento in un punto all’interno dell’edificio e quello che si avrebbe in assenza dell’edificio stesso.
Quindi è evidente che il fattore di luce diurna (DF) serve anche a dimostrare se le scelte progettuali sono state più o meno corrette per lo sfruttamento della luce naturale esterna.

Nel caso di residenze il DF può assumere i seguenti valori minimi:
·       per saloni e stanze dove si svolgono attività continue: DF superiore a 1% su almeno metà della superficie
·       per stanze da letto: DF superiore a 0,5% su almeno metà della superficie
·       per cucine: DF superiore a 2% su almeno metà della superficie

67 - Proroga pagamento aiuti alle imprese agricole.
10 Maggio 2016

La Regione Emilia-Romagna, attraverso un comunicato stampa, ha reso noto che la Commissione Europea ha stabilito di prorogare fino al 31 dicembre 2018 i termini per il pagamento degli aiuti compensativi per la ricostruzione delle imprese agricole danneggiate dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.
Ciò dovrebbe comportare, di conseguenza, una proroga delle scadenze previste dalle varie ordinanze per il termine di fine lavori e per presentare la rendicontazione delle spese per le stesse imprese agricole.
Nelle prossime settimane il Commissario Bonaccini dovrebbe, alla luce di questa novità, emanare una apposita ordinanza per fissare modi e tempistiche che regolino nel dettaglio la ricostruzione delle imprese agricole.

Collegamento al link

66 - Stime immobiliari OMI
4 Aprile 2016

Sono state pubblicate le nuove quotazioni OMI (l’Osservatorio del Mercato Immobiliare) secondo semestre 2015, per la stima di fabbricati residenziali e non residenziali
I nuovi valori della banca dati OMI sono riferiti al secondo semestre 2015 e sono in vigore dal 15 marzo 2016.
La banca dati OMI definisce per ciascuna zona omogenea (zona OMI) un intervallo di valori di riferimento a metro quadro, da un minimo ad un massimo, per tipologia immobiliare (abitazioni civili, abitazioni economiche, etc.).
I valori sono espressi in euro a metro quadro per i seguenti immobili:
·       immobili a destinazione residenziale
·       immobili a destinazione commerciale
·       immobili a destinazione  terziaria e produttiva
Sono inoltre riportati i valori minimi e massimi per la locazione, espressi in euro al metro quadro al mese.
I valori proposti dalla banca dati OMI fanno riferimento ad unità immobiliari in condizioni ordinarie, con espressa esclusione degli immobili di particolare pregio (o degrado) o che comunque presentano caratteristiche non ordinarie per la zona di appartenenza.

Quotazioni immobiliari OMI
 
Da sottolineare che nell’ambito dei processi estimativi le quotazioni OMI non possono intendersi sostitutive della stima puntuale, in quanto forniscono indicazioni di valore di larga massima. Solo la stima effettuata da un tecnico professionista può rappresentare e descrivere in maniera esaustiva e con piena efficacia l’immobile e motivare il valore da attribuirgli.
 
Clicca qui per accedere alle quotazioni OMI

65 - Come si misura il comfort termico e il benessere interno di un’abitazione?
1 Aprile 2016

Benessere interno dell’edificio e comfort termico, l’analisi dei macro-indicatori PMV e PPD per la valutazione della qualità degli ambienti
La valutazione della sostenibilità nel settore delle costruzioni coinvolge principalmente 2 aspetti:
·       livello di benessere interno, ossia legato alla qualità dell’ambiente interno dell’edificio
·       livello di sicurezza, ossia legato alle prestazioni strutturali dell’edificio, capaci di garantire un determinato livello di sicurezza degli occupanti
Si considera il livello di benessere interno attraverso l’individuazione di indicatori specifici che tengono conto dei vari aspetti legati al benessere percepito dagli occupanti.
 
Macro-indicatori di benessere interno
Durante la fase progettuale, costruttiva e di esercizio di un edificio è di fondamentale importanza perseguire il raggiungimento di una buona qualità ambientale dei locali interni dell’edificio stesso, affinché gli occupanti possano abitare/operare in una situazione di totale benessere.
Il benessere dell’occupante può essere generalmente ricondotto alla valutazione di 4 macro-aree di interesse:
1.    comfort termo-igrometrico
2.    comfort visivo
3.    comfort acustico
4.    comfort respiratorio-olfattivo
 
Dall’analisi svolta sui diversi protocolli di valutazione sulla sostenibilità più diffusi nell’ambito dell’edilizia, sono stati individuati una serie di macro-indicatori utilizzati nell’analisi della qualità degli ambienti interni.
Lo schema successivo riporta un elenco dei macro-indicatori individuati per i protocolli descritti nell’articolo precedente.


 

 
Indicatori del benessere interno individuati da vari protocolli internazionali
 
Comfort termico
In questo articolo analizziamo gli indicatori relativi al comfort termico.
La norma UNI-EN-ISO 7730:2006 definisce il comfort termico come: “Quella condizione mentale di soddisfazione nei riguardi dell’ambiente termico“.
I fattori che determinano la qualità dell’ambiente termo-igrometrico in uno spazio confinato sono principalmente riconducibili a:
·       caratteristiche termiche degli elementi di confine (l’involucro edilizio)
·       sorgenti di calore e di vapore presenti all’interno
·       clima esterno
·       caratteristiche dell’impianto di climatizzazione
·       attività svolta
Il dato finale da valutare è il grado di benessere percepito dagli occupanti nello spazio considerato, ovvero il grado di comfort termico. Questo può essere determinato grazie a principi teorici e a metodi di misura per la previsione della sensazione termica percepita dalle persone.
La temperatura di comfort (tco) è definita come la temperatura equivalente alla quale una persona si sente a suo agio dal punto di vista termico.
La sensazione di comfort, in un dato ambiente, è determinata con l’equazione del benessere:
M – W = E + Cresp + (R+C)
·       M= metabolismo
·       W= lavoro meccanico
·       Cresp= flusso termico ceduto attraverso la respirazione
·       R, C= flussi termici scambiati per convenzione ed irraggiamento
·       E= flusso termico ceduto dal corpo umano per evaporazione
Poiché lo stesso ambiente può provocare leggere sensazioni di benessere o malessere, in base ad esempio, all’abbigliamento degli occupanti, per raggiungere un risultato più oggettivo possibile, si tiene conto anche dell’indice PMV che rappresenta il valore medio delle valutazioni soggettive di un gruppo di persone in un dato ambiente ed è valutato secondo una scala di sette punti: da -3 molto freddo a +3 molto caldo; lo zero rappresenta la neutralità termica.

 



Anche quando l’indice PMV è pari a zero, ci sarà ancora qualcuno insoddisfatto del livello di temperatura poiché la valutazione del comfort differisce sempre da individuo ad individuo.
Per prevedere quante persone sono insoddisfatte in un determinato ambiente termico, è stato introdotto l’indice PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied). Nel valutare l’indice PPD vengono insoddisfatte le persone che votano -3, -2, +2, +3 sulla scala del PMV. Per raggiungere i suddetti livelli di comfort termico è necessario quindi garantire un’adeguata temperatura dell’aria, in inverno ed in estate, con bassi consumi energetici, favorendo la zonizzazione termica attraverso sistemi di controllo utente che consentono la regolazione indipendente di riscaldamento/raffrescamento all’interno dell’edificio, nonché di sistemi di costruzione capaci di mantenere livelli accettabili di umidità relativa all’interno degli edifici durante le stagioni calde.





Relazione tra i valori di PMV e PPD

64 - Detrazione iva su acquisto abitazione
29 Marzo 2016

Buone notizie per costruttori e acquirenti: fino al 31 dicembre 2016 le persone fisiche possono usufruire della detrazione Iva per l’acquisto della casa.
La legge di Stabilità 2016 ha previsto che i contribuenti in qualità di persone fisiche possono detrarre dall’Irpef il 50% dell’IVA versata per l’acquisto di unità immobiliari di classe energetica A o B, effettuato entro il 31 dicembre 2016.
In particolare, il comma 56 della legge di Stabilità 2016 prevede che:
“si detrae dall’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, il 50 per cento dell’importo corrisposto per il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto in relazione all’acquisto, effettuato entro il 31 dicembre 2016, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigente, cedute dalle imprese costruttrici delle stesse. La detrazione è pari al 50 per cento dell’imposta dovuta sul corrispettivo d’acquisto ed è ripartita in 10 quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi d’imposta successivi”.

Le abitazioni agevolate sono gli immobili a destinazione residenziale ricadenti nella categoria catastale gruppo A (escluso A/10 – uffici). Ovviamente devono essere soggette ad Iva e quindi essere cedute dall’impresa costruttrice al privato.
Sono agevolati anche gli acquisti di abitazioni cosiddette di lusso (cioè quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9). L’agevolazione spetta anche agli immobili di pertinenza dell’abitazione agevolata, cioè quelli rientranti nelle categorie catastali C/2 (cantine, soffitte, magazzini), C/6 (autorimesse, rimesse, scuderie) e C/7 (tettoie chiuse o aperte), generalmente, messi a servizio dell’immobile abitativo.
Le unità immobiliari devono essere di classe energetica A oppure B.
Non è necessario che si tratti di prima casa o abitazione principale: la detrazione è possibile sia in caso di Iva al 4% (prima casa) che Iva al 10% (seconda casa non di lusso) che di Iva al 22% (abitazione di lusso).
Come già detto, la casa deve essere soggetta ad Iva, che è obbligatoria in caso di compravendita nei seguenti casi:
· l’impresa costruttrice (o ristrutturatrice) cede i fabbricati abitativi entro 5 anni dalla fine dei lavori
· dopo 5 anni dalla conclusione dei lavori, purché l’impresa abbia manifestato espressamente l’opzione per la relativa imposizione.
L’Agenzia delle Entrate, in occasione di Telefisco 2016, ha chiarito che la detrazione spetta a prescindere dalla data di fine lavori, anche se la fine dei lavori è avvenuta da tempo. Deve trattarsi di immobili nuovi, per i quali non sia intervenuto un acquisto intermedio, che vengono venduti direttamente dalle imprese costruttrici.
Inoltre, il bonus spetta anche nel caso in cui l’impresa costruttrice cedente abbia precedentemente concesso in locazione l’unità immobiliare da lei costruita, mentre sono escluse, invece, le abitazioni vendute da imprese che hanno solo eseguito lavori di recupero edilizio (Agenzia delle Entrate, Telefisco 2016).
I soggetti agevolati
Essendo una detrazione ai fini dell’Irpef, sono agevolate solo le persone fisiche.
Condizioni
La detrazione è pari al 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’Iva e deve essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui è stata versata l’Iva.
Requisiti
L’atto di compravendita e il pagamento dell’Iva devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2016 e dopo il primo gennaio 2016 (ossia dall’entrata in vigore delle legge di Stabilità 2016).

Scheda di sintesi

Ambito soggettivo - contribuenti persone fisiche, in quanto trattasi di detrazione Irpef
Condizioni
necessarie - pagamento dell’Iva avvenuto tra il 1° gennaio ed 31 dicembre 2016 (salvo proroghe)
- trasferimento effettuato direttamente dall’impresa che lo ha costruito
- immobile a destinazione residenziale Categoria A (escluso A/10)
- unità immobiliare di classe energetica A o B
Misura
 del bonus § detrazione Irpef pari al 50% dell’IVA da ripartire in 10 quote annuali di pari importo
Cumulabilità con altre agevolazioni La detrazione è cumulabile (fino al raggiungimento dell’Irpef dovuta) con gli altri bonus casa:
· agevolazioni prima casa
· detrazione 50% per ristrutturazione
· detrazione 65% sicurezza antisismica
· bonus 65% efficienza energetica
· bonus mobili 50%
· bonus mobili giovani coppie 50%

 

Scarica il pdf: Detrazione IVA su acquisto abitazione

 

63 - Ristrutturazione edilizia e agevolazioni fiscali, la nuovissima guida dell’Agenzia delle Entrate
15 Marzo 2016

Le Entrate pubblicano la nuova guida alle agevolazioni fiscali per ristrutturazione edilizia (dizione marzo 2016), con aggiornamenti su interventi in zona sismica, condomìni minimi, acquisto immobile ristrutturato, bonus mobili.
La legge di Stabilità 2016 ha esteso a tutto il 2016 la detrazione fiscale del 50% delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia, così come disciplinato dall’art. 16-bis del dpr 917/86 (Testo unico
delle imposte sui redditi).

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuovissima guida alle agevolazioni fiscali per ristrutturazione edilizia, ove sono contenute le nuove disposizioni e una serie di chiarimenti, tra cui:
·       agevolazione per i condomìni minimi
·       maggiore detrazione (Irpef e Ires) per gli interventi su edifici in zone sismiche ad alta pericolosità
·       detrazione Irpef per acquisti di immobili ristrutturati
·       agevolazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici

Condomìni minimi
I condomìni che, non avendone l’obbligo, non hanno nominato un amministratore e non possiedono un codice fiscale, possono ugualmente beneficiare della detrazione per i lavori di ristrutturazione delle parti comuni . Con la circolare n. 3/E del 2 marzo 2016, l’Agenzia delle Entrate ha infatti precisato che:
·       il pagamento deve essere sempre effettuato mediante l’apposito bonifico bancario/postale (sul quale è operata la ritenuta d’acconto da parte di banche o Posta)
·       in assenza del codice fiscale del condominio, i contribuenti possono inserire nei modelli di dichiarazione le spese sostenute riportando il codice fiscale del condomino che ha effettuato il bonifico
Il contribuente dovrà dimostrare, in sede di controllo, che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio. Se per la presentazione della dichiarazione si rivolge a un Caf o a un intermediario abilitato, è tenuto ad esibire, oltre alla documentazione generalmente richiesta, un’autocertificazione che attesti i lavori effettuati e che indichi i dati catastali degli immobili del condominio.

Detrazione per interventi in zone sismiche
Fino al 31 dicembre 2016 è prevista una detrazione più elevata per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive. In particolare, la detrazione viene elevata al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016. L’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro.

Detrazioni per acquisto immobili ristrutturati
È prevista una detrazione Irpef anche per gli acquisti di fabbricati, a uso abitativo, ristrutturati. In particolare, la detrazione si applica nel caso di interventi di ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedono, entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori, alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
Anche questa detrazione è stata elevata dal 36% al 50% quando le spese per l’acquisto dell’immobile sono sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2016 e spetta entro l’importo massimo di 96.000 euro (invece che 48.000 euro).
Dal 2017, infine, la detrazione ritornerà alla misura ordinaria del 36% su un importo massimo di 48.000 euro.
L’acquirente o l’assegnatario dell’immobile dovrà comunque calcolare la detrazione (del 50% o 36%), indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione.

Scarica il pdf: Guida ristrutturazioni edilizie (Marzo 2016)

62 - Quali sono i documenti da conservare per non perdere le detrazioni fiscali in caso di ristrutturazione edilizia o manutenzione?
7 Marzo 2016

La detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16 -bis del dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).
Nel provvedimento si prevede che dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 50% (per tutto il 2016) delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro (per tutto il 2016) per unità immobiliare, sostenute sulla base di un titolo idoneo, per i seguenti interventi:
1.    interventi previsti dall’art. 3 lett. a) b), c) e d) del dpr 380/2001 (testo unico edilizia) effettuati sulle parti comuni, ossia interventi di
·     manutenzione ordinaria
·     manutenzione straordinaria
·     restauro e risanamento conservativo
·     ristrutturazione edilizia
2.    interventi previsti dall’art. 3  lettere b), c) e d) del dpr 380/2001 effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze, ossia interventi di
·     manutenzione straordinaria
·     restauro e risanamento conservativo
·     ristrutturazione edilizia
3.    interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi
4.    interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune
5.    interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche
6.    interventi relativi alla prevenzione del rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi
7.    interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico
8.    interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia
9.    interventi relativi all’adozione di misure antisismiche
10. interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici
 
Sono detraibili anche le spese di progettazione e quelle per prestazioni professionali connesse all’esecuzione delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici.
La detrazione è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.
Da sottolineare, inoltre, che fino al 31 dicembre 2016 è prevista una detrazione del 65% (in luogo di quella del 50%) per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive.
Ma qual’è la documentazione da conservare ed esibire in caso di accertamento da parte dell’Agenzie delle Entrate?
Detrazione 50%, adempimenti e documentazione da conservare
Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati semplificati e ridotti rispetto al passato.
In particolare, dal 14 maggio 2011 è stato soppresso l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate e quello di indicare esplicitamente il costo della manodopera nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.
E’ sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi:
·       i dati catastali identificativi dell’immobile
·       gli estremi di registrazione del contratto di affitto, se i lavori sono effettuati dall’inquilino
·       
 
Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici dell’Agenzia delle Entrate i seguenti documenti (2 novembre 2011):
-   fatture relative agli interventi
-   ricevute dei bonifici (bancari o postali), da cui risultino:
·                         numero della fattura di riferimento
·                         causale del versamento contenente la norma per le agevolazioni, ossia art.16-bis dpr 917/1986
·                         codice fiscale del beneficiario o dei beneficiari della detrazione
·                         codice fiscale o numero di partita Iva del destinatario del pagamento
-   comunicazione all’ASL, se necessaria, con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione, contenente le seguenti informazioni:
·                         generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi
·                         natura dell’intervento da realizzare
·                         dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione
·                         data di inizio dell’intervento di recupero
-   domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
-   ricevute di pagamento delle imposte comunali (ICI – IMU – TASI), se dovute
-   delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori per gli interventi su parti comuni e  tabella millesimale di ripartizione delle spese
-   dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
-   titoli abilitativi
-   necessari per l’intervento (permesso di costruire, DIA, SCIA, CIL, CILA) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrino tra quelli agevolabili
 
Questi documenti potrebbero essere richiesti dall’Agenzia delle Entrate in caso di accertamento e verifiche.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.
Quando si perde la detrazione del 50%

La detrazione non è riconosciuta e di conseguenza l’importo fruito viene recuperato dall’Agenzia delle Entrare, nei seguenti casi:
-   non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria
-   il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste
-   non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate
-   non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa da quella che richiede la detrazione
-   le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie comunali
-   sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi. Per queste violazioni il contribuente non perde il diritto all’agevolazione se è in possesso della dichiarazione di osservanza delle suddette disposizioni resa dalla ditta esecutrice dei lavori

Scarica il pdf: Ristrutturazione edilizia - documenti da conservare

61 - Guida definitiva ai serramenti: trasmittanza infissi, taglio termico, trattamento basso emissivo
26 Febbraio 2016

La scelta di serramenti opportuni è un’operazione di fondamentale importanza nella progettazione termica degli edifici, sia in caso di realizzazione di nuovi edifici che in quello di riqualificazione energetica.
Attraverso le finestre avvengono durante tutto l’arco dell’intera giornata importanti scambi energetici, che consistono in apporti e dispersioni in grado di influenzare il bilancio energetico dei fabbricati. La progettazione termotecnica dell’edificio implica la scelta dei serramenti esterni con l’obiettivo, a seconda dell’ubicazione del fabbricato, dell’esposizione e della latitudine, di ridurre i consumi globali derivanti dall’esercizio durante tutto il periodo dell’anno.
Scegliere la tipologia di infissi da installare comporta l’individuazione del giusto compromesso tra alcuni fattori quali:
·       isolamento termico
·       isolamento acustico
·       sicurezza
·       estetica
·       durata
La funzione dei serramenti
I serramenti svolgono un ruolo fondamentale per quanto riguarda il comfort degli ambienti interni; essi infatti devono soddisfare una serie di requisiti legati a varie esigenze, quali:
·       illuminazione: i vetri dei serramenti permettono alla luce di entrare nei nostri ambienti per consentirci di sfruttarla secondo le nostre esigenze; è compito del progettista definire la giusta superficie vetrata in funzione della dimensione del vano e della sua destinazione d’uso, al fine di garantire il corretto rapporto aeroilluminante luce/superficie del vano
·       tenuta alle intemperie: il serramento deve proteggere gli interni da intemperie, vento, pioggia e neve; la protezione dagli agenti atmosferici è la funzione fondamentale per contenere i costi di riscaldamento e condizionamento e per proteggere l’ambiente interno da impurità e sostanze inquinanti, rendendolo così pulito, vivibile e sano
·       resistenza meccanica: i serramenti devono avere una buona resistenza meccanica e resistere alle varie sollecitazioni, in particolare a quelle dovute al vento e agli agenti esterni
·       isolamento termico: devono fornire buone prestazioni energetiche al fine di garantire comfort termico all’interno dell’unità immobiliare, contenendo i costi per il riscaldamento e il condizionamento
·       ventilazione: ogni locale occupato da persone deve essere costantemente areato; la finestra ha lo scopo di assicurare i giusti ricambi d’aria per il benessere di chi occupa i locali. In particolare gli infissi devono soddisfare esigenze di ventilazione o di microventilazione con l’obiettivo di garantire:
o   il ricambio d’aria per riossigenare e rendere efficiente la respirazione delle persone
o   l’allontanamento dell’anidride carbonica emessa dall’uomo e dell’eventuale ossido di carbonio generato dalle fiamme
o   la diluizione di odori generati dalle persone, dal fumo prodotto dalle sigarette o dai contaminanti che derivano dalla cottura, dal lavaggio e dalle altre attività domestiche
o   la diminuzione dell’umidità dell’aria per evitare la condensa e la formazione delle muffe
·       sicurezza: i serramenti devono garantire la giusta sicurezza nei confronti dell’eventuale ingresso da parte di malintenzionati e/o animali
·       estetica: gli infissi devono soddisfare anche esigenze estetiche, per garantire il decoro e la bellezza dei locali interni; esiste una vasta gamma di colori e finiture in grado di coprire qualsiasi richiesta
·       isolamento acustico: gli infissi devono proteggere gli occupanti dai rumori proveniente dall’ambiente esterno
In allegato proponiamo un nuovo Speciale di BibLus-net dedicato ai serramenti, con approfondimenti su :
·       materiali
·       caratteristiche termiche
·       tipologie di vetro
·       trattamento dei vetri
·       valori caratteristici di trasmittanza

Scarica il pdf: Guida ai serramenti

60 - Bonus mobili, l’Agenzia delle Entrate aggiorna la guida con le risposte ai quesiti più frequenti
24 Febbraio 2016

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida fiscale in materia di bonus mobili ed elettrodomestici.
Anche nel 2016 infatti, i contribuenti che ristrutturano la casa o attuano un intervento di manutenzione straordinaria (oppure ordinaria sulle parti comuni) possono beneficiare del bonus fiscale sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici.
La vera novità è che possono ottenere il beneficio fiscale anche le giovani coppie fino a 35 anni, sposate o di fatto, che comprano la prima casa, come previsto dalla legge di Stabilità 2016.
Restano, invece, immutate le condizioni del bonus mobili per gli immobili oggetto di ristrutturazione agevolata: detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di spesa pari a 10.000 euro, per mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.
Guida bonus mobili, i quesiti più frequenti
All’interno della guida dell’Agenzia delle Entrate sono state riportate una serie di domande ricorrenti, con le relative risposte.
Eccone alcune:
D. Posso usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici se ho realizzato un intervento di riqualificazione energetica dell’edificio, per il quale è prevista la detrazione del 65%?
R. Gli interventi per i quali si usufruisce della detrazione del 65%, finalizzati al risparmio energetico (per esempio, l’installazione di pannelli solari, la sostituzione impianti di climatizzazione invernale, la riqualificazione energetica di edifici esistenti), non consentono di ottenere la detrazione per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
D. Ho diritto alla detrazione se acquisto dei mobili all’estero, documentando la spesa con fattura e pagando con carta di credito o di debito?
R. Se si possiede la documentazione richiesta dalla legge e si eseguono i medesimi adempimenti previsti per gli acquisti effettuati in Italia, non esistono motivi ostativi ai fini della fruizione della detrazione.
D. Le spese sostenute da un contribuente deceduto per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere portate in detrazione, per le quote non ancora fruite, dall’erede che conserva la detenzione materiale dell’immobile?

Scarica il pdf: Guida bonus mobili - Gennaio 2016

59 - Speciale Enea 100 anni ingegneria sismica
22 Febbraio 2016

Speciale Enea 100 anni ingegneria sismica: dal terremoto di Avezzano alle moderne tecnologie per la sicurezza antisismica. L’Italia in testa per la sicurezza di edifici monumentali
In occasione del centenario del devastante terremoto di Avezzano del 1915, a seguito del quale rimase in piedi una sola casa e ci furono ben 30.000 vittime e la distruzione di circa 20 centri abitati, l’Enea ha pubblicato lo speciale “100 anni di ingegneria sismica“.
Nel documento vengono ricordati i terremoti che in questo secolo si sono susseguiti in varie parti d’Italia:
·       Irpinia 1980
·       San Giuliano di Puglia 2002
·       Aquila 2009
·       Emilia 2012
e viene esposto lo stato dell’arte sul tema con riferimento agli aspetti tecnico-scientifici.
Vengono affrontate le problematiche inerenti alla pericolosità sismica, all’indagine storica, all’analisi dei danni dovuti ai recenti terremoti e, soprattutto, alle moderne tecnologie antisismiche per quel che riguarda la progettazione di nuove costruzioni e l’adeguamento di quelle esistenti.
Dopo rapidi richiami sul concetto di “sicurezza abitativa” in relazione ai terremoti, viene riportato il quadro delle norme tecniche per le costruzioni in zona sismica a partire dal Regio Decreto n. 193 del 18 aprile 1909, che già conteneva importanti concetti tuttora alla base del buon costruire in zona sismica, alle vigenti Norme tecniche per le costruzioni NTC 2008 (Dm 14 gennaio 2008), attualmente in fase di revisione.
Il documento illustra, inoltre, i dispositivi antisismici e le moderne tecnologie in tema di sicurezza sismica; al riguardo l’Enea ha evidenziato che l’Italia è così classificata:
·       prima in assoluto per dispositivi antisismici a tutela degli edifici monumentali (come i basamenti antisismici sotto i bronzi di Riace)
·       prima in Europa per l’applicazione dell’isolamento e della dissipazione di energia a edifici, ponti e viadotti  (solo all’Aquila sono oltre un centinaio i nuovi edifici così isolati)
·       quinta classificata a livello mondiale per numero di strutture protette da sistemi antisismici (vi sono oltre 400 edifici dotati di dispositivi antisismici)
 
Tuttavia,  rivela che “oltre il 70% dell’edificato attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo, comprese scuole, ospedali e molti altri edifici strategici”.
Ecco in dettaglio gli argomenti analizzati nel documento:
·       Considerazioni progettuali associate alla risposta di isolatori sismici e dissipatori di energia a scala reale
·       Progettare in zona sismica nel terzo millennio: le moderne tecnologie
·       Danneggiamento e recupero degli edifici storici: l’esperienza dell’Aquila
·       Nuove frontiere della sperimentazione in Europa: il laboratorio CERISI dell’Università di Messina
·       Comportamento sperimentale e modellazione numerica di dispositivi di isolamento sismico: l’Incidente Probatorio per i dispositivi del Progetto C.A.S.E. a L’Aquila
·       L’isolamento sismico degli impianti a rischio di incidente rilevante
·       Isolare conviene: valutazioni su un edificio di nuova costruzione
·       Applicazione dell’isolamento sismico per il miglioramento sismico degli edifici danneggiati dal terremoto aquilano

Scarica il pdf: Speciale Enea rischio sismico

58 - Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali.
5 Febbraio 2016

Ecco la guida delle Agenzia delle Entrate
·  gli aggiornamenti più recenti
·  proroga della maggiore detrazione Irpef per le spese di ristrutturazione
·  agevolazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici
·  maggiore detrazione (Irpef e Ires) per gli interventi su edifici in zone sismiche ad alta pericolosità
·  detrazione Irpef per acquisti di immobili ristrutturati
 
clicca qui per scaricare la guida

57 - Legge di stabilità 2016: novità sugli immobili.
19 Gennaio 2016

La Legge 208/2015 (Legge di Stabilità 2016) ha previsto diversi interventi di favore sugli immobili. Nella presente news si fornisce una prima analisi degli interventi di maggior interesse, con riserva di tornare sulle singole misure con ulteriori commenti.
 
Il comma 74 proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2016, la possibilità di fruire della detrazione maggiorata per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (detrazione Irpef nella misura del 50%, da calcolare su un importo massimo di 96mila euro per unità immobiliare).
Si ricorda che la detrazione Irpef/Ires è ancora più consistente (nella misura del 65% su un importo di 96mila euro) per l’adozione di misure antisismiche su costruzioni, adibite ad abitazione principale o a destinazione produttiva, situate in zone sismiche ad alta pericolosità.
 
La proroga di un anno è stata concessa anche alla misura maggiorata (65% anziché 55%) dell’agevolazione Irpef/Ires spettante per gli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, compresi quelli strumentali.
Inoltre la legge di stabilità per il 2016 contiene, in materia di interventi finalizzati all’efficienza energetica, due disposizioni innovative:
    •    lo stesso comma 74 stabilisce che, con riferimento alle spese sostenute nel 2016 per interventi su parti comuni condominiali di riqualificazione energetica, i contribuenti che si collocano nella “no tax area”, per i quali l'Irpef non è dovuta, potranno comunque recuperare il beneficio spettante per quei lavori, cedendo il credito ai fornitori che hanno eseguito l’intervento (un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate ne fisserà le modalità);
    •    il comma 88, invece, inserisce tra le spese agevolabili con la detrazione del 65% quelle sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza (accensione, spegnimento, programmazione settimanale, monitoraggio dei consumi, ecc.) degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda e di climatizzazione delle abitazioni, per accrescere la consapevolezza dei consumi da parte degli utenti e migliorare l’efficienza funzionale dei medesimi impianti.
 
Sempre il comma 74 proroga al 31 dicembre 2016 l’agevolazione, c.d. "bonus arredi", introdotta, con decorrenza 6 giugno 2013, a favore di chi acquista mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di lavori edilizi per i quali si fruisce del “bonus ristrutturazioni” nella misura maggiorata del 50%.
Si ricorda che il beneficio consiste in una detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di quei beni, da calcolare su un importo massimo di 10.000 euro per unità immobiliare, e deve essere fruito in dieci quote annuali di pari importo.
Il comma 75 ha istituito un ulteriore “bonus mobili”, riservato esclusivamente alle giovani coppie, quelle cioè nelle quali almeno uno dei due non ha superato i 35 anni di età.
L’agevolazione consiste in una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto di mobili destinati all'immobile da adibire ad abitazione principale, da calcolare su un ammontare complessivo non superiore a 16.000 euro e da fruire in dieci quote annuali di pari importo.
Per aver diritto al beneficio, la coppia (sposata o convivente) deve aver costituito nucleo familiare da almeno tre anni ed aver acquistato un’unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale.
Il nuovo “bonus mobili” non è cumulabile con l’ordinario “bonus arredi”.
Il comma 55 della legge in esame consente di beneficiare dell’agevolazione per l’acquisto della prima casa (cioè, applicando l’imposta di registro con aliquota del 2% invece che del 9% ovvero, qualora si compri dall’impresa costruttrice, l’Iva al 4% anziché al 10%) anche nel caso in cui, al momento dell’atto, se ne possegga un’altra per la quale si è fruito della stessa agevolazione. L’unica condizione imposta è che la “vecchia” abitazione venga ceduta entro un anno dal nuovo acquisto.
Se l’impegno a vendere il precedente immobile non viene rispettato, si decade dall’agevolazione e bisogna corrispondere l’imposta di registro nella misura ordinaria, con l’aggiunta degli interessi di mora e di una sanzione pari al 30% della maggiore imposta. In caso di operazione soggetta all’imposta sul valore aggiunto, l’ufficio delle Entrate competente recupererà, maggiorata dei relativi interessi, la differenza tra l’Iva calcolata in base all’aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota agevolata, e irrogherà la sanzione amministrativa, pari al 30% della differenza medesima.
 
Il comma 56 istituisce un premio fiscale per le persone fisiche che, entro il 31 dicembre 2016, compreranno dall’impresa costruttrice unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B. Per loro, la possibilità di detrarre dall’Irpef lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, il 50% dell’Iva pagata in relazione all’acquisto. Il beneficio dovrà essere suddiviso in dieci quote costanti, a partire dall’anno in cui la spesa è stata sostenuta.
I commi da 76 a 84 attribuiscono alle persone fisiche la possibilità di concludere contratti di leasing aventi per oggetto un immobile da adibire ad abitazione principale. Nello specifico, la disposizione prevede che una banca o un intermediario finanziario iscritto all’albo di cui all’art. 106 del T.U.B., si obblighi ad acquistare o a far costruire un immobile su scelta e secondo le indicazioni della persona fisica utilizzatrice, la quale si assume tutti i relativi rischi, e ne disporrà dietro il pagamento di un corrispettivo (che tiene conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto). Alla scadenza del contratto di leasing l’utilizzatore avrà la facoltà di acquistare la proprietà dell’immobile pagando un prezzo di riscatto prestabilito.
 
Per quanto attiene al profilo fiscale, il comma 82 introduce, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2020, una agevolazione a favore dei contribuenti che stipulano contratti di locazione finanziaria su unità immobiliari (anche non ancora costruite) da adibire ad abitazione principale entro un anno dalla consegna.
Il beneficio consiste in una detrazione Irpef (inserita nell'art. 15 del TUIR), nella misura del 19%, dei canoni e relativi oneri accessori fino a un importo massimo di 8.000 euro (4.000 euro, per i contribuenti con almeno 35 anni di età) e del costo di acquisto al momento dell’esercizio dell’opzione finale fino a un tetto di 20.000 euro (10.000 euro, per i contribuenti con almeno 35 anni di età).
L’agevolazione spetta a condizione che il reddito complessivo non superi 55.000 euro all’atto della stipula del contratto di leasing e che l’acquirente non sia titolare di diritti di proprietà su altri immobili abitativi.
 
Inoltre, sempre per il quinquennio 2016-2020, gli atti con cui a banche e intermediari finanziari autorizzati all’attività di locazione finanziaria sono trasferite abitazioni di categoria catastale diversa da A/1, A/8 e A/9, acquisite in leasing da utilizzatori in possesso dei requisiti per l’applicazione delle agevolazioni “prima casa”, sono soggetti all’imposta di registro con aliquota ridotta all’1,5%. La sussistenza, in capo all’utilizzatore, dei presupposti per il riconoscimento dei benefici “prima casa” deve essere dichiarata nel contratto di locazione finanziaria.
 
Il comma 982 istituisce un credito d’imposta a favore delle persone fisiche che, per prevenire attività criminali, installano (al di fuori della loro attività di lavoro autonomo o di impresa) sistemi di videosorveglianza o di allarme oppure stipulano contratti con istituti di vigilanza.
La norma non quantifica il bonus, ma soltanto lo stanziamento complessivo per il 2016, fissato in 15 milioni di euro. Sarà un successivo decreto del Mef, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Stabilità, a definire le regole attuative.
 
Sono inoltre numerose le novità anche in materia di fiscalità locale sugli immobili contenute nella Legge 208/2015.
Il comma 14 ha stabilito l'esonero dalla Tasi per l'abitazione principale ed è riconosciuto esclusivamente agli immobili con destinazione abitativa accatastati in una categoria diversa dalla A/1 (abitazioni signorili), dalla A/8 (ville) e dalla A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico), e alle relative pertinenze.
L’esenzione è prevista non solo per il possessore che utilizza l’appartamento come abitazione principale, ma anche per il detentore (inquilino o comodatario) che destina l’immobile a propria abitazione principale.
Dal 2016, dunque, l’inquilino (o il comodatario) che detiene l’immobile, fissandovi la residenza anagrafica e la dimora abituale, cioè adoperandolo come abitazione principale, non deve più versare la sua parte di Tasi. Ciò non comporta un aggravio della tassazione per il possessore (proprietario o titolare di altro diritto reale), il quale continua a pagare esclusivamente la percentuale di sua spettanza.
Il comma 10 della Legge di Stabilità 2016 interviene in materia di Imu sugli immobili dati in uso gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado (cioè, genitori e figli), che li utilizzano come abitazione principale, ossia vi hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale.
 
Da quest'anno, per l’immobile non accatastato come A/1, A/8 o A/9 e dato in comodato d’uso a figli o genitori che lo utilizzano come abitazione principale, spetta ex lege la riduzione al 50% della base imponibile. Per aver diritto al beneficio, è richiesto che il contratto di comodato venga registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e abbia la residenza anagrafica e la dimora abituale nello stesso comune in cui si trova la casa data in uso ovvero, oltre a quest’ultima, possieda nello stesso comune un altro appartamento non “di lusso” adibito a propria abitazione principale. Inoltre, è richiesto che il possesso di tali requisiti venga attestato dal contribuente nella dichiarazione Imu.
 
Dal 2016, a seguito degli interventi operati dalla Legge in commento (commi 8, lettere b e c, e 11), l’IMU non è dovuta per i terreni agricoli:
    •    ricadenti in aree montane o di collina
    •    posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola
    •    ubicati nei comuni delle isole minori
    •    con immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.
 
Per l’individuazione dei terreni agricoli non assoggettati all’IMU, non si fa quindi più riferimento alle norme in vigore nel 2015 operanti in base alla classificazione Istat dei comuni italiani, bensì all'elenco che era stato stabilito dalla circolare ministeriale n. 9/1993 che aveva specificato i comuni montani o collinari i cui terreni agricoli fruivano dell’esenzione dall’Ici, l’imposta comunale sugli immobili in vigore in quegli anni. 
Il comma 10, lettera d) e il comma 14, lettera e) stabiliscono che la trasmissione al ministero dell’Economia e delle Finanze, da parte dei Comuni, dei regolamenti e delle delibere su aliquote e detrazioni in materia di Imu e di Tasi dovrà avvenire entro il 14 ottobre e non più entro il 21 ottobre (al fine di consentirne la pubblicazione sul sito del dipartimento delle Finanze entro il termine del 28 ottobre). Il mancato tempestivo invio delle informazioni comporterà l’applicazione delle regole in uso l’anno precedente.
Il comma 14, lettera c), afferma che i c.d. immobili-merce (i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita) scontano la TASI con l’aliquota ridotta dello 0,1% (fino a quando permane la destinazione d’origine e sempre che non siano dati in locazione). Ai Comuni, comunque, è data la facoltà di variare la percentuale, aumentandola fino allo 0,25% o diminuendola fino all’azzeramento. 
La disciplina Ivie è stata allineata a quella Imu: il comma 16 stabilisce che l’immobile posseduto all'estero e adibito a propria abitazione principale e le relative pertinenze (così come la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di separazione o divorzio) sono esenti dall’imposta sul valore degli immobili detenuti all’estero. Fanno eccezione gli immobili “di lusso”, cui si applica l’aliquota ridotta dello 0,4%, con detrazione di 200 euro da rapportare al periodo dell’anno durante il quale si protrae la destinazione ad abitazione principale.
Il comma 25 abroga la disposizione contenuta nel decreto sul federalismo fiscale municipale (Dlgs 23/2011), che aveva previsto l’introduzione, con delibera comunale, dell’imposta municipale secondaria (Imus). Il nuovo tributo avrebbe dovuto sostituire: la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap), il canone di occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap), l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni (Icpdpa), il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari (Cimp).

Per il 2016 è sospesa, attraverso i commi da 26 a 28, l’efficacia delle leggi regionali e delle delibere comunali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per il 2015. Il blocco non riguarda gli enti in dissesto finanziario e la TARI.
I commi 53 e 54 introducono uno sconto del 25% dell'IMU e della TASI per gli immobili dati in locazione a canone concordato: entrambi i tributi locali, calcolati applicando le rispettive aliquote deliberate dal Comune, sono ora dovuti nella misura ridotta del 75 per cento.

56 - Incentivo fiscale sull’acquisto di case da concedere in locazione.
5 Gennaio 2016

Il decreto interministeriale dell'8 settembre 2015, emesso di concerto tra il ministero delle infrastrutture e dei trasporti e quello dell’economia e delle finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 282 del 3 dicembre 2015, ha dato attuazione all’incentivo fiscale previsto dall’articolo 21 del DL 133/2014, convertito con modificazioni nella legge 11 novembre 2014, n. 164.
 
In particolare, la disposizione agevolativa in commento ha introdotto una deduzione IRPEF, riconosciuta ai contribuenti persone fisiche, pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto notarile di compravendita, nel limite massimo complessivo di 300 mila euro, comprensivo di IVA.
 
La norma di favore si applica agli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, per unità immobiliari a destinazione residenziale di nuova costruzione invendute. Le “unità immobiliari invendute”, devono intendersi quelle che, alla data del 12 novembre 2014, erano già interamente o parzialmente costruite oppure quelle per le quali, alla medesima data, era stato rilasciato il titolo abitativo edilizio nonché quelle per le quali era stato dato concreto avvio agli adempimenti preliminari all’edificazione. La deduzione compete anche per le spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e risanamento conservativo, nonché per le spese dipendenti da contratti di appalto, sostenute per costruire un’unità immobiliare a destinazione residenziale su aree edificabili che il contribuente possedeva prima dell’inizio dei lavori o aree sulle quali esistono diritti edificatori, per le costruzioni da ultimare entro il 31 dicembre 2017 per le quali, al 12 novembre 2014, è stato rilasciato titolo abilitativo edilizio. In questo caso, l’agevolazione spetta sulle spese sostenute tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2017, così come attestate dalle fatture dell’impresa esecutrice dei lavori.
 
L’agevolazione potrà essere ripartita in otto quote annuali di pari importo, a partire dal periodo di imposta nel quale avviene la stipula del contratto di locazione e, come detto, compete ai diversi proprietari, persone fisiche non esercenti attività commerciale, in ragione delle rispettive quote di proprietà. Il diritto alla deduzione non viene meno per eventuali interruzioni del periodo di locazione, a condizione che i motivi non siano da imputare al locatore e purché ciascuna interruzione sia inferiore a un anno.
 
Per beneficiare della deduzione è necessario che:
    •    l’unità immobiliare sia destinata, entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, alla locazione a carattere continuativo per almeno otto anni;
    •    l’unità immobiliare sia a destinazione residenziale, e non sia classificata o classificabile di lusso. Sono escluse le categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
    •    l’unità immobiliare non sia ubicata nelle zone omogenee classificate E, ai sensi del decreto del ministero dei Lavori pubblici 1444/1968;
    •    l’unità immobiliare consegua prestazioni energetiche certificate in classe “A” o “B”;
    •    il canone di locazione non sia superiore a quello convenzionato indicato nella convenzione-tipo di cui all’articolo 18 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (DPR 380/2001) ovvero non sia superiore al minore importo tra il canone concordato ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge 431/1998, e il canone speciale stabilito dall’articolo 3, comma 114, della legge 350/2003;
    •    non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e conduttore;
    •    sia accertata l’esecuzione di opere edilizie conformi a quelle assentite o comunicate.
Il periodo di sei mesi, previsto per la conclusione del contratto di locazione, decorre dalla data di acquisto dell’unità immobiliare o dalla data del rilascio del certificato di agibilità oppure dalla data in cui si è formato il silenzio assenso da parte del Comune, mentre per gli immobili acquistati prima dell’entrata in vigore del decreto attuativo, il periodo di sei mesi decorre dal 3 dicembre 2015.
 
Le deduzioni sono riconosciute una sola volta per ogni singolo immobile e non sono cumulabili con ulteriori eventuali agevolazioni fiscali previste per le medesime spese da altre disposizioni normative. In caso di trasferimento dell’unità immobiliare locata, a seguito di vendita o per successione ereditaria, la deduzione fiscale si sposta, per la parte residua, al nuovo proprietario persona fisica non esercente attività commerciale.

55 - Detrazione 50% iva versata su acquisto della casa direttamente dal costruttore.
30 Dicembre 2015

Ancora novità sugli ultimi emendamenti alla legge di Stabilità 2016 approvati dalla Commissione Bilancio alla Camera.
Molte novità sono proprio relative alla casa: dopo la questione del leasing immobiliare esteso alla prima casa, è arrivata anche un’altra misura per stimolare l’acquisto di nuove case direttamente dal costruttore.
Si tratta della possibilità di ottenere una detrazione fiscale pari al 50% dell’Iva del costo della casa, se l’acquisto è effettuato direttamente dal costruttore.
 
Imposte sull’acquisto della casa
In linea generale le imposte sulla casa variano in funzione del venditore: se l’immobile è venuto da impresa costruttrice in regime Iva, si applica l’Iva al 10% o al 4% (se prima casa), mentre se il venditore è un privato si applica il regime dell’imposta di registro (9% o 2%).
Di seguito si riportano il regime di imposizione in funzione del venditore e dell’immobile (prima casa o altra abitazione).
 
Regime Iva (l’immobile è venduto da costruttore in regime Iva)
Prima casa
In caso di acquisto della prima casa direttamente da impresa costruttrice è dovuta l’Iva con aliquota pari al 4% dell’importo oltre alle imposte ipocatastali in misura fissa:
·       Iva al 4%
·       imposta ipotecaria 200 euro
·       imposta catastale fissa di 200 euro
·       imposta di registro fissa di 200 euro
Altro immobile
In caso di acquisto di un immobile che non gode del beneficio prima casa è dovuta l’Iva con aliquota pari al 10% (o al 22% in caso di immobile di lusso) oltre alle imposte ipocatastali in misura fissa:
·       Iva al 10 % (o al 22% in caso di immobile di lusso)
·       imposta ipotecaria 200 euro
·       imposta catastale fissa di 200 euro
·       imposta di registro fissa di 200 euro
Inoltre, in tutti i casi si applica, eccetto alcune eccezioni particolari, anche un’imposta di bollo di 230 euro (considerando il caso del rogito notarile) e la tassa ipotecaria di 90 euro (di cui 55 per la voltura catastale). In caso di acquisto di “seconda casa”, l’Iva dovuta è pari al 10%.
Regime imposta di registro (l’immobile è venduto privato)
In caso di acquisto dell’immobile  da soggetto privato (o da impresa ma con vendita esente da Iva) non è dovuta l’Iva ma solo l’imposta di registro (valore minimo pari a 1.000 euro).
Prima casa
Se l’immobile gode delle agevolazioni sulla prima casa, si ha:
·       imposta di registro del 2%
·       imposta ipotecaria fissa di 50 euro
·       imposta catastale fissa di 50 euro
Altro immobile
Se l’immobile non gode delle agevolazioni sulla prima casa, si ha:
·       imposta di registro del 9%
·       imposta ipotecaria fissa di 50 euro
·       imposta catastale fissa di 50 euro
Pertanto risulta ben evidente che il regime di imposizione è sempre più conveniente nel caso di acquisto da privato piuttosto che da costruttore, a maggior ragione se prima casa (l’Iva è il doppio dell’imposta di registro).
Detrazione Iva su acquisto casa
Il nuovo emendamento appena votato dalla Commissione Bilancio della Camera punta a far riprendere un mercato in grande sofferenza, ossia quello degli immobili di nuova costruzione invenduti.
Nel caso di acquisto di immobili soggetti ad Iva, si potrà detrarre il 50% dell’Iva versata.
requisiti per poter detrarre il 50% dell’Iva versata sono i seguenti:
·       l’immobile deve essere di tipo residenziale
·       l’immobile deve essere di classe energetica A o B
·       l’acquisto dove essere completato entro la fine del 2016
La detrazione andrà ripartita in 10 anni, proprio come la detrazione per ristrutturazione.
Esempio pratico detrazione Iva
In caso di acquisto di un immobile da 100.000 euro destinato a prima casa, si ottiene un’imposta pari a 4.000 euro (4%) e sarà quindi possibile detrarre 2.000 euro direttamente dalla dichiarazione dei redditi, da suddividere in 10 rate, ottenendo un risparmio di 200 euro all’anno.
In caso di acquisto di un immobile non di lusso di importo pari a 100.000 euro che non gode del beneficio prima casa, si applica un’aliquota pari al 10%, ottenendo l’Iva paria a 10.000 euro. Sarà quindi possibile detrarre 5.000 euro da suddividere in 10 rate, ottenendo un risparmio di 500 euro all’anno.
Altri sgravi sulla casa
Tra le altre misure votate dalla commissione Bilancio della Camera, c’è anche il credito di imposta per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative, che garantiscono un funzionamento efficiente degli impianti.
Rimaniamo comunque in attesa dell’approvazione definitiva della legge di Stabilità 2016 e della sua pubblicazione in Gazzetta.
 
Clicca qui per accedere alla pagina dedicata alla legge di Stabilità 2016 – Senato della Repubblica
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/46119.htm#

54 - Risparmiare energia risparmiando acqua.
23 Dicembre 2015

Il risparmio idrico è strettamente collegato ad un altro tema chiave all’interno delle strategie per lo sviluppo sostenibile, quello del risparmio energetico.

Ridurre i consumi di acqua significa, infatti, anche ridurre l’energia impiegata per il suo riscaldamento.

La questione è ancora più interessante se si considera che sono possibili risparmi significativi anche solo realizzando interventi non strutturali come l’introduzione di riduttori di flusso e frangi getto.

Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente, in media, in Italia si consumano circa 50 litri al giorno di acqua calda sanitaria pro capite, alla temperatura di 45°C che è, nella maggior parte dei casi, prodotta con caldaie a gas o scaldabagni elettrici. Ipotizzando una temperatura dell’acqua proveniente dall’acquedotto pari a 15 °C è stato calcolato il quantitativo pro capite Q di energia termica necessaria, che è pari a 1500 kcal.

Se si adopera uno scaldabagno elettrico per produrre 1500 kcal (1,7 kWh termici) sono necessari al giorno 4,93 kWh primari, equivalenti a 4.240 kcal (pari a 0,154 tep/anno).

Se si utilizza, invece, una caldaia a gas, il consumo energetico si riduce: sono infatti necessari 2,18 kWh, ossia 1.875 kcal (0,068 tep/anno).

Confrontando le due tecnologie dal punto di vista del rendimento energetico, per produrre acqua calda sanitaria con uno scaldabagno elettrico è necessaria una doppia trasformazione: occorre innanzitutto produrre energia elettrica a partire dall’energia primaria contenuta nei combustibili, la quale, una volta trasportata all’utenza, deve essere trasformata in energia termica per scaldare l’acqua. Il rendimento complessivo è pari a circa il 35% e quindi quasi i 2/3 dell’energia primaria si disperde durante il percorso.

Nel caso di una caldaia a gas, invece, la produzione di calore e quindi il riscaldamento dell’acqua sanitaria avviene per combustione diretta del metano con una resa globale dell’80-85%.

La Regione Emilia Romagna insieme a Legambiente, in collaborazione con il Comune di Bagnacavallo (RA) e la Provincia di Ravenna, hanno sperimentato sul campo i vantaggi del risparmio idrico.

I risultati dello studio, premio “Pianeta Acqua 2008”, hanno dimostrato che applicando ai rubinetti e alle docce di casa semplici riduttori di flusso e frangi getto (V. articolo “Gestione sostenibile dell’acqua: tecniche e sistemi per il risparmio idrico domestico“) è possibile risparmiare energia per la produzione di acqua calda, ridurre le emissioni di CO2 e ottenere un piccolo ma significativo vantaggio economico.

Sono anche stati calcolati i consumi e risparmi relativi all’uso di 100 docce.

In questo caso si ipotizza che ogni singola doccia sia utilizzata da due persone, una volta al giorno per un anno e che l’applicazione di riduttori di flusso possa ridurre del 50% l’acqua utilizzata da una persona per fare una doccia (da 100 l a 50 l).

Su tali basi, considerando che l’acqua viene scaldata utilizzando una caldaia a gas, una famiglia di 4 persone può risparmiare 122 euro all’anno (30,48 euro per persona) ed evitare 284,5 kg di emissioni di CO2 (71,14 kg per persona).

Il settore civile costituisce, pertanto, un ambito in cui l’abbandono di abitudini scorrette e l’adozione di strumenti semplici e a basso costo (come frangi getto e riduttori di flusso) consente di ottimizzare l’utilizzo dell’acqua e risparmiare energia, ottenendo interessanti benefici economici ed ambientali.

 

53 - Rent to buy: come funziona, quali sono i vantaggi e gli svantaggi, perché conviene
14 Dicembre 2015

Rent to buy è il nuovo tipo di contratto introdotto dal decreto Sblocca Italia (DL 133/2014 convertito in legge 164/2014) che consente di acquistare casa, pur non avendo la disponibilità economica immediata per l’acquisto.
Il proprietario consegna fin da subito l’immobile al conduttore e futuro acquirente, il quale paga un canone che deve comprendere due distinte quote: una per il pagamento dell’utilizzo e una da imputare al prezzo finale di vendita.
Dopo un certo periodo di tempo concordato, il conduttore può decidere se acquistare o meno il bene, e comunque ha la possibilità di sottrarre dal prezzo la componente dei canoni pagati destinata al prezzo di acquisto.
Al riguardo segnaliamo la nuova Guida Il rent to buy e altri modi per comprare casa, a cura del Consiglio nazionale dei Notai e delle principali Associazioni a difesa del consumatore.
Ecco quanto analizzato nella guida:
·       le caratteristiche e gli effetti
·       il canone e le due componenti da pagare
·       l’oggetto del contratto, per quali immobili può essere stipulato
·       la trascrizione del contratto
·       gli obblighi del concedente e del conduttore
·       il subentro nella posizione del conduttore
·       la cessione del contratto (condizioni per l’efficacia della cessione, la trascrivibilità, effetti della cessione per il cedente, eventuali modifiche al contratto ceduto)
·       gli immobili da costruire
·       l’inadempimento del conduttore e le conseguenze della risoluzione per suo inadempimento
·       il mancato acquisto da parte del conduttore
·       la restituzione dell’immobile
·       l’inadempimento del concedente  e le conseguenze della risoluzione per suo inadempimento
·       il fallimento del concedente
·       il fallimento del conduttore
·       il regime fiscale
La guida fornisce ulteriori chiarimenti rispondendo ai dubbi più frequenti, come ad esempio:
·       come rientrare in possesso dell’immobile in caso di inadempimento del conduttore?
·       cosa succede in caso di fallimento del venditore, quali regimi fiscali si applicano?
·       dopo quanto tempo si deve procedere alla trascrizione dell’acquisto, è applicabile solo agli immobili già esistenti o anche a quelli in fase di costruzione e ai terreni?
Nella parte finale del documento vengono presentate le altre forme contrattuali di compravendita alternative al rent to buy, di cui sono indicati tutti gli eventuali vantaggi e gli svantaggi.

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52 - Deduzione del 20% per chi acquista un immobile e poi l’affitta
11 Dicembre 2015

Il DL 133/2014 (convertito dalla legge 164/2014) ha introdotto una particolare agevolazione fiscale per chi acquista un immobile a destinazione abitativa e lo affitta, consistente in una deduzione dal proprio reddito del 20% del costo di acquisto dell’immobile, o delle spese di costruzione, risultante dall’atto notarile di compravendita. E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto 8 settembre 2015 che definisce compiutamente le modalità di attuazione e le procedure di verifica.
 
Deduzione 20%, in cosa consiste
La deduzione fiscale consiste nel sottrarre un onere fiscale dal reddito complessivo: in tal caso si ottiene un abbattimento della base imponibile, ossia del valore su cui si calcola poi l’imposta mediante l’applicazione delle aliquote.
L’art.21 del DL 133/2014, “Misure per l’incentivazione degli investimenti in abitazioni in locazione”, riconosce, a chi acquista un immobile ad uso residenziale dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2017 e lo cede successivamente in affitto, una deduzione pari al 20% del prezzo di acquisto.
Il limite massimo complessivo di spesa è pari a 300.000 euro, ottenendo la possibilità di portare in deduzione un importo massimo di 60.000 euro in 8 anni (7.500 euro all’anno).
 
Deduzione 20%, le nuove regole
Le modalità di attuazione e le condizioni per poter usufruire della deduzione per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di unità immobiliari da destinare alla locazione, sono indicate nel DM 8 settembre 2015.
DM 8 settembre 2015: unità immobiliari invendute
Si definiscono unità immobiliari invendute gli immobili che al 12 novembre 2014 risultavano già interamente o parzialmente costruiti oppure gli immobili per i quali era già stato rilasciato il titolo riabilitativo. Si considerano unità immobiliari invendute anche gli immobili per i quali era stato dato concreto avvio agli adempimenti propedeutici all’edificazione (ad esempio convenzione tra Comune e privato o accordi similari).
DM 8 settembre 2015, deduzioni spettanti
Alle persone fisiche non esercenti attività commerciali che dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017 acquistano:
·       unità immobiliari invendute a destinazione residenziale
·       unità immobiliari residenziali oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e risanamento conservativo
è concessa una deduzione dal reddito complessivo ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto notarile di compravendita.
Il limite massimo è pari a 300.000 euro comprensivo di IVA.
Inoltre, è possibile usufruire anche di una deduzione dal reddito complessivo degli interessi passivi sui mutui contratti per l’acquisto della medesima unita’ immobiliare nella misura del 20% degli stessi.
Le deduzioni sono riconosciute per l’acquisto di unita’ abitative per le quali sia stato rilasciato il certificato di agibilità o si sia formato il silenzio assenso (art. 25 DPR 380/2001) nel periodo ricompreso tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2017.
Le deduzioni spettano al proprietario dell’unità immobiliare anche nell’ipotesi in cui quest’ultima sia concessa in usufrutto a soggetti giuridici pubblici o privati operanti da almeno dieci anni nel settore dell’alloggio sociale (DM 22 aprile 2008).
La deduzione sul prezzo di acquisto è ripartita in otto quote annuali di pari importo a partire dal periodo di imposta nel quale avviene la stipula del contratto di locazione.
DM 8 settembre 2015, costruzioni su aree edificabili
La deduzione è riconosciuta anche per le spese sostenute per la costruzione di un’unità immobiliare a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute dal contribuente stesso prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori.
Ai fini della deduzione le predette spese sono attestate dall’impresa che esegue i lavori attraverso fattura.
La deduzione è riconosciuta per la costruzione di unità immobiliari, da ultimare entro il 31 dicembre 2017, per le quali è stato rilasciato il titolo abilitativo edilizio comunque denominato anteriormente alla data del 12 novembre 2014.
DM 8 settembre 2015, requisiti per l’accesso alle deduzioni
Le deduzioni sono subordinate alle seguenti condizioni:
·       l’unità immobiliare acquistata sia destinata, entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, alla locazione per almeno otto anni e purché tale periodo abbia carattere continuativo
·       l’unità immobiliare medesima sia a destinazione residenziale e non sia classificata o classificabile nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9
·       l’unità immobiliare non sia ubicata nelle zone omogenee classificate E, ai sensi del DM 1444/1968
·       l’unità immobiliare consegua prestazioni energetiche certificate in classe A o B
·       il canone di locazione non sia superiore a quello indicato nella convenzione di cui all’art. 18 DPR 380/2001 ovvero non sia superiore al minore importo tra il canone definito ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e quello stabilito ai sensi dell’art. 3, comma 114, della legge 24 dicembre 2003, n. 350
·       non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e locatario
·       accertata esecuzione di opere edilizie conformi a quelle assentite o comunicate
DM 8 settembre 2015, divieto di ripetibilità delle deduzioni
Le deduzioni possono essere riconosciute una sola volta per ogni singolo immobile.
DM 8 settembre 2015, trasferimento dell’abitazione nel periodo di locazione obbligatoria
L’agevolazione spetta anche se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di affitto si risolve prima degli 8 anni e ne viene stipulato un altro entro un anno dalla risoluzione del precedente contratto.
 
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/03/15A08993/sg

51 - Impianti termici: cosa sono, chi è il responsabile, come e quando eseguire i controlli di efficienza energetica
3 Dicembre 2015

Impianti termici, cosa sono
L’impianto termico è un sistema tecnologico che serve a riscaldare o raffrescare gli ambienti.
Tra gli impianti termici devono essere annoverati:
·       tutti gli impianti per il solo riscaldamento ambientale, per il riscaldamento ambientale più la produzione di acqua calda sanitaria o anche per la sola produzione di acqua calda sanitaria se al servizio di più utenze (es: impianti dotati di caldaie, pompe di calore per riscaldamento, fan-coil, aerotermi, radiatori, etc.)
·       tutti gli impianti per il raffrescamento estivo (es: impianti dotati di pompe di calore per il condizionamento estivo, fan-coil, etc.)
·       gli impianti di riscaldamento dotati di generatori di calore alimentati a gas, a gasolio, a biomassa, energia elettrica (es: caldaie, condizionatori, pompe di calore)
·       le stufe, i caminetti, gli apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante installati in modo fisso, quando la somma delle potenze al focolare per ciascuna unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW
·       gli impianti di climatizzazione estiva
·       gli impianti di esclusiva produzione di acqua calda sanitaria per una pluralità di utenze o comunque non destinati a servire singole unità immobiliari residenziali o assimilate (es: applicazioni per palestre o centri sportivi, produzione centralizzata condominiale di acqua calda sanitaria)
·       gli impianti alimentati da teleriscaldamento e/o sistemi e apparecchi cogenerativi
Non sono invece impianti termici i singoli scaldabagni, i sistemi di esclusiva produzione di acqua calda sanitaria se sono al servizio della singola unità immobiliare, nonché gli apparecchi mobili per il riscaldamento o il raffrescamento, ossia non installati in modo fisso alle pareti o al soffitto e neppure i condizionatori da finestra anche se fissati alla parete o alla finestra.
 
Manutenzione impianti termici
Una corretta regolazione e una puntuale manutenzione degli impianti termici consentono di ridurre sensibilmente i consumi di energia e di ottenere quindi un reale risparmio economico e una minore quantità di gas emessa nell’atmosfera, con conseguente incremento della sicurezza per gli utenti e tutela della salute.
 
Guida agli impianti termici e alla corretta regolazione
La nuova guida pubblicata dal Ministero dello sviluppo economico e redatta dall’Enea che fornisce utili indicazioni sul corretto esercizio, il controllo e la manutenzione degli impianti termici.
Il documento, rivolto sia ai cittadini che agli addetti ai lavori, fornisce chiarimenti su come effettuare la manutenzione e i controlli di sicurezza e su come adempiere ai più recenti obblighi di legge, ossia:
·       il d.p.r. 74/2013, che definisce i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua per usi igienici e sanitari
·       il d.m. 10 febbraio 2014, che introduce e definisce il nuovo modello di libretto di impianto per la climatizzazione degli ambienti e il rapporto di controllo di efficienza energetica
Il documento è così strutturato:
·       cos’è un impianto termico
·       chi è il responsabile dell’impianto
·       cos’è il nuovo libretto di impianto
·       i valori massimi di temperatura ambiente
·       il controllo degli impianti termici (la manutenzione e l’efficienza energetica degli impianti)
·       le ispezioni sugli impianti termici e relative sanzioni
·       la normativa di riferimento

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50 - Qual è la differenza tra prima casa e abitazione principale?
6 ottobre 2015

Molto spesso i concetti di prima casa e abitazione principale vengono confusi o utilizzati come sinonimi. In realtà così non è: sono due concetti profondamente differenti che fanno riferimento ad ambiti diversi.

Cerchiamo di fare chiarezza, fornendo le definizioni ed evidenziando i vantaggi fiscali previsti dalla legge.

Prima casa

Il concetto di prima casa viene utilizzato generalmente nel momento in cui una persona fisica entra in possesso (mediante compravendita, donazione, etc.) del suo “primo” immobile destinato ad abitazione. In tal caso sono previsti vantaggi fiscali che si applicano, appunto, alla “prima dimora”.

Pertanto, la prima casa è la prima abitazione di proprietà di una persona. Tutti gli immobili acquistati successivamente, come ad esempio la casa al mare, la casa in montagna o le altre residenze sono spesso definite impropriamente “seconde case“. In realtà sono immobili acquistati successivamente, sui quali non è possibile ottenere i benefici prima casa.

Da sottolineare che il concetto di prima casa viene richiamato solo al momento dell’acquisto dell’immobile, in quanto consente all’acquirente di accedere a una serie di benefici e agevolazioni (le cosiddette agevolazioni prima casa).

Requisiti prima casa

I requisiti affinché un immobile sia considerato prima casa sono i seguenti:

1.    l’acquirente deve essere una persona fisica

2.    l’immobile deve essere residenziale e non deve essere di categoria catastale

·     A1, abitazioni di tipo signorile

·     A8, abitazioni in ville

·     A9, castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici

3.    l’immobile deve essere ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha o stabilisca, entro 18 mesi dall’acquisto, la propria residenza

4.    l’acquirente non deve essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione, su altra casa nel territorio del Comune dove si trova l’immobile oggetto dell’acquisto agevolato

5.    l’acquirente non deve essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa

Da notare che il punto 5. prevede che l’acquirente non debba essere titolare di diritti (vari) su altri immobili acquisiti con beneficio prima casa su tutto il territorio nazionale, mentre il punto 4. consente di avere diritti (vari) su altri immobili, ma non nello stesso Comune.

Ad esempio, sarà possibile usufruire del beneficio prima casa su un immobile, anche se si possiede già un altro immobile ubicato in un Comune differente, a patto che su tale immobile non si sia già usufruito del beneficio.

Agevolazioni prima casa

La legge consente una serie di agevolazioni in caso di acquisto della prima casa. Ad esempio, le imposte relative alla compravendita sono scontate nel seguente modo:

1.    nel caso di acquisto da privato (o da impresa, ma con vendita esente da Iva), l’imposta di registro è pari al 2% in luogo del 9%

2.    nel caso di acquisto da impresa (compravendita soggetta a Iva), l’Iva è al 4% in luogo del 10%

Sempre nel caso di acquisto da privato, per determinare il valore catastale su cui calcolare le imposte, la rendita catastale va moltiplicata per un coefficiente pari a 110 in luogo di 120.

Anche per le imposte sui mutui sono previste ulteriori agevolazioni in caso di acquisto prima casa, (ad esempio, imposta agevolata pari allo 0,25 dell’importo erogato).

Le agevolazioni prima casa si applicano anche per l’acquisto delle pertinenze dell’abitazione qualora le stesse siano destinate in modo durevole a servizio e ornamento dell’abitazione per il cui acquisto si è già beneficiato della tassazione ridotta (tali agevolazioni si applicano anche quando la pertinenza è acquistata con un atto separato).

Agevolazioni per pertinenze

Anche in caso di pertinenze, il beneficio prima casa spetta per le pertinenze classificate o classificabili nelle categorie:

·       C/2, magazzini e locali di deposito (cantine e soffitte disgiunte dall’abitazione e con rendita autonoma)

·       C/6, box o posti auto

·       C/7, tettoie

ed è fruibile limitatamente ad una pertinenza per categoria catastale.

Successioni

Anche in caso di successione, sono previste agevolazioni: le imposte ipotecaria e catastale sono dovute nella misura fissa, pari a 200 euro per ciascuna imposta (in luogo del 2% del valore dell’immobile per l’imposta ipotecaria e 1% per l’imposta catastale), indipendentemente dal valore dell’immobile caduto in successione, quando il beneficiario ha i requisiti necessari per fruire delle agevolazioni prima casa.

Considerazioni sul concetto di prima casa

Tornando al concetto di prima casa, la legge specifica che per ottenere i benefici è necessario possedere la residenza o lavorare nel Comune in cui è ubicata la casa da acquistare e non nell’immobile stesso. Non è, quindi, strettamente necessario che sia la propria dimora (a differenza dall’abitazione principale); occorre invece risiedere o lavorare nello stesso Comune in cui si trova l’immobile.

Il concetto di prima casa non si applica a nessun altro contesto se non appunto al momento dell’acquisto.

Abitazione principale

Il concetto di abitazione principale è legato al luogo in cui un soggetto ha la propria residenza, o meglio la propria dimora abituale (concetto introdotto per la determinazione delle imposta municipale unica, l’IMU).

Il DL 101/2011 (Decreto Monti) fornisce la seguente definizione: “Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente erisiedono anagraficamente […]“.

Quindi affinché un immobile possa essere considerato abitazione principale, sono necessarie 3 condizioni:

·       il possesso/proprietà (o altro titolo reale quale ad esempio l’usufrutto o il diritto di abitazione);

·       la residenza anagrafica;

·       la dimora abituale intesa come elemento che sussiste continuativamente nel tempo.

Agevolazioni abitazione principale

Anche per l’abitazione principale si può usufruire di diverse agevolazioni, come ad esempio:

·       l’esenzione dal pagamento IMU (in passato si poteva avere analoga esenzione dal pagamento dell’ICI)

·       la possibilità di detrazione al 19% degli interessi passivi in caso di mutui stipulati per l’acquisto di una casa

·       la rendita catastale non è imponibile in sede di calcolo IRPEF

·       altre agevolazioni previste da alcune amministrazioni comunali, come quelle per la stipula dei nuovi contratti relativi alle utenze domestiche (acqua, luce, gas)

·       altre agevolazioni per imposte locali (TASI, TARI, etc.) e tariffe locali

Differenza prima casa e abitazione principale

I benefici per abitazione principale non possono essere richiesti per immobili aventi i requisiti di prima casa ma nei quali non si ha la propria residenza, mentre possono essere goduti per immobili per l’acquisto dei quali non si è goduto dell’agevolazione prima casa, ma in cui si dimora abitualmente.

In definitiva, la prima casa potrebbe non essere la propria abitazione principale e non dar diritto alle relative agevolazioni.

49 - Detrazione 65: il bonus è ammesso anche per le società e per tutti gli immobili, compresi quelli affittati e non strumentali.
2 ottobre 2015

La detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica può essere applicata anche alle società sugli immobili locati e comunque non strumentali. 

A chiarirlo è una recente sentenza della Ctr (Commissione tributaria regionale) della Lombardia 2692/2015 che ha bocciato il parere dell’Agenzia delle Entrate.

La sentenza in esame riguarda il ricorso di una società contro l’Agenzia delle Entrate, che aveva emesso una cartella esattoriale per recuperare gli importi detratti dalla società a seguito della riqualificazione energetica di 3 immobili di proprietà, alcuni dei quali non strumentali per l’attività svolta. 

Secondo l’Agenzia, gli immobili concessi in locazione non possono usufruire della detrazione del 65% in quanto viene meno il requisito della strumentalità.

Di parere contrario è invece la Ctr della Lombardia che, con la Sentenza  2692/2015, afferma che il bonus energetico spetta anche alle società per gli immobili non strumentali, sottolineando che nella norma non vi è alcun richiamo al requisito di “strumentalità” degli immobili per la richiesta di detrazioni fiscali.

In definitiva, la detrazione 65 spetta anche per immobili non strumentali.

48 - Nuove disposizioni regionali in materia di certificazione energetica degli edifici
29 Settembre 2015

La Giunta Regionale dell'Emilia- Romagna ha approvato la Delibera n. 1275/2015 recante "Approvazione delle disposizioni regionali in materia di attestazione della prestazione energetica degli edifici (certificazione energetica) (art. 25- ter L.R. 26/2004 e s.m.i)", a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 15 luglio scorso del decreto ministeriale inerente l'aggiornamento delle linee- guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (vedi Comunicazione n. ce15032 e ce15033). Si evidenzia che le nuove disposizioni entrano in vigore dal 1° ottobre 2015 e che fino a tale data continuano a trovare applicazione le disposizioni attualmente vigenti di cui alla Delibera di Assemblea Legislativa n. 156 del 4 marzo 2008 e s.m.i. In particolare, il nuovo provvedimento disciplina:

  1. le funzioni, le modalità e le procedure dell'Organismo Regionale per l’'accreditamento degli esperti e degli organismi a cui affidare le attività di attestazione della prestazione energetica degli edifici;
  2. le procedure e le metodologie che i soggetti certificatori accreditati devono rispettare per procedere alla determinazione della prestazione energetica degli edifici ed al rilascio dell'Attestato di Prestazione Energetica, nonché gli obblighi relativi alla sua registrazione, consegna, allegazione ed esposizione;
  3. i metodi di calcolo utilizzabili per la determinazione della prestazione energetica degli edifici ed i criteri di classificazione applicabili;
  4. il contenuto dell'Attestato di Prestazione Energetica e la costituzione del sistema informativo per il monitoraggio della efficienza energetica degli edifici e degli impianti;
  5. la realizzazione di programmi annuali di verifica della conformità degli attestati di prestazione energetica emessi, nonché le modalità per l'irrogazione delle relative sanzioni.

Di seguito si riportano alcune delle disposizioni di interesse per le imprese edili.

E' obbligatorio procedere alla attestazione della prestazione energetica nel caso di:

  • edifici di nuova costruzione, ivi compresi tutti i casi di demolizione e ricostruzione. o di edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti, o derivanti dalla ristrutturazione o completamento degli immobili di cui all'art. 1 comma 5 lett. e) ed f) del provvedimento;
  • edifici esistenti, nel caso di vendita, di trasferimento a titolo gratuito o di nuova locazione, ove l'edificio o l'unità immobiliare non ne sia già dotato;
  • edifici utilizzati da pubbliche amministrazioni e aperti al pubblico con superficie utile totale superiore a 250 m2, ove l'edificio non ne sia già dotato.

Per gli edifici di nuova costruzione, la produzione dell'Attestato di Prestazione Energetica è onere del costruttore, sia esso committente della costruzione o società di costruzione che opera direttamente, e deve provvedere in merito prima del rilascio del certificato di agibilità di cui all'art. 23 della L.R. 15/2013: in tal caso, l'Attestato è allegato alla relativa richiesta presentata al Comune.

In caso di vendita o locazione di un edificio o unità immobiliare il proprietario è tenuto a rendere disponibile l'Attestato di Prestazione Energetica, in originale o in copia autenticata, al potenziale acquirente o al locatario all'avvio delle rispettive trattative e a consegnarlo alla fine delle medesime.

In caso di vendita o locazione di un edificio o unità immobiliare prima della costruzione, il venditore o locatario evidenzia la prestazione energetica attesa sulla base dei dati di progetto, esplicitamente evidenziandola come tale, e produce l'Attestato di Prestazione Energetica entro 15 giorni dalla data di richiesta di rilascio del certificato di agibilità di cui all’art. 23 della L.R. 15/2013., il venditore o locatario evidenzia la prestazione energetica attesa sulla base dei dati di progetto, esplicitamente evidenziandola come tale, e produce l'Attestato di Prestazione Energetica entro 15 giorni dalla data di richiesta di rilascio del certificato di agibilità di cui all’art. 23 della L.R. 15/2013.

Nei contratti di compravendita immobiliare, negli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari, soggetti a registrazione, è inserita la clausola con la quale l'acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'attestato.
Copia dell'attestato deve essere allegata al contratto, tranne che nei casi di locazione di singole unità immobiliari. In caso di omessa dichiarazione o allegazione, se dovuta, le parti sono soggette alle sanzioni di legge.

Nel caso di offerta di vendita o di locazione, i corrispondenti annunci commerciali tramite tutti i mezzi di comunicazione riporteranno gli indici di prestazione energetica dell'involucro edilizio e globale dell'edificio o dell'unità immobiliare, e la classe energetica corrispondente. A tal fine è fatto obbligo dell'utilizzo, con l'esclusione degli annunci via internet e a mezzo stampa, del format di cui all’Allegato A-4 del provvedimento. Nel caso di annunci relativi alla vendita o locazione di un edificio o unità immobiliare prima della sua costruzione, l'annuncio deve riportare i valori della prestazione energetica attesa sulla base dei dati di progetto.

Tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici, o nei quali figura come committente un soggetto pubblico, devono prevedere a carico dell'aggiudicatario l'obbligo di procedere alla predisposizione dell'Attestato di Prestazione Energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare interessati entro i 180 giorni di vigenza contrattuale.

L'attestato deve essere aggiornato, senza oneri a carico del committente, entro i 180 giorni successivi alla realizzazione di qualunque intervento che comporti la modifica del rendimento energetico dell'edificio, dell'unità immobiliare o degli impianti, sia che tali interventi siano realizzati dal committente che dall'aggiudicatario.

L'obbligo di dotare l'edificio di un Attestato di Prestazione Energetica viene meno ove sia già disponibile un attestato in corso di validità, anche se rilasciato in conformità alle norme vigenti precedentemente all'entrata in vigore del nuovo provvedimento e comunque denominato.

La prestazione energetica viene misurata per tutti i servizi energetici presenti (climatizzazione invernale ed estiva, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione e illuminazione e trasporto di cose e persone per gli edifici del settore non residenziale). Per gli immobili privi di impianto termico la determinazione della prestazione energetica avverrà simulando la presenza di un impianto tradizionale per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria.

Le nuove disposizioni prevedono l'avvio, a partire dal 1° gennaio 2016, di campagne annuali di verifica di conformità degli APE (Attestato di Prestazione Energetica) emessi, anche ai fini della irrogazione delle sanzioni previste dalla legge, specificando le modalità e le tipologie di controllo previste. A partire dalla stessa data, verrà inoltre reso obbligatorio il versamento di un contributo da parte dei soggetti certificatori in occasione della registrazione di ciascun APE: con successivo atto verrà stabilito l’ammontare di tale contributo.

Si segnala infine che sono già in corso le attività finalizzate alla modifica dell'applicativo informatico Sace (Sistema Accreditamento Certificazione Energetica) per adeguarlo in tempi utili alle nuove disposizioni del provvedimento.

La nuova versione dell'applicativo verrà resa disponibile a partire dal 1° ottobre 2015.

Per consentire il passaggio dal vecchio al nuovo sistema è prevista l'interruzione dei servizi di generazione e registrazione degli attestati di prestazione energetica dalle ore 00 alle ore 24 del 1° ottobre 2015.

Delibera 07.09.2015 Nr. 1275

47 - Modificato lo schema di contratto d'appalto tipo per gli interventi privati nelle aree del sisma.
16 Settembre 2015

Per gli interventi sugli immobili residenziali nelle aree colpite dal sisma del maggio 2012, è stata pubblicata una versione modificata dello schema di contratto d'appalto tipo, così come previsto dall'Ordinanza n. 119 del 2013.

Il nuovo schema di contratto d'appalto tipo tiene conto di molte delle proposte presentate da ANCE durante il lungo confronto avuto negli ultimi mesi, migliorative rispetto alla versione precedente pubblicata e alle modifiche proposte dalla Regione Emilia-Romagna, tra cui:
- la forma di affidamento dell'appalto, non più solo a corpo, ma anche a misura;
- alcune modifiche dell'articolo relativo alla "cessione e subappalto" con particolare riferimento all'autorizzazione del committente per il subappalto e ai requisiti richiesti ai subappaltatori;
- la riscrittura degli obblighi dell'appaltatore in merito alla tracciabiltà dei flussi finanziari;
- la riscrittura degli obblighi dell’appaltatore in merito agli oneri previdenziali e assicurativi;
- alcune modifiche relativamente all'articolo su "corrispettivo" e "variazioni" in merito alle varianti ammesse;
- la riscrittura dell'articolo relativo alla risoluzione delle controversie.

Si segnala inoltre che ANCE è riuscita ad evitare l'introduzione del limite del subappalto del 50% del totale dei lavori nell'Ordinanza n. 40 del 6 agosto 2015, pertanto in un percorso di mediazione con la Regione, l'articolo 4 "Cessione e subappalto" è stato così riscritto: "sono subappaltabili le lavorazioni fino al 30% della categoria prevalente e
quelle riconducibili alle categorie generali e specialistiche di cui al DPR n. 207/2010 e s.m.i.".

Si sottolinea, però , che nelle stesse linee guida sulle ordinanze per gli interventi sul residenziale ANCE ha condiviso che venisse inserita la seguente precisazione al capitolo 23 - "Contratto d’appalto":

"L'ordinanza comunque consente la stipula di contratti che non seguano fedelmente lo schema tipo regionale purché però contengano le clausole obbligatorie previste dall'art. 8 della stessa Ordinanza n.119/2013 e s.m.i. I contratti stipulati tra i beneficiari dei contributi e le imprese appaltatrici si collocano nell'ambito dell'autonomia privata, ai sensi del Codice Civile, come confermato dalle Linee Guida del Comitato di Coordinamento per l'Alta Sorveglianza delle Grandi Opere (C.C.A.S.G.O.)
pubblicate in G.U. Serie generale n. 262 del 9 novembre 2012, e pertanto si tratta di contratti di diritto privato. Lo stesso principio che regola i rapporti tra beneficiari ed imprese appaltatrici è applicabile ai contratti stipulati tra le stesse e le imprese subappaltatrici, che pertanto vedono regolati i loro rapporti dal Codice Civile".

Scarica il Pdf per ulteriori dettagli (schema di contratto d'appalto tipo)

46 - Diagnosi energetica, il CTI ha pubblicato la tabella di comparazione dei requisiti in materia di audit, diagnosi ed analisi energetica.
27 Agosto 2015

In base a quanto disposto dall’articolo 8 del D.Lgs. 102/2014 (attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica), entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni, le grandi imprese e le imprese energivore sono tenute a eseguire una diagnosi energetica dei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale (vedi art. “Il Decreto sull’efficienza energetica è legge. Previsti anche bonus volumetrici“).

Al riguardo, il CTI (Comitato Termotecnico Italiano Energia Ambiente) ha verificato la conformità degli standard UNI CEI EN 16247 e UNI CEI EN ISO 50001:2011 con i requisiti richiesti dal legislatore per l’esecuzione delle diagnosi energetiche previste dal decreto (D.Lgs. 102/2014 efficienza per le grandi imprese e le imprese energivore) e ha redatto un documento di verifica circa la conformità tra normativa nazionale e norme armonizzate. Si tratta di una tabella di conformità per “verificare la congruenza tra i requisiti della famiglia di standard UNI CEI EN 16247 1-4, della UNI CEI EN ISO 50001:2011 e dell’Allegato 2 del D.Lgs. 102/2014“. Obiettivo del documento è quello di fornire ai soggetti coinvolti nelle attività di controllo delle diagnosi (Ministero per lo Sviluppo Economico, ENEA, ISPRA) e agli operatori (enti di certificazione, soggetti obbligati alle diagnosi energetiche, fornitori del servizio di diagnosi energetica, ecc.) un valido strumento di verifica della congruenza tra i requisiti delle disposizioni normative in merito. Ricordiamo che la diagnosi energetica è “una procedura sistematica volta a fornire un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o di servizi pubblici o privati, al fine di individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e riferire in merito ai risultati” (D.Lgs. 115/2008). In buona sostanza la diagnosi energetica è il documento tecnico che riporta il consumo reale dell’edificio in condizioni di esercizio, al fine di consentire un uso razionale e gestione corretta dell’energia. La realizzazione di una diagnosi energetica precedente all’intervento di efficientamento è obbligatoria per alcuni incentivi previsti dal Conto Termico (DM 28 dicembre 2012).
 
Scarica PDF con la tabella del CTI sulla diagnosi energetica

45 - Decreto Nr. 1525 del 26 agosto 2015
27 Agosto 2015

Approvazione aggiornamento delle “Linee Guida relative all’applicazione delle ordinanze commissariali per la ricostruzione degli edifici interessati dalle ordinanze n. 29, 51 e 86 del 2012”. In allegato le linee guida relative all’applicazione delle ordinanze commissariali nn. 29, 51 e 86 del 2012 e smi - IV edizione

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44 - Pubblicato il nuovo bando della regione Emilia- Romagna riguardante la rimozione e lo smaltimento dell'amianto nelle aziende.
24 Agosto 2015

E' stata pubblicata, sul sito internet e sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia- Romagna n.210 del 7 agosto 2015 (Parte Seconda), la Deliberazione della giunta regionale n. 1147 del 3 agosto 2015 riguardante il "Piano di azione ambientale - Progetti regionali 2014/2015: contributi per l’attuazione dell’Obiettivo strategico 6) “Qualificazione ambientale del sistema produttivo regionale” - Incentivi alle imprese per la rimozione dei manufatti contenenti cemento- amianto" (cfr. nostra Comunicazione n. ec15097 del 31 luglio 2015).

Scarica il Pdf

43 - Ordinanza N. 40/2015: modifiche alle ordinanze N. 29, 51 e 86 del 2012
10 Agosto 2015

Con l'Ordinanza n. 40 del 6 agosto 2015 del Commissario Delegato recante "Ulteriori disposizioni per l'attuazione degli interventi disposti dalle Ordinanze nn. 29, 51 e 86/2012 e riguardanti obblighi contrattuali delle imprese, conferma delle prenotazioni, controllo degli edifici ad uso produttivo", la Regione introduce:

  • all'articolo 1 alcune specifiche in merito alle dichiarazioni del legale rappresentante dell'impresa, previste agli articoli 8, comma 1 delle Ordinanze commissariali nn. 29, 51 e 86/2012 e smi, e attestanti il rispetto dei tempi di pagamento nei confronti dei fornitori e delle imprese esecutrici in subappalto (si veda modello pubblicato nel sito web http://assistenzamude.sisma2012.it/ nella sezione “Fac simile per cittadini e professionisti”);
     
  • all'articolo 2 alcune nuove clausole contrattuali obbligatorie rispetto a quelle dell'art. 8 dell'Ordinanza n. 119/2013 relative agli obblighi dell'appaltatore nei confronti dei subappaltatori e che riportiamo di seguito:

    - o l'impresa appaltatrice, previa autorizzazione del committente, può affidare i lavori in subappalto ad imprese che siano in possesso di certificazione attestante l'assolvimento degli obblighi di versamento di contributi stabiliti dalle vigenti disposizioni in materia (DURC) e, qualora le attività oggetto di subcontratto siano quelle elencate nell'art. 5 del D.L. n. 74/2012 e nell’ordinanza n. 91/2012, che siano iscritte o abbiano avanzato domanda di iscrizione alla white list;
     
    - o l'impresa appaltatrice si impegna ad applicare sui prezzi unitari dei sub-contratti un ribasso non superiore al 20% rispetto ai prezzi di appalto e a pagare i fornitori e le imprese subappaltatrici entro 30 giorni dalla data di erogazione del contributo;
     
    - o il legale rappresentante dell'impresa appaltatrice si impegna a rilasciare, in occasione della presentazione dei SAL e del quadro finale, le dichiarazioni stabilite agli articoli 8, comma 1, delle Ordinanze commissariali nn. 29, 51 e 86/2012 e smi con le quali si attesti anche di aver provveduto, nei 30 giorni previsti, al pagamento di quanto dovuto a fornitori e subappaltatori per i lavori contabilizzati nei rispettivi SAL precedenti;
     
    - o l'impresa appaltatrice si impegna ad inserire, nei contratti che stipulerà con imprese subappaltatrici, la clausola risolutiva espressa, ai sensi dell'art. 1456 c.c., di risoluzione immediata del contratto al momento che nei confronti del subappaltatore sia emessa una informazione antimafia interdittiva ovvero, nel caso di contratti riferiti a lavorazioni per le quali è espressamente richiesta ai sensi dell’art. 5 bis del d.l. n. 74/2012 e dell'Ordinanza n.
    91/2012, intervenga la cancellazione dalle white list o venga negata l'iscrizione. L'impresa si impegna altresì a dare immediata comunicazione al committente ed al comune della risoluzione del contratto col subappaltatore.

Si specifica che le nuove clausole contrattuali obbligatorie si applicano ai contratti relativi a domande di contributo depositate in comune dopo l'entrata in vigore dell'Ordinanza in questione.
In accordo tra le parti possono essere introdotte anche nei contratti già stipulati alla predetta data.
 

  • all'articolo 3 la sostituzione del comma 1 dell'art. 5 dell'Ordinanza n. 71/2014, già modificato dall'Ordinanza n.8/2015, con un nuovo comma nel quale viene stabilito il termine per la presentazione della domanda di contributo per le imprese agricole attive nei settori della produzione primaria, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti di cui all'Allegato I del TFUE al 30 giugno 2015 e il termine di ultimazione dei lavori al 30 settembre 2016;
     
  • all'articolo 7 la modifica delle Ordinanze commissariali nn. 29/2012, 51/2012 e 86/2012 e smi, sostituendo ai commi 2 degli art. 3 le parole "dell'Elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche pubblicato nel BURERT del 31 luglio 2012" con le parole "dell'Elenco dei prezzi delle opere pubbliche approvato dalla Giunta Regionale".

LINK PER SCARICARE IL PDF

http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto/gli-atti-per-la-ricostruzione/2015/ordinanza-n-40-del-6-agosto-2015-del-presidente-bonaccini-in-qualita-di-commissario-delegato/at_download/file/Ordinanza%20n.%2040%20del%206%20Agosto%202015.pdf

42 - Terremoto 2012 - Ordinanza 36/2015 e ulteriori modifiche ordinanza 57 del 12.10.2012
5 Agosto 2015

E' stata pubblicata l'Ordinanza del Commissario Delegato per l'Emilia Romagna n. 36 del 29 Luglio 2015 che apporta ulteriori modifiche all'Ordinanza n. 57 del 12 ottobre 2012 e s.m.i. (c.d. "Ordinanza capannoni"), riguardante i criteri e le modalità per il riconoscimento dei danni e la concessione dei contributi a favore delle imprese.

Riportiamo di seguito una sintesi delle principali novità:

 1) viene prevista la possibilità di richiedere un anticipo fino al 50% (precedentemente era il 20%) dell’importo ammesso a contributo. Tale anticipo può essere richiesto sia dal beneficiario, sia da quest'utimo nell’interesse delle imprese affidatarie dei lavori/fornitrici di beni, ed in entrambi i casi l’anticipo è subordinato in particolare al rilascio di polizze fidejussorie incondizionate e escutibili a prima richiesta a favore del Commissario comprensive della documentazione comprovante l’avvenuto pagamento da parte del beneficiario al soggetto garante;

2) vengono abrogate le disposizioni contenute nei commi 6-bis degli artt. 14, 15 e 16. Il predetto comma imponeva di verificare l’iscrizione alle c.d. "white list" o la presentazione della domanda di iscrizione ad ogni istanza avanzata dal beneficiario sia in fase di accesso ai contributi che in fase di liquidazione degli stessi. Nell’ambito di tali verifiche si doveva accertare che le imprese affidatarie e subaffidatarie di lavori, servizi o forniture tenute all’iscrizione fossero iscritte al momento dell’esecuzione dei lavori e del pagamento delle relative fatture ovvero, fossero iscritte al momento della presentazione della domanda di pagamento in esame qualora gli importi non risultassero ancora quietanzati.

http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto/gli-atti-per-la-ricostruzione/2015/ordinanza-n-36-del-29-luglio-2015-del-presidente-bonaccini-in-qualita-di-commissario-delegato/at_download/file/000036.%20Ordinanza%20n.%2036%20del%2029%20Luglio%202015.pdf

41 - Rinforzi FRP, ecco le nuove linee guida per il consolidamento strutturale
16 Luglio 2015

Rinforzi FRP, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha pubblicato le nuove linee guida per l’identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione dei materiali fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP)

I materiali polimerici fibrorinforzati (FRP – Fiber Reinforced Polymer) sono materiali compositi costituiti da fibre di rinforzo immerse in una matrice polimerica. Possono essere composti da fibre aramidiche, di vetro (GFRP) o di carbonio (CFRP), combinati in genere con adesivi strutturali polimerici.

Tali materiali trovano ampia applicazione nelle opere di consolidamento strutturale.

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) con decreto n. 220 del 09 luglio 2015 ha approvato la “Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti”.

Il quadro normativo previgente sui rinforzi FRP resterà parallelamente in vigore per altri dodici mesi, fino all’8 luglio 2016.

Trascorso tale periodo, il consolidamento di costruzioni esistenti tramite rinforzi FRP dovrà avvenire impiegando materiali qualificati ai sensi delle nuove linee guida.

Scopo delle linee guida sui rinforzi FRP

Le Norme Tecniche per le Costruzioni attualmente vigenti (NTC 2008 – D.M. 14 gennaio 2008) prescrivono che tutti i materiali e prodotti da costruzione, quando impiegati per uso strutturale, debbano essere identificabili, in possesso di specifica qualificazione all’uso previsto e debbano essere oggetto di controllo in fase di accettazione da parte del Direttore dei lavori.

A tal fine le NTC 2008 prevedono che i materiali e i prodotti da costruzione per uso strutturale, quando non marcati CE ai sensi del Regolamento (UE) n.305/2011 o non provvisti di Benestare Tecnico Europeo, debbano essere in possesso di un Certificato di Idoneità Tecnica all’impiego (CIT) rilasciato dal Sevizio Tecnico Centrale (STC), sulla base di linee guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Le linee guida forniscono, quindi, le procedure per l’identificazione, la qualificazione e l’accettazione dei sistemi di rinforzo FRP.

Novità presenti nelle nuove linee guida sui rinforzi FRP

Tra le novità previste dalle nuove Linee Guida segnaliamo:

  • Prove iniziali di tipo
  • Prove periodiche di verifica della qualità
  • Procedure per il rilascio del Certificato di Idoneità Tecnica (CIT)
  • Documentazione di accompagnamento delle forniture
  • Controlli di accettazione in cantiere
  • Rintracciabilità in cantiere
  • Qualificazione dei Fornitori
  • Prodotti provenienti dall’estero
  • Installazione
  • Classificazione
  • Qualificazione

FONTE
http://biblus.acca.it/linea-guida-csllpp-sui-rinforzi-frp/?utm_source=5329&utm_medium=linea-guida-csllpp-sui-rinforzi-frp

40 - Durc online e chiarimenti della CNCE
16 luglio 2015

La CNCE (Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili) ha pubblicato la Circolare n. 30 del 14 luglio 2015 avente ad oggetto i contenuti della riunione tenutasi con Inps e Inail per la risoluzione dei problemi legati al Durc online

E’ stato ribadito dall’Inps che gli uffici stanno procedendo all’annullamento di tutti i Durc anomali per le imprese edili (emessi senza la verifica del sistema Casse Edili).

L’Inps ha comunicato che, comunque, seguirà a breve l’annullamento di tutti i Durc emessi sino al 2 luglio 2015 alle ore 18,00 (termine in cui è stato effettuata la correzione del sistema) per imprese con Csc edile (codice statistico edile) ma privi della risultanza delle Casse Edili.

Sono stati chiariti, inoltre, da parte dell’istituto, i casi in cui sono state veicolate alle Casse Edili richieste di Durc afferenti soggetti con Csc edile ma comunque estranei allo svolgimento dell’attività edile medesima (sono stati segnalati casi di Farmacie, Istituti religiosi, etc.).

Sono inoltre state fornite alcune indicazioni anche in merito ai lavoratori autonomi.

Infine, l’Inail ha assicurato che sarà immediatamente riattivato lo Sportello Unico previdenziale per le richieste specifiche previste dal decreto sul Durc.

Clicca qui per scaricare la Circolare n. 30 del 14 luglio 2015 (Durc online)

 

FONTE:
http://biblus.acca.it/durc-online-chiarimenti-della-cnce/?utm_source=5329&utm_medium=durc-online-chiarimenti-della-cnce

39 - Certificazione energetica degli edifici, in Gazzetta i 3 decreti attuativi che riscrivono le nuove regole.
16 luglio 2015

Sulla Gazzetta ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015 sono stati pubblicati i nuovi decreti per la certificazione energetica edifici.

I decreti sono:

  1. decreto requisiti minimi: “applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici
  2. decreto relazione legge 10: “schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici
  3. decreto nuove linee guida APE: “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 – Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici

Decreto requisiti minimi

Il decreto requisiti minimi definisce le nuove modalità di calcolo della prestazione energetica e i nuovi requisiti minimi di efficienza per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazione.

Decreto relazione tecnica legge 10

Il decreto relazione tecnica  definisce gli schemi di relazione tecnica di progetto, adeguandoli al nuovo quadro normativo, in funzione delle diverse tipologie di opere: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, riqualificazioni energetiche.

Decreto nuove linee guida APE 2015

Il decreto linee guida definisce le nuove regole per la redazione dell’APE (attestato di prestazione energetica). Il nuovo modello di APE sarà valido su tutto il territorio nazionale e, insieme ad un nuovo schema di annuncio commerciale e al database nazionale dei certificati energetici (SIAPE), offrirà al cittadino, alle Amministrazioni e agli operatori informazioni semplici e chiare sull’efficienza dell’edificio e degli impianti, consentendone un confronto della qualità energetica di unità immobiliari differenti e orientando il mercato verso edifici con migliore qualità energetica.

I decreti entreranno in vigore il 1° ottobre 2015.

In allegato proponiamo il testo completo dei 3 decreti comprensivi di tutti i rispettivi allegati.

 

Clicca qui per scaricare il decreto requisiti minimi pubblicato in Gazzetta ufficiale

Clicca qui per scaricare il decreto relazione legge 10 pubblicato in Gazzetta ufficiale

Clicca qui per scaricare il decreto linee guida pubblicato in Gazzetta ufficiale

 

Per tutti gli approfondimenti, rinviamo il lettore ai precedenti articoli di BibLus-net:

 

FONTE:
http://biblus.acca.it/certificazione-energetica-degli-edifici-pubblicati-gazzetta-nuovi-decreti-attuativi/?utm_source=5329&amp;utm_medium=certificazione-energetica-degli-edifici-pubblicati-gazzetta-nuovi-decreti-attuativi

38 - Incentivi alle rinnovabili: il nuovo Decreto ha misure insufficienti.
10 luglio 2015

La bozza di decreto sui meccanismi di incentivazione per le rinnovabili elettriche (escluso il fotovoltaico) per il biennio 2015-16 è l'ennesima brutta sorpresa per gli imprenditori green italiani. Il tanto atteso "decreto incentivi", infatti, non appare sufficiente a garantire un quadro di ulteriore sviluppo.

"Dopo mesi di attesa - commenta Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili - abbiamo finalmente un testo da analizzare che contiene alcuni elementi positivi come, ad esempio, la possibilità di accedere alle tariffe del DM 6 luglio 2012 per gli impianti che entreranno in esercizio entro un anno dall’uscita del nuovo Decreto, il riconoscimento del primo criterio di priorità per gli impianti idonei ma esclusi dai registri precedenti per esaurimento dei contingenti ed, infine, in tema di manutenzioni, la possibilità di utilizzare componenti rigenerati.”

Le buone notizie si fermano però qui. “Allo stesso tempo - continua Re Rebaudengo - la bozza, oltre ad interessare un orizzonte temporale molto breve, solo fino al 1° dicembre 2016, riduce i contingenti incentivabili al punto da non sanare nemmeno tutte le istanze non ammesse ai registri precedenti. Anche l’entità degli incentivi è drasticamente ridotta (fino al 40% in meno al mini eolico, fino al 18% in meno per il mini idroelettrico e fino al 17% per i piccoli impianti a biomasse e biogas) impedendo, di fatto, nuove installazioni e bloccando lo sviluppo di un settore che ha generato occupazione, senza contare i benefici per l'ambiente e la nostra salute e che, non ultimo, ci ha resi più indipendenti dai produttori di energia da fonti fossili."

assoRinnovabili è ancora fiduciosa che il Mise rifletta su queste osservazioni e, pur comprendendo il momento economico, adotti una strategia maggiormente green.

37 - Banda ultralarga, dal primo luglio è scattato l’obbligo di dotare i nuovi edifici e quelli ristrutturati di un punto di accesso.
7 luglio 2015

Lo ha stabilito la legge di conversione del decreto Sblocca Italia (legge 164/2014 di conversione del DL 133/2014) Nuove infrastrutture per le telecomunicazioni e la banda ultralarga: a partire dal primo luglio 2015 tutte le nuove abitazioni dovranno essere predisposte alla banda larga e alla fibra ottica. Sono inclusi nell’obbligo anche tutti gli edifici che subiranno “pesanti ristrutturazioni” autorizzate a partire dalla stessa data.

 

Diventa operativo, quindi. l’art. 135 bis del DPR 380/2001 (Testo unico edilizia), introdotto dalla legge 164/2014 di conversione del D.L. Sblocca Italia.

 

In particolare, gli edifici devono essere equipaggiati con un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete.

 

Per infrastruttura fisica multiservizio interna all’edificio si intende il complesso delle installazioni presenti all’interno degli edifici contenenti reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l’accesso ai servizi a banda ultralarga e di connettere il punto di accesso dell’edificio con il punto terminale di rete.

 

La norma si inserisce in un contesto in cui gli impianti di telecomunicazione a banda ultralarga rappresentano una priorità del Paese come anche sottolineato nell’Agenda Digitale Italiana che ribadisce l’obiettivo del Piano strategico per la banda ultralarga di “coprire” entro il 2020 fino all’85% della popolazione con una connettività pari ad almeno 100 Mbps.

36 - Affitto con riscatto, il Notariato ritorna sul rent to buy affrontando la questione relativa alla liberazione dell’immobile in caso di inquilino moroso
22 Giugno 2015

Negli ultimi anni tra le nuove tipologie contrattuali si è imposto il cosiddetto rent to buy, un contratto a metà strada tra una locazione e una prevendita, ossia un affitto con riscatto.
In sostanza esso consente ai potenziali acquirenti, che non dispongono delle somme per acquistare un immobile, di usufruire da subito del godimento dell’immobile individuato, con pagamento di un canone periodico e, in un secondo momento, effettuare l’acquisto vero e proprio e il pagamento del relativo prezzo.


Affitto con riscatto, cosa succede in caso di inadempimento di una delle due parti?
Dal punto di vista legislativo, in caso di inadempimento del conduttore:
·       il concedente ha diritto alla restituzione dell’immobile ed acquisisce interamente i canoni a titolo di indennità, se non è stato diversamente concordato nel contratto
·       il contratto si risolve in caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni, determinato dalle parti, non inferiore ad un ventesimo del loro numero complessivo
Nel caso, invece, di inadempimento del concedente:
·       il concedente deve restituire la parte dei canoni imputata al corrispettivo, maggiorata degli interessi legali
Infine, nel caso di mancato esercizio, da parte del conduttore, del diritto di acquistare la proprietà dell’immobile entro il termine stabilito si ha che le parti definiscono in sede contrattuale la quota dei canoni imputata al corrispettivo che il concedente deve restituire.

Affitto con riscatto, lo studio del Notariato sulla validità quale titolo esecutivo
Il Notariato, con lo studio 283/2015, è intervenuto nel merito della questione analizzando, per lo più, la validità del titolo esecutivo per la restituzione dell’immobile in caso di inadempimento del conduttore.
In linea generale, l’art. 657 del Codice di procedura civile stabilisce che il locatore può intimare al conduttore lo sfratto in caso di inadempienza, ancor prima della scadenza del contratto.
Lo studio del Notariato evidenzia che risulta decisiva la qualificazione del contratto di rent to buy: se si qualifica come “sottotipo” della locazione, può essere applicato il procedimento per convalida di sfratto; se, invece, si qualifica come contratto atipico o contratto tipico differente, non è applicabile il procedimento di convalida di sfratto.
Pertanto, nel caso di inadempimento del conduttore, se il contratto di rent to buy redatto nella forma dell’atto pubblico contiene una clausola risolutiva espressa, lo stesso ha validità di titolo esecutivo ai fini del rilascio dell’immobile.

Clicca qui per scaricare lo studio del Notariato sull’affitto con riscatto, n. 285/2015

35 - Sfinge contributi alle imprese - Ordinanza n. 25 del 16 giugno 2015
19 Giugno 2015


Ordinanza n. 25 del 16 giugno 2015 del presidente Bonaccini in qualità di Commissario delegato

Modifiche all’Ordinanza n. 91 del 29 luglio 2013 come modificata dall’Ordinanza n. 75 del 24 novembre 2014. Proroga dei termini e parziale modifica dell’Ordinanza n. 158 del 23 dicembre 2013 “Proroga dei termini e parziale modifica dell’Ordinanza n. 91 del 29 luglio 2013 “Nuove modalità e criteri per la concessione alle imprese di contributi in conto capitale ai sensi dell’art. 3 del Decreto Legge 6 giugno 2012 n. 74, convertito in Legge con modificazioni nella Legge 1 agosto 2012 n. 122, a valere sulle risorse di cui all’art. 10, comma 13 del Decreto- Legge 22 giugno 2012, n. 83 convertito con modificazioni dalla Legge del 7 agosto 2012 n. 134 – Finanziamento degli interventi di rimozione delle carenze strutturali finalizzati alla prosecuzione delle attività per le imprese insediate nei territori colpiti dal sisma del maggio 2012 e il miglioramento sismico”

Scarica il file pdf

 
Fonte:
http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto/gli-atti-per-la-ricostruzione/2015/ordinanza-n-25-del-16-giugno-2015-del-presidente-bonaccini-in-qualita-di-commissario-delegato/view

34 - Diagnosi energetica obbligatoria, come procedere e applicarla? Ecco le indicazioni del MISE
15 Giugno 2015

In base a quanto indicato dal D.Lgs. 102/2014, in attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, alcune imprese hanno l’obbligo di effettuare periodicamente la diagnosi energetica.
In dettaglio, le imprese tenute ad effettuare la diagnosi energetica sono:
le imprese ad alto consumo di energia sui siti produttivi (ossia iscritte nell’elenco annuale istituito presso la Cassa Conguaglio per il settore elettrico)
le imprese di grandi dimensioni, con almeno 250 dipendenti o un fatturato superiore a 50 milioni di euro e un totale di bilancio annuo superiore a 43 milioni di euro
 
Ricordiamo che la diagnosi energetica è uno strumento finalizzato ad analizzare il modo in cui l’energia viene utilizzata in azienda, evidenziando quali sono le cause di eventuali sprechi e la fattibilità tecnica ed economica di possibili interventi migliorativi.
 
Diagnosi energetica e chiarimenti del Ministero
Il MISE ha elaborato un documento contenente i chiarimenti in materia di diagnosi energetica.
Il documento risponde ad una serie di domande relative a soggetti obbligati e modalità di esecuzione della diagnosi energetica.
In particolare, i chiarimenti sono relativi a:
individuazione dei soggetti obbligati ad effettuare la diagnosi energetica
individuazione del sito produttivo
individuazione dei soggetti che eseguono la diagnosi energetica
modalità tecniche per eseguire la diagnosi energetica
termini per eseguire la diagnosi energetica, la comunicazione dei risultati e altri adempimenti
sanzioni previste in caso di inadempienza
modalità di comunicazione dei risparmi (secondo quanto previsto dal D.Lgs. 102/2014)
 
Inoltre, sono presenti 3 allegati riguardanti:
imprese multi-sito e metodo per determinare quelli da assoggettare alla diagnosi
esecuzione della diagnosi energetica, con esempi di struttura energetica aziendale ed individuazione dei dati
comunicazione dei risparmi ed esempio di schema di rendicontazione
 
Clicca qui per scaricare il documento MISE sulla diagnosi energetica

fonte:
http://biblus.acca.it/diagnosi-energetica-cos-e/
 

33 - Dal primo giugno è previsto l’uso del catasto on line per l’aggiornamento delle banche dati catastali
1 Giugno 2015

Catasto online e MUIC
L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che dal primo giugno è obbligatorio l’invio dei documenti catastali relativi sia a nuove costruzioni sia a variazioni dell’esistente come fusioni, frazionamenti, ampliamenti o ristrutturazioni su un immobile.
In particolare i professionisti che operano nel settore del Catasto (geometri, ingegneri, architetti, periti) che dovranno inviare gli atti di aggiornamento catastale dovranno utilizzare il Modello Unico Informatico Catastale (MUIC) per la predisposizione e la presentazione degli atti di aggiornamento catastale.
Con il MUIC potranno essere presentati i seguenti atti di aggiornamento:
·       le dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione
·       le dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari già censite
·       le dichiarazioni di beni immobili non produttivi di reddito urbano, ivi compresi i beni comuni, e relative variazioni
·       i tipi mappali
·       i tipi di frazionamento
·       i tipi mappali aventi anche funzione di tipi di frazionamento
·       i tipi particellari

Catasto online e Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate sottolinea i vantaggi del Catasto online e della trasmissione telematica: grazie all’invio tramite web, i professionisti possono trasmettere le istanze di aggiornamento catastale all’Agenzia delle Entrate comodamente dal proprio ufficio, senza doversi recare presso gli sportelli, in ogni giorno della settimana e in qualunque momento della giornata.
La ricezione dei dati in formato digitale, inoltre, permetterà all’Agenzia di migliorare notevolmente la qualità dei dati catastali e contribuirà a snellire i tempi necessari per l’aggiornamento delle proprie banche dati, consentendo inoltre un risparmio di risorse e una maggiore trasparenza.
Catasto online e assistenza ai professionisti
L’Agenzia delle Entrate intanto comunica che gli Uffici provinciali-territorio forniranno un supporto ai tecnici professionisti, nella fase di avvio della obbligatorietà della trasmissione telematica, anche per i casi di irregolare funzionamento del servizio telematico, al fine di consentire comunque la ricezione di tutti gli atti di aggiornamento, sottoscritti con firma digitale.

Clicca qui per scaricare la Comunicazione dell’Agenzia delle Entrate
 

32 - Liquidation day
29 Maggio 2015

Mirandola, 9 Giugno 2015. Dalle ore 10.00 alle ore 17.30 | Sede del municipio, Via Giolitti 22

I Responsabili ed i referenti della Struttura Commissariale, Regione ER e gruppo Iap/Invitalia, in collaborazione con ANCI ER e ordini professionali, hanno organizzato una giornata di confronto che nasce con l’intento di formare e informare i soggetti che a vario titolo stanno lavorando alla presentazione delle domande sul sistema SFINGE, con riferimento alla liquidazione del contributo ed erogazione dei SAL/Saldo.
Quello delle liquidazioni è infatti un tema che ha dato già luogo a numerosi confronti tra le parti sia in sede regionale che sul territorio. L’iniziativa del 9 Giugno si propone di trattare il tema con una piccola novità: non solo la presentazione di alcuni casi-studio, ma anche incontri brevi e focalizzati sui singoli casi già in macchina, per entrare specificamente nei problemi legati a singole richieste di liquidazione e provare a risolverli, in un dialogo positivo tra le parti.

 

31 - Rischio sismico, un innovativo sistema di prevenzione
27 Maggio 2015

Rischio simico, l’Enea presenta un nuovo sistema di isolamento sismico per gli edifici esistenti. L’Enea in collaborazione con il Politecnico di Torino ha recentemente presentato un innovativo progetto sull’isolamento sismico degli edifici esistenti: la “piattaforma isolante”, ed una serie di progetti non invasivi per la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico.
La soluzione consente di realizzare un sistema d’isolamento sismico su edifici esistenti col grande vantaggio che la struttura e l’architettura dell’edificio vengono lasciate inalterate. L’obiettivo è di salvaguardare le costruzioni esistenti, soprattutto quelle di grande valore storico-artistico.
L’intervento viene realizzato operando sotto le fondazioni, senza in alcun modo intervenire sulla costruzione sovrastante; persino i locali interrati non sono danneggiati e fanno parte della sovrastruttura isolata.
Si può, quindi, affermare che questo sistema è in grado di rispondere ad ogni tipo di esigenza e ad ogni tipo di costruzione, di piccole o grandi dimensioni, anche ad interi aggregati edilizi come i nostri centri storici o negli impianti a rischio di incidente rilevante (quelli nucleari e chimici).
Il sistema di isolamento sismico fu proposto per l’adeguamento sismico di alcuni edifici storici all’Aquila, ma mai realizzato. Attualmente è oggetto di una proposta di progetto di ricerca in via di preparazione, in ambito europeo con numerosi partner italiani e stranieri.
Proponiamo il video che mostra in cosa consiste l’intervento proposto dall’Enea.

30 - Come mantenere gli incentivi per il fotovoltaico
25 Maggio 2015

il GSE ha pubblicato il documento tecnico con le regole per il mantenimento degli incentivi per gli impianti modificati

Il GSE ha pubblicato il Documento tecnico di riferimento sulle regole per il mantenimento degli incentivi in Conto Energia, che era rimasto in consultazione pubblica fino al 6 marzo scorso per eventuali suggerimenti. Il documento chiarisce i casi in cui si perde o si mantiene il diritto agli incentivi in Conto Energia anche dopo le modifiche apportate agli impianti, sia in caso di modifiche giuridico-formali (titolarità dell'impianto o del regime di vendita dell'energia) che di modifiche di carattere tecnico-sostanziale (sostituzioni in caso di guasti, modifica del punto di connessione).
Inoltre, vengono descritte le modalità e le tempistiche di comunicazione al GSE delle modifiche apportate agli impianti incentivati, con riferimento anche agli interventi già conclusi prima della pubblicazione del documento stesso, nonché a quelli in corso di realizzazione.
Sono inoltre presenti i seguenti modelli in allegato al documento:

  • ALLEGATO 1 - Comunicazione di inizio lavori di modifica dell’Impianto fotovoltaico
  • ALLEGATO 2 - Comunicazione di modifica in corso d’opera dell’impianto fotovoltaico
  • ALLEGATO 3 - Richiesta di valutazione preliminare di modifica dell’impianto fotovoltaico
  • ALLEGATO 4 - Comunicazione di avvenuta modifica dell’impianto fotovoltaico

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29 - Dopo il terremoto in Emilia
17 Novembre 2014

Aggiornate le procedure sulla ricostruzione delle abitazioni private. Lo definisce l’ordinanza n. 71 del 17 ottobre 2014 varata dal Commissario delegato alla ricostruzione Alfredo Bertelli che modifica diverse ordinanze commissariali (la n. 29, 51, 57 e 86 del 2012 e la n. 131 del 2013 nonché la 9 e 39 del 2014) e che proroga i termini di presentazione delle domande di contributo per la ricostruzione dei privata (n. 29, 51 e 86 del 2012 e n. 131 del 2013).

Le modifiche sono scaturite dall’esperienza maturata sulle pratiche in corso e a seguito del confronto con i comuni, colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012, e con il supporto del tavolo tecnico permanente con gli ordini professionali delle quattro province coinvolte.

Tra le novità la proroga al 31 dicembre 2015 dei termini per la presentazione delle domande di contributo per gli immobili classificati E. Prorogati anche i termini per la presentazione delle domande degli immobili inclusi nelle UMI e quelli delle associazioni senza scopo di lucro.

Sono stati rivisti i tempi di protocollazione, accettazione e istruttoria delle domande da parte dei comuni allineandoli a quelli della legge regionale 15/2013 in materia di edilizia (decorsi cinque giorni la pratica si intende accettata e dal quel momento partono i 90 giorni per l’istruttoria dei Comuni) e sono stati allungati anche i tempi per la presentazione delle integrazioni da parte dei professionisti (da 10 a 30 giorni).

Viene maggiormente dettagliato il procedimento da seguire in caso di varianti che si dovessero rendere necessarie nel corso dell’esecuzione dei lavori. A due anni dal sisma alla luce delle numerose pratiche presentate, istruite e i contributi già concessi, sono state maggiormente dettagliate le attività da parte dei Comuni e del Commissario inerenti il controllo sulla parte edilizia e strutturale dei progetti, sui computi metrici e sulle attività amministrative.

Il provvedimento contiene, inoltre, altre disposizioni di carattere tecnico che chiariscono e specificano maggiormente le procedure per il calcolo dei contributi e per la presentazione delle domande.

L’ordinanza 71 è propedeutica all’uscita nei prossimi giorni dell’aggiornamento delle “Linee Guida relative all’applicazione delle ordinanze commissariali nn. 29, 51 e 86/2012” approvate in febbraio 2014.

Il testo dell’ordinanza è consultabile nella sezione “Atti per la ricostruzione”, e sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

28 - Alfredo Bertelli nuovo commissario delegato del Governo alla ricostruzione
1 Settembre 2014

E’ stata resa nota oggi da Palazzo Chigi la nomina di Alfredo Bertelli, sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, a commissario delegato del Governo alla ricostruzione nei territori emiliani colpiti dal sisma del 2012 e da altre emergenze avvenute successivamente.

La decisione del Governo, contenuta in un decreto assunto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a firma del sottosegretario Graziano Delrio, è conseguente alle dimissioni di Vasco Errani dalla carica di presidente della Regione Emilia-Romagna che, come tale, ricopriva anche il ruolo di commissario.

La nomina di Bertelli, che fin dai primi giorni dopo il terremoto aveva collaborato con il presidente Errani sui temi prima dell’emergenza, poi della ricostruzione, è stata ritenuta dal Governo la scelta più adeguata per ricoprire questo incarico, che durerà – precisa il decreto – fino all’insediamento del nuovo Presidente.

“Ho accettato l’incarico che mi è stato proposto – spiega Bertelli – per dare continuità all’opera di ricostruzione, già in fase avanzata, avviata dal Presidente Errani. Ricostruzione che, peraltro, non si è mai fermata nel corso di questi mesi”.

“Ai primi di settembre – conclude il neo-commissario – conto di convocare il Comitato Istituzionale per mettere a punto con i sindaci del Comuni colpiti le attività da mettere in campo nell’immediato, prime tra esse una serie di provvedimenti che contribuiranno a snellire le procedure burocratiche per la ricostruzione”.

27 - La nuova guida dell'Agenzia delle Entrate su ristrutturazioni edilizie, agevolazioni fiscali e bonus mobili, aggiornata a maggio 2014.
9 Giugno 2014

Il documento fornisce tutte le indicazioni per richiedere in maniera corretta il beneficio fiscale, illustrandone modalità ed adempimenti.
Tra le novità di questa edizione, c’è la possibilità di usufruire di un bonus mobili per un importo fino a 10.000 euro in caso di interventi edilizi.
Gli argomenti affrontati sono i seguenti:
- detrazione IRPEF per le spese di ristrutturazione
- IVA sulle ristrutturazioni edilizie
- detrazione per gli acquirenti e gli assegnatari di immobili ristrutturati
- detrazione interessi passivi sui mutui
- interventi ammessi alla detrazione IRPEF

Scarica il PDF

26 - “Terreferme”, a Milano il patrimonio culturale emiliano dopo il sisma
30 Maggio 2014

Alla Triennale di Milano la mostra “Terreferme Emilia 2012: il patrimonio culturale oltre il sisma”. La mostra è aperta da oggi, 30 maggio, fino al 20 luglio 2014 e documenta, con modalità multimediali e interattive, gli effetti distruttivi del terremoto sul patrimonio culturale e le attività svolte per la sua salvaguardia ed il suo recupero.

Il progetto è della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna realizzato con Fondazione Telecom Italia al fine di documentare gli effetti distruttivi del terremoto sul patrimonio culturale e le attività svolte per la sua salvaguardia e recupero.

La mostra “Terreferme”, che si avvale anche della partecipazione di diversi video artisti e fotografi che rendono ancora più ricco di emozioni il racconto, si avvale delle più moderne tecnologie della comunicazione e offe al visitatore un approccio che gli consente di gestire in modo interattivo e dinamico i contenuti che vengono proposti nelle diverse sezioni.

La mostra propone in particolare 48 video narrazioni sulle caratteristiche del patrimonio culturale emiliano. Dalla realizzazione della nuova ed inedita piattaforma digitale per la geolocalizzazione dei beni culturali distribuiti sull’intero territorio regionale, all‘utilizzo di droni per effettuare riprese aeree, il progetto “Terreferme” apre nuove frontiere sul versante della documentazione, della comunicazione e delle strategie di difesa del patrimonio culturale che la tecnologia può offrire.

La mostra, in viale Emilio Alemagna 6, è aperta dal 30 maggio al 20 luglio 2014

martedì – domenica: 10.30 – 20.30; giovedì: 10.30 – 23.00

ingresso gratuito


www.terreferme.it

25 - Attestato di Prestazione Energetica: punto della situazione
27 Maggio 2014

Negli ultimi anni in Italia, si è assistito ad un continuo evolversi legislativo e normativo, che introducendo obblighi sempre più restrittivi in materia di efficienza energetica degli edifici ha di fatto informato e sensibilizzato gli operatori di settore su queste tematiche.
Dal 2005 ad oggi, cioè dall’entrata in vigore del D.Lgs.192 ad oggi sono stati fatti molti sforzi per accrescere ampliare la consapevolezza culturale verso l’uso razionale delle risorse energetiche e la sostenibilità in edilizia, e l’APE doveva essere il più potente mezzo a disposizione.
Eppure quella della certificazione energetica in Italia è una sfida persa. L’obbligo di allegare l’APE nei vari atti di trasferimento di un immobile è stato percepito dal cittadino più come un onere che come un’opportunità.
L’APE poteva divenire uno strumento di informazione importante per rendere consapevole la scelta dell’acquirente di un immobile, uno strumento capace di orientare il mercato immobiliare verso costruzioni sempre più efficienti e verso la riqualificazione in chiave energetica del parco edilizio esistente; invece non lo è stato.
La crisi economica è un fattore rilevante di questo fallimento, il settore edilizio è da troppo tempo fermo, non si vende, non si compra non si costruisce, ma soprattutto non “gira l’economia” e anche chi volesse acquistare un immobile ha difficoltà ad ottenere un mutuo e ad investire in soluzioni tecnologiche nuove.
Ma sarebbe troppo semplice attribuire cause di insuccessi sempre e solo alla crisi economica, una importante concausa va rintracciata anche nel sistema legislativo, troppo frammentato e incongruente.
Il quadro legislativo sulla certificazione energetica è diventato davvero incerto, con un susseguirsi di decreti che hanno portato ad una disomogeneità della normativa sul territorio nazionale, provocando perplessità e disorientamento, tra tutti gli operatori coinvolti, cittadini, professionisti, imprese.
 
Le modifiche all’articolo 6 del D.Lgs. 192/05
L’articolo  del D.Lgs. 192/05 è l’articolo che tratta dell’attestato di prestazione energetica ed è forse l’articolo che ha subito le maggiori modifiche e adeguamenti nel susseguirsi disorientante dei vari decreti.
Infatti il vecchio articolo è stato integralmente sostituito dall’art. 6 della del DL. 63/13 convertito in L.90/13 e poi modificato dal DL. 145/13 decreto Destinazione Italia convertito nella L. 9/14.
Per fare chiarezza si riporta di seguito il testo del nuovo articolo 6 aggiornato con tutte le modifiche facendo poi il punto sugli aspetti rilevanti.
Art. 6. Attestato di prestazione energetica, rilascio e affissione

(articolo così sostituito dall'art. 6 della legge n. 90 del 2013)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l'attestato di prestazione energetica degli edifici è rilasciato per edifici o le unità immobiliari costruiti, venduti o locati ad un nuovo locatario e per gli edifici indicati al comma 6. Gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono dotati di un attestato di prestazione energetica prima del rilascio del certificato di agibilità. Nel caso di nuovo edificio, l'attestato è prodotto a cura del costruttore, sia esso committente della costruzione o società di costruzione che opera direttamente. Nel caso di attestazione della prestazione degli edifici esistenti, ove previsto dal presente decreto, l'attestato è prodotto a cura del proprietario dell'immobile.
2. Nel caso di vendita, di trasferimento di immobili a titolo gratuito o di nuova locazione di edifici o unità immobiliari, ove l'edificio o l'unità non ne sia già dotato, il proprietario è tenuto a produrre l'attestato di prestazione energetica di cui al comma 1. In tutti i casi, il proprietario deve rendere disponibile l'attestato di prestazione energetica al potenziale acquirente o al nuovo locatario all'avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle medesime; in caso di vendita o locazione di un edificio prima della sua costruzione, il venditore o locatario fornisce evidenza della futura prestazione energetica dell'edificio e produce l'attestato di prestazione energetica entro quindici giorni dalla richiesta di rilascio del certificato di agibilità.
3. Nei contratti di compravendita immobiliare, negli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione è inserita apposita clausola con la quale l'acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici; copia dell'attestato di prestazione energetica deve essere altresì allegata al contratto, tranne che nei casi di locazione di singole unità immobiliari. In caso di omessa dichiarazione o allegazione, se dovuta, le parti sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000 a euro 18.000; la sanzione è da euro 1.000 a euro 4.000 per i contratti di locazione di singole unità immobiliari e, se la durata della locazione non eccede i tre anni, essa è ridotta alla metà. Il pagamento della sanzione amministrativa non esenta comunque dall'obbligo di presentare la dichiarazione o la copia dell'attestato di prestazione energetica entro quarantacinque giorni. L'accertamento e la contestazione della violazione sono svolti dalla Guardia di Finanza o, all'atto della registrazione di uno dei contratti previsti dal presente comma, dall'Agenzia delle Entrate, ai fini dell'ulteriore corso del procedimento sanzionatorio ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 
(comma così sostituito dall'art. 1, comma 7, legge n. 9 del 2014)
4. L'attestazione della prestazione energetica può riferirsi a una o più unità immobiliari facenti parte di un medesimo edificio. L'attestazione di prestazione energetica riferita a più unità immobiliari può essere prodotta solo qualora esse abbiano la medesima destinazione d'uso, la medesima situazione al contorno, il medesimo orientamento e la medesima geometria e siano servite, qualora presente, dal medesimo impianto termico destinato alla climatizzazione invernale e, qualora presente, dal medesimo sistema di climatizzazione estiva.
5. L'attestato di prestazione energetica di cui al comma 1 ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio ed è aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare. La validità temporale massima è subordinata al rispetto delle prescrizioni per le operazioni di controllo di efficienza energetica dei sistemi tecnici dell'edificio, in particolare per gli impianti termici, comprese le eventuali necessità di adeguamento, previste dai regolamenti di cui al d.P.R. 16 aprile 2013, n. 74, e al d.P.R. 16 aprile 2013, n. 75. Nel caso di mancato rispetto di dette disposizioni, l'attestato di prestazione energetica decade il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata per le predette operazioni di controllo di efficienza energetica. A tali fini, i libretti di impianto previsti dai decreti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), sono allegati, in originale o in copia, all'attestato di prestazione energetica.
6. Nel caso di edifici utilizzati da pubbliche amministrazioni e aperti al pubblico con superficie utile totale superiore a 500 m2 , ove l'edificio non ne sia già dotato, è fatto obbligo al proprietario o al soggetto responsabile della gestione, di produrre l'attestato di prestazione energetica entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e di affiggere l'attestato di prestazione energetica con evidenza all'ingresso dell'edificio stesso o in altro luogo chiaramente visibile al pubblico. A partire dal 9 luglio 2015, la soglia di 500 m2 di cui sopra, è abbassata a 250 m2. Per gli edifici scolastici tali obblighi ricadono sugli enti proprietari di cui all'articolo 3 della legge 11 gennaio 1996, n. 23.
6-bis. Il fondo di garanzia di cui all'articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, è utilizzato entro i limiti delle risorse del fondo stesso anche per la copertura delle spese relative alla certificazione energetica e agli adeguamenti di cui al comma 6 del presente articolo.
7. Per gli edifici aperti al pubblico, con superficie utile totale superiore a 500 m², per i quali sia stato rilasciato l'attestato di prestazione energetica di cui ai commi 1 e 2, è fatto obbligo, al proprietario o al soggetto responsabile della gestione dell'edificio stesso, di affiggere con evidenza tale attestato all'ingresso dell'edificio o in altro luogo chiaramente visibile al pubblico.
8. Nel caso di offerta di vendita o di locazione, ad eccezione delle locazioni degli  edifici  residenziali utilizzati   meno di quattro mesi all'anno, i corrispondenti annunci tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali riportano gli indici di prestazione energetica dell'involucro e globale e globale dell'edificio o dell'unità immobiliare e la classe energetica corrispondente.
9. Tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici, o nei quali figura come committente un soggetto pubblico, devono prevedere la predisposizione dell'attestato di prestazione energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare interessati.
10. L'obbligo di dotare l'edificio di un attestato di prestazione energetica viene meno ove sia già disponibile un attestato in corso di validità, rilasciato conformemente alla direttiva 2002/91/CE.
11. L'attestato di qualificazione energetica, al di fuori di quanto previsto all'articolo 8, comma 2, è facoltativo ed è predisposto al fine di semplificare il successivo rilascio dell'attestato di prestazione energetica. A tale fine, l'attestato di qualificazione energetica comprende anche l'indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche e la classe di appartenenza dell'edificio, o dell'unità immobiliare, in relazione al sistema di certificazione energetica in vigore, nonché i possibili passaggi di classe a seguito della eventuale realizzazione degli interventi stessi. L'estensore provvede ad evidenziare opportunamente sul frontespizio del documento che il medesimo non costituisce attestato di prestazione energetica dell'edificio, ai sensi del presente decreto, nonché, nel sottoscriverlo, quale è od è stato il suo ruolo con riferimento all'edificio medesimo.
12. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, d'intesa con la Conferenza unificata, sentito il CNCU, avvalendosi delle metodologie di calcolo definite con i decreti di cui all' articolo 4, è predisposto l'adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10 luglio 2009, nel rispetto dei seguenti criteri e contenuti:
a) la previsione di metodologie di calcolo semplificate, da rendere disponibili per gli edifici caratterizzati da ridotte dimensioni e prestazioni energetiche di modesta qualità, finalizzate a ridurre i costi a carico dei cittadini; 
b) la definizione di un attestato di prestazione energetica che comprende tutti i dati relativi all'efficienza energetica dell'edificio che consentano ai cittadini di valutare e confrontare edifici diversi. Tra tali dati sono obbligatori:
1) la prestazione energetica globale dell'edificio sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile, attraverso i rispettivi indici; 
2) la classe energetica determinata attraverso l'indice di prestazione energetica globale dell'edificio, espresso in energia primaria non rinnovabile; 
3) la qualità energetica del fabbricato a contenere i consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento, attraverso gli indici di prestazione termica utile per la climatizzazione invernale ed estiva dell'edificio; 
4) i valori di riferimento, quali i requisiti minimi di efficienza energetica vigenti a norma di legge; 
5) le emissioni di anidride carbonica; 
6) l'energia esportata; 
7) le raccomandazioni per il miglioramento dell'efficienza energetica dell'edificio con le proposte degli interventi più significativi ed economicamente convenienti, separando la previsione di interventi di ristrutturazione importanti da quelli di riqualificazione energetica; 
8) le informazioni correlate al miglioramento della prestazione energetica, quali diagnosi e incentivi di carattere finanziario;
c) la definizione di uno schema di annuncio di vendita o locazione, per esposizione nelle agenzie immobiliari, che renda uniformi le informazioni sulla qualità energetica degli edifici fornite ai cittadini; 
d) la definizione di un sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale, di utilizzo obbligatorio per le regioni e le province autonome, che comprenda la gestione di un catasto degli edifici, degli attestati di prestazione energetica e dei relativi controlli pubblici.
 
Le modifiche all’art. 6 hanno introdotto novità interessanti che potrebbero determinare un cambiamento di rotta verso l’applicazione più seria della certificazione energetica.
Infatti è possibile rintracciare alcuni spunti rilevanti che se ben perseguiti con attività di controllo potrebbero correggere gli errori del passato :
- L’obbligo per gli edifici nuovi di produrre l’APE finalizzato al rilascio dell’agibilità
- L’obbligo di rendere disponibile l’APE fin dall’avvio delle trattative di compravendita o locazione
- L’introduzione di una sanzione amministrativa pecuniaria in solido e in parti uguali a carico delle parti nel caso di mancata allegazione dell’APE con affidamento dei controlli alla Guardia di Finanza e Agenzia dell’Entrate.
 
Di fatto però una vera applicazione di questi obblighi si potrà avere solo con una effettiva campagna  di controlli. I controlli da parte degli enti territoriali e le eventuali conseguenti applicazioni delle sanzioni costituiscono lo strumento più efficace per dare innanzitutto qualità al processo di certificazione oggi avvilito da prezzi ridicoli per la redazione di un’ APE e da professionalità poco formate su questi argomenti e per promuovere il ruolo della certificazione energetica come vera molla di un ciclo virtuoso atto a favorire la riqualificazione energetica del parco edilizio.
 
Una nota a parte merita la modifica del comma 3 dell’art.6 che crea un po’ di confusione. Occorre infatti fare una distinzione tra :
    1.    obbligo di dotazione dell’APE, che concerne tutti atti di trasferimento immobiliare e tutte le nuove locazioni, anche non soggette a registrazione
    2.    obbligo dichiarativo relativo all’ inserimento nel contratto della clausola nella quale l’acquirente o il conduttore afferma di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’APE, relative alla prestazione energetica degli edifici,
    3.    obbligo di allegare l’APE al contratto.
 
Nel caso di trasferimento a titolo gratuito c’è l’obbligo di dotazione dell’APE ma non quello dichiarativo e di allegazione mentre nel caso di contratti di locazione di singole unità abitative non si applica l’obbligo di allegazione del contratto.
 

 

Obbligo di dotazione dell’APE

Obbligo dichiarativo con apposita clausola informativa inserita nel contratto

Obbligo di allegazione dell’APE al contratto

Sanzione

Trasferimento a titolo oneroso

SI

SI

SI

Dai 3000 ai 18000 euro

Trasferimento a titolo gratuito

SI

NO

NO

-

Nuovi contratti di locazione

SI

SI

SI

Dai 3000 ai 18000 euro

Nuovi contratti di locazione di singole unità immobiliari

SI

SI

NO

Dai 1000 ai 4000 euro ridotta a metà per contratti di durata non superiore ai 3 anni

 


 
Quando non è obbligatorio produrre l’APE?
Un ultimo appunto per fare chiarezza sull’APE riguarda la non obbligatorietà. I casi di esclusioni dell'APE restano quelli indicati all'articolo 3 comma 3 del D.Lgs 192/05 così come modificato poi dalla L.90/13 con in aggiunta quanto riportato nel DM. 26/06/09 che è stato trascritto nella Legge 90 e quanto riportato nel Decreto di chiarimento alle Linee guida Nazionali  sull'esclusione dei ruderi e degli scheletri.
 
Ecco l’elenco dei casi di esclusione:
Da art.3 del 192 + L90 + LGN
b) gli edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili; 
c) edifici rurali non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione; 
d) i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati; 
e) gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d'uso di cui all'articolo 3 del d.P.R. 26 agosto 1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l'installazione e l'impiego di sistemi tecnici di climatizzazione, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, fatto salvo quanto disposto dal comma 3-ter;
f) gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.»;
 
Da DM_22-11-2012_ modifica LGN
a) i ruderi, previa esplicita dichiarazione di tale stato dell'edificio nell'atto notarile di trasferimento di proprietà;
b) immobili venduti nello stato di "scheletro strutturale", cioè privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell'involucro edilizio, o "al rustico", cioe' privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici, previa esplicita dichiarazione di tale stato dell'edificio nell'atto notarile di trasferimento di proprietà. Resta fermo l'obbligo di presentazione, prima dell'inizio dei lavori di completamento, di una nuova relazione tecnica di
progetto attestante il rispetto delle norme per l'efficienza energetica degli edifici in vigore alla data di presentazione della richiesta del permesso di costruire, o denuncia di inizio attivita', comunque denominato, che, ai sensi dell'art. 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, il proprietario dell'edificio, o chi ne ha
titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti contestualmente alla denuncia dell'inizio dei lavori.

A cura di: Arch. Daniela Petrone –Vicepresidente ANIT

24 - Ricostruzione, il bilancio a due anni dal terremoto.
25 Maggio 2014

Oltre 4 miliardi messi in campo per l’emergenza, l’avvio della ricostruzione e il rilancio dell'economia. Sette famiglie su dieci tornate a casa. 215 lavoratori in cassa integrazione rispetto ai 40 mila iniziali.

«Questo terremoto costerà quello che avevamo previsto costasse. E i tempi della ricostruzione non saranno più lunghi rispetto a quelli di altri che hanno dato buoni risultati finali», ha detto il presidente della Regione e commissario delegato Vasco Errani presentando a Bologna il bilancio della ricostruzione a due anni dal sisma, insieme al sottosegretario alla Presidenza Alfredo Bertelli e agli assessori Patrizio Bianchi (scuola), Carlo Lusenti (salute), Alfredo Peri (urbanistica) e Tiberio Rabboni (agricoltura).

A oggi il totale delle risorse impegnate ammonta a 4,03 miliardi. Ad esse si sommano 726 milioni di prestiti senza interessi accesi dalle imprese per il pagamento di tributi, contributi e premi.

Dopo le due scosse principali, il 20 e il 29 maggio 2012, il territorio colpito registrava: 19 mila famiglie che avevano lasciato le proprie abitazioni, di cui 16 mila (per un totale di 45 mila persone coinvolte) avevano chiesto assistenza; 14 mila edifici residenziali danneggiati; 13 mila attività economiche danneggiate (capannoni e impianti aziende agricole, negozi) nonché 1.500 edifici pubblici e strutture socio-sanitarie lesionati. 

Oltre 40 mila i lavoratori in cassa integrazione, scesi oggi a 215. L’area del sisma (in cui si realizza il 2% del Pil italiano) ha interessato 58 comuni (di cui 4 capoluoghi), due comuni per i danni produttivi e diversi comuni limitrofi con danni puntuali a edifici pubblici e privati.

La ricostruzione vera e propria è iniziata 14 mesi fa, con il riconoscimento del 100% del contributo (il Dpcm di febbraio 2013). Tra gli altri indicatori della ricostruzione, le 6.345 pratiche presentate per ricostruire abitazioni e imprese per un totale di 1,9 miliardi di euro, di cui 960 milioni registrati dalla piattaforma Mude (5312 abitazione) e 934 milioni registrati da Sfinge (1.033 imprese).

Ricostruzione pubblica.
Finanziati e realizzati circa 2.000 interventi (per oltre 200 milioni di euro) di opere provvisionali e di somma urgenza per riaprire le “zone rosse”, mettere in sicurezza chiese e monumenti, opere idrauliche, ripristinare la viabilità, facilitare il rientro di coloro che avevano le abitazioni con rischio esterno. 

Costruite 12 sedi di municipi temporanei per la continuità dei servizi pubblici. A maggio 2012 erano inagibili: 570 scuole (70mila studenti coinvolti): in pochi mesi sono state riparate le scuole in B e C e costruiti 30 edifici scolastici temporanei (Est), 32 prefabbricati modulari scolastici (Pms) e 26 palestre scolastiche.

Il “Programma per le opere pubbliche, beni culturali e edilizia scolastica” prevede ben 1.540 interventi per  1 miliardo e 354 milioni di euro. Il Piano operativo 2013-2014 stanzia 537 milioni di euro per 664 interventi di cui: 179 interventi per opere pubbliche per 131 milioni di euro; 363 interventi per beni culturali, 288 milioni; 122 interventi per scuole e Università per 123 milioni. Sono stati realizzati, dopo le scosse, interventi di ripristino in ospedali e strutture socio sanitarie per un totale di 156 milioni. 

Predisposte misure per sostenere la rinascita dei centri storici, che si aggiungono a quelle già emanate, in particolare attraverso le Umi, i Piani urbanistici della ricostruzione e i Piani per il ripristino degli edifici pubblici e dei beni culturali.

Imprese.
Delle 1.033 domande di contributo presentate (immobili, beni strumentali, scorte  e delocalizzazione), sono 512 i Decreti di concessione per 342 milioni di euro. Le prenotazioni per accedere al contributo sono 3.998. Le domande e le prenotazioni (5.031 imprese) raggiungono quota 8.016 unità se si considerano anche 2.985 immobili a uso produttivo e commerciale, registrati dalla piattaforma Mude in quanto inseriti in edifici.
Il costo medio per pratica risulta per l’industria di 1 milione e 121 mila euro, per l’agricoltura di 589mila euro e per il commercio di 388 mila euro.

Gli interventi di ricostruzione si sono concentrati per oltre il 60% nei comuni modenesi di Concordia, Cavezzo, Finale Emilia, Mirandola, Medolla, Novi e San Felice sul Panaro. La maggior parte riguarda gli immobili (circa il 76%) del totale, a seguire i progetti per il ripristino dei beni strumentali (13%), la ricostituzione delle scorte (7%) e la delocalizzazione temporanea (4%). Si tratta prevalentemente di imprese di piccole e medie dimensioni (67%). La maggior parte dei progetti non oltrepassa i 500.000 euro di contributo (79%), mentre 8 superano la soglia dei 10 milioni, che da soli rappresentano oltre il 50% dei contributi concessi.

Vi è una netta prevalenza della meccanica, seguita dal settore agricolo e immobiliare. Quasi tutte le imprese sono riuscite a non interrompere completamente l’attività produttiva, attraverso soluzioni temporanee di delocalizzazione o distribuzione delle commesse alla propria rete di imprese collegate o in collaborazione, attenuando così l’impatto in ambito occupazionale.

23 - L'orologio di Mirandola torna a battere.
21 Maggio 2014

A due anni esatti dalla prima scossa del 20 maggio 2012 che colpì l'Emilia, è ripartito a Mirandola un altro simbolo della città dei Pico: l'orologio del palazzo municipale di piazza Costituente.  

Il meccanismo è stato infatti riattivato su iniziativa del Comune e grazie alla collaborazione dell'ingegner Marcello Pollastri. "L'intervento - spiega l'ingegnere comunale Candido Bertolani - ha comportato la sostituzione della scheda madre e del relè, che avevano subito danni a seguito del sisma". 

Anche la campana è stata riattivata, dopo essere stata isolata dalla struttura, in modo che le vibrazioni non possano creare danni all'edificio, già gravemente compromesso dal terremoto. 

La spesa dell'intervento è stata di circa 1.500 euro, finanziata con le somme della ricostruzione degli edifici pubblici. Si tratta della seconda buona notizia in pochi giorni che riguarda lo storico Municipio: è stato infatti affidato alla società Enerplan di Carpi il progetto di recupero dell'intero edificio.

22 - Terremoto del 20 e 29 maggio 2012: obbligo del miglioramento sismico dei capannoni: soluzioni tecniche e finanziamenti disponibili.
14 Maggio 2014

Vi segnaliamo l'appuntamento/Evento che avrà luogo il 28 maggio 2014 alle ore 14.30 presso l'Auditorium A. Loria in via Rodolfo Pio 1 a Carpi. Con riferimento al sisma del maggio 2012 e alle attività produttive insediate in uno dei comuni del c.d. "cratere", il prossimo 8 giugno 2014 scadrà improrogabilmente il termine entro il quale i fabbricati che, al momento del terremoto, presentavano almeno una delle carenze descritte dall'art. 3, comma 8, D.L. n. 74/2012 conv. nella L. n. 122/2012, dovranno essere sottoposti alla verifica o valutazione di sicurezza, ai sensi delle Norme Tecniche di Costruzione 14 gennaio 2008, allo scopo di determinarne il livello di vulnerabilità sismica rispetto ad un edificio nuovo di analoghe caratteristiche.

Com'è noto, tale processo è di competenza dei professionisti esperti in progettazione di strutture, presuppone che le menzionate carenze siano già state rimosse con idonei interventi provvisionali e che, pertanto, sia già stato rilasciato il certificato di agibilità sismica provvisoria, senza il quale non sarebbe stato possibile riprendere l'attività produttiva all'interno dell'edificio.
 
La verifica è propedeutica alla progettazione dell'intervento di miglioramento sismico, che è necessario ogni qualvolta l'esito della valutazione risulti inferiore al 60% del livello di sicurezza sismica richiesto ad un edificio nuovo.
 
L'intervento vero e proprio potrà poi essere svolto in un arco temporale relativamente ampio, variabile in funzione del grado di vulnerabilità concretamente riscontrato, ma il perfezionamento e la formalizzazione della valutazione è indispensabile anche al fine di prorogare l'efficacia dell'agibilità sismica provvisoria; infatti, in assenza della prima, l'idoneità del capannone verrebbe meno proprio dal menzionato 8 giugno 2014.
 
Per fare il punto della situazione sotto il profilo giuridico, ma anche per illustrare alcune innovative soluzioni tecniche idonee a realizzare il miglioramento sismico degli edifici produttivi con modalità meno invasive possibili, Confindustria Modena, in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna, organizza un convegno che costituirà l'occasione anche per riesaminare gli strumenti di finanziamento e i contributi pubblici ancora disponibili.
Interverranno in qualità di relatori:

Prof. Ing. Ivo Vanzi - Dipartimento di Ingegneria e Geologia dell'Università di Chieti
Ing. Stefano Curli - Studio Curli Ingegneria, Architettura, Ambiente
Avv. Gianluca Rusconi – Confindustria Emilia Romagna
Dott. Alessandro Rossi – Confindustria Moderna
Dott. Giovanni Bartolotti – Confindustria Modena

21 - Misure per la rinascita dei centri storici e urbani colpiti dal sisma 2012.
13 Maggio 2014

Varate due ordinanze (n. 32 e n. 33 del 28 aprile) che contengono misure per supportare in maniera flessibile la rinascita dei centri storici e urbani colpiti dal sisma del maggio 2012. Piani organici comunali per la rivitalizzazione dei centri storici. La Regione aggiunge 11 milioni per la "città pubblica".

Il commissario delegato alla ricostruzione e presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani - anche grazie ad alcuni elementi definiti dalla Legge di Stabilità del Governo nazionale, che garantiscono maggiore elasticità nell’utilizzo delle risorse per la ricostruzione - vara due ordinanze per i centri storici e urbani.

L’obiettivo dei provvedimenti quello di favorire il ripristino delle condizioni di vita, la ripresa delle attività economiche e la riduzione della vulnerabilità in ambiti che abbiano subito danni molto gravi al patrimonio edilizio abitativo, produttivo e per servizi, ai beni culturali e alle infrastrutture attraverso programmi di rigenerazione che si integrino con gli interventi di ricostruzione già in atto.

Le due ordinanze prevedono la possibilità di realizzazione da parte dei Comuni di un Piano organico, importante norma di flessibilità costruita in accordo con i sindaci dei Comuni coinvolti e la possibilità di recuperare anche gli immobili di proprietari che non intendono farlo attraverso la vendita e successiva destinazione all’affitto in modo da raggiungere il duplice risultato di ricostruire e aumentare l’offerta di alloggi in locazione rivitalizzando i centri storici.

Oltre a questi provvedimenti, la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato una misura per la “città pubblica”, mettendo a disposizione dell’area colpita dal sisma ulteriori 11 milioni di euro con la Legge di bilancio del 2014.

PIANO ORGANICO, DELOCALIZZAZIONI, ACQUISTI DI IMMOBILI.
Il Piano organico è un documento programmatico-operativo che, sulla base delle risorse per la ricostruzione effettivamente disponibili (quelle previste dalla Lr 16 e Lr 19) delinea la strategia generale e definisce l’insieme delle azioni che il Comune, d’intesa anche con altri soggetti pubblici e privati, intende attivare per la rigenerazione degli ambiti urbani, la rivitalizzazione delle funzioni economiche, sociali e amministrative e all’aumento dei residenti.

Il Piano organico dovrà essere approvato dal Consiglio comunale di ciascuna municipalità interessata e avrà la funzione di ordinare gli interventi che si possono realizzare rapidamente, possibili nel breve periodo, tra quelli previsti dal Piano di Ricostruzione.

Prevista anche la delocalizzazione, ovvero la possibilità, da parte di chi ha l’immobile danneggiato gravemente (E3 e E2) o demolito, di acquistare o ricostruire in un’altra zona della città con un contributo pari a quello dovuto per l’edificio danneggiato. Quest’ultimo deve in cambio essere ceduto gratuitamente al Comune.

Entrambe le ordinanze prevedono misure che consentono l’acquisto con modalità e finalità differenti.
I proprietari di alloggi gravemente danneggiati avranno la possibilità di acquistare una nuova abitazione, in zone indicate dal piano organico, anziché riparare la vecchia che verrà ceduta in cambio al Comune.

Viene disciplinato l’acquisto di immobili danneggiati, da parte di imprese, costruttori o soggetti terzi, anche pubblici, come le Acer, che possono essere recuperati con il contributo dovuto per quell’immobile. Il nuovo proprietario è però obbligato a mettere lo stesso edificio in locazione a canone concordato per un periodo medio lungo. Possibile anche vendere l’immobile, ma con una riduzione del contributo dovuto, o realizzare un affitto con patto di futura vendita.

CITTÀ PUBBLICA E POLITICHE PER I CENTRI STORICI
Con uno stanziamento di 11 milioni di euro previsti dal bilancio 2014, la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, sempre nell’ambito di qualità complessiva della rinascita dei centri storici e urbani, ha approvato una delibera che si occupa della cosiddetta città pubblica (marciapiedi, strade, piazze), per integrare i piani di rivitalizzazione con interventi destinati a completare operazioni anche nelle parti con destinatarie di contributi per la ricostruzione.

A tutti gli interventi resi possibili dalle nuove ordinanze si aggiungono quelli già consentiti dalle precedenti disposizioni, in particolare attraverso le Umi, i Piani della ricostruzione ed i Piani per la riparazione degli edifici pubblici e dei beni culturali, che potranno concorrere, con iniziative integrate anche con soggetti privati, alla messa a punto da parte di ciascun Comune di politiche organiche di rivitalizzazione del centro storico.

20 - Isola la tua casa e risparmia: come evitare le dispersioni termiche.
12 maggio 2014

Spesso ci si trova davanti la necessità di dover ristrutturare la propria abitazione, magari per intervenire sugli impianti troppo vecchi che fanno consumare tanto e sprecare di conseguenza molti soldi. In questi casi ci si può rivolgere agli istituti di credito, per chiedere un mutuo di ristrutturazione e sceglierne uno conveniente è semplice. Infatti, basta confrontare i prodotti di Cariparma con quelli di Barclays e altri operatori presenti sul mercato per trovare l’offerta più vantaggiosa che aiuti a risparmiare sulla rata del mutuo.

Rimettere a nuovo la propria casa non ha solo fini estetici o puramente funzionali, ma si può agire soprattutto in ottica di riqualificazione energetica per rendere la propria abitazione ecosostenibile. Si può ad esempio valutare l’installazione di un impianto a pannelli fotovoltaici, che oltre ad essere una scelta totalmente “green” permette alti risparmi, anche se nel lungo periodo.

In ogni caso, anche per i lavori di ristrutturazione meno importanti e dai costi più contenuti si possono fare delle scelte giudiziose per isolare la propria abitazione in modo da ridurre al minimo se non eliminare totalmente gli sprechi. Se si ha intenzione di cambiare le vecchie finestre, la scelta degli infissi giusti è cruciale per preparare la propria abitazione al prossimo inverno senza dover temere le bollette troppo salate.

Da prendere in considerazione sono infatti gli infissi a vetrocamera con doppio o triplo vetro (i vetri esterni “lavorano” sulla temperatura esterna, quelli interni sulla temperatura interna dell’abitazione). Meglio ancora se la camera, ovvero lo spazio tra un vetro e l’altro, viene riempita con gas inerti come argon, kripton e xenon che hanno una bassa conducibilità termica.

Il vetro, inoltre, va scelto con cura per ottenere una trasmittanza che deve variare dagli 1 (in alcune situazioni particolarmente favorevoli) ai massimo 3 W/mqk (in base alla zona climatica). Per quanto riguarda il telaio, anch’esso è preferibile sceglierlo con caratteristiche precise, ovvero in base al taglio termico. Come per il vetro, il profilo esterno e il profilo interno dell’infisso devono essere separati da guarnizioni in gomma e neoprene per evitare la trasmissione del calore per conduzione.

Il cambio degli infissi è la ristrutturazione meno invasiva, ma possono essere sperimentate anche soluzioni come l’isolamento delle pareti esterne. Per far ciò conviene, paradossalmente, isolare lo strato interno della parete attraverso dei pannelli isolanti (può essere usato, ad esempio, il sughero) incollati con collanti ecologici. Sui pannelli andrà poi passato l’intonaco, possibilmente traspirante, così come si farebbe per una qualsiasi parete e quindi tramite l’utilizzo della specifica rete di armatura.

Per una maggiore efficacia nella lotta alla dispersione termica, si possono creare delle contropareti isolanti, rinunciando così a 10-12 centimetri di spazio abitativo. Sulla parete interna andrà montato un montante specifico per sostenere una controparete in cartongesso distanziata dalla preesistente di una decina di centimetri. Questo vuoto andrà riempito con dei pannelli isolanti di lana di roccia, di vetro, polistirene o poliuretano.

Inoltre si può agire valutando controsoffittature, coibentazioni soprattutto dei terrazzi, pannelli riflettenti dietro i radiatori, ovvero tutti lavori di ristrutturazione che ci permetteranno di azzerare gli sprechi, risparmiare sulla bolletta e soprattutto di vivere in un ambiente totalmente ecocompatibile.

19 - Arrivano i chiarimenti delle Entrate su IMU e Irpef per i terreni agricoli.
2 Maggio 2014

Con la Risoluzione n. 41/E/2014 arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul principio di sostituzione IMU-IRPEF dei terreni agricoli. Per i redditi derivanti dai terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, per i quali è dovuta la cosiddetta “Mini IMU”, per l’anno 2013 vale il principio che l’imposta municipale unica sostituisca l’IRPEF. 

Il riferimento normativo è l’articolo 8, comma 1, del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 il quale ha disposto che l’IMU sostituisca, per la componente immobiliare, l’IRPEF e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati. Con riferimento ai terreni agricoli la sostituzione dell’IRPEF si applica alla componente dominicale dei terreni non affittati.

Scarica la Risoluzione n. 41/E/2014 dell'Agenzia delle Entrate

18 - Alloggi in affitto temporaneo, definite nuove opportunità
28 Aprile 2014

Proseguono le azioni previste dal Programma casa (ordinanza 23/12) per mettere a disposizione alloggi in affitto temporaneo alle persone le cui abitazioni sono state dichiarate inagibili a seguito delle scosse sismiche del 20 e 29 maggio 2012.  Lo definisce l’ordinanza n.26 del 10 aprile varata oggi dal presidente della Regione e Commissario delegato alla Ricostruzione, Vasco Errani sugli “Alloggi in affitto a favore dei nuclei familiari colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012”.

 

L’ordinanza è consultabile sul sito www.regione.emilia-romagna.it/terremoto nella sezione “Atti per la ricostruzione”, e sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

 

La nuova ordinanza garantisce a chi ha un percorso di rientro nell’abitazione lesionata la possibilità della stipula di un ulteriore contratto temporaneo di affitto fino al ripristino e comunque fino alla durata massima di 24 mesi. Questo in continuità con la precedente ordinanza 25 del 2012 che prevedeva – per chi ha avuto la casa danneggiata – di  presentare al Comune richiesta per ottenere un alloggio in affitto per la durata massima di 18 mesi con le spese di affitto a carico del Commissario dimostrando di non avere altra soluzione abitativa e rinunciando alle altre opportunità (alberghi, moduli abitativi, eccetera.) rese disponibili per le persone che hanno le abitazioni lesionate.

Possono beneficiare dell’intervento anche coloro che vi optano abbandonando altre forme di assistenza come il Contributo per l’autonoma sistemazione (Cas) o l’alloggio in Moduli abitativi prefabbricati (Map).

Inoltre, si punta - per un ulteriore periodo - ad “accompagnare” i nuclei familiari che non hanno un percorso di rientro in abitazione principale, attraverso la prosecuzione della locazione temporanea  per altri 6 mesi, affinché possano avere il tempo di riorganizzare la propria sistemazione.

 

Come per il provvedimento precedente (ordinanza 25 del 2012), rimangono a carico del Commissario le spese di affitto e un contributo per trasloco e arredi, mentre l’assegnatario farà fronte ai costi di assicurazione, alle spese condominiali e alle utenze. Novità introdotta dalla nuova ordinanza è l’assistenza ai nuclei con manifeste e documentate difficoltà economiche, intervenendo, in misura mirata e in via strettamente eccezionale, nel pagamento degli oneri condominiali.

17 - Sito del Cavone, via libera all'attività di monitoraggio
22 aprile 2014

Via libera all'attività di monitoraggio e di ricerca nel sito del Cavone nel comune di Mirandola (Modena) in piena coerenza con le raccomandazioni contenute nel rapporto Ichese. Ministero dello sviluppo economico e Regione Emilia-Romagna hanno siglato un accordo di collaborazione con la Società Padana Energia Spa concessionaria del sito. Il sito sarà a disposizione per un arco di tempo attualmente previsto in 90 giorni. I risultati saranno resi pubblici.

 L'accordo è arrivato il 17 aprile dopo l'incontro al Mise tra il ministro Federica Guidi, il presidente Vasco Errani e l'amministratore delegato dell'azienda, Cinzia Triunfo. Il sito del Cavone era quello su cui la commissione tecnico-scientifica non era riuscito ad escludere nè a confermare una correlazione tra l'attività delle trivelle e il sisma che nel maggio del 2012 ha colpito l'Emilia.

"L'azienda - è scritto in una nota del Ministero – pur dichiarando di non prestare acquiescenza alle risultanze del rapporto Ichese, in particolare in relazione al sito di Cavone, anche in considerazione del brevissimo tempo avuto a disposizione per la sua valutazione, non di meno accoglie fin d'ora la proposta del Ministero e della Regione di svolgere l'attività scientifica e di monitoraggio subordinando, in via esclusiva, l'attività oggetto della concessione allo svolgimento delle suddette attività".

16 - Il Governo ha presentato il DEF 2014: cos’è, a cosa serve, perché è importante?
18 Aprile 2014

Nei giorni scorsi l’esecutivo del Governo Renzi ha presentato ufficialmente il DEF 2014, il Documento di Economia e Finanza con il quale vengono fissati gli obiettivi economici e finanziari nel breve e medio termine per il nostro Paese, finalizzati alla ripresa economica e occupazionale. Approvato dal Consiglio dei Ministri n. 12 dell’8 aprile 2014, il DEF rappresenta il principale strumento di programmazione nazionale per una riforma strutturale economica e finanziaria, in coordinamento con le altre istituzioni europee.

Vista l’attualità e l’importanza del documento, in allegato un approfondimento con tutto quello che c’è da sapere sul DEF (che cosa è, a che serve, qual è la sua storia) e una sintesi dei contenuti del DEF 2014, che introduce interessanti novità su:
- lavoro
- cuneo fiscale
- riforme varie

15 - Le demolizioni e ricostruzioni possono usufruire delle detrazioni del 65%? La risposta dell’ENEA.
26 marzo 2014

L’ENEA ha aggiornato le FAQ (domande più frequenti) sulle agevolazioni fiscali per riqualificazione energetica. In particolare, l’ENEA ha chiarito che possono essere ammessi al bonus fiscale gli interventi di demolizione e ricostruzione con sagoma diversa, a patto che sia mantenuta la volumetria originaria. Infatti, la Legge 98/ 2013 di conversione del Decreto del Fare ha rivisto la definizione di “ristrutturazione edilizia” contenuta nel Testo Unico Edilizia eliminando il riferimento alla “sagoma”. Dal 21 agosto 2013, quindi, sono compresi tra gli interventi di ristrutturazione edilizia anche quelli che consistono nella demolizione e ricostruzione di un immobile con la stessa volumetria di quello precedente, senza che sia necessario rispettarne la sagoma. 
Sono compresi nella ristrutturazione anche gli interventi “volti al ripristino degli edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente  consistenza”. Sono comunque esclusi dalla detrazione 65% gli immobili soggetti a vincolo ai sensi del D.Lgs. 42/2004.

14 - Detrazione del 65% per risparmio energetico e lavori che proseguono nel 2014
14 Marzo 2014

Nel corso degli ultimi anni numerosi gli interventi legislativi in materia di agevolazione fiscale, a partire dalla Finanziaria 2007 (che ha introdotto la detrazione del 55% per la riqualificazione energetica), fino alla Legge di Stabilità 2014, che ha prorogato la detrazione nella misura del 65% a tutto il 2014. Nello specifico, la detrazione è stata prorogata:
· al 65% con riferimento alle spese sostenute nel periodo che va dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014
· al 50% con riferimento alle spese sostenute nel periodo che va dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre 2015
Relativamente agli interventi su parti comuni condominiali, o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio, la detrazione è pari:
· al 65% per le spese sostenute nel periodo che va dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2015
· al 50% per le spese sostenute nel periodo che va dal primo luglio 2015 al 30 giugno 2016
Cosa accede se gli interventi sono iniziati nel 2013 (o in anni precedenti) ma proseguono/terminano nel 2014, con presenza delle relative spese nelle diverse annualità?
In tal caso è necessario inviare telematicamente comunicazione all'Agenzia delle Entrate l'apposito modello IRE entro il 31 marzo 2014.

La comunicazione è richiesta dal Fisco al fine di monitorare le detrazioni fiscali in corso di maturazione da parte dei contribuenti, suddivise per ciascun esercizio.
In particolare, secondo quanto disposto dall'art. 29, comma 6, del D.L. 185/2008 e dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 6 maggio 2009, a partire dalle spese sostenute nel 2009, è richiesta la presentazione telematica se:
· i lavori proseguono oltre il periodo d'imposta, ossia iniziano in un periodo d'imposta e proseguono in quello successivo o in quelli successivi;
· sono sostenute spese in più periodi d'imposta, ossia si sostengono spese nel periodo precedente a quello in cui i lavori sono terminati e in quello in cui i lavori terminano;
Anche quest'anno, pertanto, se gli interventi sono iniziati nel 2013 (o in anni precedenti) ma proseguono/terminano nel 2014, con sostenimento delle relative spese nelle diverse annualità, è necessario inviare la comunicazione relativamente alle spese sostenute nel 2013.

La comunicazione non deve essere presentata:
· se i lavori iniziano e si concludono nello stesso periodo d'imposta (es: lavori iniziati e terminati nel 2013)
· se nel periodo precedente a quello di ultimazione dei lavori non sono state sostenute spese (es: lavori iniziati nel 2013 e ultimati nel 2014 senza sostenimento di spese nel 2013)

Provvedimento Agenzia Entrate 6-5-2009 IRE

13 - Agevolazioni fiscali per interventi edilizi.
18 febbraio 2014

La legge di Stabilità 2014 (Legge 147/2013) ha prorogato al 31 dicembre 2014 la possibilità di usufruire della detrazione Irpef del 50% (anziché del 36 %) per le spese relative ad interventi di ristrutturazione edilizia. A seguito delle recenti modifiche al quadro normativo, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida sulle agevolazioni fiscali in merito ad interventi edili. La guida definisce in maniera chiara e semplice tutti gli aspetti legati alle detrazioni fiscali, le procedure da seguire, gli interventi agevolabili e i documenti da conservare. E’ così strutturata:
-  detrazione Irpef per le spese di ristrutturazione
-  Iva sulle ristrutturazioni edilizie
-  detrazione per gli acquirenti e gli assegnatari di immobili ristrutturati
-  detrazione irpef del 19% degli interessi passivi sui mutui
-  principali tipi di intervento ammessi alla detrazione Irpef

Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali (Agenzia Entrate)

12 - APE - Attestato di Prestazione Energetica.
17 febbraio 2014

La disciplina relativa alla Certificazione Energetica degli Edifici contenuta nel D.Lgs. 192/2005 ha subito di recente diverse modifiche, anche a distanza di breve tempo l’una dall’altra. In particolare sono intervenuti sul tema:
- Decreto Ecobonus (D.L. 63/2013, convertito con Legge 90/2013)
- Decreto Destinazione Italia (D.L. 145/2013)
- Legge di Stabilità (Legge 147/2013)
- Decreto Milleproroghe (D.L. 151/2013)
Le modifiche apportate dai vari interventi normativi hanno tuttavia generato gran confusione su un tema così rilevante, visto che riguarda la compravendita e l’affitto degli immobili. La Legge di Stabilità 2014 ha rinviato l'operatività della norma sulla nullità del contratto in caso di mancata allegazione dell'APE, ma non ha tenuto conto che la norma stessa era stata già abrogata dal Decreto Destinazione Italia. Di recente anche il Governo (Ministro Cancellieri) si è espresso in risposta ad un’interrogazione sull’APE in caso di trasferimento o locazione di immobili.
 
Link di approfondimento a cura di BibLus-net, che cerca di riassumere e fare chiarezza su tutti gli interventi normativi e sul regime giuridico applicabile all’APE in tema di allegazione ai contratti immobiliari. Sono presenti, inoltre, utili tabelle sinottiche con obblighi e sanzioni previste nei vari casi possibili.

Speciale APE

11 - La detrazione del 50% può essere applicata in caso di demolizione e ricostruzione fuori sito.
03 febbraio 2014

Anche nel caso in cui un immobile viene demolito e poi ricostruito a lieve distanza rispetto all’area di sedime originaria, è possibile beneficiare delle agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie. Lo ha chiarito il sottosegretario del Ministero dell’Economia, Pier Paolo Baretta, in risposta ad una interrogazione in Commissione Finanze alla Camera. In particolare, secondo il sottosegretario, i lavori di demolizione e ricostruzione con lieve spostamento dell’edificio possono beneficiare della detrazione sulle ristrutturazioni edilizie grazie al progressivo allentamento dei vincoli normativi che hanno portato questa tipologia di interventi ad essere inquadrati come ristrutturazione edilizia. 

10 - Io non tremo: il rischio sismico in mostra a Mirandola
30 gennaio 2014

Dal 9 al 28 febbraio l'esposizione sarà visibile all'Istituto "Galilei" per promuovere la conoscenza dei pericoli legati al sisma. La mostra permanente "Io non tremo", ospitata dall'Istituto Aldini Valeriani di Bologna, farà visita a Mirandola, che il terremoto lo ha purtroppo conosciuto bene con le scosse di maggio 2012, portando alcuni suoi pannelli e alcune apparecchiature. Dal 9 al 28 febbraio, presso i laboratori dell'Istituto Superiore Statale "Galilei" in via Barozzi 4 a Mirandola, sarà dunque possibile visitare la mostra e approfondire la propria personale conoscenza sul fenomeno geologico del terremoto e sugli effetti che questo comporta sugli insediamenti e sulle costruzioni.L'esposizione mirandolese ha nome: "Io non tremo: il rischio sismico in mostra a Mirandola" ed è stata organizzata dall'Unione Comuni Modenesi Area Nord-Ceas "La Raganella", con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza del concetto di rischio sismico. La visita alla mostra comprende alcuni elementari esperimenti di fisica, oltre alla presentazione di numerosi pannelli.

09 - Alluvione, prorogate le scadenze delle pratiche per la ricostruzione.
28 gennaio 2014

A causa degli eventi alluvionali nell'area del sisma vengono spostati i termini relativi alle richieste per abitazioni e imprese.
Prorogate, a causa dell’alluvione che ha colpito il modenese, tutte le imminenti scadenze relative alle pratiche per la ricostruzione delle abitazioni e delle imprese nonché dei progetti e delle istanze in attuazione del Piano delle opere pubbliche e dei beni culturali. Lo definisce l’Ordinanza emanata oggi dal presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato per la Ricostruzione, Vasco Errani (la numero 2 del 2014 che modifica la 131 del 18 ottobre 2013), che stabilisce la proroga per le disposizioni relative ai termini di presentazione delle prenotazioni e delle domande di contributo per la ricostruzione.
Il provvedimento si è reso necessario alla luce degli eccezionali eventi alluvionali verificatisi tra il 17 e 19 gennaio 2014 negli stessi territori colpiti dal sisma del maggio 2012. Eventi che hanno comportato, e comportano, numerosi disagi alle popolazioni oltre ad impedire il corretto e completo svolgimento del lavoro dei tecnici pubblici dei Comuni direttamente colpiti e di quelli ad essi contigui attualmente impiegati per gli interventi di messa in sicurezza e assistenza alla popolazione nonché dei tecnici privati residenti nelle aree colpite ed interessati dalle pratiche per la ricostruzione post sisma in tutto il territorio che non sono nelle condizioni di poter rispettare le scadenze previste.
L’istanza di prenotazione, oggetto di proroga, è comunque obbligatoria per il successivo deposito della domanda di contributo. L’istanza consiste nella semplice compilazione di un modulo, sempre all’interno delle due piattaforme informatiche Mude e Sfinge, contenente le principali informazioni relative all’intervento (il beneficiario, l’ubicazione, la stima del costo, il numero di unità immobiliari e famiglie per le residenze, mentre per le imprese vengono richiesti il settore, i beni su cui si chiede contributo). I dati dichiarati in fase di istanza di prenotazione possono poi essere rettificati in fase di deposito della domanda.

ABITAZIONI
Per quanto riguarda abitazioni con danni B o C, la scadenza per il deposito viene spostata al 30 aprile 2014, in questo caso non è prevista istanza di prenotazione.
Per le abitazioni con danni classificati E la prenotazione dovrà essere compilata entro il 31 marzo 2014 e il deposito della domanda dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2014.
Per quanto riguarda interventi su immobili compresi nelle Umi il deposito della domanda è previsto entro il 31 dicembre 2014 mentre per quelle subordinate al piano della ricostruzione entro il 30 giugno 2015.

IMPRESE
Prevista la prenotazione entro il 31 marzo 2014 e il deposito entro il 31 dicembre 2014.

OPERE PUBBLICHE
I termini stabiliti dal Regolamento per l’attuazione dei Piani Annuali 2013-2014 Opere pubbliche, beni culturali, edilizia scolastica e università (che riguardano la presentazione dei progetti preliminari, definitivi ed esecutivi degli interventi), decorrono dal 1 marzo 2014 (stessa decorrenza per le opere di importo inferiore ai 50 mila euro). Mentre in merito alla presentazione dell’istanza al Commissario delegato per l’inserimento nel Programma delle Opere pubbliche e dei beni culturali, è prorogato al 31 marzo 2014.

08 - Detrazioni fiscali per il risparmio energetico, la guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate con le ultime novità sul 65%.
16 Gennaio 2014

Sostituzione dei vecchi infissi, caldaie e cappotti e altri interventi di riqualificazione energetica, ancora un anno di tempo per poter usufruire dell’agevolazione fiscale del 65%. Questo è quanto stabilito dalla recente Legge di Stabilità (Legge 27 dicembre 2013, n. 147). Alla luce della proroga introdotta dalla Legge di Stabilità 2014, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la versione aggiornata della guida “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”, che contiene tutte le istruzioni per usufruire dei benefici fiscali. In particolare, la detrazione Irpef per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 fino al 31 dicembre 2014 è pari al 65%; a partire dal primo gennaio 2015 ci sarà una graduale diminuzione dell’aliquota, fino a diventare pari al 36% nel 2016. Inoltre, per gli interventi su parti di edifici condominiali l’agevolazione del 65% è possibile per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2015; scenderà al 50% per quelle sostenute dal primo luglio 2015 al 30 giugno 2016.

Dal primo luglio 2016 l’agevolazione sarà sostituita con un’aliquota pari al 36%.

Nella guida vengono descritte:

-  le tipologie di interventi interessate dall’agevolazione

-  le tipologie di spesa detraibili

-  i documenti da conservare

-  gli adempimenti richiesti e le procedure da seguire

 

Guida risparmio energetico

07 - Legge di Stabilità 2014, tutte le novità più interessanti per professionisti, imprese e cittadini
9 Gennaio 2014

Sulla Gazzetta Ufficiale n.302 del 27 dicembre 2013 - Suppl. Ordinario n. 87 è stata pubblicata la Legge 147/2013, la Legge di Stabilità per il 2014, che contiene una serie di disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato.

Vengono introdotte tante novità di interesse per cittadini, imprese e professionisti del settore edile, come ad esempio:

- Detrazioni Irpef dipendenti

- Fondo garanzia prima casa

- Proroga bonus fiscali per riqualificazione energetica, edilizia e acquisto mobili

- Taglio detrazioni Irpef

- Imposte di bollo su titoli e Ivafe

- Lotta ai falsi rimborsi Irpef

- Proroga scadenza mini-IMU

- IUC

- Semplificazioni per versamento dei tributi

- Tracciabilità del pagamento degli affitti

- In allegato proponiamo il testo integrale della Legge e lo speciale di BibLus-net con una sintesi delle novità più interessanti.

 

Legge di stabilità 2014

Speciale legge di stabilità

06 - Sisma, finanziati investimenti produttivi per 705 imprese con 60 milioni di euro
23 Dicembre 2013

Continua l’attività di ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto del 2012. Con fondi nazionali di 60 milioni di euro saranno finanziati investimenti produttivi per 705 imprese, mentre sono state assegnate risorse per attivita' di ricerca e crescono costantemente le cifre della ricostruzione registrate dai sistemi Mude e Sfinge.

"Una accelerazione  per la ricostruzione e per sostenere la ripresa. Credo - ha evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli – che oggi sia estremamente importante sottolineare che col gioco di squadra che abbiamo messo in campo, Regione e Governo, riusciamo a rispondere ad una grande esigenza dell’economia della nostra regione. L’impegno è mettere al centro il lavoro e costruire ancora opportunità perché l’Emilia-Romagna possa essere un locomotore forte per la nostra ripresa e di quella dell’intero Paese. Queste misure consentono di puntare ad un 2014 con imprese, dall’edilizia al biomedicale, dall’agroalimentare alla meccanica cioè la forza dell’Emilia-Romagna in grado di rimettersi in gioco per sviluppare nuova occupazione e nuovo lavoro".

Leggi l'articolo completo:

http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/Sisma-finanziati-investimenti-produttivi-per-705-imprese-con-60-milioni-di-euro

 

05 - Incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute ed igiene sul lavoro - pubblicato il bando isi-inail 2013 - Regione Emilia Romagna.
20 Dicembre 2013

Emanato l'Avviso pubblico ISI INAIL 2013 per incentivare le imprese alla realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (v. Comunicazione n. ec13125 del 5 dicembre 2013).
L'Avviso ha previsto per la Regione Emilia Romagna uno stanziamento complessivo di 20.891.158 Euro per progetti di investimento, di adozione di modelli organizzativi, di responsabilità sociale e per i progetti di sostituzione o di adeguamento delle attrezzature di lavoro messe in servizio anteriormente al 21 settembre 1996 con attrezzature rispondenti ai requisiti di cui al Titolo III del D. lgs. n. 81/2008 s.m.i.
Il contributo in conto capitale, è pari al 65% dell’investimento nonchè delle eventuali spese accessorie o strumentali, funzionali alla realizzazione dello stesso, per un massimo di 130.000 € erogato dopo la verifica tecnico-amministrativa e la realizzazione del progetto.
Le imprese già registrate sul sito dell'INAIL avranno a disposizione una procedura informatica per l’inserimento della domanda di contributo e potranno effettuare le simulazioni relative al progetto da presentare dal 21 gennaio 2014 fino alle ore 18 del giorno 8 aprile 2014.
Si segnala che Confindustria Modena, in collaborazione con la Direzione Provinciale dell’INAIL, ha in progetto un incontro con le aziende al fine di approfondire le novità e i contenuti dell'Avviso Pubblico 2013.

04 - Cos’è e come si applica il “reverse charge” in edilizia?
11 Dicembre 2013

La Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria per l’anno 2007) ha introdotto nel settore edile il meccanismo del “Reverse Charge” ossia dell’inversione contabile. In particolare, il Reverse Charge è applicato alle “prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori, nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili, ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore”.
 
Il Reverse Charge è stato introdotto al fine di evitare in alcuni settori, tra cui quello dell’edilizia, possibili frodi fiscali.
Infatti, in casi di subappalto, accadeva spesso che il subappaltatore emettesse fattura nei confronti dell’appaltatore con normale applicazione dell’iva, ma senza versarla e che l’appaltatore richiedesse anche il rimborso dell’iva.
Facciamo una esemplificazione sulla possibile frode:
- Tizio (subappaltatore) emetteva fattura a Caio (appaltatore)
- Tizio incassa l’iva da Caio, spariva e non versava l’imposta (danno per l’erario)
- Caio chiedeva il rimborso dell’iva versata a Tizio (ma mai versata da Tizio all’erario) e il più delle volte ci riusciva (secondo danno per l’erario)
 
Si veniva quindi a creare un doppio danno per l’erario:
- l’iva non versata da Tizio (subappaltatore)
- rimborso dell’iva richiesta da Caio (appaltatore)

Dopo aver scoperto numerose frodi di questo tipo, l’erario ha deciso di cambiare le regole, spostando l’onere di versare l’iva in capo a Caio (appaltatore) perché più affidabile e non più a Tizio (subappaltatore) che offre meno garanzie.
 

03 - I finanziamenti sosterranno l’ammodernamento delle imprese agricole e il settore agroindustriale
24 Ottobre 2013

Trenta milioni per incentivare l’ammodernamento delle aziende agricole, per favorire l'innovazione tecnologica e migliorare il rendimento globale e altri 20 milioni per agire sul segmento della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, creare reddito nel settore e concorrere alla crescita economica delle imprese. Sono le cifre messe a disposizione da due bandi regionali finalizzati alla ripresa del settore agricolo. In relazione al primo bando da 30 milioni, indirizzato ai titolari d’impresa agricola, le domande vanno presentate entro il 15 ottobre 2013 all’amministrazione provinciale competente. Per quello da 20 milioni, per investimenti nelle imprese agroindustriali, la scadenza è il 3 ottobre 2013. Per informazioni: http://agrea.regione.emilia-romagna.it/ e http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it.

02 - Semplificazione, nasce il Comitato unitario per la ricostruzione
1 Settembre 2013

Era previsto dalla legge regionale sulla ricostruzione, approvata a fine 2012 dopo il terremoto di un anno fa. Ora prende forma il Comitato unitario per la ricostruzione (Cur), istituito dalla Regione per semplificare la vita ai Comuni colpiti dal sisma: lo ha deliberato la Giunta Errani lo scorso 2 agosto, nell'ultima riunione prima della pausa estiva. Il Cur e' "un organo collegiale composto dai rappresentanti della Regione, della Provincia e dei Comuni o dell'Unione di Comuni" che hanno compiti di pianificazione. La partecipazione alle riunioni del comitato "non comporta costi aggiuntivi a carico del bilancio regionale - si stabilisce nella delibera - e non da' luogo a riconoscimenti di indennita', compensi, gettoni di presenza o altri emolumenti comunque denominati".
Nel caso i progetti di ricostruzione interessino beni culturali, e' chiamato a partecipare anche un rappresentante della Direzione regionale dei Beni culturali. A presiedere il Cur e' il rappresentante della Regione, che e' stato indicato dalla Giunta nel responsabile del Servizio pianificazione urbanistica di viale Aldo Moro. "Il Cur dura in carica fino alla completa attuazione degli interventi per la ricostruzione", si legge
ancora nella delibera. Il comitato "opera con la finalita' di accelerare la tempistica, conseguire la semplificazione dei procedimenti, garantendo l'uniformita' nell'esame dei piani presentati dai Comuni interessati e l'omogeneita' nell'applicazione delle disposizioni di legge e delle norme di
funzionamento dettate dal presente atto". I Comuni terremotati, stabilisce la Regione, possono dotarsi di un "Piano della ricostruzione" e il Cur ha il compito di dare "pareri, riserve e ogni atto di assenso richiesti dalla legislazione vigente per l'approvazione degli strumenti urbanistici attuativi".
Ulteriori dettagli sul Cur nella pagina di questo sito all'indirizzo www.regione.emilia-romagna.it/terremoto/gli-atti-per-la-ricostruzione/umi-piano-della-ricostruzione-cur

01 - Approvata la nuova legge regionale sull'edilizia
12 Agosto 2013

La legge entra in vigore il 28 settembre, ad eccezione delle misure per la ripresa economica in vigore sin dal 31 luglio. La nuova legge regionale avvia un percorso diretto alla standardizzazione della modulistica relativa alle pratiche edilizie e alla semplificazione delle parti normative degli strumenti urbanistici. Il percorso si attua attraverso atti di coordinamento regionali condivisi con gli operatori economici, i professionisti e gli enti locali. Nel pacchetto della semplificazione sono da includere l'ampliamento del'attività' edilizia libera e delle varianti in corso d'opera, il facilitato ricorso alla proroga dei titoli edilizi, l'abolizione del parere integrato ARPA AUSL per particolari insediamenti produttivi, il riordino dell'attività di controllo da compiere inizialmente sui progetti edilizi e poi sulle opere ultimate.

http://territorio.regione.emilia-romagna.it/in-evidenza/approvata-la-nuova-legge-regionale-sulledilizia